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Viaggio in olanda

Mosella, valle del Reno e Olanda: un mondo in bicicletta agosto 2012

Venerdì 20luglio 2012 finalmente si parte per le ferie che mai come quest’anno sono tanto attese. Lasciamo il caldo afoso per incontrare un primo temporale a San  Michele  all’Adige (sosta qui), ormai consueta tappa di partenza. Dopo aver comprato pane e latte nel vicinissimo supermercato ripartiamo lungo il Brennero salendo poi il Fernpass. Tutta la giornata è un alternarsi di acquazzoni e schiarite con la costante di un intensoLorsch traffico fortunatamente per lo più in direzione sud tutto di auto con targa estera che si dirigono in Italia. Entriamo in territorio tedesco e dopo esserci fermati per pranzo in una area di sosta giungiamo a Lorsch ove abbiamo deciso di pernottare e uscire a fare due passi approfittando del sole appena uscito. Il parcheggio di cui avevo trovato segnalazione è occupato da un festival di musica rock. Troviamo uno spiazzo segnalato come parcheggio camper in cui addirittura molti tedeschi hanno aperto tendalino e intenti a grigliare si bevono una birra seduti davanti ai camper: davvero la solita immane Lorschdifferenza nella voglia di aria aperta dei nordici abituati a climi spesso più rigidi. Ovviamente a differenza di quello che accade in Italia un tendalino aperto non fa scalpore. Facciamo un giretto arrivando nella piazza del paese ove troviamo un bel municipio adornato da fioriere alle finestre e alcune case a graticcio occupate da bar ristoranti con i loro tavolini all’aperto. Il silenzio è interrotto solamente dal sommesso vociare di alcune persone sedute ai tavolini a bere una birra. Una simpatica fontana con statue di bronzo fa da cornice alla piazzetta di fronte l’ufficio del turismo. Peccato che ilRudesheim pezzo forte del paese , il Chiosco Patrimonio dell’Unesco , è avvolto da impalcature per restauro. Rientriamo al camper incrociando capannelli di giovani e meno giovani in attesa dell’inizio del festival. Cena e poi via alla pianificazione del giorno seguente che ci vedrà entrare in piena zona del Reno Romantico. Dopo una tranquilla dormita ci svegliamo con una splendida giornata di sole, facciamo colazione e ci spostiamo a Bingen am Rhein ove troviamo facilmente l’area attrezzata. Rimaniamo sbalorditi dal costo in rapporto alla qualità dell’area. Ci sistemiamo e dopo due chiacchiere col gestore decidiamo di variare il programma della giornata , che prevedeva la ciclabile fino a RudesheimOberwesel facendo le due sponde, con la camminata attraverso i vigneti dopo aver preso la cabinovia Rudesheim-Seilbahn. Partiamo in bici prendendo la ciclabile lungofiume subito fuori l’area, e in 3 km siamo in centro a Bingen. Per la strada incontriamo un paio di parcheggi lungofiume per chi preferisse la sosta libera. Alternativa per chi non avesse le bici il bus di linea che però fa corse ogni ora (per lo meno di domenica). Si arriva ben presto sul lungofiume ove trovate un bellissimo parco (non ciclabile) lungo la sponda: qui vi sono le biglietterie e gli attracchi dei battelli e traghetti che fanno la spola tutto il giorno tra le due rive e le cittadine che si trovano lungo il Reno. Facciamo un giretto per il centro di Bingen  di certo ben tenuto ma che non offre attrattive di rilievo se non la Rocca di KloppRudesheim (oggi sede dell’amministrazione cittadina) che sovrasta la zona pedonale: nota per chi ha bambini trovate salendo verso il castello un parco giochi con un bellissimo scivolo chiuso, mentre ne trovate un altro ben più grande e attrezzato sul lungo fiume. Consumiamo il nostro pranzo al sacco e lasciando le bici vicino l’imbarco saliamo sul battello che ci porta in pochi minuti a Rudesheim am Rhein . Alla biglietteria vi fanno un unico biglietto ( 27 € 2 adulti e 1 bambino, minori di 4 anni gratis) per battello, cabinovia, seggiovia di discesa e battello di ritorno, che vi permette di fare un bellissimo giro circolare: superiamo il Museo del vino ospitato in una bella rocca attorniata da un giardino, ci addentriamo in una Rudesheimstradina del centro pedonale, la Drosselgasse, che è davvero ricca di negozietti turistici, osterie e ristorantini ospitati in una cornice davvero curata. Il piccolo paesino merita a nostro parere una piccola e breve sosta. Prendiamo la cabinovia aperta che salendo lentamente sopra bellissimi vigneti ci porta sino al monumento Niederwald da cui si affaccia una splendida veduta sui vigneti che fronteggiano la piccola Bingen che sembra far da guardia alla confluenza dei due fiumi. Da qui inizia il sentiero nel bosco ( percorribile anche con passeggini) che vi porterà a scoprire alcuni belvedere sul fiume, mostrandovi il Mauseturm ( la Torre dei topi) e  le rovine della Roccaforte di Ehrenfels. Infine si arriva ad unRudesheim recinto ove dimorano una famiglia di daini che pacificamente prendono il cibo dalle mani dei bambini. Ci concediamo una piccola pausa prima di prendere la seggiovia che vi porta ad Assmannshausen da cui riprenderemo il battello che ci riporterà  a Bingen. Ovviamente potete anche scendere in una mezzoretta lungo un sentiero pedonale, così come una mezzoretta richiede il percorso dal monumento alla seggiovia. Scendendo sulla seggiovia avrete ancora una splendida veduta sul fiume e potrete scorgere la Roccaforte Rheinstein e Reichenstein. La passeggiata è davvero Bacharachrilassante e fattibile da chiunque, e di certo in una giornata di sole come oggi offre il meglio di queste belle colline. Sbarchiamo a Bingen che davvero si trova in una posizione incantevole con i vigneti in cui svettano le rovine di antiche fortezze e la confluenza dall’altro lato. Mezzora di relax bevendo una fresca birra ai tavolini di un bar vista fiume e poi via di rientro verso il camper. Da sottolineare come i percorsi ciclabili siano numerosi ben tenuti e segnalati. La giornata è stata davvero appagante, finiamo di godercela all’interno della bella area di sosta prima di addormentarci un po’ stanchi. Il mattinoBacharach seguente dopo le operazioni di bucato, ci spostiamo costeggiando il Reno fino a Bacharac; le colline costellate di vigneti sono un susseguirsi di castelli e ruderi. Ci fermiamo nella area attrezzata che incontrate lungo il lungo fiume provenendo da sud. Il paesino è davvero incantevole con le  case a graticcio e i resti della gotica Wernerkapelle sovrastati dal castello che offre una bella veduta sul fiume. I negozi stanno cominciando ad aprire e lentamente le vie del paese si animano. Saliamo verso il castello dalla parte posteriore del paese ove trovate alcuni giardini interni nascosti in una stretta Bacharachviuzza davvero stupendi. Si sale per  un sentiero battuto alternato a scalini in maniera meno ripida ma più lunga rispetto l’ascesa dall’altro lato vicino i resti della chiesa gotica. Il castello regala un bel cortile interno e una splendida veduta sul Reno. Scendiamo e rientriamo al camper dopo aver fatto due acquisti e alcuni assaggi nel negozio di una tenuta vinicola. Nonostante il paese sia giudicato uno dei più belli della valle del Reno la visita non richiede più di un paio d’ore. Decidiamo di spostarci per pranzo ad Oberwesel sistemandoci nel parcheggio lungo fiume. Anche oggi è una bellissimaOberwesel giornata di sole e dopo  pranzo il rinfrescante venticello che soffia sulle rive del fiume ci invoglia alla pennichella. A seguire visitiamo il paesino: attraversiamo la strada e costeggiamo la cinta muraria su cui si può anche salire per poi addentrarci per la via centrale e salire fino alla basilica. Il paese tuttavia è un po’  deludente decidiamo così di ripartire subito verso Coblenza godendo dei bellissimi panorama che il percorso offre con i suoi numerosi castelli e piccoli paesino addossati alle rive del Reno. Per chi volesse abbastanza animato sembra il Koblenzcentro di St. Goar. Giunti a destinazione ci fermiamo  in un parcheggio gratuito senza servizi. Da qui prendete la ciclabile lungo la Mosella che in 5-10 minuti vi porta in centro con una piacevolissima passeggiata. Scopriamo arrivati alla confluenza con il Reno,una bella zona,dietro il monumento  di Guglielmo I sul Deutsches Eck, ove numerosi indigeni trascorrono il pomeriggio sdraiati al sole sul bel prato attorno ad una singolare fontana a terra con vari spruzzi d’acqua ove i bambini fanno il bagno in costume: sembra di essere in una piscina all’aperto gratuita. Costeggiamo il Reno lungo la ciclabile che si snoda circondata da aiuole fiorite e una zona pedonale lungofiume. Tutto è ben tenuto e ordinato. Ci inoltriamo nella Altstadt che consta principalmente diKoblenz una piazzetta al cui centro fa capolino una stupenda fontana, e una altra via piena di negozi e ristorna tini con i tavolini all’aperto. Credevamo  fosse molto più grande il centro ma anche qui dopo un’oretta e mezza sui pedali abbiamo esaurito la visita. Rientriamo al camper approfittando del vicino supermercato per fare un po’ di spesa, per poi trascorrere la serata in camper. Ci svegliamo nuovamente con il sole, compriamo il pane e percorriamo i 30 km che ci separano da Burg Eltz costeggiando le placide acque del fiume in cui scorrazzano alcuni piccoli yacht di turisti. Imbocchiamo la prima svolta ove è indicato il castello: si sale su un altipiano in cui il paesaggio è davvero mutato lasciando Burg Eltzspazio a coltivazioni di cereali e campi pieni di pale eoliche; troviamo