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Viaggio in francia

Francia del Sud: Verdon Provenza, Pirenei Paesi Baschi francesi e costa Atlantica

Partiamo venerdì pomeriggio 2 agosto per il viaggio che riempie i buchi nella mappa virtuale dei nostri viaggi francese. Ci dirigiamo verso la Costa Azzurra facendo tappa per la notte a Camporosso ove troviamo alcuni posti riservati camper. Ci vogliamo dirigere verso Dolceacqua che da tanto Dolceacquadesideriamo visitare: Dopo una calda notte ci muoviamo fermandoci ad acquistare pane  brioche e focacce di ogni genere nel forno che trovate a circa 300 metri dal parcheggio salendo verso Dolceacqua in corrispondenza della piazzetta: davvero consigliatissimo anche per il prezzo che ci lascia senza parole (in positivo). Arriviamo in pochissimi minuti a Dolceacqua e lasciamo il camper nel parcheggio indicato per la sosta camper. A piediDolceacqua camminiamo lungo il fiume in cui vediamo una miriade di grossi pesci, alcune anatre, libellule che svolazzano sul pelo dell’acqua e una tartaruga che prende il sole su un sasso. Già la veduta complessiva del paese ci lascia a bocca aperta. Davvero incantevole con le case tutte addossate alla collina che sembrano tenersi strette ai ruderi del castello sulla sommità. Di fronte il centro storico dal lato opposto trovate l’ufficio turistico. Entriamo in paese dal ponticello a schiena d’asino e imbocchiamo la prima viuzza che si addentra sotto un arco. Tutto il paesino è un dedalo di stradine acciottolate che si snodano in un saliscendi contornato da antiche case Saint Paul de Vencein pietra  per lo più occupate da enoteche, ristoranti o gallerie d’arte. Sicuramente scenografico deve essere la sera con i locali illuminati. Saliamo sino alla sommità ma il cancello del castello è chiuso perciò scendiamo e rientriamo al camper. Ci spostiamo  lungo la costa a Eze ove riusciamo a fare la visita alla profumeria Fragonard, una azienda che produce essenze e profumi che offre gratuitamente la visita guidata in tutte le lingue del piccolo laboratorio che si conclude nel negozietto ove però non vi è obbligo di acquisto. Purtroppo non ci permettono di lasciare ilSaint Paul de Vence camper nel loro parcheggio per la visita del paese (cosa che probabilmente permettono in bassa stagione), e scopriamo amaramente che a parte i pochi parcheggi auto lungo la strada è impossibile la sosta camper. Delusi ci dirigiamo verso Saint Paul de Vence ove dopo un giro alla ricerca di un posteggiamo troviamo spazio nel parcheggio riservato ai camper. Pranziamo e via a far due passi per l’incantevole borgo: anche qui una cinta muraria cinge il cuore del paesino costituito da case in pietra color beige. Senza dubbio il paese ha una spiccata vocazione turistica con i suoi scorci da cartolina ma ci colpisce per quella che sarà una costante in Saint Paul de Vencemolti paesini: all’entrata del paese in una delle piazzette principali sotto i platani si ritrovano i cittadini a giocare a bocce. Davvero una bella tradizione che in Francia è radicata un po’ ovunque e interessa giovani e meno giovani. Altra piacevole sorpresa in paese troverete numerose fontanelle di acqua potabile. Dopo la visita ci spostiamo verso Grasse che però decideremo di non visitare a causa della difficoltà a trovare parcheggio e proseguiamo verso il Verdon. Nel tragitto verso Castellane saliamo di quota fino a 1200 attraversando molti in cui il paesaggio e la temperatura cambiano repentinamente. Giungiamo per cena a Castellane ove ci sistemiamo nel comodo parcheggio con camper service a bordo fiume ove numerosi francesi eGorges du Verdon tedeschi eccedono nella semplice sosta. Finalmente trascorriamo la serata al fresco e il mattino ci svegliamo con 12 gradi alle 7 di mattino. Compro il pane fresco, due passi nella cittadina che si sta svegliando e dopo  colazione partiamo verso le Gorges du Verdon.  Da Castellane in poi troverete numerosi camping che denotano la vocazione turistica della zona. Per gli appassionati di trekking qui trovate mille possibilità: procediamo con qualche difficoltà a causa del mal d’auto dei piccoli, poiché la zona offre strade abbastanza tortuose tutte Gorges du Verdonpercorribili anche con camper. Arrivati a la Palud  (in corrispondenza dell’auberge des cretes) svoltiamo a gomito a sinistra imboccando la route des cretes in senso orario. La strada sale rapidamente fino a quota 1300 metri offrendo di tanto in tanto stupendi belvedere sul canyon sottostante. Addirittura facendo attenzione, sulle ripide pareti rocciose ove alcuni rocciatori discendono appesi alle funi, potrete notare grossi rapaci che si librano planando dolcemente. La strada si snoda tra salita e discese offrendo bellissime vedute in un alternarsi di cime rocciose e paesaggiGorges du Verdon brulli a boschi rigogliosi. Ritornati a la Palud prendiamo verso Moistieurs: dopo una decina di km arriverete a scorgere il tratto finale ove il verdon si incontra con il lago  di Sainte Croix. Stupenda la veduta dall’alto delle acque azzurre. Intorno al lago nei pressi del Pont de Galetas numerose soste libere a bordo lago sempre in compagnia di numerosi turisti. Noi ci fermiamo nel polveroso e un po’ sconnesso parcheggio di fronte al camping cercando dopo pranzo, ma invano, di noleggiare un pedalò. Purtroppo tutto pieno fino alle 18. Suggeriamo di Moistieurs Saint Marievenire presto in modo da poter fare quella che riteniamo essere una bellissima esperienza addentrandosi con il pedalò nel tratto iniziale delle gole. Delusi e affaticati dal caldo ci spostiamo a Sainte Marie le Moustieurs ove lasciamo il camper nella area attrezzata ai piedi del paese. Da qui salite la strada asfaltata che trovate di fronte e giungerete in centro. Piccolo ma davvero grazioso il piccolo borgo che giace incastonato tra due picchi rocciosi su cui sorge una  chiesa che sembra fare da guardiano. Passeggiamo assaporando la tranquilla atmosfera rilassata delle vie del centro rinfrescandoci con le acque gelide della sorgente che sgorga ai piedi degliMoistieurs Saint Marie speroni rocciosi, dopo di che saliamo verso la chiesetta in cima alla rupe. Consigliamo scarpe e non sandali o infradito poiché il sentiero che sale è lastricato da sassi ormai levigati e a causa della pendenza può essere insidioso soprattutto per i bambini. Giungiamo in cima e discendiamo per concederci una pausa rilassante nel piccolo