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Viaggio in Regno Unito, Irlanda

Completiamo il Regno Unito con il Galles e l’Irlanda

Completiamo il Regno Unito con il  Galles e l’Irlanda uniche parti mancanti dai viaggi precedenti. Partiamo giovedì 21 luglio nel pomeriggio dirigendoci verso la Svizzera. Il viaggio scorre tranquillo, solo un piccolo rallentamento per la regolamentazione di accesso al tunnel del Gottardo, poi via verso la Francia. In nottata ci fermiamo lungo una delle belle strade nazionali a Ligny en Barrois ove troviamo una comoda area attrezzata. Dormiamo in tranquillità e di buon ora ci alziamo muoverci alla volta di Disneyland Paris.disneyland paris  Una strada a tre corsie conduce ad una struttura simile a un casello autostradale ove si paga il parcheggio. La parte più distante è dedicata ai camper con tutti i servizi: da qui a piedi potrete raggiungere l’entrata del parco usufruendo dei tapis roulant sotto la tettoia. A circa 500 metri i controlli e la biglietteria. Trascorriamo l’intera giornata all’interno del parco: in circa 12 ore riusciamo a fare tutte le attrattive disponibili del Disneyland parc e alcune degli Studios. La giornata è splendida e iniziamo dalla parte incentrata sulle favole tradizionali. Non mi dilungherò in commenti che comunque sono del tutto personali ma darò solo indicazioni. Tutto è scenograficamente ambientato molto bene, ben tenuto e pulito, con molto personale a guidarti nelle attrazioni. Potrete usufruire su alcune attrazioni del fast pass, ovvero una prenotazione che  effettuerete su macchinette dedicate che scannerizzando il biglietto vi erogheranno un ticket con indicato l’orario (permesso 30 minuti) in cui vi dovrete presentare permettendovi di saltare la coda. Di questo servizio potrete usufruirne in una attrazione alla volta. Bar e ristoranti e shop sono ovunque ma i prezzi ovviamente sono da turista d’elite. Nel complesso rimaniamo delusi dal parco su cui riponevamo molte aspettative per la fama. La particolarità è di certo l’ambientazione e il tema, ma i giochi e le attrazioni li riteniamo obsoleti, belli nella realizzazione ma non così divertenti. Spesso lunghe  attese per una durata troppo esigua del percorso (mediamente 2-3 minuti) A parte un paio di montagne russe adatte ai coraggiosi i rimanenti giochi sono adatti a bambini  anche piccoli. Alla fine troviamo molto più divertente il parco deli Studios, forse per la maggiore modernità e maggiore connotazione didattica delle attrazioni come un treno che ti porta su due set cinematografici e ti mostra gli effetti speciali facendoti prendere parte alla scena. La nostra preferenza e quella dei bimbi va a Ratatouille , un percorso di alcuni minuti creato con l’aiuto delle realtà virtuale 3d: verrete catapultati all’interno del celebre  cartone forniti degli occhiali 3d. Purtroppo non riusciamo vedere tutte le attrazioni degli studios, ma davvero stanchi ci dirigiamo al camper per una meritata doccia e un meritato riposo. Il mattino seguente ci alziamo con calma e ci dirigiamo verso nord: facciamo tappa a Chantilly e sostiamo in uno dei parcheggi del castello. Bellissima la veduta del castello dalla cima del grande prato affollato quest’oggi da persone che approfittano della giornata per un pic nic. Acquistiamo il biglietto famiglia che include giardino, castello e spettacolo didattico di dressage. Splendida e imponente la costruzione all’esterno quanto ricca di decori e arredi nell’interno ove troverete anche una mostra di quadri. Il giardino è immenso tanto che potrete noleggiare a pagamento le classiche macchinine usate nei campi da golf. A dir il vero in alcune parti è un po’ trasandato, ma comunque vi permetterà una piacevole passeggiata. Infine ci spostiamo nelle adiacenti stalle ove assistiamo alla dimostrazione didattica di equitazione ovviamente solo in lingua francese. Davvero bello questo castello. Ci spostiamo e in serata arriviamo a Calais dopo aver fatto tappa per cena nella area attrezzata di Doullens. Giunti in nottata a Calais troviamo l’ultimo posto nell’affollatissima area vicino il faro. L’indomani presto ci sposteremo all’imbarco che dista pochi minuti. L’arrivo in terra Inglese è alquanto difficoltoso data la enorme coda in uscita dal porto purtroppo a causa di una strada chiusa. Questa sarà una costante della giornata che spesso ci renderà la vita parecchio difficile. Dopo esserci fermati per pranzo arriviamo finalmente alla prima delle tappe inglesi: Bibury. Lasciamo il camper in uno dei parcheggi lungo la strada (ne trovate entrando da entrambi i lati) ma purtroppo non vi sono altre alternative. Il piccolo borgo è microscopico ma davvero offre un paio di vedute caratteristiche. Un allevamento di trote con annesso ristornate e parco didattico costituisce il centro e alcune case in mattoni e pietra color beige fanno da contorno con i loro piccoli giardini fioriti. Una infinita quiete è ciò che troverete in una cornice davvero suggestiva. Riprendiamo il camper e per ora di cena arriviamo a Chepstow dove troviamo posto nel comodissimo parcheggio a fianco il castello. Dopo cena faccio due passi per il paesino che è molto vivo e colorato. Questa sera vi è una festa per la ricorrenza dei 200 anni del ponte sul fiume Way: una moltitudine si dirige verso il parco sul fiume con veduta sul ponte , ove una live band allieta l’attesa dei fuochi artificiali. Dormiamo tranquilli e al risveglio facciamo due passi in paese. Il più antico castello del Galles adorna il lato del paese che da sul fiume che risente in maniera spropositata della marea. Il paesino è molto piccolo  ma davvero vivo con fiori dappertutto e i tipici festoni appesi ai lampioni. Nulla di trascendentale ma alcuni scorci ci ripagano della fermata. Al rientro prendiamo un po’ di materiale informativo all’ufficio del turismo a fianco il parcheggio e ripartiamo verso nord. Facciamo tappa presso la Tintern Abbey: lasciamo il camper nell’adiacente parcheggio e trascorriamo poco meno di un’oretta gironzolando tra i ruderi della antica abbazia. Biglietto famiglia che prevede 2 adulti e 3 bambini al prezzo di 16,2 pound così come al raglan Castle e al Chepstow Castle. La splendida giornata ci invita anche ad una piccola pausa sul verde parto. Approfittiamo della locanda di fronte il complesso monumentale per prendere un the ed usufruire del wifi, dopo di che ci spostiamo a Monmouth ove troviamo con grande fortuna l’unico stallo del parcheggio che ci permette di retrocedere sull’aiuola e far in modo di non sbordare dalle linee. Il centro è davvero piccolo: gironzoliamo per la via centrale fino ad arrivare al ponte fortificato che probabilmente era originariamente la porta cittadina e saliamo fino al castello di cui rimane davvero poco: di fronte una piccola mostra gratuita di reperti bellici. Una sosta evitabile per chi avesse fretta. Ripartiamo decidendo di tagliare la parte del programma che ci avrebbe portato lungo il fiume Wye e ci dirigiamo verso Cardiff. Davvero comodo si rivelerà l’area attrezzata come davvero bello e ben curato il parco a fianco l’area lungo il fiume. Da qui a piedi in circa 15 minuti giungete al castello attraversando il parco. Di fronte inizia la ampia zona pedonale ricca di negozi di ogni tipo. Davvero stridente il contrasto tra le mura del castello e le fredde vetrate degli edifici ultramoderni del centro. Facciamo una bella passeggiata e ceniamo in un ristorante del centro appartenente al celebre Jamie Oliver: prezzi economici porzioni non abbondanti per una qualità buona per un  inglese ma un po’ scadente per un italiano. L’indomani dopo le operazioni di camper service partiamo e ci dirigiamo verso la Neath Abbey: troviamo un posto nel piccolo parcheggio antistante. L’entrata è gratuita ma sono in corso alcuni lavori di ristrutturazione. Due passi intorno le rovine e ripartiamo verso Rhossili Bay. Purtroppo il cielo è coperto e comincia anche a piovere, ed essendo abbastanza stretta la strada per raggiungerla decidiamo di fermarci in cima un piccolo passo ove pascolano liberamente mucche, pecore e cavalli. Il paesaggio è straordinario e ricorda molto le highlands scozzesi. In tutta la zona gli animali sono lasciati liberi di pascolare ovunque arrivando ad invadere anche i agglomerati di abitazioni. Tappeti erbacei coperti di felci con un panorama a 360 gradi mozzafiato. Pranziamo e facciamo due passi rilassandoci immersi nel silenzio del piccola collina interrotto solo di tanto in tanto dal belare e dal muggire degli animali.  