in una piccola frazione (Munstermaifeld) che attraversiamo 2 posti camper segnalati ma in mezzo al nulla e davvero ci chiediamo quale ne sia l’utilità in un luogo assolutamente in cui l’ultimo dei problemi è la sosta. Si prosegue addentrandosi in un bosco sino ad un capannotto ove il parcheggiatore ci chiede i 3 € per il parcheggio (intuiamo che se si arriva di notte la sosta non venga fatta pagare). Qui avete due scelte: un sentiero battuto nel bosco che inizia dal parcheggio basso ove vengono sistemati i camper , lungo 1,5 km, oppure la strada asfaltata (percorsa solo dal piccolo bus navetta per i più pigri, 1,5Burg Eltz €) che è lunga 1 km. Optiamo per la prima che tra l’altro è percorribile anche con passeggini magari non dalle ruote piccolissime: si attraversa un fitto bosco di faggi e querce, e per i 15 minuti che ci separano dal castello godiamo della frescura offerta da questo luogo, fino a che dopo una curva secca, improvvisamente si offre alla nostra vista il castello: stupendo! Attraversiamo il ponticello scattando mille foto e saliamo nel cortile interno rinunciando però alla visita che ci sembra troppo lunga per i bambini. Il posto è davvero incantevole immerso in una piccola gola boschiva. Rientriamo davvero appagati dalla veduta del castello, al camper attraverso la strada asfaltata che  è si più corta ma di certo ha pendenze superiori al precedente sentiero. Pranziamo e ci spostiamo verso Cochem seguendo le Cochemindicazioni del navigatore che ovviamente ci  fa accorciare ma ci fa scendere per una discesa di 1,6 km al 15 %. Per fortuna è breve e in poco tempo siamo di nuovo lungo la Mosella . La strada scorre piacevolmente offrendo alla nostra vista splendidi vigneti, ruderi di antichi castelli e piccoli borghi adagiati sulle tranquille rive del  fiume. Arriviamo a Cochem e troviamo i due parcheggi camper: il primo ha una decina di posti lo trovate all’entrata del paese, mentre il secondo in comune con le auto si trova alla fine del paese ma diCochem certo anche se lo trovate vuoto, cosa molto improbabile, è quasi impossibile mettere un camper. Ritorniamo indietro e colpo di fortuna si libera un posto nel primo parcheggio. L’ufficio turistico lo trovate sotto il ponte che attraversa il fiume. Facciamo un giretto lungo fiume di fianco alla sede della ciclabile ove tutto è una aiuola fiorita e persino i cigni sembrano essere in villeggiatura. In corrispondenza di un piccolo torrente che si getta nel fiume mettiamo i piedi a bagno in due dita d’acqua proprio dove un gruppetto di papere e cigni sembrano Cochemessere di casa. Il lungofiume è pieno di vita, da un lato con la pista ciclabile e gli imbarchi per i battelli, dall’altro con bellissimi ristorantini e vinerie con terrazze affacciate sul fiume. Ci addentriamo nelle vie del centro in cui la folla dei turisti curiosa tra negozi di vino souvenir e altro. E’ il primo paese con le sembianze vere da località superturistica:  tuttavia ammiriamo le belle casette a graticcio con i davanzali fioriti che si affacciano sulla piazza del mercato e le altre stradine. Saliamo a piedi sino al castello ,con una passeggiata di dieci minuti, anch’esso davvero incantevole incorniciato tra verdi vigneti. Anche qui decidiamo di non fare la visita guidata degli interni ma ci accontentiamo della superbaCochem veduta. Scendiamo e facciamo alcuni assaggi nella cantina in pietra di un produttore di vini locale: i vini sono ottimi ma sfortunatamente il proprietario parla tedesco e poco inglese. Credo valga la pena di dedicare a Cochem una mezza giornata. Ci spostiamo verso Traben-Trarbach ma presto decidiamo di fare una sosta a Beilstein che dalla sponda opposta del fiume sembra incantevole. Attraversiamo il fiume e torniamo indietro qualche km, parcheggiando in uno dei posti bus poichè vi sono solo parcheggi auto abbastanza piccoli, ma a questa ora del tardo pomeriggio il paesino si sta Belsteinsvuotando. Ci immergiamo nella piacevolissima atmosfera di questo incantevole microscopico paesino dominato dalle rovine del castello. Pochi minuti basteranno per percorre le sue poche strette stradine fiancheggiate da casette a graticcio per lo più occupate da invitanti ristorantini con dehors e terrazze coperte da piante di vite. Una sosta davvero piacevole per lo meno a questa ora del pomeriggio. Due assaggi di riesling e poi a cena in camper. Spostandoci ancora verso sud incontriamo numerose aree di sosta e parcheggi  tra cui uno in particolare di fronte ad una piccola borgata (Eller ed Ediger) di case animate da piccoli ristoranti ed enoteche. Ci fermiamo a Zell per la notte davvero contenti per la bellaBelstein giornata di sole e per i bellissimi luoghi visitati. Nella comoda area di sosta gratuita dormiamo tranquilli e il mattino uno splendido sole ci sveglia: parlando con le persone del luogo capiamo che abbiamo preso una settimana di caldo anomalo per queste zone. Dopo le operazioni di camper service riprendiamo la strada che costeggia il fiume. Nel tragitto sempre spettacolare dal punto di vista delle vedute incontriamo una miriade di campeggi e aree sosta sempre in posizioni invidiabili, proprio a conferma di quanto questa zona sia il paradiso dei camperisti. Giungiamo a Traben-Trarbach dal lato Traben-Trarbachdi quest’ultimo.  Proviamo ad attraversare il fiume, troviamo un parcheggio sterrato lungo fiume ove sono in sosta (per modo di dire) alcuni camper ma decidiamo di tornare in un parcheggio auto visto proprio sotto il ponte a due passi dalla zona pedonale di Traben  siccome a prima vista i due paesini non sembrano nulla di eccezionale ma soprattutto non sembrano così vasti. Parcheggiamo in alcuni stalli lunghi e subito ci intratteniamo qualche minuto con cigni e papere che sembrano aspettare i turisti. Saliamo la scala che ci porta sul ponte e passando sotto la grande porta con i due torrioni entriamo nella zona pedonale che di fatto così non è: a questa ora della mattina è un via vai di corrieriBernkastel Kues che consegnano le merci e auto che comunque entrano imperterrite, disturbando la visita. Continuiamo per le stradine del centro che non ci appare nulla di trascendentale , probabilmente complice il brutto impatto avuto col traffico e decidiamo perciò di lasciarci alle spalle questa località spostandoci a Bernkastel-Kues. Il parcheggio che incontrate sotto il ponte ( a Bernkastel) è vietato ai camper ma troviamo facilmente una comoda area camper con camper service a Kues dall’altra parte del fiume, o in alternativa potete sostare a circa 5 km in una bella area attrezzata lungo fiume: ci sistemiamo , prendiamo il pranzo al sacco e ci sdraiamo a pranzare Bernkastel Kuesnei bellissimi prati che costeggiano il fiume a due passi dal parcheggio: in una giornata così calda godiamo della bella ombra di querce gigantesche e per un attimo mi addormento pure cullato dal lento muoversi delle chiatte e dal vociare dei turisti in bicicletta. Il paesino è davvero incantevole, e una volta addentratici nella viuzza in corrispondenza del ponte giungiamo nella piazza del mercato che è davvero un gioiello: una fontana fiorita sembra essere il premio di tanta bellezza! Bellissime case a graticcio su ogni lato. Ci perdiamo per i vicoletti del paese che nascondono scorci davvero ricchi di fascino. Ovviamente ci concediamo qualche degustazione di riesling e qualche acquisto dopo di che rientriamo alBernkastel Kues camper: davvero una meta da non perdere, è forse il paesino più bello visto sin ora. Il caldo è davvero opprimente, ci spostiamo incontrando la area di Kesten e alla fine decidiamo di sistemarci nella famosa area di Minheim ove trascorriamo il pomeriggio in relax spargendo giochi per il bellissimo prato della nostra piazzolina e addirittura tirando fuori la piscinetta gonfiabile per dare un po’ di refrigerio ai bimbi , per la gioia delle numerose coppie di tedeschi seduti a sorseggiare un bicchiere di vino quasi in attesa che qualcosa succeda a ravvivare il pomeriggio. Difficile spiegare come  il lento scorrere del fiume diventi uno Minheimstile di vita per le persone che ne percorrono le rive. Mi adeguo e mi metto a scrivere il diario serale seduto su una panchina sulla riva del fiume a bordo ciclabile: molto rilassante! Il mattino prepariamo il pranzo al sacco e via lungo la ciclabile in direzione sud (dopo circa 1 km attraversate il fiume con il ponte poiché la ciclabile continua dall’altro lato). Oltrepassiamo Piesport ove segnalo una bella area sosta lungo fiume: qui la ciclabile prosegue costeggiando vigneti inframezzati di tanto in tanto da casette dai giardini curati, da bar con piccoli biergarten , e da panchine vista fiume ove spesso gironzolano cigni e papere. Si prosegue in tratto leggermente sopraelevato rispetto al fiume completamente inPiesport mezzo a vigneti per poi arrivare a Neumaghen-Dron. Lo attraversiamo fermandoci all’ufficio turistico che lo trovate lungo la strada principale. Il paese non presenta scorci caratteristici ma solo un piccolo percorso archeologico da fare contrassegnato da simboli ove un giorno sorgeva la antica fortezza. Proseguiamo  fino a Trittenheim ma anche questo paesino a parte la consueta area di sosta sul  fiume non offre un vero e proprio centro storico caratteristico. Vista l’ora cominciamo a tornare indietro siccome vi è solo una barca al giorno sul tardo pomeriggio, ci fermiamo all’ombra di alcuni alberi su un tavolino da picnic oltrepassato