locale con i tavolini all’aperto che trovate all’incrocio ove il sentiero diventa asfaltato. Questo piccolo locale offre solo frullati di frutta fresca fatti al momento e una birra artigianale davvero deliziosa! Dopo aver acquistato qualche bottiglia della buonissima birra aromatizzata scendiamo verso il camper per un po’ Roussillondi relax. L’indomani ci alziamo presto cercando di spostarci al sentiero delle ocre in modo da non effettuare il giro sotto il sole pomeridiano. Giunti a Roussillon, dopo aver fatto gasolio a circa 30 cent in meno rispetto all’Italia, ci fermiamo nel parcheggio segnalato camper prima di arrivare in paese. Percorriamo i 300 metri che lo separano dal paese (ove trovate subito anche un piccolo supermercato), e ci rechiamo alla biglietteria del sentiero (2,5 € adulti bambini gratis fino 10 anni). Non svoltate per il primo stretto passaggio segnalato ma andate avantiRoussillon fino a che non vedete le rosse falesie sulla destra. I percorsi sono due, uno da 35 minuti e uno da 50 minuti: dato il caldo optiamo per il giro breve. Nel complesso la location è molto particolare ma un po’ deludente in quanto pensavamo che il sentiero mostrasse una maggior quantità di formazioni erose rosso ocra invece il punto più particolare in assoluto è il primo canyon che incontrate appena scesi dalle scale in legno. Davvero belle le tinte di queste terre  ma davvero pochi i belvedere ove ammirare le formazioni. Torniamo sui nostri passi rinfrescandoci Roussillonalla fontana che trovate all’uscita per poi far due passi per le vie del paesino dalle case color rosso (la cosa a dir il vero non è così evidente come descritta dalla guida): tutto molto raccolto e concentrato attorno una piazzetta su cui si affaccia il comune, qualche negozietto e poco altro. Rientriamo per pranzo al camper e ci spostiamo a Gordes ove l’unico punto sosta possibile per i camper è il parcheggio con colonnina camper service vicino la gendarmeria e i pompieri. All’entrata la persona incaricata della riscossione ci dice che non vi è postoGorrdes per i camper ma in realtà facendo manovra ne scorgiamo molto e decidiamo di posizionarci ugualmente. Salite lungo la strada 300 metri  e arrivate davanti il castello all’interno del quale vi è l’ufficio del turismo. Effettuiamo il giro consigliato dalla mappa consegnatoci percorrendo un percorso che si snoda lungo strette viuzze lastricate con le tipiche pietre calcaree del paese. Anche questo paese per quanto molto più grazioso del precedente è molto piccolo. Quando arrivate assolutamente obbligatoria una fermata sul belvedere di fronte il paese. Abaye du SenanqueDecidiamo di non andare a vedere le Village des Bories in quanto ci segnalano all’ufficio turistico che va lasciato il camper nel parcheggio che si trova a 1,7 km: non so se effettivamente la strada sia percorribile ma noi desistiamo e facciamo solo una capatina all’Abbazia du Senanque: si svolta nella strada segnalata poco prima del parcheggio e la strada è a senso unico e vi obbliga poi a ritornare per il centro di Gordes. Il complesso dell’Abbazia è molto grande adagiato in una conca immersa in un bosco di querce davanti alcuni campi di lavanda. Ci accontentiamo di una foto e dato il forte caldo riprendiamo il viaggio giungendo poco dopo a Fontaine de VaclauseFontaine de Vaclause ove non si può più sostare nel parcheggio in comune con i bus. Trovate una area attrezzata a circa 700 metri dal centro oppure come abbiamo fatto noi per una veloce visita la sciate il mezzo di fronte al centro, lungo la strada, canoa a circa 1 km dal centro. La piazzetta a ridosso del ponte all’ombra dei platani invita alla sosta in questa cornice davvero bella: il fiume scorre placido facendo girare le pale di un mulino con le sue acque color turchese tanto che vien voglia di tuffarsi. Tuttavia un po’ rimarremo delusi in quanto anche salendo verso la sorgente non Fontaine de Vaclauseincontreremo altri scorci piacevoli. Per la sorgente percorrete la via pedonale che sale, oltrepassate il mulino ove lavorano la carta artigianalmente e dopo circa 700 metri trovate la sorgente che in questa stagione si è ritirata di parecchi metri tanto da non risultare visibile da dietro il parapetto. Oltrepassiamo la staccionata come fanno tutti e scorgiamo la pozza dalle acque verdi ma a dir il vero un po’ stagnante. Rientrando ci fermiamo a immergere i piedi nelle acque gelide.  Dopo questa visita per cui avevamo aspettative migliori optiamo per andare a dormire ad Avignone dove in extremis troviamo posto nel P+R Ile Piot. Notte un po’ rumorosa poiché teniamo leAvignone finestre aperte, ma la sosta si rivelerà ottimale per la sua posizione. In due minuti la navetta gratuita ti lascia dalla parte opposta del fiume (che comunque dista circa 600 metri) ove traversiamo le mura e ci dirigiamo verso l’ufficio del turismo. Passeggiamo per la parte del centro storico ove i negozi stanno aprendo e i furgoni riforniscono i ristorantini e i bar fino ad arrivare al Palazzo dei Papi. Suggeriamo di acquistare il  biglietto on line per evitare la coda oppure di recarsi qui il mattino presto. Molto bella la visita dell’imponente palazzo ricco di storia anche se Avignonea dir il vero le stanze sono tutte un po’ calde, il che rende la visita meno piacevole. Usciamo e saliamo sul belvedere che offre una bella veduta dall’alto del celebre ponte , ma anche una fresca sosta con tanto di laghetto popolato da papere e pesci per la gioia dei bambini. Ritorniamo verso la piazza a valle del palazzo dei papi per pranzare e rientrare al camper. Davvero incantevole la città con la sua cerchia di mura orlate di merletti che conferisce un aspetto di altri tempi. Dato il forte caldo optiamo per un bagno in una delle piccole piscine comunali per poi spostarci verso les Baux de Provence fermandoci in una incantevole fattoria del circuito FranceLes Bau deProvence Passion ove i proprietari viticoltori indipendenti ci accolgono con grande gentilezza: la location è idonea ad ospitare camper come in camping su un ombreggiato prato intorno a cui ogni tanto fanno capolino alcuni cavalli allevati dalla famiglia dei proprietari. Dormiamo davvero in massima tranquillità e il mattino su suggerimento dei proprietari ci spostiamo a Saint Remy de Provence ove si tiene il mercato settimanale, a quanto descritto dalla gentile signora molto grande e tipico provenzale: lasciamo il mezzo in un grosso