A seguire ci muoviamo verso Kidwelly Castle: lasciamo il camper nel comodo parcheggio a pochi passi dal castello che riteniamo ideale anche per la sosta notturna. La visita al castello  (biglietto famiglia) costa 10, 8 pound. Meno di un’oretta sarà sufficiente per la visita delle rovine. Domani ci aspetta la visita a Tenby ma invece che dirigerci la optiamo per il comodo parcheggio davanti il Laugharne Castle. Ceniamo con veduta sul castello e sul profondo estuario poi a nanna. Ci alziamo presto svegliati dal vociare di alcuni ambulanti che sono venuti per il consueto mercato settimanale il mercoledì, facciamo colazione e partiamo con il cielo nuvoloso ma non appena arrivati a Tenby uscirà il sole. Lasciamo il camper nel comodo parcheggio di South Beach da cui potete fare una passeggiata di 5/10 minuti con veduta sulla lunga spiaggia fino al centro. Il parcheggio da sulla spiaggia ideale per sport e relax, da qui salite i gradini che portano al lungomare sopraelevato che conduce alle mura cittadine offrendovi una bella veduta anche sul Castle Island un castello costruito su un isolotto roccioso davanti la spiaggia raggiungibile a piedi solo con la bassa marea. Il paesino oltre queste splendide vedute sopraelevate è davvero carino e molto vivo, con il suo centro storico all’interno delle mura Normanne pieno di negozietti di ogni genere. Dall’altro lato il piccolo porticciolo contornato da casette colorate si affaccia su una altra bellissima spiaggia dalle acque cristalline. Nelle riviste questo luogo viene reclamizzato come uno dei più belli del Galles. Sul molo acquistiamo un po’ di pesce per pranzo e appagati dalla visita rientriamo al camper. Ci muoviamo verso ovest fermandoci a Pembroke ove pranziamo nel parcheggio davanti l’ufficio del turismo. Da qui raggiungiamo comodamente il castello che si trova a poche centinaia di metri. Davvero imponente e scenografico il rudere contornato dalle acque del fiume ove nuotano cigni e anatre. Arrivati all’entrata percorriamo main street a ritroso curiosando tra i negozi. Arrivati al camper partiamo e ci muoviamo verso Govan’s Head: le campagne che attraversiamo sono spettacolari, ma ancor più l’ultimo tratto di strada prima di arrivare alla punta  sopra la scogliera. Gli utlimi 3 km sono un po’ stretti ma vi sono passing place e la vegetazione non copre la visuale. Alla fine della strada  che porta a Govan’s Head lasciamo il camper nel parcheggio ove compare il divieto notturno. Scendiamo pochi passi fino alla cappella tra le rocce della famosa leggenda che domina una ripida scogliera. Il posto è davvero scenografico. Passeggiamo sul bordo della scogliera alta circa 100 metri ove alcuni climber sono intenti a scalare le ripide pareti. In uno degli anfratti scorgiamo addirittura un falco pellegrino aggrappato alla roccia. Il silenzio è rotto solo dal rumore delle onde del mare che assume un colore intenso e dallo stridere dei gabbiani che sorvolano la scogliera. La giornata di sole rende tutto davvero idilliaco. Davvero un posto da non perdere. Ripartiamo e data la bellezza del luogo decidiamo di spostarci pochi km per andare a vedere un luogo simile ove vi è un arco roccioso naturale nel mare ma troviamo la strada di accesso sbarrata a causa di operazioni militari. Delusi dirigiamo il camper verso Saint David’s ove lasciamo il camper nel parcheggio vicino la cattedrale. Visitiamo la cattedrale e il bishop palace, facciamo due passi per il centro del paesino e mangiamo un fish and chips. Dopo cena ci succede una cosa singolare mentre eravamo in relax in camper una auto si ferma nel parcheggio ci gira attorno , segna il nostro numero di targa e riparte senza dir nulla: forse un impiegato comunale che sarebbe ripassato più tardi per verificare, pertanto decidiamo di spostarci a dormire a Fishguard ove troviamo un parcheggio non distante dall’imbarco ove pernottiamo in compagnia di altri due camper. Il mattino dopo aver fatto rifornimento e caricato acqua al distributore a ridosso del parcheggio (molti distributori hanno delle pompe per rabbocco acqua delle auto che però se avete pazienza , avendo un flusso molto basso, vi permetterà di caricare), ci muoviamo attraversando verdissime colline e numerosi saliscendi. Giungiamo a Aberaeron che continua a  piovigginare , pertanto dopo esserci fermati nel parcheggio sul molo scendo velocemente a fare due foto. Peccato , il paesino è piccolo ma dal porticciolo avete una veduta spettacolare sul molo con le barche in secca e il contorno di casette multicolori; anche la via principale è molto viva con alcuni negozietti, case ben tenute e un via vai di turisti. La mattina uggiosa ci impigrisce tanto da farci desistere. Andiamo avanti , ci fermiamo ad Aberystwyth, ove optiamo per il parcheggio della ferrovia del trenino turistico a vapore ove vediamo altri camper, essendovi nel park and ride divieto per caravan (solita questione noi non siamo caravan…).Nelle vicinanze trovate altri parcheggi di alcuni supermercati, ma qui , essendo il parcheggio privato, nessuno potrà mai multarvi. Facciamo dopo pranzo due passi in centro approfittando di un timido sole che è uscito. Molto carino il centro pieno di negozi e vie animate, un bel lungomare pedonale e il rudere del castello su una piccola collinetta antistante la spiaggia. Davvero una piacevole sosta. A seguire ci spostiamo a Dolgellau fermandoci nel parcheggio a ridosso del centro. L’ultimo tratto di strada è davvero panoramico quando sale leggermente in quota con colline brulle che ricordano molto la Scozia. Ci accorgiamo subito di quanto il paese sia piccolo perciò decidiamo di fare subito due passi per il piccolo paesino dalle casette in pietra griglia che danno un tocco di fascino a tutto l’agglomerato. Anche questo come il precedente risulta di certo essere una meta turistica. Il mattino ci svegliamo con il solito cielo coperto e leggera pioggerellina. Ci muoviamo attraverso verdissime colline interrotte solo da piccoli agglomerati di casette in pietra ed arriviamo ad Harlech Castle: Vediamo entrando in paese un parcheggio lungomare ma siccome pioviggina decidiamo di desistere dalla visita al castello e proseguiamo fino a Portmeirion ove parcheggiamo all’entrata del paese. Scopriamo che questo piccolo villaggio proprietà di una fondazione ed è stato creato da un architetto eccentrico. Si paga l’entrata ( 39 pound biglietto famiglia per cinque) e all’interno troverete solo cafè, cottage di villeggiatura e negozi. Comunque la visita è davvero piacevole: il villaggio è ben curato costituito da casette multicolori e giardini superfioriti. Compriamo qualche dolciume e scendiamo sino alla spiaggia e camminiamo un po’ sulla sabbia all’interno dell’ampio estuario. Davvero rilassante ed emozionante questa passeggiata sulla sabbia battuta che davvero da l’idea della portata della marea. Come i giorni precedenti il cielo comincia a schiarirsi e nel pomeriggio ci regalerà una bella giornata di sole. Ci spostiamo a Porthmadog dove ci fermiamo nel parcheggio a fianco la stazione ferroviaria. Il paese è davvero vico con una trafficata strada principale contornata da negozi e un piccolo molo turistico che si intravede, ma alla fine tutto ciò che vi è da vedere lo vedrete transitando in auto. Abbastanza delusi rientriamo al camper non dopo aver fatto un po’ di spesa nel supermercato che trovate a 100 metri dal parcheggio e aver acquistato delle ottime salsicce tradizionali in una macelleria della via centrale. Suggeriamo davvero una ottima birreria artigianale che trovate lungo la via principale: potrete assaggiare e acquistare dei prodotti davvero particolari.  Pennichella post pranzo e via verso Cricceth ultima tappa della giornata. Ci fermiamo nel bel parcheggio panoramico a ridosso della spiaggia con veduta sul paese e sul castello. Alcuni coniglietti che abitano il parco a fianco il parcheggio sembrano darci il benvenuto. Una lunga spiaggia mista sassi sabbia in cui le famigliole approfittano della bella giornata fa da contorno al castello che domina la baia dall’alto di una collinetta. Gironzoliamo un po’ per le strade del paese ma il clou è costituito senza ombra di dubbio dalla grande e scenografica baia. Dormiamo tranquilli nello stesso parcheggio, il mattino ci svegliamo col cielo coperto ma immediatamente esce il sole mentre facciamo due passi sulla spiaggia. Partiamo verso Morfa Nefyn ove parcheggiamo il camper nel parcheggio del golf club: da qui entrate nel cancellino dei campi da golf e prendete il sentiero tenendo la destra. In circa 1 km arriverete al piccolo agglomerato di Porthdinllaen tutto raccolto in una baia ben protetta dalle acque turchesi , con le sue casette color pastello. Poco più di una decina le casette, un cafè ristorante  affacciato sulla spiaggetta di sabbia chiara e nulla più, ma un panorama da cartolina.  