in precedenza all’entrata a Neumaghen-Dron. Pranziamo e lentamente Piesportrientriamo al camper per un paio d’ore di relax e giochi d’acqua :anche oggi il clima è caldissimo . Ci spostiamo in direzione Trier prendendo quella indicata come strada panoramica a causa di una deviazione che sale sulla collina alle spalle di Minheim. La casualità ci ha portato a scoprire una strada spettacolare che consiglio a tutti. Esattamente di fronte all’area sosta di Minheim prendete la strada che entra in paese dopo 200 metri girate a destra prendendo la strada che sale. Si arriva in quota in mezzo ai vigneti da cui si ha una veduta intera della ansa in corrispondenza di Piesport. Ecco uno degli scorci del fiume che spesso si trovano nelle riviste turistiche. Proseguiamo entusiasti fino a Trier ove ci sistemiamo nell’ area attrezzata lungo la Mosella vicinoTreviri al McDonalds. Qui conosciamo il mitico Yuma del forum col suo mastodontico Concorde con cui scambiamo due chiacchiere. Dedichiamo il pomeriggio alla visita del centro: all’andata decidiamo di prendere il bus ( addirittura con aria condizionata: come mai semplice….facendo pagare a tutti il biglietto quando si sale si riesce ad innalzare la qualità dei servizi) che trovate sopra il cavalcavia accanto l’area. Scendiamo non appena intravediamo una via pedonale e ci addentriamo nella frizzante atmosfera del centro. Molto bella la piazza e la sua cattedrale romanica. Si prosegue Trevirilungo la via principale contornata da negozi classici delle grandi città sino alla famosissima Porta Nigra. Il centro è molto piacevole e vi è una vasta zona pedonale. Il sole inizia lentamente a discendere e noi rientriamo al camper a piedi dirigendoci verso il fiume e poi costeggiandolo fino all’area sosta. Il sole continua ad accompagnarci anche il mattino seguente, e dopo colazione ci muoviamo: oggi si entra in Lussemburgo. A causa di una deviazione fatichiamo a imboccare la strada giusta ma alla fine arriviamo in un’oretta a Luxemburg city. Parcheggiamo nel comodo Park & Ride Boullion, aLuxemburg city circa 5 km dal centro. Lasciamo il camper negli stalli lunghi ove sono in sosta alcuni pullman non essendovi divieti ed essendo il resto del parcheggio con sbarra o multipiano e da qui prendiamo la linea 17 che in 5 minuti ci lascia in centro alla fermata Monterey da cui poi ritorna al P+R ( sono circa 5 fermate in tutto, frequenza ogni 10 minuti circa). Attraversiamo la strada e siamo già nella zona pedonale: attraversiamo la prima parte pedonale ricca di negozi, grandi catene nelle laterali, ristornati e fast food con tavolini all’aperto nella piazza vicino in cui troviamo l’ufficio del turismo che ci fornisce Luxemburg cityuna mappa con un itinerario da seguire a piedi con spiegazioni addirittura in italiano. Dopo pranzo ci addentriamo nella città vecchia arrivando al palazzo del Granducato, per poi arrivare alla parte delle fortificazioni. Questa parte è davvero strabiliante, a strapiombo sul quartiere più vecchio addossato al fiume: ora capiamo perché Patrimonio dell’Unesco. Per chi lo volesse vi è possibilità di fare un tour guidato dei passaggi sotterranei scavati nella roccia utilizzati in varie epoche per diversi scopi. Dalla corniche scendiamo nella parte vecchia per seguire l’itinerario che ci fa costeggiareLuxemburg city la parte dello sperone roccioso su cui sorge la città: questa parte è immersa in un parco  fortunatamente ombreggiato in questa giornata davvero calda in cui il termometro segna 32 gradi. Purtroppo  il clima torrido non aiuta la nostra visita e presto decidiamo di rientrare al camper per dirigerci verso Echternach. Ci fermiamo a 500 metri dal centro nel parcheggio antistante quello del supercato ( ci accorgiamo solo dopo che in quello del supermercato non si pagava). Il paesino non ha nulla a che vedere con molti nostri fantastici borghi ma tuttavia essendo uno dei paesi più caratteristici del Lussemburgo Echternachè comunque piacevole da visitare. Tutto si snoda intorno ad una piazza quest’oggi occupata dagli stand di una festa locale, una via pedonale ricca di negozi e una cattedrale Romanica con un bellissimo rosone. In un’oretta ce la caviamo e ripartiamo godendo della frescura gettata da un temporale che ha battuto la strada che percorriamo verso Vianden. A destinazione improvvisamente dopo una curva si erge in mezzo al bosco su uno sperone che domina il paesetto con le casette dai tetti neri il bellissimo castello: maestoso nel suo complesso, davvero incantevole. Proviamo a salire al parcheggio che indica per i bus al castello essendo ormai ora di cena e cercando un posto per la notte, maVianden senza successo. Non troviamo la strada giusta ma solo alcuni parcheggi sotto il castello in massima pendenza. Perciò ridiscendiamo attraversando il paese che scopriamo essere molto frequentato da turisti. Peccato solo si snodi lungo una unica via principale che scende verso il fiume attorno a cui una miriade di ristornati hanno sistemato i loro tavolini all’aperto questa sera stracolmi di persone. Davvero una bella atmosfera vacanziera. Il paesino è tutto qui ma la veduta del castello vale la sosta. Girando troviamo un parcheggio dall’altro lato del fiume ove vi sono  altri camper nei Viandenpressi della partenza della seggiovia che sale  e porta nei pressi del castello, ma decidiamo di  fermarci in un parcheggio più piccolo a fianco ad un bel parco giochi accanto al fiume. Trovate anche alcuni tavolini da picnic nel parchetto. Ceniamo , diamo da mangiare ad alcune paperelle e cigni nel fiume e poi facciamo un po’ di giochi nel parco prima di andare a nanna e due passi in fondo al paese: consiglio una passeggiata a questa ora per gustare l’atmosfera del piccolo villaggio. Piove tutta notte e il mattino ci svegliamo sotto un bell’acquazzone, ma tuttavia dormiamo benissimo. Facciamo colazione e partiamo: attraversiamo boschi e colline che creano dolci saliscendi coltivati a cereali fino ad arrivare ad unaClervaux piccola valle in cui sorge Clervaux dominata centralmente dal bianco castello arroccato su uno sperone roccioso. Ci fermiamo a ridosso del centro in un angolo di un parcheggio di fronte ad un bel parco giochi che sarebbe stata una ottima sosta notturna, e facciamo due passi in paese mentre ha smesso di piovere: una unica via pedonale che porta alla piazzetta sotto il castello; saliamo all’abbazia e scendiamo lungo la strada acciottolata che gira dietro il castello per poi salirvi. Il paesino è microscopico, e complice il meteo non dedichiamo altro tempo ad esso. Ripartiamo e Durbuyfacciamo tappa a Durbuy  ove a discapito del cartello ostile in un paese che invece si dimostrerà ospitalissimo verso i turisti, ci sistemiamo nel comodo parcheggio per pranzare. Da qui la navetta gratuita percorre il km circa che ci separa dal paese. Anche questo paesino è davvero piccolo ma incantevole. Se vi piacciono i piccoli villaggi con i vicoletti acciottolati, e le case in pietra qui potete trovare scorci davvero ottimi per le vostre fotografie. Gironzoliamo per le stradine intorno al castello mentre il sole esce a farci compagnia, dopo diDurbuy che rientriamo al camper per spostarci a Dinant ove attraversiamo la lunga strada lungofiume che lo taglia a metà cominciando ad assaggiare il grande traffico in transito; giunti alla cattedrale attraversiamo il ponte e ci sistemiamo nel posti lungo la Meuse davanti il molo turistico con veduta panoramica sul paese. Davvero un buon posto per fare una cenetta vista cattedrale se non fosse per le continue ondate di odore di gasolio che proviene dalle barche in transito. Riattraversiamo il ponte, sui cui marciapiedi vi è una lunga fila di saxofoni Dinantcoloratissimi in onore del suo creatore che qui ha i natali, facciamo una passeggiatina lungo fiume e un piccolo tratto della strada principale, decidendo di non salire alla cittadella. Il paesino è tutto qui addossato allo sperone roccioso su cui sembra dipinta la cattedrale, e attorno ai cafè lungo la Mosella. Dal paese ci aspettavamo qualche tratto pedonale o qualcosa di simile, ma la veduta panoramica è comunque molto bella tanto da motivare una veloce tappa qui. Costeggiamo la Mosella fino a Namur ove veniamo sorpresi da un fortissimo temporale. Lentamente arriviamo a Gent ove decidiamo di trascorre la notte davanti al club nautico e decidiamo di spostarci l’indomani per la visita in un parcheggioGent con stalli lunghi nei pressi della zona universitaria  a circa 1 km dal centro. La riteniamo una soluzione davvero comoda e tra l’altro scopriamo che di domenica non si paga. Da qui costeggiate il cortile dell’università ove abitano un gallo e un paio di galline francesine per poi attraversare il ponte e proseguire lungo il fiume. Da qui è un susseguirsi di bellissimi edifici con facciate decorate che vi accompagnano sino alla piazza. Essendo domenica la attività dei bar  e ristornati sta riprendendo ancor più lentamente e molti negozi sono chiusi, ma in questo modo possiamo goderci le vie del centro senza Gentfolla. Giriamo attorno al castello, fiabesco nella sua conformazione, e passeggiamo per le piazze e le vie centrali attorno al vecchio quartiere sino alla cattedrale. Davvero bello il centro di questo paese ed è un degno aperitivo di quello che vedremo a Brugge. Assolutamente da non perdere. Pranziamo in camper e ci spostiamo a Brugge ove decidiamo di non sostare nell’area attrezzata a nostro