parcheggio che va velocemente riempiendosi dandoci la misura della notevole quantità di persone che Saint Remy de Provencestanno arrivando. Il mercato è davvero grande e offre ogni tipo di prodotto, dall’artigianato tessile, ai prodotti caseari, alle spezie, … Gironzoliamo per il mercato che si snoda in parte nelle piazzette e in parte per le vie del centro storico e acquistiamo una ottima paella per pranzo. Infine ci dirigiamo verso les Baux de Provence ove essendo quasi mezzogiorno non troviamo parcheggio e ci dobbiamo accontentare di lasciare il camper lungo la strada un po’ distante: vi consigliamo se possibile di giungere qui o di mattino presto o verso tardo pomeriggio per evitarLes Baux deProvencee la forte ressa di turisti. Il paese è davvero incantevole tutto arroccato su uno sperone roccioso dominato dalle rovine dell’antico castello. Saliamo per le viuzze del paese contornate da negozietti turistici ed entriamo al castello: la visita è piacevole, le audio guide se volete sono incluse, ma vi sono numerosi cartelli esplicativi con disegni di come era l’edificio nel punto davanti a cui vi trovate, in modo da aiutarvi nel vederlo. Inoltre vi sono alcune macchine da guerra ( catapulte di vario genere) che vengono a cadenze regolari azionate da tre animatori che Les Baux deProvencecoinvolgono il pubblico nel loro funzionamento; inoltre sempre per la gioia dei più piccini viene fatto uno spettacolo, sempre con la partecipazione del pubblico, dimostrativo sull’utilizzo di alcune armi. Oggi il fresco ci accompagna e oltre il cielo coperto anche un forte vento tiene la temperatura controllata. Assolutamente da non perdere una mezza giornata in questo paesino. Ritorniamo al camper e ci spostiamo ad Arles ove sostiamo nel comodissimo parcheggio con camper service in cui i camper numerosissimi hanno occupato anche i posti bus. Essendo un po’Arles stanchi facciamo una veloce passeggiata costeggiando il fiume per poi addentrarci nel centro storico e giungere fino al clou del paese: l’anfiteatro romano. Complice la stanchezza rientriamo dato che il paese non ci ha entusiasmato e ci spostiamo verso la costa attraversando un paesaggio che cambia drasticamente. Tipiche zone paludose della Camargue disseminate da fattorie che offrono passeggiate a cavallo. Qui davvero crediamo sia una attività assolutamente da non perdere anche se nella notte scopriremo l’altra faccia della medaglia. Arrivati a Saintes Marie de la mer, troviamo la prima delle numerose aree di sosta vicine al paese che si presenta come una fervente località turistica con le casette bianche dalle sembianze spagnoleggianti e i locali con i tavolini all’aperto in ogni angolo. Arrivando sul mare e svoltando verso Aigues Mortes incontrate fuori dal paese una grande area attrezzata sul mare ideale per chi volesse fare un po’ di vita da spiaggia. Noi optiamo per una sosta France Passion in una azienda che alleva tori e cavalli: purtroppo dopo una forte grandinata la notte scopriremo che davvero quello che si dice sulla Camargue e sulle zanzare è vero. Una notte assolutamente da incubo alla caccia delle zanzare che anche con le zanzariere sono riuscite ad entrare. Tenete fortemente conto. Ci svegliamo con il cole e ci muoviamo versoAigues Mortes Aiugues Mortes attraversando paesaggi paludosi e scoprendo poco dopo che qui si trova anche una regione vinicola che produce i “vin de sable”. Ci fermiamo in una delle tante cantine e facciamo qualche assaggio per poi giungere ad Aigues Mortes ove troviamo facilmente la comoda area attrezzata (tutti gli altri parcheggi sono preclusi ai camper anche quelli segnalati come tali probabilmente perché i cartelli rimasti sono vecchi). Decidiamo tuttavia, volendo fare solo un breve giretto, di lasciare il camper in una parallela alle mura dal lato della porta principale e attraversando l’imponente porta ci addentriamo nel centro storico. Trovate Aigues Mortessubito sulla sinistra l’ufficio turistico. Davvero incantevole il piccolo villaggio cinto da una intatta cerchia di mura che racchiude nel suo centro storico un intreccio di stradine ortogonali su cui si affacciano case in pietra color beige. La vocazione è prettamente turistica ma soprattutto nelle vie un po’ più decentrate troverete anche ristorantini con i tavolini all’aperto dall’apparenza molto accattivante. Assolutamente una tappa che merita una sosta. Ripartiamo percorrendo la strada costiera che attraversa un alternarsi di zone umide, a zone di spiagge sabbiose. Lungo il percorso sino ad Agde trovate numerose aree attrezzate anche a ridossoMinerve della spiaggia. In direzione Carcassonne decidiamo di dirigerci verso Minerve ove sostiamo nel  parcheggio panoramico che domina il paese. La veduta arrivando è spettacolare: un piccolo villaggio raccolto su una falesia rocciosa. Ci godiamo un bel tramonto rimanendo i soli nel parcheggi anche se presto arrivano timorosi un paio di camper che decidono di fermarsi, e dormiamo tranquilli cullati dal vento. Il sole ci sveglia e scendiamo per la strada che porta al piccolo borgo che è davvero aggrappato sulla cima di questo sperone roccioso al centro di un Minerveprofondo canyon. In meno di mezzora giriamo ogni angolino e dopo una degustazione di vino presso un viticoltore indipendente decidiamo di fermarci a pranzo in un ristorante con una bella terrazza sul canyon, e a seguire andiamo in camper per la pennichella. Fortunatamente si sta bene anche al sole poiché tira molta aria, tanto che ne approfittiamo godendo della piacevole temperatura. A seguire ci spostiamo a Carcassonne ove troviamo la comodissima area attrezzata che dista circa 300 metri dalla città vecchia , ma nonostante ciò offreCarcassonne una navetta gratuita dal parcheggio al centro. L’aspetto è davvero imponente. Una vera e propria cittadella racchiusa da una doppia cerchia di mura con mastodontiche porte e torri merlate: il tipico castello medioevale. Trascorreremo tutto il pomeriggio qui assaporando la piacevole atmosfera ( in alcune vie turbata dalla moltitudine). Assolutamente da non perdere, vale il viaggio! Il mattino seguente ci svegliamo e dopo le operazioni di camper service ci muoviamo verso i Pirenei Carcassonnefrancesi. Ci fermiamo a Limoux paese in cui si producono bianchi frizzanti: non troviamo nessuna sosta in piazzale Mitterand come segnalato su vari siti   ma le possibilità di parcheggio sono notevoli: tuttavia