La passeggiata è davvero rilassante soprattutto se troverete una giornata di sole come noi. Mentre rientriamo al camper incontriamo molti turisti che arrivano attrezzati per un pic nic in spiaggia. Ci muoviamo e per pranzo arriviamo a Caenarfon ove troviamo facilmente il parcheggio sotto il castello. Il castello è imponente e ben restaurato: rispetto a molti dei precedenti consigliamo sicuramente la visita (21 pound per 5 persone il biglietto famiglia): all’interno troverete un piccolo museo con armi e uniformi e una sala multimediale che proietta in continuo un breve filmato che racconta la storia del paese e del castello. Il paesino è raccolto attorno alla cerchia muraria: all’interno il centro storico è molto vivo, ricco di negozietti e locali di ogni tipo. Davvero piacevole e rilassante la visita. Con un po’ di tempo potrete percorrere i 4 itinerari proposti dalla mappa che trovate all’ufficio turistico di fronte al castello. Mangiamo un pancake nei tavolini all’aperto di una piccola gelateria e rientriamo al camper soddisfatti della visita. Forse uno dei paesi più belli visti sin ora. Ripartiamo per l’ultima tappa della giornata: Conwy. Lasciamo il mezzo nel comodissimo parcheggio a ridosso del castello, unico sin ora dove troviamo posti riservati camper. Dovevamo visitare il paese l’indomani, ma essendo ancora presto decidiamo di approfittare della giornata di sole. Il castello è chiuso ma per ora ci accontentiamo di giravi intorno. La cerchia di mura  racchiude il piccolo centro storico che si affaccia sul fiume ove davanti ad un pub una nutrita moltitudine chiacchiera allegramento con bicchieri di birra in mano appoggiati ai muretti del molo. Molto piacevole l’atmosfera. Ceniamo in tranquillità e a nanna dopo una partita a scarabeo. Unica notte che dormiamo in compagnia di un camper tedesco: gli inglesi assolutamente non dormono nei parcheggi. Il mattino seguente ci spostiamo a Beaumaris ove troviamo facilmente l’immenso parcheggio  sul mare. Questo è un piccolo villaggio  con una spiaggetta  su cui si affacciano una fila di casette colorati in stile liberty, una via centrale in cui si trovano molti negozietti e all’estremo opposto i ruderi del castello circondato da un fossato. Facciamo due passi un po’ di spesa in una ottima macelleria e rientriamo percorrendo la strada lungomare: qui trovate numerosi chioschi che propongono escursioni verso gli isolotti dei dintorni a vedere foche e pulcinella. Dopo pranzo ci spostiamo verso nord in direzione Holyhead, e superato il paese arriviamo al parcheggio davanti al centro visitatori di South Stack, la piccola isoletta rocciosa su cui sorge un faro. Il centro visitatori è aperto dalle 10 alle 17 e dopo rimarrete in totale solitudine. Un bellissimo posto se cercate pace e tranquillità e una veduta mozzafiato sulla scogliera  la cui sommità è ricoperta da distese di erica fiorita e altri fiori che tingono questi dolci rilievi come in un quadro impressionista. Imbocchiamo uno dei sentieri che scendono verso la scogliera e gironzoliamo un po’ tra le rocce  facendo foto a raffica. All’isoletta con il faro ci si accede solo di giorno e pagando un biglietto, ma la veduta dalla cima della collinetta che sovrasta lo sperone roccioso è più che appagante. Da qui si scorge anche North Stack, altro sperone roccioso poco più avanti e se il cielo è sufficientemente terso vedrete anche l’Irlanda. Apparecchiamo per l’aperitivo e la cena in uno dei tavolini pic nic davanti il centro in attesa dell’arrivo dell’amico Alan che ci raggiunge quest’oggi. Ceniamo con una bellissima veduta sul tramonto. Per la prima volta non vi sono divieti notturni e noi ne approfittiamo per dormire nella totale oscurità. La mattina seguente scambio due chiacchiere con un camperista inglese che  mi racconta di alcuni usi e costumi dei camperisti locali. Purtroppo conferma la quasi totale assenza di camper service  e la abitudine dei camperisti a rispettare i cartelli di divieto solo per un fatto etico : purtroppo anche qui alcune persone non vedono di buon occhio i camper e si comportano in maniera ostile verso essi a volte segnalandone direttamente alla polizia la presenza. Questo luogo è davvero incantevole per gli amanti della natura e della tranquillità. A metà mattina il parcheggio si riempie di bus e auto di turisti: qualora non trovaste posto potete provare in un altro parcheggio poco prima di quello segnalato o poco dopo. Sicuramente se non temete la solitudine vi consigliamo una sosta notturna qui con cena al tramonto. Ritorniamo a Holyhead per fare un po’ di spesa e ci imbarchiamo per l’Irlanda. Considerazioni sul Galles: strade spesso strette e tortuose  con i fastidiosi catarifrangenti in rilievo al centro della carreggiata, molto simili a quelle della Cornovaglia ma con meno siepi se possibile usate per gli spostamenti le strade principali. Tuttavia il traffico è scarso e gli autisti che a dir il vero corrono molto, si fermeranno con anticipo non appena vi scorgeranno, quindi con un po’ di cautela non avrete problemi. Tanta natura, pascoli con mucche pecore e cavalli, scogliere e prati di erica battuti dal vento, estuari profondi sconvolti dalle importanti maree. Tanti castelli per lo più ruderi diroccati, mentre anche quelli ben conservati sono comunque non arredati. Paesini carini con casette multicolori e poco più che però spesso vi faranno assaporare una piacevole e rilassante atmosfera. Sbarchiamo dopo una traversata di poco più di tre ore in Irlanda e ci dirigiamo subito verso Howth, luogo descritto come molto comodo per la visita di Dublino. Questo è un piccolo paesino nei sobborghi di Dublino costituito da un molo ove approdano tutto il giorno numerosi pescherecci, una serie di locali e ristorantini che fanno da contorno e un piccolo castello sulla cima di una collinetta. Arriviamo ad Howth e lasciamo parcheggiamo i camper sul molo: purtroppo la descrizione non corrisponde alle informazioni rilevate sul web, la sosta non è  a pagamento e non vi sono servizi. Tuttavia vediamo le telecamere della videosorveglianza addirittura alcune roulotte dei pescatori e incontriamo un irlandese che ci descrive il luogo come  tranquillo e sicuro. Se volete a circa 400 metri proseguendo lungo la strada da cui siete arrivati trovate un parcheggio con bagni pubblici. Nonostante il vento freddo e la pioggerella l’atmosfera è comunque piacevole data la presenza tutto attorno di ristorantini di ogni genere. Scopriremo che questa frazione di Dublino è conosciuta dai Dublinesi come piacevole meta per una giterella fuori porta, e si rivelerà molto comoda per la visita della città qualora vogliate evitare il camping che comunque si trova in periferia: Di fronte il farmer’s market trovate la stazione della DART (linea ferroviaria suburbana) che in venti minuti (al costo di 5 euro A/R o 20 euro biglietto famiglia fino a 4 bambini) vi porterà in centro a Dublino. La mattina seguente di buon ora ci svegliamo e notiamo alcune foche nuotare nel porto probabilmente consapevoli che tra tante barche che scaricano pesce qualcosa cade sempre, scattiamo qualche foto e ci dirigiamo alla stazione ove circa ogni 20/30 minuti parte un treno. Scendiamo a Tara street che si rivelerà essere molto comodo per il centro (uscite dalla stazione e costeggiate il fiume tenendolo alla vostra destra e arrivare in 5 minuti a Temple Bar). A dir il vero non mi dilungherò su Dublino che nel complesso ci ha lasciati un po’ delusi. Vediamo il Trinity college, le tre chiese tra cui spicca la St. Patrick Cathedral , il Castello e arriviamo alla fabbrica della Guinness. Facciamo la visita con 48,5 euro biglietto famiglia: la visita è libera e a scelta potete prendere al costo di un euro la audioguida. Attraverserete un lungo percorso in cui viene descritta la produzione della birra dagli ingredienti fino alla spedizione, facendo di ogni stadio una occasione di creare una sosta didattico/interattiva. Ovviamente una grande attrazione ben costruita sul “nulla”, ma a Dublino….ci sta. All’interno ovviamente avrete a disposizione varie soluzioni per il pranzo. Vi è anche una tappa per l’assaggio e la degustazione e una per imparare una perfetta tecnica di spillatura. La visita è comunque piacevole e vi darà modo di assaggiare un prodotto nettamente differente da quello che gustate in Italia e di scoprire per esempio che esiste anche una Guinness chiara dal gusto davvero molto fruttato. Usciamo dalla immensa fabbrica che capiamo subito essere un impero all’interno della città di Dublino poi ritorniamo a piedi verso il centro attraversando la zona che a nostro parere è più viva e carina: Temple bar. Un reticolato di stradine lastricate contornate da numerosissimi pub dagli infissi e insegne multicolori, con una folla di turisti e persone del luogo che trascorrono alcune ore chiacchierando, bevendo birra e ascoltando musica dal vivo. Ormai stanchi dalla lunga camminata decidiamo di rientrare ai camper ripercorrendo  a ritroso il percorso della mattina. Nel complesso una tappa che non ci ha entusiasmato e che di certo suggerirei di saltare a chi ha pochi giorni. Ci muoviamo verso sud ed entriamo nel parco delle Wicklow Mountains. Arriviamo a Glendalough: arriviamo al parcheggio a fianco l’upper lake che però chiude e presenta divieto notturno, perciò scendiamo e ci fermiamo in quello che si rivelerà la migliore scelta , il parcheggio a fianco il centro visitatori.  