parere troppo cara per una semplice sosta di poche ore, ma lasciamo il mezzo assieme ad altri camper lungo una strada fuori dal circolo delle mura. Ottima soluzione di sosta anche questa in quantoBrugge in pochi minuti attraversate una delle porte cittadine ed entrate nel centro. Suggerisco di dirigersi verso il mulino che vedete alla destra della porta seguire fino al secondo ed addentrarsi in questo quartiere residenziale che offre le tipiche casette basse di mattoni con giardinetti e cortili ben curati. Si arriva sino al primo canale, da qui tenete la destra aspettando a dirigersi verso il clou della città: costeggiate il canale in St. Annarei e girate verso la piazza ove sorge la statua di Jan Eyck. Questa parte assomiglia molto ad alcune zone di Venezia con canali larghi su cui si affacciano palazzi dalle bellissime facciate, Bruggeil tutto immerso in una piacevole quiete interrotta di tanto in tanto dalla voce dell’autista di una delle barche che conducono i turisti a fare il giro dei canali. Il resto della visita è  un classico itinerario dalla Piazza ,ove si affacciano una serie di piccoli ex magazzini dalle facciate colorate occupati oggi da ristornati, alla zona dietro il Burg ove trovate i famosi canali adornati da fioriere multicolori. Il centro è davvero piacevole con i suoi palazzi che spesso celano cortili che sono un trionfo di decori e scorci fantastici, con le botteghe di cioccolatoBrugge artigianale e i negozi che vendono migliaia di tipologie di birre diverse di cui ovviamente approfittiamo. Consigliamo di utilizzare le bici per scovare ogni angolo di questa città che offre molte ciclabili, ma comunque in ogni caso  di non saltare questa tappa che assolutamente merita la deviazione fatta in direzione Olanda. Dopo cena ripartiamo fermandoci per la notte in un paesino prima del confine Olandese anche se poco dopo scopriremo che nel primo paese dell’Olanda vi era ben Bruggesegnalato un parcheggio camper gratuito lungo un canale. Anche oggi è una splendida giornata e noi ci dirigiamo nel cuore dello Zeeland seguendo la costa (il percorso prevede un tunnel a pagamento 7,5 €, ed alcuni ponti gratuiti anche molto lunghi molto spettacolari). A Zierikzee parcheggiamo nel comodissimo parcheggio a ridosso del centro: cambia la fisionomia dei piccoli villaggi come questo con un canale ove sono attraccati gli yacht dei turisti che a quest’ora del mattino sono intenti sonnecchianti nelle operazioni diZierikzee risveglio. Percorriamo il lungo canale assaporando la atmosfera marinara fino ad arrivare alla splendida porta fortificata della città per poi deviare verso il centro costituito da una parte pedonale centrale e una rete di viuzze lastricate con belle casette basse in pietra. Parere strettamente soggettivo ma questi sono i paesini che piacciono a noi. Facciamo un po’ di spesa poi andiamo a pranzare in camper. Riprendiamo in direzione Kinderdjik ma decidiamo di passare per la costa cercando un luogo segnalato su un diario di viaggio. Il paesaggio muta repentinamente  da piatte campagne Zierikzeecoltivate ad un susseguirsi di sponde di contenimento del mare. La strada costeggia facendo una lieve serpentina il terrapieno che nasconde la spiaggia sino ad un punto ove si vede da un lato una miriade di aquiloni stagliarsi nel cielo e dall’altra una piccola baia battuta da un forte vento affollata di windsurfisti: Port Zelande Si parcheggia a ridosso della spiaggia separata dallo stesso da un bel prato verde ove moltissimi camper  e roulotte sono fermi addirittura con tavolini e sedie e paratie per ripararsi dal vento. Un posto fantastico, davvero unaPort Zelande sosta a 5 stelle peccato solo sia vietata la sosta notturna. Ovviamente impossibile non fermarsi. Dopo merenda facciamo volare anche noi il nostro aquilone e giochiamo con i sassolini sulla spiaggia insieme ai bimbi euforici e davvero pensiamo a quanto siamo fortunati ad essere giunti qui in una giornata così soleggiata con un cielo di un blu intenso su cui si stagliano nuvolette che viaggiano veloci spinte dal vento. Il posto evidentemente è noto a windsurfisti che davvero affollano questa baia così come la spiaggia sul lato opposto della statale dietro il Port Zelandeterrapieno. Anche dall’altra parte vi è un piccolo paradiso con camper in sosta vista mare con tavoli e addirittura griglie fuori. Qui la spiaggia è davvero lunga e piatta, con il fondo ben battuto su cui sfrecciamo macchinine trainate da aquiloni. Ci ricorda molto l’isola di Romo in Danimarca con l’unica differenza che qui non si va in spiaggia con i camper. Purtroppo il vento oggi è molto forte qui e quindi non adatto alla più piccola della famiglia perciò a malincuore rinunciamo ad un giretto sulla spiaggia. Nonostante i nostri numerosi viaggi inPort Zelande paesi del nord Europa affini all’Olanda paesaggi come questi ancora ci emozionano. Riprendiamo e giungiamo a Kinderdjik: abbiamo deciso di approfittare dell’orario di chiusura per poter parcheggiare gratuitamente qui , cenare con vista sui mulini e fare una passeggiata lungo il canale per vedere i mulini Patrimonio dell’Unesco alla calda luce del tramonto senza la ressa dei turisti. In questo modo non potremmo visitare quelli aperti ma sappiamo che ne troveremo altri visitabili in altre città. A nostro parere questo orario e modalità per la visita è Kinderdijkfantastico. Nella tranquillità serale il luogo è magico: le canne lungo il canale si piegano  al vento, alcune papere ci seguono lungo il canale e il silenzio viene interrotto solo saltuariamente dal rumore dei roller di alcune persone che vengono a pattinare o a fare una corsetta in questa piccola oasi. Per la sosta qualora veniate di giorno avete 3 possibilità: questo parcheggio a pagamento durante il giorno; un altro che trovate a circa 2 km da qui sempre a pagamento da cui basta seguire la ciclabile, oppure a circa 5 km la famosa area attrezzata gratuita di Ablasserdam ove noi decidiamo di fermarci per la notte. Ci svegliamo per la prima volta col cielo coperto, ne approfittiamo per fare bucato avendo aGouda disposizione l’acqua, faccio un po’ di spesa nel vicino supermercato e partiamo verso Gouda: sostiamo nel parcheggio Klein America con una zona riservata ai camper dopo aver avuto qualche difficoltà a trovarlo. Il parcheggio è davvero comodo in quanto basta attraversare la strada e si entra  in centro. Con l’ombrello che apriamo e chiudiamo in continuo facciamo due passi per il centro cercando un posto segnalato dalla nostra guida per mangiare, ma purtroppo non ha tavolini per consumare i cibi in loco, perciò passiamo al piano b e facciamo una ampia degustazione di formaggi in un bel negozio sito nei pressi della grande piazza, e acquistiamo varietà diverse di gouda che Goudaconsumeremo in camper per pranzo. Il centro è vivo, pieno di negozi e gente che passeggia anche in questa giornata uggiosa. Il cuore è la grande piazza con il bell’edificio della pesa da un lato e il municipio al centro. Tutt’attorno casette colorate dalle belle facciate occupate per lo più da ristornati. Da uno degli angoli potete scorgere una via affacciata su un  canale che offre scorci molto carini. Lo percorriamo in direzione del camper e decidiamo, complice il meteo avverso, di lasciare il paese. Da segnalare la gentilezza di dueOudewater persone che al nostro arrivo si sono fermate , in auto e in bici, per chiederci dove andavamo e poterci dare informazioni: un gesto semplicissimo ma indice di grande senso civico. CI muoviamo dopo pranzo attraversando un tratto di strada molto bello , ricco di scorci campestri: grandi prati verdi abitati da mucche e caprette, inframezzati da piccoli agglomerati di casette basse con i giardini curati e le grandi vetrate. Arriviamo a Oudewater  ove troviamo un comodo parcheggio Oudewateradatto per la lunghezza del nostro mezzo. Percorriamo la via che gira attorno al paese e costeggia il canale per poi arrivare in una piazzetta ove sorge la famosa pesa delle streghe: visitiamo il museo che di fatto offre solo filmati e la possibilità di vedere una grande bilancia appesa al soffitto, in cui però vi peseranno e vi rilasceranno tanto di certificato. Scelto per offrire un momento di gioco ai bambini ma tutto sommato è stato una delusione. Il paese è davvero piccolo tutto raccolto attorno ad un canale , perciò ripartiamo verso una altra toccata a Zaanse Schans. Arriviamo che il museo, le casette e mulini visitabili sono chiusi, ma ne eravamoZaanse Schans consapevoli in quanto anche questa località la abbiamo già visitata in passato, così come altre in questa zona che abbiamo tralasciato ma che consiglio, a chi venisse la prima volta, di visitare come Leiden, Utrecht, Delft.Troviamo posto in uno slargo della strada subito dietro il ponte, da cui avete una splendida veduta sulla distesa dei mulini. Di là dal ponte inizia il sentierino e la ciclabile che si addentra in mezzo a casette stupende con ponticelli su piccoli canali e giardini fioriti. Alcune sono abitate altre sono negozi o esposizioni. Proseguiamo fino a vedere alcuni mulini facendo una fermata ad Edamaccarezzare alcune caprette in un recinto. Purtroppo il cielo coperto non regala il meglio alle nostre foto ma ci accontentiamo  essendo un dejavù per noi. Assolutamente una tappa da non perdere. Ceniamo in camper e ci spostiamo per la notte ad Edam ove ci sistemiamo nel parcheggio vicino il camping ove vi è divieto notturno ma troviamo molti camper in sosta.  