il paese non presenta nessuna attrattiva perciò se non siete appassionati di cremant non fermatevi. Dopo pranzo proseguiamo ed arriviamo a Mirepoix dove riusciamo a fermarci nel parcheggio con annesso camper service. Accanto trovate anche un piccolo parco giochi con tavolini picnic. Il centro,Mirepoix ovvero l’unica piazza attorno a cui vi sono tutte le case a graticcio con i portici dai tetti in legno sono a circa 300 metri. La citè è tutta concentrata attorno a questa piazzetta ove trovate l’ufficio del turismo: sotto gli splendidi portici con il tetto in legno dall’aspetto trasandato trovate negozi di ogni genere e ristornati con i tavolini all’aperto. La folla di turisti non deturpa l’atmosfera tanto che possiamo godere di una piacevole sensazione di relax. Una oretta sarà sufficiente per fare il giro del piccolo borgo, così che Mirepoixdopo poco ripartiamo seguendo le indicazioni prese all’ufficio del turismo. Cominciamo ad avvicinarci ai Pirenei francesi e il paesaggio cambia lasciando il posto a verdi pascoli costellati di mucche al pascolo con in lontananza le cime che volgono verso la Spagna. Ottime le strade e ottima anche una area attrezzata gratuita che troviamo lungo il percorso che suggerisco a chi è di passaggio. Attraversiamo Foix senza fermarci ma scattando due foto al castello che domina la cittadina, e proseguiamo fermandoci a Saint Lizier facente parte del circuito “les plus beaux village de France” ma che in realtà ci lasceràSaint Lizier parecchio delusi. Lasciamo il camper in un parcheggio vicinissimo alla piazza ove sorge la chiesa  all’interno di cui si trova un chiostro, che purtroppo non riusciamo a vedere essendo la chiesa ormai chiusa. Saliamo verso il castello e verso la citè che perà ospita una residenza di villeggiatura, un ristornate e nulla altro, senza nemmeno offrire scorci caratteristici se non due stretti vicoletti lastricati di ciotoli. Se non avete in programma altro nella zona potete tranquillamene evitare! Trascorriamo la notte in una vicina fattoria del circuito France Passion in cui dovrebbero avere vitelli e produrre latte e yoghurt ma a casa della malattia del marito la Saint Bertrand des Commingesproprietaria ci spiega che sta cercando di vendere la proprietà perciò non ha nulla di tutto ciò. Di buon mattino partiamo verso Saint Bertrand de Comminges attraversando dolci colline disseminate di campi di girasoli di un colore intenso, e ci fermiamo nel comodissimo parcheggio ai piedi del borgo sicuramente adatto per una sosta notturna e per un pranzo all’aperto. Saliamo a piedi i 600 metri in salita che ci separano dalla porta della cittadella e scopriamo che quest’oggi vi è una festa medioevale. Il borgo è davvero piccolo tutto concentrato attorno alla piazza principale su cui si affaccia la cattedrale (all’interno un maestoso organo) con annesso unSaint Bertrand des Comminges chiostro che però oggi stranamente è chiuso. Inizialmente il silenzio è interrotto solo dal suono delle campane, poi il vociare dei figuranti in costume ci attira nella piazza ove assistiamo ad un duello d’armi. Ci spostiamo in un piccolo giardino ove hanno installato un piccolo campo medioevale con giochi anche per i piccini. Sicuramente bella la veduta del paese da lontano dominato dalla imponente cattedrale, ma non attendetevi un borgo incantato. Ci muoviamo fermandoci per pranzo durante il tragitto verso Lourdes, non tanto per il Lourdesdesiderio di andarlo a visitare quanto perché siamo davvero vicini. Troviamo la area attrezzata Arrouza ma essendo un po’ distante proviamo con fortuna a trovare parcheggio un po’ più vicino.  Davvero una industria del souvenir: una folla di turisti per lo più italiani e spagnoli che affollano le vie tappezzate da identici negozietti di souvenir che vendono a poco prezzo le cose più orribili legate al marketing del luogo. Arriviamo a dare una occhiata alle chiese che sono l’una l’espansione dell’altra e della piccola grotta che altro non è che un incavo nella roccia dietro la chiesa. Visto il caldo ritorniamo al camper per andare a cercare una fattoria del circuitoLourdes France passion ove dormire e far vedere qualche animale ai bambini, e magari assaggiare qualche specialità: così sarà, e dopo un assaggio di Jurancon (Domaine Bazaillacq), un vino vendemmia tardiva dolce molto buono,dopo aver raccolto un cestino di dolcissime prugne da un albero accanto cui siamo parcheggiati, ci addormentiamo in mezzo ad un vigneto nell’oscurità totale attendendo la mungitura della mattina seguente. Puntiamo la sveglia e  ci spostiamo alla stalla poco più in basso ove i gentilissimi proprietari ci raccontano la loro vita e ci fanno vedere la mungitura: davvero piacevoli le chiacchiere con cui abbiamo modo di conoscere Saint Jean pied de portaspetti di vita vissuta vera. Ci mostrano i piccoli vitellini di pochi giorni , la mungitura e addirittura arriva il veterinario per inseminare 3 vacche. Infine ci donano una bottiglia di latte appena munto che ovviamente bolliamo e assaggiamo subito: davvero fenomenale! Adoriamo questi momenti che per chi ha possibilità di colloquiare in lingua straniera sono dei veri e propri momenti di arricchimento. Ci spostiamo percorrendo strade secondarie (scelta assolutamente infelice) fino a Saint Jean Pied de port in cui ci fermiamo nella comodissima area attrezzata, unico punto sosta del paese senza divieti camper. Il paesino è molto carino: ci avviciniamoSaint Jean pied de port alle mura dopo di che saliamo sul cammino di ronda fino ad arrivare alla porta Saint Jacque: da qui saliamo alla cittadella fortificata da cui avrete una bellissima veduta delle colline circostanti dopodiché percorriamo scendendo l’unica strada che taglia il centro storico , rue de la citadelle, fino al ponte vecchio. Vi sono numerosi turisti ma l’atmosfera è comunque molto rilassata e gradevole a differenza del precedente Lourdes. Lungo la via trovate negozi di ogni genere ma non di souvenir e cineserie. A chi si trovasse in zona lo consigliamo! Dopo le operazioni di camper service decidiamo di spostarci a dormire in una fattoria  verso la costa: questa Cap Bretonvolte scegliamo l’unica possibilità in zona, una fattoria in cui allevano pecore e mucche e ove producono due tipi di formaggi: assaggiamo ma i proprietari non sono  molto loquaci perciò ci sistemiamo per la notte. Il mattino seguente ci muoviamo verso la costa: a  Saint Jean