Dormiamo in compagnia di altri camper il mattino seguente ci svegliamo con la consueta pioggerella che per tutta la mattina si alternerà a improvvise schiarite dato il fortissimo vento. A piedi imbocchiamo il sentiero che ci fa attraversare il complesso monastico e prendiamo il percorso ciclo pedonale che porta al lago superiore. Lungo il percorso che si alterna tra ghiaiato , asfaltato, e su passerelle di legno scorgiamo alcuni daini in libertà che pascolano nella boscaglia. Arriviamo all’upper lake e lo costeggiamo fino a al piccolo torrente che lo alimenta: è una piacevole passeggiata adatta a tutti. Qui decidiamo di tornare indietro e non salire verso le montagne dato il tempo non splendido. Rientriamo davvero appagati da questa piacevolissima camminata attraverso zone paludose boschi fittissimi e prati verdi. Nel parcheggio scorgiamo anche anche un rubinetto ove carichiamo acqua e ripartiamo verso Avoca. Tralasciamo la military road e giungiamo al piccolo paesino per pranzo: parcheggiamo di fronte la chiesa essendo il parcheggio della piccola azienda manifatturiera pieno. Dopo pranzo visitiamo la piccola fabbrica tessile in libertà e gratuitamente: attraverserete le varie stanze osservando i vari processi di produzione spiegati dai pannelli didattici che trovate sui muri. Molto interessante soprattutto per i piccoli.  La visita richiederà non più di un’oretta. Ci spostiamo verso Wexford ma all’ultimo minuto decidiamo di deviare verso Clonegal cambiando i nostri piani. Ci lasciamo convincere dalla descrizione della Lonely Planet che in realtà si rivelerà molto faziosa. Troviamo parcheggio in centro di fronte il mitico pub Osborne che viene descritto come un pub dalla atmosfera sinistra per la presenza di un bancone fatto di coperchi di bare: scopriremo la verità in serata parlando col proprietario. Facciamo due passi dirigendoci verso Huntington Castle che si trova a 300 metri dal castello percorrendo un viale contornato da tigli secolari. Il castello è chiuso ma riusciamo ad entrare nel cortile e girarvi attorno accompagnati dal belare delle pecore che pascolano nel prato accanto. Torniamo ai camper e ci concediamo un spritz nei tavolini a ridosso dei camper lungo il fiume. Dopo cena ovviamente lasciamo i bimbi in camper, attraversiamo la strada e andiamo a bere  una buona birra nel pub Osborne. 4 soli clienti al bancone e il proprietario che fa la spola a chiacchierare un po’ con gli uni e e un po’ con gli altri. Dopo poco due signori con le guanciotte colorate ci rivolgono parola e iniziamo una lunga conversazione sulle abitudini degli irlandesi. Il pub carino e sembra davvero ben fornito nonostante si intuisca non faccia mai dei pienoni. Il proprietario ci spiega che ha il pub da circa 40 anni e che prima vi era un costruttore di bare pertanto quando ha rilevato il luogo ha utilizzato alcune tavole usate per le bare per costruire il bancone: ecco la verità ben diverso da quello che si intendeva dalla Lonely che questa volta, sia con questo aneddoto che con la descrizione del paese ha davvero superato se stessa. Ci muoviamo verso Kilkenny: troviamo facilmente numerose possibilità di sosta. Essendo il parcheggio lungo il fiume a ridosso del centro un po’ congestionato optiamo per una altra soluzione di fronte allo stesso dalla altra parte del fiume. Troviamo subito l’ufficio del turismo lungo la via che sale verso il castello. Superiamo il mercato dei contadini e arriviamo al giardino delle rose antistante il castello. La visita costa 17 euro per tutta la famiglia. Il castello ha un grande parco sulla parte posteriore e all’interno ha circa una ventina di stanze totalmente ristrutturate e arredate con suppellettili d’epoca. La visita è libera con le indicazioni e descrizioni anche in italiano. Nulla a che vedere con i castelli cui siamo abituati ma nel complesso apprezzabile l’impegno. Percorriamo a piedi “the medioeval mile” la strada principale contornata da negozi , quella superiore, e da pub e ristoranti quella pedonale inferiore. Si arriva ad una estremità del centro ove sorge la cattedrale , mentre più o meno a metà trovate la birreria Smithwicks che offre al costo di 33 euro famiglia una visita credo simile a quella fatta alla Guinness: desistiamo. Terminiamo  la passeggiata e rientriamo a pranzare in camper per poi  ripartire verso Cashel. Al Rock of Cashel ci fermiamo nel parcheggio a pagamento sotto il castello, un po’ costoso come del resto anche i ruderi del castello in proporzione a quello che offrono. La visita è libera e dalla cima della collinetta godrete di una vista a 360 gradi . Il centro si trova a poche centinaia di metri ma non abbiamo intenzione di fermarci. Ci muoviamo nuovamente verso sud fermandoci a Cahir ove troviamo il parcheggio a fianco il castello che però segnala tra le regole il divieto di sosta ai caravan, ma volendo far solo un giretto intorno al castello azzardiamo.  Un castello abbastanza intatto circondato dal fiume in cui nuotano cigni oche e anatre che sembrano dare il benvenuto ai visitatori. Un airone sta immobile sulle rapide di una cascatella microscopica, mentre alcuni bambini giocano a palla nel parco retrostante il castello ove trovate anche una imitazione in legno e metallo della spada nella roccia. Verso il centro una fila di casette colorate fa da pittoresco contorno al castello. Una breve sosta e siamo di nuovo in  moto da che queste due tappe le avevamo inserite come semplice assaggio. Proseguiamo verso sud fino a Cobh ove con nostro grande stupore troviamo per la prima volta una sosta attrezzata in posizione idillica completa di posti riservati lungomare e camper service, e addirittura un cartello che indica che si può pernottare per non più di 48 ore. Una classica area attrezzata da paesi come Francia o Germania che invece si trova qui. Ovviamente ne approfittiamo, e mentre i bambini pescano noi ci concediamo un aperitivo vista mare. L’euforia esplode appena i bambini, prendono uno sgombro quasi senza accorgersene: questa sarà la condanna della vacanza perché d’ora in avanti pescare diventerà il tormentone. La posizione è davvero fantastica: vista mare, di fronte alcuni navi da guerra ormeggiate in quella che forse è una base militare, a poche centinaia di metri il centro raggiungibile con una comoda passeggiata lungo mare. Dormiamo in massima tranquillità e la mattina facciamo due passi in paese che offre alcune vedute delle  solite casette colorate , un museo sull’ultima tappa che il Titanic fece qui e poco altro. Dopo le operazioni di camper service ci spostiamo a Cork, ove le soste segnalate sono parcheggi lungo la strada a ridosso del centro ma è tutto pieno e di certo si fatica a trovare sufficiente spazio. Decidiamo di dirigerci verso il park and ride ma sulla strada troviamo uno spazio adatto ai nostri mezzi che si rivelerà anche in posizione comodissima. In cinque minuti a piedi siamo in centro. Imbocchiamo subito una delle vie principali piene di pub e negozi dagli infissi colorati fino ad arrivare al famoso English Market: il classico mercato coperto con banchi di frutta, pane, carne e pesce.. Davvero piacevole l’atmosfera. A poca distanza da una delle uscite trovate l’ufficio del turismo. Attraversiamo il fiume e saliamo nel quartiere Shandon per arrivare alla St Anne’s Church ove gratuito è l’accesso alla chiesa mentre si paga per salire sulla torre ove potrete suonare le campane del campanile componendo la vostra melodia e godere della vista sulla città. Ridiscendiamo verso il centro per pranzare all’English Market ma il ristorante al piano superiore è pieno , pertanto usciamo e scegliamo un pub all’esterno che però ci lascerà delusi. Proseguiamo in questa splendida giornata di sole verso la Cattedrale e il Forte che si trova a fianco: qui potrete camminare sulle mura di questa fortificazione e ammirare la città dall’alto. Da qui girando esternamente arriviamo ai camper in 10 minuti a piedi. Davvero ottima la posizione di questo parcheggio. Prendiamo la R600  dirigendoci verso Kinsale: troviamo parcheggio in long quay direttamente sul mare ove con la bassa marea vediamo cefali lunghi 30 cm nuotare lentamente in 40 cm d’acqua. Il paesino è vivace