Per l’indomani sono previste le bici per la visita di Edam e Volendam, e il sole al nostro risveglio sembra assecondare i nostri propositi. Partiamo con le bici percorrendo i due km che ci separano dal centro diEdam Edam ove lasciamo le bici e facciamo un giretto a piedi per le poche vie del centro: il tutto si snoda su vie perpendicolari e parallele attorno a un canale attraversato da un ponticello lastricato a dosso. Se si ha tempo una fermata merita soprattutto per il mercato del formaggio che si tiene il mercoledì mattina dalle 10 alle 12.30, mentre se dovete fare selezione potete evitare la visita al piccolo paesino. Arriviamo nella piazza antistante l’edificio della antica pesa ove hanno transennato lo spazio dell’esibizione: una rappresentazione di come una volta si svolgeva il Edammercato, ove contadini portavano i loro prodotti e vendevano contrattando il famoso formaggio dalla forma sferoidale, con tanto di figuranti volontari in costume, carrozza trainata da cavalli, furgoncino Ford d’epoca, barelle porta formaggi… La folla non è eccessiva e tutto sommato ci piace molto vedere questa rappresentazione, che di certo va vista con gli occhi di un bambino che cerca di immaginare come era una volta il luogo in questa occasione. Ammirevole che tante persone ci tengano a mantenere viva una tradizione così lontana per portare turisti in questa località. Ovviamente si può comprare formaggio e fare assaggi. Riprendiamo le bici e ci spostiamo lungo la ciclabile (circa 4 km) a Volendam. Di fianco al museo che incontrate sulla strada trovate l’ufficio turistico mentre se vi siete mossiVolendam con il camper potete trovare una comoda area di sosta. Arriviamo al molo salendo sull’argine, e lasciamo le bici nei pressi dell’imbarco per Marken. Mangiamo pesce fritto in uno dei chioschi sul molo ma ci accorgeremo dopo di un negozio che sembra molto più invitante verso la fine della zona pedonale in direzione est ( verso il Marina Park) con pesce fresco e preparazioni più particolari non solo pesce fritto, il tutto consumabile da asporto oppure nei tavolini del negozio. Il centro che già conoscevamo è la classica località turistica molto affollata ma molto gradevole. Percorrete la strada Volendamantistante il molo ma immergetevi anche nelle stradine posteriori del centro storico ove vedrete bellissimi scorci ricchi di pace e tranquillità così contrastante con la confusione della zona pedonale. Da qui potete percorrere la ciclabile tutta vista mare che in 7 km vi porta a Monnickendam e con ulteriori 7 km arriva a Marken (fate attenzione se la giornata è ventosa in quanto il tratto finale verso Marken è una sottile striscia di terra su cui scorre la strada completamente circondata dal mare e quindi molto esposta.) Alternativa per i più pigri il Marken Express che si prende nel porto di Volendam che con 8 € vi porta andata e ritorno a Marken ( potete anche scegliere solo l’andata 6,5 € e fare il ritorno in bici). La giornata è davvero calda e noi decidiamo la via semplice. In circa 20 minuti sbarchiamoMarken a Marken che è un piccolo villaggio di pescatori con le casette ben tenute  attorno ad un piccolo porto. Addentratevi nelle stradine retrostanti il molo e godetevi la pace e tranquillità che si respira. Ovviamente le case e i giardini sono tenuti in maniera maniacale e sono bellissimi. Un’oretta sarà sufficiente per la visita; in alternativa chi volesse arrivare con il camper trovate il parcheggio entrando in paese ad un prezzo non proprio economico. Rientriamo a Volendam  riprendiamo le bici e percorriamo il lungo mare fino alla zona del Marina Park un angolo costruito tipo villaggio pieno di residence Markenove trovate i parcheggi, ma anche davanti all’area camper una spiaggetta balneabile. Dopo una giornata torrida il cielo inizia a coprirsi e noi rientriamo al camper ove non appena sistemate le bici e aver giocato e dato da mangiare ad alcune pecore e un pony nel prato a fianco il parcheggio inizia a piovere. Ci godiamo il meritato riposo dopo una giornata davvero bella e ci addormentiamo, qui nel medesimo parcheggio della sera precedente che troviamo una ottima soluzione di sosta,  con il rumore della pioggia che cade in maniera alterna. Ci svegliamo con il cielo coperto che fa a cadere a tratti un po’ di pioggia e ci spostiamo a Monnickendam dove parcheggiamo e facciamo due passi in centro. Assolutamente non vi è più traccia di turisti e le due impiegate all’ufficio turistico un po’ impacciate confermaMonnickendam la connotazione non turistica del paese che non offre cose particolari se non un affumicatoio di aringhe che vende anche al pubblico nel tragitto dal camper al centro. Complice il maltempo dedichiamo la mattinata a fare spesa  e ci spostiamo, mentre a sorpresa esce il sole, in piscina che si trova tra Volendam ed Edam (sosta qui). Solita piscina comunale con tanto di vasca per il nuoto con gommoni, vasca con idromassaggio e spruzzi d’acqua e una per i più piccoli. Inoltre un piccolo scivolo e una parte esterna che noi non sfruttiamo. Come al solito il nord europa ci surclassa in fatto di semplici piscine , anche in piccoli paesini. Pomeriggio di relax al costo di un biglietto famiglia per 5 persone di 19 € ( Alkmaaranche qui la visa come in moltissimi posti tra cui supermercati e distributori di benzina non funziona , ma utilizziamo il bancomat su circuito maestro). A seguire ci spostiamo ad Alkmaar e dopo aver un po’ cercato un parcheggio comodo seguendo coordinate risultate errate troviamo un parcheggio un po’ defilato che sembra ideale per noi. Dormiamo tranquilli e al mattino ci svegliamo con il cielo coperto. Passiamo davanti al camping che offre una sosta su prato tutti belli ammassati (non so a che prezzo) e ci dirigiamo in centro lasciando il mezzo in un parcheggio molto caro ma comodo ( se ilAlkmaar cielo non fosse stato coperto, dal parcheggio dove avevamo pernottato avremmo preso le bici). Attraversiamo il canale attraverso il ponte pedonale alla cui uscita una ragazza in costume tipico ci regala la piantina della città probabilmente essendo oggi giorno di mercato. Dopo pochissimo trovate la piazza ove sorge il bell’edificio della pesa e dove fanno il mercato del formaggio: rappresentazione analoga a  quella vista ad Edam ma più in grande e purtroppo con molta più folla tanto da indurci a lasciar perdere e gironzolare per il centro: una grande via pedonale ricca di negozi che Alkmaararriva sino alla cattedrale ma soprattutto una parte più antica attraversata da canali che offrono scorci bellissimi e una zona formata da un dedalo di  vicoletti perpendicolari tra loro larghi circa 3 metri contornati da case antiche incantevoli. Non pensavamo fosse così carino il centro di Alkmaar! In alcune bancarelle compriamo dei bellissimi bulbi , una bella palla di natale dipinta a mano all’interno,  e alcuni pezzi di carne di agnello condita in differenti modi per la griglia in una macelleria stupenda. La visita ci ha ampiamente soddisfatto essendo tra l’altro spuntato il sole , cosicchéAlkmaar torniamo al camper per muoverci verso Hoorn. Decidiamo di non seguire il tomtom ma di percorre una strada che consigliamo a tutti: la N508 che attraversa ampi pascoli costeggiati dai soliti canali con il livello della acqua superiore a quello dei campi. Vedrete mucche pecore e tanti cavalli, immersi nella quiete della campagna in cui molte case affacciate su piccoli canali fanno da ciliegina sulla torta. Inoltre la zona è ricca di mulini tanto da vederne 4 in fila poco prima di attraversare il paesino di Rusthemburg. Davvero rilassante attraversare questa zona. Arriviamo ad Hoorn Hoorne ci fermiamo nel comodissimo parcheggio Transferium dopo aver chiesto ad un poliziotto se possibile la sosta durante la visita della città. Si attraversano i binari e praticamente si è in centro. Hoorn è un bel paesino ricco di vita con un paio di grandi vie pedonali con grandi negozi internazionali in cui anche gli olandesi fanno passeggio. Attraversiamo il centro sino ad arrivare ad una porta della città poi percorriamo il perimetro dal lato del molo turistico e ammirando le barche ormeggiate arriviamo all’Hoofdtoren  imponente torre difensiva a guardia del porto occupata oggi da un ristornate .Hoorn Percoriamo il sentierino che costeggia il molo turistico sino alla area camper all’interno di esso (in alternativa a fianco l'area trovate questo parcheggio) e ritorniamo in centro in corrispondenza della piazza ove sorge l’antica pesa nel solito bellissimo edificio. Il centro è molto gradevole e non affollato come si penserebbe. Nel complesso un bel paese carente solo di scorci legati ai canali. Ci spostiamo a Enkhuizen ove lasciamo il mezzo nel parcheggio della stazione molto affollato. Il parcheggio camper sul molo è occupato dai tendoni di una festa e solo più tardi troveremo una sosta a nostro parere bellissima davanti una piccola spiaggia balneabile Enkhuizene un bel prato abitato da coniglietti che gironzolano liberi ( tra l’altro è vicino il parco divertimenti Sprookjeswonderland e la piscina): qui trascorreremo la notte e se non fosse stato tardi avremmo fatto picnic grigliando davanti la spiaggia. Invece se dovete fare camper service il campeggio a fianco quest’ultimo parcheggio non permette di farlo al contrario del camping Vest che trovate arrivando qui. Questa sosta merita di certo una permanenza più lunga. Il