de Luz comincia il forte traffico che sarà la costante della giornata. La zona attira davvero numerosissimi turisti che si riversano sulle strade creando un unico serpentone di auto che procede a passo d’uomo. Decidiamo di oltrepassare il paese ma anche a Biarritz non saremo più fortunati. Dopo aver attraversato il centro e aver trovato la area attrezzata strapiena, visti i numerosi divieti decidiamo di procedere oltre. Tragico l’attraversamento di Biarritz eDuna du Pyla Bayonne, ma finalmente a Cap Breton ci sistemiamo nella comoda area attrezzata a ridosso della spiaggia, decentrata si rispetto al paese ma ottima per godersi la spiaggia. Pranziamo e trascorriamo il pomeriggio nella lunga spiaggia su cui fino alle 16 circa dura la bassa marea. Una lunghissima spiaggia che con il mare che si ritira lascia disponibile una profondità di quasi un centinaio di metri, di  una sabbia grossolana, non polverosa, davvero stupenda. Qui è il paradiso dei surfisti essendo battuta dal vento ma anche con il timido sole odierno la permanenza in spiaggia è davvero piacevole. Consigliatissimo agli amanti del Duna du Pylamare. Tutta la zona costiera è davvero ottima per trascorrere qualche giorno sul mare. Invece risulta molto lento girare con il camper in quanto la strada costiera è sempre un po’ distante dal mare perciò non offre vedute piacevoli e il traffico delle auto dei turisti è davvero intenso non appena si arriva in prossimità dei paesi. Arriviamo alla Duna du Pyla verso le 12 ed il parcheggio ai piedi della duna è completo e non fanno entrare i camper ma solo le auto. Ritorniamo lungo la strada e troviamo un posto nei pressi dell’entrata di uno dei camping. Pranziamo e prendiamo un sentiero che ci porta alla duna che comunque è visibile anche dalla strada: essa siDuna du Pyla estende per centinaia di metri di lunghezza perciò potete salire da dove preferite, meglio se vi è la scalinata che vi aiuterà non poco nella faticosa impresa. Dalla sommità la veduta è eccezionale: vedete la costa sabbiosa e la piccola laguna che si è formata di fronte, mentre verso nord vedete tutto il golfo di Arcachon  che termina con Cap Ferret. Davvero piacevole restare a giocare sulla morbidissima sabbia in cima alla duna battuta dal vento. Dopo un po’ di relax scendiamo e ci spostiamo verso Bordeaux lasciando Cap Ferret per i giorni seguenti in quanto fare la costa richiederebbe davvero tanto tempo in questo orario. Ci Duna du Pylafermiamo per la notte fuori città  in una azienda del circuito France Passion che produce vino. In questo tratto di Costa Atlantica da Cap Breton ad Arcachon se avete le bici al seguito vale la pena fermarsi alcuni giorni in quanto vi sono numerose piste ciclabili anche al di fuori dei paesi con numerosi sentieri che entrano nelle pinete e nei boschi: notiamo che la maggior parte dei turisti qui utilizza le bici un po’ ovunque….peccato non averle avute, per la prima volta ci avrebbero fatto comodo. Cerchiamo per la notte due Tenute del circuito France Passion, ma la prima è al completo ma i proprietari non ci sono e nemmeno torneranno (perciò niente asaggi) mentre la seconda è chiusa: fortunatamente sulla strada incontriamo un vicinoBordeaux della seconda tenuta che ci invita a restare e ci fa assaggiare i suoi due vini. Ci raccontano che avevano fatto domanda ma non li avevano accettati perché nella zona ve ne erano troppi. Dormiamo in massima tranquillità e ci spostiamo a Bordeaux lasciando il camper nel comodissimo , ma caro, parcheggio a 300 metri dal centro. In questa mattinata di ferragosto vi è pochissima gente in giro e si respira una grande aria di tranquillità. I ristornati sono gli unici che lentamente stanno aprendo le serrande mentre noi cominciamo a gironzolare per il Bordeauxcentro seguendo l’itinerario dei monumenti storici. Il centro è piacevole, n gran parte pedonale e per lo più costituito da edifici in stile francia del nord. E’ molto gradevole passeggiare soprattutto sul largo lungo fiume pedonale che offre una bella veduta delle belle facciate dei palazzi affacciati sulla gironda con la cornice delle belle aiuole fiorite. Ci accontentiamo di una breve visita e ci spostiamo verso la costa per tornare a Cap Ferret ove poter godere della veduta sulla duna dalla parte opposta della baia. Troviamo un po’ di traffico e alla fine arriviamo al parcheggio del belvedere di Cap Ferret . Questa assolutamente è una zona molto frequentata dai turisti che inCap Ferret massa si muovono in bicicletta da una spiaggia all’altra. Assolutamente anche qui le bici avrebbero fatto comodo per godere di alcuni giorni, delle belle spiagge, sfruttando le comode e panoramiche ciclabili. Ancor più perché in questa parte di costa Atlantica ( sia a nord che a sud di Arcachon) la strada costiera è di fatto interna ad una fascia occupata da una folta pineta quindi assolutamente non offre vedute sul mare, perciò evitate di farla se cercate questo. Tuttavia ripetiamo che la bici forse è il mezzo migliore per godere a pieno della zona. Il Cap Ferretparcheggio del Belvedere è molto affollato perciò scattiamo solo una foto alla duna e ci spostiamo al faro: dalla sommità avrete una splendida  veduta a 360 gradi: consiglio davvero a tutti di salire, la fatica verrà ripagata. Ci spostiamo verso nord e ci fermiamo in quella che sarà una delle migliori soste: la segnaliamo anche se del circuito France Passion perché davvero meritevole di menzione. A Civrac en Medoc le Chateau Pierre de Montignac  che ci regala una cena all’aperto accanto uno splendido vigneto dell’alto Medoc con veduta sul tramonto. Il silenzio è interrotto solo dal vociare dei bambini che qui sono liberi di gironzolare dal vigneto alMontignac recinto ove pascolano un asino e un pony. Davvero spettacolare e rilassante. Il mattino assaggio i deliziosi vini Medoc cru Bourgeois della tenuta facendo due chiacchiere con la gentile proprietaria che ha portato nella tenuta la vigna nel 1988: singolare il fatto che mi racconta che ne lei ne suo marito bevono comunemente durante i pasti, ma solo nei week end o nelle cene con amici! Ci spostiamo a Montalivet les Bains ove all’ufficio turistico prendiamo indicazioni per le due ottime soluzioni di sosta camper in questo accogliente paesino: Montignacun parcheggio camper a ridosso della spiaggia e una area attrezzata a fianco il camping entrambi comodi per il centro paese. Tutte le mattine in centro