con le sue casette coloratissime i bar con i tavolini all’aperto, un piccolo castello che altro non è che una antica dimora fortificata il tutto affacciato su una baia con un ampio molo turistico. La giornata di sole rende tutto molto piacevole. Davvero una sosta consigliata che non richiederà molto tempo. Da qui iniziamo la Wild Atlantic way che vi porterà più vicino alla costa. Da qui la qualità dell’asfalto delle strade costiere peggiorerà perciò qualora prendiate strade non principali ricordate che i tempi di percorrenza si allungheranno. Facciamo una altra velocissima tappa a Clonakilty ove vedendo l’entrata del parcheggio segnalato da molti un po’ stretta optiamo per lasciare i mezzi poco più avanti in una piazzetta dove a dir il vero a poca distanza sorge una chiesa con un immenso parcheggio. Una mezzora sarà sufficiente per la visita al piccolo paese che non presenta sostanziali punti di interesse se non la produzione di un tipico salume simile al nostro sanguinaccio che avevamo notato in vendita ovunque. Proviamo a trovare una sosta notturna su un porticciolo dirigendoci verso Glandore e Unionhall, ma dopo aver percorso strade dall’asfalto abbastanza rovinato ed aver lottato per passare tra le strette strade su cui avevano parcheggiato le auto i turisti venuti a cena in questi paesini scopriamo non esservi nessuna possibilità di sosta. Assolutamente potete evitare questa deviazione. Ritorniamo sulla N70 e proseguiamo verso Mizen Head. Per la prima volta in questa zona scopriamo che ogni parcheggio adatto ai nostri mezzi è limitato dalla sbarre alte 2,1 m. Fatichiamo un po’ ma alla fine a Ballydehob troviamo una comodissima sosta per la notte. Cena e nanna in massima tranquillità. Il mattino seguente ci svegliamo avvolti dalla nebbia in paesaggio surreale; speravamo in una splendida giornata di sole dato che ci avviciniamo alla zona delle scogliere ma per ora la fortuna non è con noi. Proseguiamo lungo strade molto toruose e dall’asfalto a tratti dissestato che ci fanno tenere una media molto bassa, fino a Mizen head: gli ultimi 3 km sono praticamente a una carreggiata, con piccoli slarghi di tanto in tanto. Purtroppo il paesaggio è molto bello e vario ma la nebbia impedisce di goderne. Lasciamo i mezzi nel parcheggio davanti il centro visitatori, facciamo il biglietto (18 euro famiglia) ed entriamo nella piccola esposizione che riguarda la nascita del faro. Imbocchiamo i sentieri che conducono ai vari punti panoramici: tutti asfaltati e comodi conducono al famoso ponte, alla punta ove sorge il centro avvistamento e segnalazione contenente quello che viene definito un piccolo museo (non vi aspettate nulla), e altri punti panoramici dove potete ammirare lo splendido paesaggio di onde e schiuma bianca che si infrangono sulle brune scogliere. Peccato che con queste nuvole basse a malapena riusciamo a vedere il mare. Torniamo a ritroso per la strada da cui siamo venuti e ci  dirigiamo verso Durrus ove vi è una farmhouse che produce un famoso formaggio, ma gli ultimi 2 km della strada per arrivarvi sono ghiaiati e molto stretti tanto da farci desistere. Purtroppo la giornata continua a non permettere una visibilità accettabile perciò decidiamo di fermarci a Bantry per andare a mangiare al Fish Kitchen , un ristorante di pesce posto e collegato alla pescheria sottostante. Lasciamo i camper vicini al centro e attendiamo che nel piccolo ristorante si liberi un tavolo. Il paesino è piccolissimo con un centro molto raccolto che consta di un paio di viuzze con negozietti. Mangiamo  dei buoni piatti di pesce e ripartiamo: dato il meteo decidiamo di saltare il ring of Beara poiché con questa scarsa visibilità sarebbero km sprecati, perciò ci dirigiamo verso Killarney  con l’idea qualora poi i giorni successivi lo permettessero di ritornare. Il tratto di strada tra Glengarriff e Killarney è davvero bello. Si sale fino circa 300 metri di altitudine immersi in un paesaggio tipicamente montano. Laghi boschi e rocce brune che affiorano. Peccato la strada nonostante sia una Nazionale (N71) oltre ad essere tortuosa come percorso, è molto stretta ma soprattutto presenta un asfalto in pessime condizioni soprattutto per i nostri mezzi. Teniamo una media di circa 30 km orari questo perché assolutamente i continui avvallamenti e screpolature dell’asfalto non permettono altro. I tempi di percorrenza sono davvero lunghi e il  pensiero di poter subire danni al camper ci fa cominciare a pensare di non fare nemmeno il ring of Kerry. Sicuramente questa considerazione nasce dal fatto che molti di questi paesaggi sono assolutamente già visti e rivisti in Norvegia. Arriviamo a Killarney e ci fermiamo nel parcheggio del Ross Castle. Facciamo due passi intorno al castello che si trova immerso nel verde a bordo lago. Dormiamo in massima tranquillità e al risveglio alcuni di noi fanno due passi in paese che offre un centro abbastanza vivace e sicuramente molto vivo grazie alla presenza di numerosi turisti: ve ne renderete subito conto entrando in paese a causa della presenza di numerosissimi hotel, bed an breakfast e villaggi che rendono questo luogo base ideale per il ring of Dingle. I Bus turistici si stanno preparando a partire tutti percorrendo il ring in senso antiorario. Avevamo letto diari in cui si suggeriva il senso antiorario per il ring per non incrociare i bus, ma a dir il vero la strada è agevolmente percorribile praticamente ovunque senza problemi anche nel senso opposto. Il turismo fa miracoli infatti l’asfalto è decisamente migliore soprattutto nella parte nord della penisola. Tutto il giro sono circa 170 km di prati verdi con siepi divisori in cui pascolano pecore, scogliere su cui si infrangono onde spumeggianti, colline dai pendii rocciosi e strade contornate da fiori multicolori, nulla di non visto in Norvegia (purtroppo il raffronto è doveroso). A nostro parere i tratti più spettacolari sono quelli tra Kenmare e Killarney (ove si entra nel parco nazionale, la deviazione da Portmagee e Waterville e Valentia Island da cui vedrete anche le Skellig. Deviamo dal ring per percorrere il così detto ring of skellig, arriviamo  a Portmagee, parcheggiamo nel piccolo parcheggio all’entrata del paese  e facciamo due passi nel microscopico paesino da cui potrete prenotare una escursione alle isole Skellig. Andiamo a far due foto anche di fianco al centro visitatori dello Skellig experience al di là del ponte ove trovate un altro parcheggio, e poi ci reghiamo tre km più in là in cima ad una scogliera ove trovate un parcheggio a pagamento utile per una sosta notturna panoramica con veduta sul paese e sulle Skellig in cima ad una ripida scogliera. Proseguiamo nel tratto costiero e la strada si restringe molto ma è molto bella, quindi suggeriamo con un po’ di cautela di farla. Ad un certo punto si sale in cima ad una collina da cui si gode di una vista mozzafiato e si scende lungo una discesa da prima marcia che vi porta nei pressi di Killonecha davanti una spiaggetta all’interno di una piccola insenatura contornata da scogliere rocciose. Ci fermiamo a pranzo con una veduta spettacolare. Ripartiamo e proseguiamo ritornando sul ring of Kerry che ci regala altre belle vedute oltre al tentativo di tre fagiani che avevano appena spiccato il volo da bordo strada di entrare in camper al nostro passaggio. Fortunatamente solo uno ha sbattuto contro il mezzo ma se la è cavata. Torniamo sulla N71 e ripercorriamo il disastrato (come asfalto ) ma spettacolare tratto tra Kenmare e Killarney dirigendoci verso la Dingle peninsula. Troviamo un parcheggio nei pressi di Inch davanti una spiaggia immensa ma è pieno, perciò proseguiamo e arriviamo a Dingle, vivace cittadina: qui il parcheggio sul porto a fianco l’ufficio del turismo è pieno ma ne troviamo un altro poco distante. Cena e birra al pub con musica dal vivo. Davvero particolare vedere come ancora in questi paesi esista la cultura della serata al pub a bere birra e ascoltare musica dal vivo e dove spesso anche i clienti interagiscono cantando canzoni. Famiglie , coppie anche in età avanzata affollano tutti i locali della piccola cittadina. Il mattino seguente con il sole partiamo alla volta del ring of Dingle: Dopo un primo tratto interno arriviamo nel tratto più spettacolare. Una strada a tratti stretta , ma agevole , si snoda lungo la costa a picco su scogliere ove si infrangono le onde di questo mare blu intenso. Un piccolissimo torrente attraversa la carreggiata in corrispondenza di una curva, e alcuni gabbiani sonnecchiano appollaiati sul muretto che fa da guard rail alla strada. La strada è percorribile anche se a tratti a una corsia ma tranquilli, vi passano anche i bus turistici. Purtroppo dopo poco si rannuvola e inizia un po’ di