paesino in se un po’ ci delude viste le cose scritte nei diari di viaggio. Principalmente troviamo interessante la portaEnkhuizen cittadina antistante il porto e le vie che si trovano attraversandola e svoltando subito a destra , lungo le placide acque di un tranquillo canale. Lungo queste vie alcuni abitanti si ritrovano davanti le loro abitazioni con piccoli tavolini a gustare un calice di vino immersi nell’ombra e nel silenzio di queste viuzze. Rientriamo al camper attraversando la via pedonale ricca di negozi ormai in chiusura per poi spostarci per la notte nel bel parcheggio dietro la spiaggia rimandando a domani lo spostamento verso l’isola di Texel. Dormiamo indisturbati e ci svegliamo dopo che la notte ha piovuto un poco. Il cielo è coperto e noi ci spostiamo verso Medemblick ,ove troviamo il parcheggio sul molo, ma dove decidiamo di non fermarci poiché il paese dopo un passaggio in camper non ci sembra nulla di De Cocksdorp Texeleccezionale. In compenso troviamo un forno nella via centrale degno di questo nome. Proseguiamo e arriviamo al traghetto che con 50 € A/R ci porta Texel, dove una volta sbarcati ci dirigiamo dopo una breve sosta presso il primo ufficio turistico incontrato verso De Cocksdorp: piovigginando leggermente scegliamo il famoso camping De Krim che offre tutti i suoi servizi inclusa la piscina anche ai camper che sostano nella area camper all’entrata del camping (ad un costo più modico). Purtroppo la troviamo piena e ci accordiamo per una piazzola per tenda senza corrente elettrica al costo totale incluso 5 persone di 37 €. Non è poco ma a noi interessava poter utilizzare la piscina in caso di maltempo: il camping è davvero bello, con animazione,De Cocksdorp Texel piscina coperta e scoperta, un grande parco giochi, una piccola fattoria-zoo e bagni con lavastoviglie, lavatrici e asciugatrici che sfruttiamo immediatamente. Dopo pranzo , pennichella e poi approfittando del cielo che si è rasserenato in una maniera sorprendente, prendiamo le bici ed arriviamo al faro ammirando le ampie spiagge nascoste dalle dune sabbiose ricoperte di piante erbacee. Il paesaggio è  molto bello, simile a molte zone della Danimarca. Giriamo le bici e ritorniamo in paese per un po’ di spesa al supermercato, per poi rientrare in camping per un po’ di relax in piscina e a seguire una supergrigliata con la carne eccezionale acquistata nella bella macelleria di Alkmaar. Senza dubbio consiglio questa sosta a chi ha bambini almeno per una notte. Il Texelmattino seguente usciamo dal camping con l’intento di andare in una fattoria più piccola e più economica nella zona più a sud centrale rispetto all’isola in modo da poter restare alcuni giorni essendo comodi ai due lati dell’isola. In camper faccaimo un giro per Oosterend che è davvero piccolo e poi ci dirigiamo verso una serra di orchidee menzionata dalla lonely planet che si rivela essere un negozio di fiori e oggetti di arredamento vari. Saltiamo la visita delusi se non per i campi di lilium fioriti che troviamo nei dintorni e girovaghiamo tutta la mattina alla ricerca di una sistemazione che credevamo facile:tutt’altro. Le fattorie non sono così frequenti come descritto in molti diari per lo meno a seconda dellaDe Cocksdorp Texel zona, e i camping o minicamping li troviamo tutti pieni o senza personale alla reception. Alla fine troviamo posto in quella che si rivelerà molto comoda come posizione fattoria de Boer. Dopo pranzo prendiamo le bici e arriviamo in un paio di km a De Koog, un piccolo paesino con una via pedonale che lo tagli a metà stracolma di ristornati turistici. Saliamo (verso nord ovest alla fine del paese) la duna che separa  lo stesso dalla spiaggia ove la moltitudine si dirige. Questo lato dell’isola è ricco di lunghe e profonde spiagge sabbiose adatte anche ai bambini che sono prese d’assalto dai turisti per lo più olandesi e tedeschi. Purtroppo oggi non De Koog Texelsiamo attrezzati per il mare perciò ritorniamo indietro a malincuore (anche perché il sole ci accompagna e la temperatura è idilliaca) e prendiamo la ciclabile che va verso sud. Attraversiamo zone palustri e costeggiamo dune sabbiose fino al momento in cui seguiamo un sentiero che si inoltra  nel fresco di un boschetto. Proseguiamo  la piacevole pedalata deviando verso l’interno e arrivando a Den Burg: sicuramente il paese più grande dell’isola, con un centro storico un po’ più ampio degli altri ma comunque molto tranquillo poiché oggi è domenica. In breve tempo ne abbiamo percorso tutte le strade in bicicletta e rientriamo al camper per una bella grigliata. Dopo cena prendiamo le bici e andiamo a fare un giro nuovamente a De Koog sperando diTexel poter fare una partita a minigolf (lo trovate 1 km prima del paese) e poi nanna. La notte si sente un acquazzone fortissimo ma al nostro risveglio è tutto terminato. Decidiamo di muoverci in camper verso la terra ferma ma prima facciamo una panoramica in camper verso Oudeschild ovvero l’unica parte dell’isola non ancora toccata. Appena entrate in paese trovate una bellissima pescheria ( queste le coordinate N53,04189  E4,84893)che ha anche cibi pronti e merita una sosta. Se siete in bici è una ottima idea per pranzo, avendo tavolini interni ed esterni nel piccolo giardinetto contenente tavoli pic nic, e un piccolo recinto di conigli, mentre all’interno trovate un bellissimo acquario con Oudeschild Texel3 squali 2 murene e alcuni pesci. Acquistiamo paella da asporto e un po’ di pesce fresco e ripartiamo facendo un giretto per il paese che è gradevole. Un piccolo molo , un pezzetto di via pedonale e tanta tranquillità. Ci spostiamo lungo la costa  che ha spiagge molto più strette rispetto al lato opposto dell’isola e ci fermiamo in un piccolo parcheggio lungo costa ove facciamo proprio quello che si chiama campeggio libero cuocendo con il nostro barbecue a secchiello gli spiedini di pesce acquistati prima. Davvero buoni  insaporiti dalle tipiche salse che qui usano per il barbecue ( l’importante è nonHarlingen cuocerli troppo). Ripartiamo, saliamo sul traghetto e sbarchiamo in pochissimo tempo. La permanenza a Texel è stata piacevolissima: bellissime le spiagge del lato ovest che avrebbero meritato una giornata di mare dato che le temperature sono state ottime, così come il faro di De Coksdorp. Quest’oggi il tempo è variabile e a causa del vento le nuvole corrono veloci e il cielo si rasserena velocemente. Attraversiamo la famosa diga di Afsludjik opera di ingegneria estrema e ci fermiamo ad Harlingen nel comodo parcheggio per camper sul porto. Il centro è gradevole: un canale taglia e circonda il viale centrale Harlingenove vi sono i negozi, ristoranti e alcuni vecchi edifici. Facciamo due passi ci soffermiamo su una panchina ad osservare il ponte girevole all’inizio del centro dopo di che ritorniamo al camper. Passiamo da Makkum che la lonely definisce incantevole ove trovate anche due posti riservati camper, ma non ci fermiamo in quanto la piccola si è appena addormentata, quindi proseguiamo per la bellissima strada di campagna che costeggia un verde argine dove pascolano liberamente mucche e pecore che a tratti invadono la carreggiata. A Hindeloopen ci sistemiamo nel comodissimoHindeloopen parcheggio a pochi metri dal centro Il centro è davvero grazioso: un mix di paese di mare con il porticciolo e alcuni ristornati di fronte ad esso, mescolata ad una tranquilla atmosfera di paese di campagna non appena ci si addentra nelle pittoresche strade laterali ove potrete incontrare alcuni abitanti con indumenti d’epoca, e basse casette in pietra tutte secondo uno stile ben preciso. Camminiamo per le silenziose vie che a questa ora del tardo pomeriggio sono diventate deserte e vengono avvolte dal silenzio e dalla calda luce del tramonto  Hindeloopenattraversando i piccoli ponticelli sugli stretti canali che incontriamo che contribuiscono a rendere il paese molto carino. Consigliamo a tutti una sosta in questo angolo di Olanda. Cena a base di paella molto buona , acquistata questa mattina e poi tutti a nanna. Il mattino con un vento sostenuto e il cielo grigio partiamo verso Urk: sostiamo nella comodissima area attrezzata sul porto ove sembra che passino a riscuotere solo la sera o tardo pomeriggio perciò se arrivate in altro momento della Urkgiornata visitate il paese poi andate via senza sostare la notte, non pagherete. Fa un piccolo acquazzone mentre mangiamo dopodiché il forte vento spazza il cielo ed esce il sole. Facciamo il giro del molo affollato di barche stupende: questo porto è molto grande e sembra essere molto frequentato. Saliamo verso il centro e arriviamo sino al faro da cui vedete una lunga spiaggia che va verso una fila di una ventina di pale eoliche. Qui il vento in questa giornata è davvero forte tanto da increspare il mare creando forti onde e tanto da sostenere in volo gli Urkuccelli marini che sembrano librarsi stando immobili in aria. Il centro storico non offre molto altro perciò rientriamo al camper per spostarci alla gettonatissima Giethoorn. Troviamo le due aree sosta ben segnalate (una al porto, e la famosa area del sig. Appelo Camperplaats Haamstede) e visibili, ma essendo tutte acquitrinose e volendo fare la vista del paese poi decidere dove dormire ci spostiamo in un comodissimo parcheggio all’inizio della zona dei canali.  