trovate un mercato davvero bello e ben fornito! Anche questa zona come le precedenti è ottima per la bici in quanto vi sono numerosi percorsi ciclabili. Trascorriamo la giornata in spiaggia godendoci un po’ di relax e osservando come si modifichi drasticamente la spiaggia al variare della marea. La spiaggia è tutta sabbiosa  offre onde per i surfisti ma anche un bagnasciuga accessibile ai bambini, ma cosa strepitosa è che nel tardo pomeriggio la bassa marea lascia scoperti un centinaio di metri di spiaggia lasciando un enorme spazio per le corse dei bambini che possono inoltre curiosare cercandoLaCotiniere i sassi lasciati dalla marea: tra i sassi infatti troviamo addirittura una stella marina rimasta all’asciutto che prontamente salviamo riponendola in mezzo agli scogli ove ne intravediamo altre. Dopo questo piacevole incontro torniamo al camper per la doccia e per spostarci verso nord attraversando la Gironda tramite il traghetto (al costo di 40 € il camper più 3,2 € le persone) che in circa una mezzora ci fa scendere dal lato nord dell’estuario. Non ci fermiamo a Royan perché non programmato ma se volete fare una sosta il paese offre una serie di ristoranti sul molo e un lungo spiaggia molto vivo. Verso l’isola di Oleron attraversiamo alcune zone umide davvero belle Le Chateau d'oleronalla luce dorata del tramonto: qui la marea lascia scoperte ampie zone ove è possibile avvistare avifauna davvero diversificata. E’ zona di ostriche e domani magari cercheremo qualche assaggio. Trascorriamo la notte in una tenuta del circuito France Passion che più che una tenuta sembra una industria del turismo tant’è che invece che i 5 camper massimi consentiti ne troviamo circa 25. Dormiamo accanto al vigneto. Il mattino degustazione superturistica (nei bicchieri di plastica) dei prodotti della distilleria e via verso la Cotiniere: lasciamo il camper a ridosso del molo e facciamo due passi. Il centro è costituito da due vie che siLe Chateau d'oleron aprono a ventaglio e da un piccolo porticciolo su cui si affacciano i ristoranti e alcune pescherie dai banchi davvero pieni di crostacei e pesci freschissimi a prezzi buoni. Non possiamo rimanere impassibili e acquistiamo granchio e astice per la cena e alcuni tranci di una qualità di ventresca che non conoscevamo. Ci muoviamo verso sud rimanendo bloccati nella coda di auto che si muove verso il ponte. Purtroppo anche il pomeriggio troveremo km di coda in entrata e in uscita anche molto dopo l’unico ponte di collegamento con la terra ferma, ma alcune persone mi confermano essere sempre così. Suggeriamo di munirvi di una Le Chateau d'oleroncartina per percorrere le stradine laterali o di muovervi il mattino presto o la sera tardi. Anche qui avere le biciclette sarebbe un plus notevole per godere a pieno dell’isola. Ci fermiamo a Le Chateau d’Oleron in un parcheggio accanto le mura ove riusciamo a sostare solo perché alcuni paletti separatori sono divelti. Trovate comunque due soluzioni di sosta: l’area a fianco il camping a ridosso delle mura e l’area municipale a circa 1 km. Se invece volete entrare verso il porto tenete presente che vi sono divieti ovunque anche se di posto ne troverete di certo anche davanti la cittadella. Il paesino è cinto da fortificazioni, al cui interno trovateLe Chateau d'oleron due vie principali che portano al mercato coperto e alla piazza principale ove trovate l’ufficio turistico. Da qui proseguendo verso il mare arriviamo alla cittadella da cui avrete una bellissima vista sul ponte, sul forte in mezzo allo golfo, e sulle casette dei pescatori: prendiamo il sentiero oltre il molo da cui si tuffano alcuni ragazzini e scendiamo a livello delle variopinte casette in legno dei vecchi coltivatori di ostriche oggi riportate all’antico splendore grazie ad una iniziativa tra comune e imprenditori locali che ne hanno fatto una piccola zona di artigianato artistico. Vaga imitazione di villaggi visti in Norvegia con la differenza che la le case si specchiavano La Rochellesu una acqua dal colore cristallino qui invece su acque dal colore cupo verdastro. (il paragone è assolutamente azzardato). Ritorniamo al camper attraversando la piazza occupata in parte dai tavolini dei ristoranti per poi muoverci verso La Rochelle. Dopo aver perso tempo intorno al centro lasciamo il camper in una laterale poco lontana dal porto vecchio. Il centro è davvero grazioso: vie piene di negozi sotto i portici di bellissimi edifici in pietra color beige, strette stradine gremite di turisti e negozietti di ogni genere che sboccano sul porto vecchio. Da una lato i ristoranti con i loro de hors e di fronte le imponenti torri che cingono l’entrataLa Rochelle del porticciolo. Il tutto condito da bancarelle di artigianato artistico, artisti di strada e una piacevole atmosfera vacanziera. Davvero la cittadina merita una visita di una giornata intera. A seguire ci spostiamo  per dormire, alcuni km fuori città in una fattoria che alleva struzzi, ove prepariamo la nostra cenetta a base di astice , granchio , gamberetti, e una serie di cioccolatini artigianali acquistati a la Rochelle come dessert. L’indomani il cielo è un po’ nuvoloso: partiamo e attraversiamo il ponte che conduce all’ile de Re (tariffa camper 16 € A/R) e ci fermiamo a Saint Martin de Re ove trovate divieto su tutto il territorio ma anche una comoda area attrezzata. Il paesino è davvero grazioso e merita il viaggio sin qui: attraversiamo prima la parte delle Saint Martin de Retipiche case in calce bianca con le imposte colorate e i fiorellini spontanei che crescono nelle crepe dell’asfalto ad adornarne le facciate. Questa zona non presenta negozi ma solo abitazioni per turisti o per i locali e appare molto originale. Poi si giunge nella zona pedonale: negozietti di ogni genere vi conducono fino al porto. Si assapora una piacevolissima atmosfera vacanziera con le barche ormeggiate sul molo, le gelaterie che producono artigianalmente le cialde per i gelati e la folla di turisti che passeggia placidamente sulle fortificazioni del porto e sul molo. Trovate un bellissimo mercato coperto con negozi dalle milleSaint Martin de Re prelibatezze anche piatti pronti da asporto, tanto che non resistiamo ed acquistiamo paella, calamari ripieni, e cozze. Il clou è tutto attorno al molo: nel giardino antistante le fortificazioni troviamo una persona che offre giri a i bambini (a pagamento) su muli dal pelo lungo (simili a bue muschiati). Rientriamo al camper dopo aver girato il paesino che davvero consigliamo. Ci spostiamo per pranzare fuori dalle mura in un parcheggio gratuito da cui vediamo un notevole via vai di biciclette verso la spiaggia e il centro. A seguire partiamo verso sud fermandoci a fare camper service in una area attrezzata lungo le comodissime  e scorrevoli statali Saint Martin de Reche conducono verso Bordeaux. Arrivati a Saint Emilion , zona che conosciamo bene, ci fermiamo nella tenuta Chateau du Rol  immersi nei vigneti. Qui trascorriamo due ore seduti ad un tavolo con altri camperisti e il gentilissimo padrone di casa a chiacchierare di vini, e tanto altro degustando gli ottimi gran cru qui prodotti. Rimango particolarmente impressionato, visti i miei gusti per i vini barricati dai vini qui prodotti che non hanno fatto botte. Tra una chiacchiera e l’altra e tra un bicchiere e l’altro le lingue si sciolgono  e il padrone di casa sfodera anche una bottiglia di Pineau prodotto da lui solo per consumo personale , che ci confessa non tirare mai fuori , ma visto il nostro interesse per la sua attività e la sua vita ci offre gentilmente. Continua a riempire bicchieri e a rispondere alle nostre domande come se fossimo vecchi amici: stupefacente come a volte tra sconosciuti possano crearsi momenti talmente particolari! Ci alziamo con il cielo grigio e partiamo verso il Perigord con l’intenzione di fare alcuni paesi saltati nel precedente viaggio nella regione. Incontriamo la Dordogna e magicamente i paesini che incontriamo si tingono del colore beige chiaro Villefranche du Perigorddelle tipiche pietre. Facciamo camper service a Belmont de Perigord, oltrepassiamo Monpazier e per un attimo siamo indecisi se fermarci nel pittoresco paesino (consigliato) ma avendolo già visitato optiamo per il successivo Villefranche du Perigord. Lasciamo il camper a ridosso nel centro storico nel parcheggio camper pranziamo e facciamo due passi in paese: tipico paesino della zona con le case in pietra color chiaro una piazza con la tipica struttura del mercato coperto e alcuni edici con i portici a volta col tetto in legno come a Monpazier. Percorrendo la strada principale che taglia il centro trovate l’ufficio del turismo che ha al suo internoVillefranche du Perigord un simpatico percorso didattico sulla flora e fauna del territorio con piccoli giochi educativi gratuiti. Prendiamo alcune cartine e proseguiamo fermandoci a Cahors anch’esso tralasciato nei precedenti viaggi. Optiamo per il parcheggio (P+R) con navetta gratuita di la dal ponte: questa si rivelerà una ottima soluzione. Il centro è carino: trovate l’ufficio del turismo in piazza ove vi lascia la navetta, e a fianco avete, sempre collegato all’ufficio del turismo, la Cahors vin Lounge, una sala ove alcuni sommelier vi propongono una degustazione di alcune etichette Cahorsdella zona scelte tra le 80 appelation presenti , delle 254 intorno a Cahors. E’ una ottima occasione per assaggiare il profumatissimo Malbec della zona che a mio parere nulla a che invidiare, anzi, ai rinomatissimi Bordeaux. Con 5 € vi fanno assaggiare 3 vini , con 10 € 6 vini e con 15 € 12 vini. Sicuramente consiglio agli amatori questa esperienza anche a chi non conoscesse il francese in quanto una delle operatrici parlava un discreto italiano. A seguire ci dirigiamo verso il ponte fortificato sulSaint Cirq Lapopie Lot davvero incantevole e ritorniamo per una passeggiata per il centro storico , che si trova all’interno dell’ansa sul fiume,  seguendo un itinerario che tocca i principali scorci. Sicuramente non eccezionale nel complesso in quanto gli angoli davvero pittoreschi sono pochi, ma un paesino gradevole che può valere una breve visita. Ci spostiamo verso Saint Cirq Lapopie fermandoci per la notte ad Arcambal. Il mattino partiamo imboccando la D8 che è una strada un po’ tortuosa che però accorcia di molto. A Saint Saint Cirq LapopieCirq Lapopie scendendo da questa strada verso il paese incontrate il P6 unico parcheggio segnalato per la sosta camper, molto comodo: da qui scendete 50 metri al P5 ove parte la navetta gratuita per il centro che comunque dista 300 metri. In alternativa avete l’area attrezzata lungo il fiume , distante dal paese ma ottima soluzione per una sosta più prolungata. Il paese è davvero incantevole: un aglomerato di case in pietra a graticcio con balconi in legno e cortiletti fioriti tutte addossate allo sperone roccioso a picco sul fiume dalle acqueSaint Cirq Lapopie marrone scuro. Trascorriamo tutta la mattina passeggiando pranziamo qui e ritorniamo al camper. Da segnalare in centro trovate un artigiano del fois gras che offre assaggi nel piccolo negozio: davvero ottimo. Scendiamo verso il fiume e l’area attrezzata , ammirando il paese anche dal basso dopodiché riprendiamo la strada del ritorno fermandoci a Villefranche de Rouergue nei comodi posti camper lungo fiume, dopo aver fatto camper service a fianco un supermercato. Il paese ci aveva incuriosito passando con le sue strette stradine del centro storico tanto che incontrando l’ufficio del turismo che si trova lungo la cerchia esterna ci siamo fermati. Di fatto vi è un centro storico il pomeriggio tutto pedonale costituito da piccole vie ortogonali in cui Villefranche du Perigordsi respira una piacevole atmosfera: stranezza è che in una delle vie centrali che taglia il paese a metà una filodiffusione di musiche molto rilassanti accompagneranno la vostra visita. A fianco l’imponente cattedrale con la torre campanaria su cui è possibile salire, vi è la piazza principale che stando ad alcune foto viste rappresenta l’angolo più pittoresco, ma purtroppo stanno  rifacendo completamente tutta la pavimentazione e la parte interna ai tipici portici è stata trasformata in un immenso cantiere. Peccato! Ripartiamo dopo aver acquistato del fois gras in una macelleria e ci dirigiamo verso un paesetto scoperto qui all’ufficio delNajac turismo: Najac. Lasciamo il camper nel parcheggio all’entrata del paese e cominciamo a scendere verso il castello. Incontrate subito l’ufficio del turismo. Scendendo subito veniamo catturati dalla bellezza del paesino con le tipiche case in pietra e a graticcio che si snoda lungo una unica via principale che porta al castello che però data l’ora tarda non visitiamo. Arriviamo fino alla cattedrale alla estremità opposta da cui siamo partiti seguendo l’itinerario pedonale che fa risalire  per una strada non arricchita da negozi come la principale e sicuramente meno particolare. Il paesino merita davvero una visita.  