pioggerellina, ma fortunatamente il tratto più bello dell’intero ring era quello appena passato. Proseguiamo e ci dirigiamo verso le Cliff of Moher: arrivati al famoso sito turistico paghiamo i 6 euro ad adulto per entrare nel parcheggio che ancora alle 17 è strapieno di auto. Lasciamo il mezzo ma la sera lo sposteremo nell’unico tratto pianeggiante del parcheggio per la sosta notturna che viene tollerata. Facciamo due passi sulla famosa scogliera oltrepassando il limite della parte turistica e addentrandoci nel sentiero che prosegue senza protezioni. Consigliamo soprattutto il tratto sul lato opposto alle scogliere. Evitate tranquillamente di salire sulla piccola torre a pagamento, non vi perderete nulla. Curiosiamo nel centro visitatore e con il sole calante rientriamo ai camper. Ceniamo e andiamo a dormire immersi nel buio del luogo cullati di tanto in tanto dal vento. Partiamo di buon ora e facciamo una veloce tappa sull’altipiano del Burren: parcheggiamo fuori dal sito archeologico di Poulnabrone. Un altipiano roccioso formatosi in ere  antiche che riporta i segni della erosione dell’acqua fa da base ad uno dei Dolmen meglio conservati di Irlanda risalente a 4500 anni prima di Cristo: una mezzora sarà suffiente per la visita. Questa mattina  essendo le previsioni promettenti abbiamo deciso di sconvolgere il programmi e saltare Loop Head per dirigerci direttamente vicino Galway per fare un tour scenografico in aereo sulle Cliff of Moher e le isole Aran (per info www.aeraranisland.ie). Optiamo per il breve volo per fare una esperienza diversa e perché crediamo che soprattutto per le Aran la veduta aerea sia il migliore punto di osservazione. Il piccolo aeroporto è circa 20 km fuori Galway: qui due piccoli aerei bielica 8 posti fanno la spola con le isole e vengono usati per piccoli voli charter al costo di 385 euro per 8 persone . Il volo, che abbiamo prenotato telefonicamente o via web il giorno prima, dura circa 45 minuti. Si parte e si sorvolano le Cliff of Moher prima su un fianco del velivolo poi sull’altro, poi ci si dirige sulle Aran dove si sorvolano le tre isole. Oltrepassiamo il relitto arrugginito di una nave che giace su una spiaggia, costeggiamo le alte scogliere del lato sud su cui sorgono i resti di un antico forte e arriviamo al faro poi ritorniamo lasciando ai passeggeri del lato opposto la veduta. Da qui il velivolo devia verso la frastagliata costa del Connemara e sorvolerà un piccolo tratto punteggiato di piccoli laghi per poi rientrare. Complessivamente una gita davvero piacevole che suggerisco a tutti almeno che non abbiate paura del vuoto e non soffriate l’aereo che essendo davvero piccolo è molto soggetto ad oscillazioni dovute al vento dandovi una sensazione a volte un po’ simile a quella delle montagne russe. Pranziamo nel parcheggio dell’aeroporto e ci spostiamo a Galway ove dopo aver fatto un po’ di spesa giungiamo nel parcheggio a fianco il molo turistico: questo punto si rivelerà davvero comodo per la visita del centro e comunque sufficientemente tranquillo per la notte. Facciamo subito due passi in centro. Il quartiere latino è la cosa più divertente e si trova a pochi minuti a piedi. Un colorato quartiere con colorate case, pub di ogni genere e negozi per turisti e non solo. Davvero animata la via centrale gremita di turisti, giovani, suonatori di strumenti più disparati e altri artisti di strada. Ci soffermiamo a vedere lo show di un simpaticissimo giocoliere che ha la straordinaria dote di sapere davvero coinvolgere il pubblico con simpatia mentre all’interno di un pub alle nostre spalle un gruppo di clienti suonano e animano il locale con ballate tradizionali. Una piacevolissima atmosfera è la cosa che Galway vi potrà offrire oltre alle poche rovine disseminate (a volte nascoste) nelle strade del centro e il famoso arco spagnolo. Ceniamo in camper e usciamo per una birra al pub. Scegliamo il the Quay, un bellissimo e grande pub con gli interni in legno riccamente decorati composto da una particolare architettura soppalcata in cui ovviamente sorseggiamo un paio di Guinness ascoltando un gruppo di musica folk. Il mattino seguente ci svegliamo con un cielo incerto. Partiamo per addentrarci nel Connemara percorrendo la N59 fino alla svolta per Roundstone. Il paesaggio è bellissimo un po’ come lo sarà in tutto il Connemara: ampie torbiere con spettacolari affioramenti rocciosi , punteggiate da laghi e piccoli torrenti. Attraversiamo Roundstone che non ci sembra nulla di particolare perciò decidiamo di non fermarci e proseguire per fare una tappa per un pranzo panoramico davanti la bella spiaggia di sabbia bianca poco fuori Ballyconneely. Di tanto in tanto esce il sole regalandoci tutte le tonalità di blu azzurro delle acque cristalline che si infrangono su questa spiaggetta. Ripartiamo dopo la pennichella verso la Kylemore Abbey: sostiamo nel parcheggio della struttura e facciamo la visita dello scenografico luogo. Una scenografica abbazia con una storia romantica e affascinante affacciata su un placido lago e contornata da boschi secolari, impreziosita da un curato giardino  stile vittoriano. Non aspettati un super castello medioevale con mille sale da vedere, ne rimarrete delusi, mentre sarete soddisfatti immergendovi nella vicenda del proprietario e assaporando la quiete che pervade questo luogo. Verso ora di cena ci spostiamo verso nord est in direzione Sligo fermandoci per una tranquilla sosta notturna a Westport ove troviamo un comodo parcheggio sul molo. Per gli amanti della natura sicuramente suggeriamo di non  perdere una deviazione alla scoperta del Connemara. Dormiamo cullati dal vento, e il mattino seguente con il cielo coperto partiamo in direzione Donegal. Facciamo una piccola deviazione dalla strada principale per visitare il sito archeologico di Carrowmore megalithic cemetery ove una signora della biglietteria ci dice di lasciare i mezzi nei parcheggi bus. Facciamo due passi in quella che è una delle aree archeologiche del neolitico più ampie e antiche . Percorrendo un sentiero su erba passerete a fianco numerosi tumuli funerari di più di 5000 anni fa. Un paio sono davvero grandi e con un dolmen ben conservato. All’entrata vi verrà data la spiegazione in lingua italiana come a dir il vero abbiamo già trovato nei siti turistici più famosi.  Ripartiamo verso Donegal e decidiamo in last minute, essendo ancora il cielo molto coperto di andare a Waterworl una grande piscina coperta con scivoli e e giochi d’acqua che tra l’altro trovate lungo la nazionale per Donegal , precisamente a Bundoran. Purtroppo  in paese tutti i parcheggi hanno le sbarre e come alternativa esistono solo due camping. Impossibile lasciare il mezzo perciò amaramente desistiamo. Purtroppo stessa sorte ci toccherà a Donegal ma per altro motivo: i parcheggi ci sono ma tutti pieni in quanto la piccola cittadina è davvero molto affollata di turisti.Forse riproveremo domani. Ci dirigiamo verso la costa facendo una veloce tappa a Glencolumbkille ove non troviamo l’area camper con camper service segnalata in molti diari (probabilmente il proprietario ha venduto) ma ci fermiamo in un parcheggio di fronte il Folk Museum. Dall’altro lato una bella spiaggia con un bel punto panoramico: tenete in considerazione questo luogo per la sosta notturna. Visitiamo il piccolo museo all’aperto formato da 7 cottage ben restaurati e arredati con arredi e suppellettili del XVIII e XIX sec.  Qui si ripercorre e si rivive la storia di un sacerdote che molto fece per questa comunità. Visita molto veloce , un’oretta sarà più che sufficiente, con spiegazioni anche in italiano. Decidiamo di non fermarci qui ma andare a Maling Beg: dopo aver attraversato una zona molto bella arriviamo al parcheggio sopra la Silver strand. Posto spettacolare peccato non vederlo col sole. Decidiamo di fermarci in compagnia di altri tre furgoni per la notte che sarà un po’ movimentata a causa del forte vento che scosserà il camper tutta notte. Purtroppo la mattina seguente il cielo è ancora coperto: facciamo due passi ,anche se il posto meriterebbe una sosta più lunga e ripartiamo.  