Noleggiamo subito una delle barchette con motore elettrico al costo di 15 € / ora. Ci indicano il percorso suggerito per quel lasso di tempo che compie un giro ad anello cominciando da alcuni canali sensoGiethoorn unico fino ad un mulino rimaneggiato da un incendio,  per poi attraversare un lago più grande e poi rientrare nella zona degli stretti canali ove da ogni giardino vediamo tuffarsi anatre ed oche che si avvicinano alle barche. Molto carino il paese con i sui ponticelli e canali che si intrecciano attorno a casette con il tetto di paglia e i giardini curatissimi, ma tutto sommato dalle letture fatte me lo immaginavo più ampio e più caratteristico (ovviamente parere personalissimo a conferma di quanto quando hai molte aspettative forse rimani deluso). L’oretta trascorre piacevolmente e al ritorno dal giro non troviamo nemmeno ad attenderci il barcaiolo che ha chiuso (sono circa le 18) e se ne è andato. GiethoornMangiamo un fish and chips in una friggitoria lungo il canale e rientriamo al camper essendo venuto un po’ freschino. Senza dubbio questa è stata la giornata con il meteo peggiore da quando siamo partiti , anche se a dir il vero è piovuto solo durante gli spostamnenti. Decidiamo che non ha senso rimanere anche per l’indomani perciò ci spostiamo a Kampen per fermarci a dormire nella area gratuita che molti segnalano. Purtroppo la troviamo piena e un camperista Olandese un po’ in malo modo cerca di allontanarci e di sconsigliarci di parcheggiare fuori dalla zona riservata pena una salata multa. Non capiamo tutto il suo fervore ma  non abbiamo voglia di discutere o rischiare una multa perciò lasciamo il paese non trovando una latra sistemazione un po’ appartata. Ad Elburg troviamo laElburg comoda area al porto superaffollata e con tanto di cartello che indica di sostare solo nei 5 spazi riservati perciò ci spostiamo e ci sistemiamo in solitudine nel parcheggio antistante gli impianti sportivi, ove ceniamo e trascorriamo la notte. Ci svegliamo con un bellissimo cielo terso e mentre tante famigliole sono intente ad allestire bancarelle per le vie del paese cominciamo il nostro giro entrando nel centro storico che si trova a soli 50 metri. Scopriamo che oggi vi è una festa infatti oltre al mercatino dell’usato attuato da molti abitanti vi sono tante bancarelle di vario genere. Il centro ha due grosse Elburgvie  che formano una croce che sono pedonali  su cui si affacciano edifici dalle belle facciate stile olandese. Ad una estremità trovate la massiccia porta antistante il molo dove vi è l’area di sosta. Tutte le altre vie del centro sono ortogonali tra loro formando un intreccio di strade lastricate. Nel complesso è un bel paese e noi vista l’atmosfera festaiola ne approfittiamo per fare compere e assaggiare  delle ottime frittelle ( olienbollen) fritte davanti la bottega. Rientriamo al camper che un grosso nuvolone minaccia il paese, ma è solo un falso allarme e il sole torna a splendere nel tempo che ci spostiamo a Deventer tappa non prevista nel nostro itinerario. Come tutte le cose non previste si rivelerà una delle piùDeventer piacevoli scoperte del viaggio.  Dopo un giro di perlustrazione ritorniamo sui nostri passi per fermarci in una zona ove abbiamo trovato un normalissimo parcheggio gratuito ma davvero comodo per il centro sia per chi è a piedi che per chi è in bici. Pranziamo e poi via in bicicletta: Attraversiamo il ponte e ci troviamo già in centro. L’ufficio turistico si trova nella piazza principale all’interno della bella Pesa. Il centro storico è quasi tutto pedonale: ci sono parecchie persone a passeggio ma ciò nonostante si respira una tranquilla atmosfera rilassata. Nella piazza antistante la pesa troviamo una area delimitata con giochi per bambini e Deventerbiciclettine e veicoli di vario genere per bimbi….udite udite tutto gratuito! Percorriamo le viuzze laterali della piazza che sono le più caratteristiche: fondo lastricato, casette colorate dalle belle facciate con tante e diverse decorazioni e negozietti dal sapore un po’ retrò. Non perdete Walstraat! Verso nord ovest percorrendo la nieuwstrraat e le parallele trovate le vie dello shopping fino ad uscire dal centro ove potete fare un bel giro all’interno dei sentieri ciclabili del piccolo parco costeggiando il laghetto che trovate al suo interno. Davvero il centro storico è molto piacevole e vivibile, e le stradine del centro meritano essere visitate una per una. Contenti della visita riprendiamo il camper per spostarci a Hoenderloo (de Hoge Veluwe National Park)dove decidiamo di sostare nelde Hoge Veluwe campeggio (nel significato puro del termine non come intendiamo i campeggi che sono villaggi 5 stelle) all’interno del parco. Fate il biglietto alla entrata di Hoenderloo per camping e parco dopodiché potete entrare e sistemarvi nell’angolo del camping che più vi piace. Essenziale nei servizi ma la riteniamo una ottima soluzione ( di certo più economica rispetto ai campeggi che trovate alle altre entrate del parco).Questa soluzione è ideale anche per il fatto che a differenza dei camping normali non applicano la regola di lasciare la piazzola entro la mattina del giorno dopo, quindi per esempio de Hoge Veluweentrando alle 12 di un giorno potete rimanere fino alla sera del giorno dopo pagando solo una giornata. Ad Hoenderloo l’ufficio turistico è dentro una panetteria bar ove nessuno vi considera quindi se avevate intenzione di arrivare in loco per chiedere informazioni e pianificare scordatevelo! Dormiamo tranquilli con il solito scroscio d’acqua notturno ma al mattino il sole splende. Partiamo con le nostre bici ( se volete a pochi metri dal camping potete usufruire delle famose biciclette bianche, mentre al centro visite trovate una ampia varietà di tandem bici con carrelli e bici con pedana per disabili elettrode Hoge Veluwe assistite).  Ci sembra strano che con i biglietti non venga fornita nessuna mappa del parco, ma la dovete pagare 2,5 €. Il parco è bellissimo: un mix di habitat naturali differenti immersi nel silenzio e nella tranquillità interrotta solamente dal vociare di qualche ciclista che passa per uno dei numerosi sentieri. Si passa da boschi di latifogli, a savane erbacee, a zone umide paludose, per poi passare a folti boschi di larici, o dune sabbiose. Davvero piacevole pedalare per le belle ciclabili asfaltate e ben segnalate. Purtroppo vedere qualche animale durante il giorno senza addentrarsi a piedi nel bosco credo sia de Hoge Veluweimpossibile , ma tuttavia ci accontentiamo di qualche anatra  con i suoi anatroccoli, e alcuni picchi intenti nel lavoro scandito dal tipico toc toc. Non avevamo mai visto un picchio al lavoro così da vicino. Al centro del parco trovate il famoso Kroller-Muller Museum che decidiamo di non visitare, e procedendo poco oltre trovate il centro visite con un piccolo museo interattivo sulla flora e fauna del parco: qui potrete vedere animali imbalsamati che non vedrete dal vivo. Consumiamo il nostro pranzo al sacco nel parco giochi di fianco il ristornate e poi ripartiamo dopo un po’ di relax. Lede Hoge Veluwe entrate di Hoenderloo e Otterlo sono le più vicine al centro del parco circa 4-5 km mentre l’entrata di Schaarsbergen dista circa 12 km dallo stesso: altra ragione a sostegno della migliore logistica della soluzione camping Hoenderloo. Pedaliamo per circa 30 km senza nemmeno accorgercene e nel primo pomeriggio siamo di nuovo al camper per una bella doccia. A seguire usciamo dal camping rendendoci conto che nessuno controlla chi esce e chi non, così come nessuno controlla se hai pagato la corrente elettrica e la hai usata o meno. A questo punto la vacanza viene improvvisata essendo in largo anticipo rispetto i nostri programmi. Ci dirigiamo verso Maastricht: ci fermiamo a Kompas ove la BordAtlas dice esservi una area sosta, in effetti così è ed è pure molto bella e affollata di olandesi. Per la Kompasnotte non ne abbiamo bisogno e poco più avanti facciamo la scoperta di una sosta libera a fianco uno splendido parco giochi gratuito con una tale varietà e quantità di giochi da sembrare quasi un parco di divertimento a pagamento; ovviamente i bambini ringraziano. Per chi si trovasse in transito a circa 5 km dall’uscita autostradale travate questa sosta. Il mattino ci svegliamo in  una splendida giornata di sole e ci muoviamo verso Maastricht, scoprendo il perché di quella area sosta e di un altro camping segnalato: a circa 5 km troviamo Floriade che però non abbiamo intenzione di visitare. In viaggio decidiamo una deviazione verso Valkenburg  in cui da subito si capisce laValkenburg forte connotazione turistica data la grande quantità di hotel come non avevamo mai visto sin ora. Ci fermiamo nei comodi parcheggi riservati camper fuori dalla cerchia del centro. Il paesino ha la tipica fisionomia dei paesi visti in Lussemburgo: le case con le pietre chiare e i tetti di ardesia scura. Costeggiate il canale che vedete dal parcheggio e arrivate all’ufficio turistico. Noi ci accontentiamo di un giretto per il centro e la parte pedonale ricca di ristoranti di ogni genere fino ad arrivare alla porta cittadina  e ai resti della fortezza da cui avete la veduta dall’alto del paese. Volendo qui si Valkenburgpossono vistare delle catacombe, e delle grotte di cui una con un trenino. Compriamo ottimo pane per la prima volta diverso la solito gommoso, e della ottima carne in un bellissimo negozio vicino l’ufficio turistico, e i gestori gentilmente offrono assaggi ai bambini spontaneamente. Davvero una sosta improvvisata ma