Ripartiamo arrivando in serata a Roquefort sur NajacSoulzon dopo aver incontrato varie aree attrezzate gratuite lungo la strada. Ci fermiamo nel parcheggio a fianco l’ufficio del turismo che troviamo strapieno di camper. Siamo a circa 1 km dal centro che non offre null’altro se non alcune aziende produttrici del famoso formaggio che offrono visite gratuite guidate o libere oppure a pagamento. Il mattino saliamo in paese a piedi seguendo la strada (in alternativa alle spalle dell’ufficio turistico vi è un percorso  didattico) e decidiamo di fare la visita guidata gratuita della azienda Papillon. La visita dura 45 minuti, vi fanno vedere un filmato che spiega in breve ciò che potete leggere nell’opuscolo che viLa Couveroirade consegnano alla entrata e che vi racconterà la guida. La visita oltre che farvi vedere le stanze di stagionatura con le tipiche fleurine (crepe della roccia) risulta comunque interessante a farci conoscere la procedura di preparazione ed affinamento del famoso formaggio che scopriamo potersi dire tale solo se affinato di fatto in una zona lunga 2 km ovvero questo paese. Al termine viene offerto un piccolo assaggio: facciamo due acquisti qui e nella azienda di fronte in cui assaggiamo un roquefort stagionato 20 mesi davvero ottimo dopo di La Couveroiradeche ritorniamo al camper per spostarci a La Couvertoirade che dista da qui circa 45 minuti. Lasciamo il camper nel comodissimo parcheggio a poche centinaia di metri dalla cittadella: la sosta è comunque ottima e molti camperisti addirittura aprono il tendalino e mangiano all’aperto. Il paesino è incantevole: si attraversano le mura e si entra nel piccolo villaggio medioevale in cui tutte le case sono in pietra, e conservano l’originale fascino dell’epoca. Basterà poco per fare un giretto ma davvero se siete in zona fermatevi in questo piccolo borgo avvolto da mura. Dopo una pausa rilassante a base di una ottima crepe e birra partiamo senza una meta precisa.POrt Grimaud Alla fine decidiamo di andare in costa azzurra per un paio di giorni di mare. A Sainte Maxime e a Port Grimaud trovate due aree attrezzate ma noi questa volta optiamo per il camping la Plage direttamente sul mare. La spiaggia è stretta e sabbiosa e nonostante ciò l’acqua è limpida, mentre l’orizzonte e la veduta sul golfo di Saint Tropez viene offuscata dalla miriade di barche e yacht ormeggiate al largo e il dolce rumore delle onde viene continuamente a mischiarsi con il rumore dei motori dei gommoni e Port Grimauddelle moto d’acqua. Port Grimaud è un piccolo villaggio costituito da pittoresche casette a due piani immerse in una piccola laguna portuale, il tutto racchiuso da mura , cancelli e controllato da guardie di sicurezza che fanno attenzione anche all’abbigliamento. Si capisce subito la connotazione fortemente modaiola volta ad ospitare yacht megagalattici. Comunque rappresenta una ottima opportunità per una passeggiata serale. Ormai la vacanza volge e al termine e l’indomani dopo una mattinata in spiaggia accendiamo i motori  e rientriamo alla base. Infine breve cenno sull’aspetto enogastronomico della vacanza. Nessun problema per il cibo, abbiamo però mangiato malino quando abbiamo pranzato fuori eccetto a Minerve, mentre trovate mille opportunità per gustare prodotti particolari anche in camper: baguette sempre croccanti, pate’ de fois gras tanto buono quanto costoso come anche la ottima reilette fatta con la gamba dell’oca. Belle le soste in fattoria o tenuta vinicola che ci ha permesso di scoprire numerosi vini di cui ignoravamo l’esistenza. Ottimi i vini del Medoc ( per me i migliori della zona di Bordeaux, grande sopresa lo Jurancon dei Pirenei e il Pineau de Charentes come aperitivo. Considerazioni generali: siamo in Francia , paese ospitale per antonomasia verso i camperisti, tuttavia molto spesso abbiamo avuto difficoltà a sostare a causa di numerosi divieti e sbarre limitatrici l’altezza eccetto nell’unico ( e non sempre presente ) parcheggio camper di ogni paese. La stagione non ha aiutato e la folla presente è stata una costante quasi quanto in Bretagna e Normandia, forse gli stessi luoghi visti in altro periodo sarebbero sicuramente più godibili. Inoltre  va premesso che il forte caldo non ha aiutato a girare per borghi e castelli spesso rendendo difficili i momenti di permanenza in camper. La costa azzurra è tanto spettacolare nelle sue vedute quanto inospitale per i camper anche a livello di percorribilità delle strade che sono molto tortuose perciò attenzione a chi soffre di mal d’auto. Lo stesso problema si presenta nel Verdon, regione cheCahors ha molto da offrire a livello naturalistico anche se alla fine dei conti un po’ ci ha deluso. La Provenza richiama davvero numerosi turisti a livello di altre blasonate regioni e questo spesso rende difficile la sosta per i camper. La Camargue, zona di sicuro fascino in cui ci ripromettiamo di tornare per fare passeggiate a  cavallo, ma di sicuro in altra stagione per evitare le zanzare che davvero sono stato un incubo. Infine la costa Atlantica era quella che forse attendevamo meno e come di consueto è quella che ci ha colpito di più ed entusiasmato, tanto da farci ripromettere di tornare dedicando molto più tempo al mare e alle lunghe profonde spiagge sfruttando le ottime soste a ridosso della spiaggia, e magari utilizzando la bicicletta per spostarsi. Come ovvio che sia ,alcuni posti ci hanno meno entusiasmato per la semplice e oggettiva ragione ,che ci rendiamo conto in questi anni di aver visitato tra i posti più spettacolari che vi siano in europa ,pertanto la diversità e particolarità dei paesaggi  visti non possono che rendere più pallide le emozioni davanti a luoghi che quindi sembrano la brutta copia di altri.  

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Ci teniamo a precisare che nella sezione soste non troverete solo camping e aree di sosta ma sopratutto parcheggi gratuiti ove poter sostare semplicemente per una veloce visita alla attrazione turistica, oppure ove poter pernottare in tranquillità senza essere ne troppo isolati ne troppo in mezzo alla confusione: tutte le segnalazioni sono da ritenersi soggettive e vi preghiamo di segnalare ogni variazione. Per qualsiasi dubbio...chiedete:
info@robadacamper.com