Attraversiamo vaste torbiere immerse nella nebbiolina e ci dirigiamo verso le Slieve League Cliffs:ci fermiamo nel parcheggio prima del cancello vi divide dal parcheggio superiore che però è molto piccolo. Da qui potete procedere a piedi per circa 1,5 km oppure aprire il cancello, richiuderlo e andare in camper. Purtroppo la giornata non è delle migliori e non si riesce a scorgere la cima delle scogliere più alte d’Europa. Pioviggina perciò ripartiamo e ci dirigiamo a fare camper service a Letterkenny ove troviamo il gentilissimo proprietario del concessionario Donagheys che ha attrezzato una area sosta fuori il suo concessionario. Egli ci fa caricare acqua gratuitamente, ci fornisce info sulle soste e ci dice che esiste un sito web con molti punti di interesse per camperisti: www.motorhomecraic.ie . Cambiamo nuovamente i nostri programmi e decidiamo di andare subito a Londonderry: sostiamo nel parcheggio a pagamento a ridosso delle mura. Facciamo a piedi il giro delle mura che di certo è la cosa più carina della deludente città. Gironzoliamo per il centro di cui la parte più carina è un piccolo quartiere dell’artigianato con negozi collocati entro edifici ricostruiti con un unico stile. Ammiriamo dal lato occidentale delle mura i murales che ricordano i passati scontri: questa la cosa a mio giudizio più interessante ed emozionante della città.  Ci spostiamo in direzione Malin Head ma decidiamo di fermarci a dormire a Greencastle in attesa di vedere il giorno seguente se andare a Malin Head o no. Sostiamo nel tranquillo parcheggio all’imbarco del piccolo traghetto e ceniamo con un ottimo fish and chips (davvero da provare nell’unico negozietto del paese). Il castello non è altro che un rudere ormai inglobato dal alcune case. Dormiamo tranquilli e il mattino seguente essendo il cielo coperto decidiamo di saltare la visita alla punta estrema: prendiamo il traghetto che salpa ogni 40 minuti al costo di 12 euro a camper e attraversiamo la baia. Imbocchiamo la Causeway coastal route dirigendoci verso quella che senza dubbio è la zona più turistica di tutta l’Irlanda, e lo si nota anche dalla quantità di turisti, camper e bus. Attraversiamo varie spiagge e baie ove sono state girate scene del Trono di spade, e ci fermiamo a Dunluce Castle nel parcheggio antistante il rudere che però è molto affollato: in alternativa vi segnaliamo che poche centinaia di metri prima provenendo da Portrush trovate una panoramica area di parcheggio con tavolini pic nic e veduta sul castello. Decidiamo di non entrare e ci accontentiamo di un giro intorno al castello per scattare alcune foto per poi ripartire. Arrivati a Bushmills alcune indicazioni luminose indicano che i parcheggi davanti i centri visitatori dei Giant’s Causeway sono pieni e suggeriscono di sostare nel comodissimo park and ride che si trova in centro al paesino e a poche centinaia di metri dalla distilleria. Sia  per questo sito che per il Carrick a Rede Rope bridge suggeriamo di arrivare il mattino presto e fare la visita prima di mescolarvi con la enorme massa di turisti che senza dubbio toglierebbe fascino alla visita. Da qui prendete il bus navetta gratuito che parte ogni dieci minuti e in cinque minuti vi lascia al centro visitatori: qui segnalando alla biglietteria che avete usufruito del bus otterrete un prezzo scontato per i biglietti (17 euro famiglia invece che 22 euro). Una volta entrati potrete scegliere tra 4 sentieri tutti battuti o su asfalto adatti a tutti. Percorriamo circa 1 km e siamo sopra i famosi blocchi poligonali di basalto. Il paesaggio tutto attorno è molto bello peccato solo per le centinaia di turisti. Arriviamo fino alla seconda formazione che ricorda un organo e saliamo per il sentiero che conduce in cima alla scogliera per rientrare verso il centro visitatori ammirando il luogo dall’alto. Visita tutto sommato piacevole ma senza dubbio sopravalutata come meta turistica. Ritorniamo ai camper e ci spostiamo nel parcheggio della Bushmills distillery : essendo quasi pieno ci spostiamo di fronte ove trovate un altro piccolo parcheggio. Alla biglietteria scopriamo le visite della giornata sono quasi esaurite a causa della grande affluenza della giornata e riusciamo a prenotare alcuni posti nell’ultima, perciò mangiamo un boccone in gran fretta e via per la visita guidata ove però non possono accederei minori di 8 anni. La visita dura circa 40 minuti e vi conduce all’interno della distilleria più antica d’Europa facendovi vedere i vari stadi di produzione e concludendo con un piccolo assaggio della riserva 12 anni di invecchiamento che viene commercializzata solo qui.  Compriamo delle ottime salsicce che mangeremo la sera con la polenta e ci spostiamo nel parcheggio del Carrick a rede rope bridge: il pernottamento è tollerato nel parcheggio superiore, anche se il parcheggio la sera è isolato e buio. Dormiamo in massima tranquillità dopo aver festeggiato il compleanno di Elena. Il mattino i parcheggiatori ci fanno spostare  nel parcheggio inferiore. Prima che arrivi la folla facciamo i biglietti (14,8 euro famiglia) e percorriamo il km che separa dal famoso ponte. Luogo davvero scenografico e attraversamento divertente del ponte che oscilla sotto i nostri piedi. A metà mattina abbiamo terminato la visita e ci dirigiamo verso Cushendum ove troviamo un comodo parcheggio a fianco un prato e un parco giochi. Attraversiamo la strada ed entriamo in spiaggia da dove scorgete il villaggio con le casette a schiera colorate di tinte chiare300 metri e siamo in centro, attraversiamo il ponte sul fiume, passiamo davanti i cottage e giungiamo sul lato opposto del paese ove la strada termina in una baia sassosa in cui ci sono alcune grotte scavate dal mare nella strana roccia che ha inglobato sassi semisferici. Il paesino è tutto qui: una spiaggia bianca una manciata di case le grotte, due pub e un negozio. Ritorniamo al camper ed essendo uscito il sole facciamo aperitivo e pranzo nei tavolini pic nic del parcheggio. Dopo la pennichella ripartiamo riprendendo la Causeway coastal route che nel come d’ora in poi sarà assolutamente sul mare. Costeggiamo la costa attraversando alcuni piccoli ma vivi paesini ammirando spiagge e baie popolate da uccelli marini. Ci fermiamo a fare un po’ di spesa e arriviamo a Whitehead ove troviamo nel parcheggio del locale golf club la colonnina camper service. Questo e quello del paese successivo Carrickfergus sono le uniche colonnine sanitary station trovate in tutto il viaggio.  Carrickfergus sembra anche un paesino carino, con un castello dalla forma quadrangolare sul mare a fianco lo stesso parcheggio, un molo turistico e un piccolo centro; può essere una ottima sosta anche notturna oppure una soluzione per visitare Belfast magari usufruendo del park and ride e il treno. Vista l’ora non ci fermiamo e andiamo a pernottare a Newtonabbey ,nel parcheggio all’interno di questo bel parco sul mare. Il parcheggio e il parco dovrebbero venir chiusi tra le 6 e le 23 ma sentiamo macchine andare e venire fino a tardi, comunque dormiamo in compagnia di altri due camper. Siamo già in un sobborgo di Belfast. Il mattino potete prendere il bus che trovate poco distante riuscendo dal parco prendendo il sottopasso sotto l’autostrada e voltando a sinistra sulla strada principale, oppure come noi spostarvi vicinissimi al centro di Belfast  nel parcheggio nei pressi del Titanic Belfast Museum: da qui basta attraversare il fiume sul ponte pedonale e sarete vicino al clock tower a circa 800 metri dal centro e dalla City Hall, e avrete la certezza di lasciare il camper in un parcheggio custodito e videosorvegliato. Visitiamo la città a piedi: il centro è molto raccolto e ricco di negozi e alcune zone pedonali. L’impressione che ne abbiamo , a parte alcuni angoli  maleodoranti, è anche migliore della stessa Dublino. Facciamo la visita guidata gratuita alla City Hall, edificio recente ma che la amministrazione comunale promuove molto bene con questa iniziativa. Per pranzo andiamo in quello che forse è il locale più tipico della città, il Crown Liquor saloon. L’esterno è ricoperto da mattonelle in ceramica italiana in stile vittoriano, mentre l’interno è davvero uno spettacolo. Ricchi decori di legno ovunque e i tavoli racchiusi in piccoli privee di legno con ancora le targhette metalliche che servivano per accendere i fiammiferi senza alzarsi da tavolo. Davvero meritevole di una tappa, non tanto per la cucina, comunque buona ma per il contesto. Smaltiamo il pranzo arrivando fino al quartiere ove si trova ancora il muro che divideva la parte cattolica da quella protestante riccamente decorata da murales a sfondo politico, religioso, ambientalista… Rientriamo verso il centro e visitiamo la cattedrale di st Anne. Una giornata sarà più che sufficiente per toccare le tappe importanti, e non volendo visitare il museo sulla costruzione del Titanic , che in realtà è un museo sulla costruzione navale di Belfast, rientriamo ai camper. A chi non volesse optare per il camping davvero suggeriamo questo parcheggio che si è rivelato molto comodo e tutto sommato economico. Riprendiamo il viaggio in direzione sud avvicinandoci alla necropoli di Br una Boinne: facciamo due veloci soste a Monasterboice (parcheggio davanti il sito ) ove sorgeva un vecchio monastero di cui oggi rimangono solo un cimitero, tre croci celtiche alte alcuni metri e la tipica torre rotonda, e allo Slane Castle ove arriviamo che è orario di chiusura (parcheggio antistante). Non potendo fermarci per la notte ci spostiamo in un piccolo parcheggio lungo un torrente poco fuori Slane. Finalmente ci svegliamo con un bellissimo cielo terso: sarà la giornata migliore di tutto il viaggio. Ci spostiamo di pochi km nel parcheggio diurno del centro visitatori di Newgrange ove facciamo i biglietti per il sito archeologico di Bru una Boinne. I siti sono tre: Newgrange, Knowth e Dowth. I primi due sono visitabili mentre il terzo lo si può vedere solo dall’esterno. I biglietti sono separati uno per il centro visitatori ove potrete vedere un piccolo museo , un filmato anche in lingua italiana che spiega il perché dell’orientamento dei corridoi delle tombe connesso con l’illuminazione al solstizio, uno per Newgrange e uno per Knowth entrambi accessibili con visita guidata. Qui più che mai è importante arrivare presto (meglio se all’apertura alle 9) perché al vostro arrivo , in base all’opzione dei luoghi da visitare vi viene dato un orario preciso per il bus che vi trasporterà al sito ove la guida vi prenderà in carico. Ogni visita quindi ha posti limitati e ha un orario prestabilito, ovviamente vi verrà assegnato un orario tenendo conto degli spostamenti .Arrivando in tarda mattinata rischiate che i posti per una delle visite siano già esauriti. Inoltre questo sistema è molto vantaggioso perché vi permetterà di effettuare la visita senza avere troppe persone attorno. Arrivando alle 9,20 ci viene dato un posto per Knowth alle 10.45 e uno per Newgrange alle 13.15:  Visitiamo subito il piccolo centro visitatori e seguiamo il filmato in lingua italiana dopo di che prendiamo il bus che in 7 minuti ci porta a Knowth. Una grossa tomba centrale con due corridoi di cui solo uno visitabile e alcune tombe satellite tutte restaurate ma con materiali originali. Viene fatta una cronistoria degli insediamenti umani nel luogo dal neolitico all’era moderna offrendovi notevoli spunti di riflessione. Un’ora di visita e rientriamo al centro visitatori ove abbiamo poco meno di un’oretta per mangiare qualcosa e ripartire col secondo bus per Newgrange ove sorge il più grande tumulo con un unico corridoio che conduce ad una camera a forma di croce. Il posto è spettacolare e davvero suggestivo. Un’altra ora e siamo di ritorno. Davvero piacevole la visita a questo sito archeologico, sicuramente una meta da non perdere. Tenete presente che la visita è per lo più all’esterno quindi in caso di maltempo siate attrezzati. In questo ultimo giorno abbiamo deciso di prenderci un po’ di relax quindi ci dirigiamo direttamente verso Dublino per sostare la sera a Howth come all’andata ed essere abbastanza vicini al porto per l’indomani mattina. Arriviamo verso le 16  e il parcheggio è strapieno; complice la bella giornata di sole una moltitudine di persone si è riversata nel parco e sul vitale porto pieno di locali. Tenete conto che la sera le macchine vanno via e arrivando in tale orario troverete di certo posto. Le solite foche ci danno il benvenuto mentre sembrano prendere il sole in acqua si lasciano fotografare amabilmente; addirittura in serata incontreremo anche una volpe con nostro grande stupore. Compriamo del pesce e tre belle aragoste in una delle pescherie e ci godiamo la bellissima cena assaporando la tranquillità del luogo nella calda luce del tramonto.  Il mattino seguente percorriamo i pochi km che ci separano dal porto in una mezzoretta e ci imbarchiamo per l’Inghilterra. Nel viaggio di trasferimento verso Dover abbiamo previsto una tappa a Oxford: usufruiamo del comodo Water and Eaton park and ride. Si paga il parcheggio 2 pound per 11 ore e da qui potrete prendere il bus a pagamento 2,4 pound A/R bambini gratis per il centro. Scendiamo in St. George street e siamo proprio all’inizio della via pedonale centrale. Il centro è davvero tutto molto raccolto: intorno alla via pedonale la parte con negozi di ogni genere e ristoranti mentre alle spalle della town hall sono disseminati per le vie tutti gli edifici universitari. Bellissima la piazza in cui sorge la cattedrale universitaria. Questi palazzi di mattoni color bruno chiaro sono bellissimi con cortili interni che celano una grande tranquillità e ricchi decori sulle facciate. Basterà poco tempo per avere un assaggio del centro davvero molto animato, da studenti e turisti. Mangiamo qualcosa in uno dei pub del centro e rientriamo ai camper. Davvero una piacevole sosta in cui si respira una piacevole atmosfera, meno provinciale rispetto a Cambridge che forse ci è piaciuta di più ma assolutamente una meta da non perdere. Ci spostiamo e in tarda serata arriviamo a Dover ove sostiamo nel parcheggio bus sopra il castello per la notte per poi spostarci il mattino all’imbarco che dista solo 5 minuti. Siamo di nuovo in Francia il che ci indica che le vacanze stanno per finire. Lungo trasferimento attraverso Francia Germania e Lussemburgo ove facciamo il pieno a 0,94 euro/litro; ci fermiamo in serata per cena a Obernai ove sappiamo esservi una area molto grande immaginando che questi giorni l’Alsazia sia presa d’assalto dai turisti. L’Alsazia è sempre affascinante e sempre la degna conclusione di una vacanza! Domani mattina faremo la consueta tappa da Luis Sipp a Ribeauvillè per acquistare del vino e via a casa. Alcune considerazioni finali che spero possano venire ben interpretate. Tutti i giudizi espressi sono sicuramente frutto della esperienza soggettiva di persone che in Europa hanno ormai visto molteplici paesi Europei e quindi molte realtà e molti ambienti , quindi forse a volte non devono essere presi per poco entusiasmanti luoghi che  in noi non hanno suscitato emozioni forti. Punto negativo che a tratti a davvero danneggiato il godimento della vacanza: le strade. Anche  le principali sono spesso strette, ma cosa più grave hanno sempre dei supporti metallici infissi nel cemento a centro strada molto fastidiosi quando li si colpisce e presentano spesso un asfalto in condizioni pietose. Se non avete paura di avvallamenti che vi faranno sobbalzare vibrazioni e  buche continue non avrete problemi. Per tale ragioni considerate che quasi tutte le strade soprattutto sulla costa vi costringeranno a tempi di percorrenza lunghi con medie orarie intorno ai 40 km/h e la guida risulterà quindi non così rilassante come in altri paesi. Popolazione estremamente gentile e disponibile: anche al supermercato prima di dirvi qualsiasi cosa vi capiterà vi chiedano come stiate! Camper service inesistenti, campeggi abbastanza presenti sosta libera tollerata ovunque. Approvvigionamento idrico come in Inghilterra presso i distributori mentre per la cassetta troverete alcuni bagni pubblici mentre per le grigie potranno esservi utili i lavaggi. Le strade costiere sicuramente sono le più belle. Nelle nostre preferenze : Connemara, ring of Dingle un tratto in particolare, lo Skellig ring, Le wicklow mountain, Kylemore Abbey, Giant’s Causeway Delusione Dublino, tra le città o paesi abbiamo apprezzato Kilkenni, Galway e Dingle sicuramente da non perdere il sito di Newgrange Bru na Boinne. Il costo del gasolio è leggermente più basso in Irlanda rispetto ad Irlanda del nord e Inghilterra. Assolutamente da assaggiare la carne, molto saporita, e un formaggio tipo gorgonzola, il Blu di Cashel. Come in tutto il nord Europa le pescherie sono merce rara ma ove avrete possibilità di farlo, potrete comprare ottimo pesce e crostacei (considerate Howth ove lo troverete ).  Biglietti famiglia previsti ovunque spesso con bambini illimitati o almeno 4 e una gentilezza che a volte sconfinava con la voglia di chiacchierare insita nelle persone. Detto ciò di certo non è tra le top ten dei nostri viaggi ma solo per la monotonia dei paesaggi per chi già ha visto tanto. Lo consiglierei come bel viaggio comunque prima di aver visto la Norvegia (forse sono di parte); il clima è leggermente peggio che in Inghilterra che comunque offre paesaggi molto simili in tutte le sue regioni ma una varietà di attrattive superiori pertanto più che l’Irlanda mi sentirei di suggerire più la Cornovaglia, Il Galles, la Scozia. Ripeto ovviamente tutte considerazioni soggettive!

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Ci teniamo a precisare che nella sezione soste non troverete solo camping e aree di sosta ma sopratutto parcheggi gratuiti ove poter sostare semplicemente per una veloce visita alla attrazione turistica, oppure ove poter pernottare in tranquillità senza essere ne troppo isolati ne troppo in mezzo alla confusione: tutte le segnalazioni sono da ritenersi soggettive e vi preghiamo di segnalare ogni variazione. Per qualsiasi dubbio...chiedete:
info@robadacamper.com