carina. Pranziamo e ci spostiamo a Maastricht in un parcheggio che sembra ottimale che ci riserverà la spiacevole sorpresa di una visita in camper da parte di ignoti. Ammiriamo le fortificazioni dal parco con tanto di laghetto che si trova all’esterno delle mura e entriamoMaastricht dalla Helpoort: poco distante in Stenebrug trovate un  mulino d’epoca ancora funzionante che serve la panetteria  in cui oltre a gustare le torte e biscotti prodotti potete fare uno spuntino e partecipare alla spiegazione della preparazione del pane e delle torte. Il centro è ricco di piazzette con cafe’ all’aperto , chiese maestose e strade pedonali ricche di vita. Davvero piacevole passeggiare per il centro: qui per la prima volte in Olanda respiriamo la stessa aria di città del mondo multietnico che si respira ad Amsterdam ma molto più in piccolo. Attraversiamo il ponte pedonale Maastrichtper passare dall’altro lato nel quartiere di Wick ove acquistiamo degli ottimi cioccolatini in un negozio ove, anche qui, la gentile commessa ci stupisce con un assaggio per i bambini. Rientriamo e troviamo l’amara sorpresa. Ci spostiamo e facciamo tappa per la notte oltre il confine tedesco a Bad Neunahr-Ahrweiler nel parcheggio con zona riservata camper lungo il fiume. Il mattino andiamo alla ricerca di un rivenditore ove poter sostituire le chiusure della finestra rotte e alla fine le troviamo in un concessionario con una grande esposizione di accessori che mi sento di menzionare perMaastricht la gentilezza dei gestori: Niesmann Caravaning ove il gentilissimo Matthias ci fa cambiare senza nessun costo di manodopera il braccetto e le chiusure rotte e per di più molto gentilmente  ci fornisce informazioni sulla festa a Koblenz e una eventuale sosta qualora il camping fosse pieno. Di fronte il concessionario (Polch) trovate una area sosta dello stabilimento di un noto marchio costruttore di camper. A Koblenz (Coblenza) con nostra grande fortuna arriviamo al camping, ovviamente completo, ma troviamo posto nella area al di fuori senza Koblenzche il gestore nemmeno ce lo proponesse. Eventualmente in occasione della festa ( Rhein in flammen che si svolge il secondo sabato di agosto)  nell’adiacente campo sportivo il locale club organizza all’interno dell’area del campo una area sosta. Qui la posizione è davvero invidiabile di fronte al Deutsche Eck e al centro cittadino, sulla confluenza Reno- Mosella ed esattamente davanti il castello da dove spareranno i fuochi artificiali. Siamo davvero in prima fila quindi direi una ottima sosta per ammirare i fuochi, ma tenete presente che per tuttaKoblenz notte vi sarà la musica della festa suonata dal palco sulla punta del Deutsche Eck. Da qui il barcaiolo con 1 € adulto 0,5 €fino 12 anni gratis fino a 3 anni vi scarica sull’altra sponda: qui vi trovate già in centro. Facciamo un giretto per il centro approfondendo la parte del’alstadt e poi ci riversiamo sul lungo Reno ove vi sono le bancarelle della festa. La gente è davvero tanta e l’ampio viale è pieno di persone festanti che bevono birra in allegria. Rimaniamo ammaliati da due grandi griglie circolare ove vengono arrostite carni di ogni Koblenzgenere e ovviamente facciamo uno spuntino con il tipico panino con la salsiccia . Rientriamo al camper per cena e siamo pronti per lo spettacolo in prima fila. Nel frattempo il prato antistante il camping si è riempito di persone armate di sedie tavoli, barbecue e vivande di ogni genere in attesa dei fuochi artificiali che cominciano verso le 22.45 preannunciate dai barconi che improvvisamente si sono mossi dalle sponde andandosi a sistemare in mezzo al Reno immobili in mezzo alla corrente. Lo spettacolo e davvero suggestivo e i fuochiKoblenz vengono sparati a tempo di musica sullo sfondo della fortezza illuminata per l’occasione, rispecchiandosi nelle acque della Mosella. Assistiamo ad una mezzora di fuochi artificiali e poi davvero contenti per il bello spettacolo tutti a nanna. Il mattino seguente ci spostiamo verso sud accompagnati dall’ormai consueta bellissima giornata di sole. Costeggiamo il Reno attraversando la zona forse più bella immersa in colline piene di vigneti interrotti da Castelli che spesso sorgono in coppia su Marksburgcolline opposte e da tranquille aree di sosta tra cui quella a Braubach sotto il bel castello di Marksburg . Il lato opposto del Reno lo abbiamo preferito come strada e visuale, ma da questa parte attraversiamo uno dei paesini che più ci sono piaciuti già visitato all’andata: Rudesheim am Rhein. Giungiamo ad Eltville am Rehin ove sostiamo nel parcheggio camper di fronte al supermercato. Pranziamo e facciamo due passi in paese. Piccolo ma con scorci molto carini. Il castello ha unEltville am Rhein bellissimo giardino fiorito e si affaccia con le sue torri sul Reno su cui vi è una bella passeggiata ove ci sono gli attracchi delle barche turistiche. La parte del centro storico più carina è addossata al castello,  dove trovate alcuni ristoranti in cortili davvero caratteristici, e alcuni edifici con travi a vista. Sicuramente meno turistico del vicino Rudesheim. Ripartiamo con le idee confuse sul programma, e facendo tappa a Worms (ove trovate una Eltville am Rheinarea di sosta) per merenda prendiamo una decisione inaspettata: deviamo e ci dirigiamo verso l’Europa Park a Rust per una giornata dedicata ai bambini in occasione del compleanno di Elena, che per questo dovrebbe entrare gratis. Scopriremo amaramente che questa promozione riguarda solo i bambini fino ai 12 anni, quindi attenzione a fidarvi delle guide turistiche come la Lonely!  In serata giungiamo al Parco che ci accoglie con la ambientazione western del suo  camping che sorge a fianco al parco. Il paese di fatto consta di poche case quasi come sobborgo del parco probabilmente per chi vi lavora e non offre possibilità di sosta. Il campeggio pare l’unicaEuropa park soluzione e tutto sommato è piacevole soggiornare nella atmosfera vacanziera dei suoi bar saloon aperti fino a sera. Il giorno seguente lo dedichiamo al costoso parco: una immensa riproduzione di ambientazioni tipiche di ogni stato all’interno di cui sono sparse le attrazioni per lo più per bambini sopra i 3 anni. Ne troverete per tutti i gusti, dalle montagne russe superveloci ai tranquilli percorsi in barca lungo piccoli canali con coreografie fantasiose, a discesa lungo rapide con gommoni a 6 posti e tanto altro. All’interno trovate negozi bar ristornati di ogni tipo. Rimaniamo fino alle 18 dopo di che ormai esausti andiamo a far una doccia  e lasciamo il campeggio pagando 26 € dalle 21 del giorno precedente alle 19 di oggi. Consiglio, dato il prezzo (37,5 € adulto per un giorno) di entrare all’apertura ed uscire alla chiusura anche per i sfruttare i momenti di minore affluenza e fare meno code…e ne farete! Ci avviciniamo al Kaiserstuhl, una altura che altro non è che un vulcano estinto che scopriamo casualmente sulla guida. Troviamo una bellissima area di sosta  Kirschenhof Schmidt  wohnmobilgarten a ove trascorriamo la notte. Ci svegliamo con il sole e dopo una breve tappa in uno dei paesini della zona per unaBreisach am Rhein degustazione di pinot grigio e Gewurtztraminer tipici della zona arriviamo a Breisach am Rhein ove lasciamo il camper nella comoda area attrezzata ( poco prima trovate una altra alternativa molto più squallida). Saliamo i gradini che ci portano alla cattedrale da cui si ha una bella veduta sul Reno dopo di che percorriamo l’unica via pedonale di cui consta il centro e rientriamo al camper per il pranzo e la pennichella. Nulla di trascendentale , ma comunque buona la sistemazione anche per una sosta notturna per chi transitasse verso la bellissima Alsazia. Dovendo incontrarci con lo zio in partenza per l’Olanda, per uno scambio di informazioni decidiamo di incrociarci in Alsazia, e cogliamo l’occasione per Ribeauvillètornare a Ribeauvillè per acquistare un po’ di ottimo Gewurtztraminer presso quella che ritengo cantina che produce i vin migliori tra quelle visitate due anni fa: Louis Sipp che trovate all’inizio della via centrale del paese sulla sinistra poco dopo l’ufficio turistico. Ci fermiamo nella vicinissima area di sosta  pagando la ridicola cifra di 1,5 € tutta la notte e qui conosciamo una simpaticissima famigliola della provincia di Piacenza con cui scambiamo 4 chiacchiere e con cui l’indomani faremo due passi nel bel paesino e che coinvolgerò nella degustazione di vini presso la cantina prescelta.  Il paese è immutato rispetto a due anni fa con le sue belle casette a graticcio e l’immancabile cicogna sul tetto di una casa antistante la prima piazzetta che incontrate. Davvero un paese che consiglio così come gli altri piccoli Kaysersbergaltrettanto incantevoli facenti parte della strada del vino (vi rimando alla lettura della parte finale del diario di viaggio della Bretagna e Normandia). Il paesaggio che fa da contorno con il vivo colore verde delle viti è bellissimo. Dopo i nostri acquisti ci spostiamo a Kaysersberg ove trascorreremo il resto della giornata con mio raccontando del nostro viaggio. Pranziamo in uno dei tavolini nel prato accanto la comoda area sosta, e facciamo due passi in quello che forse è il più bello di questi incantevoli villaggi. Decidiamo di cenare fuori e azzecchiamo in pieno la scelta in una taverna (Caveau du Schlossberg) a fianco una delle migliori cantine del paese ( sempre secondo il mio giudizio). Al costo di 18-22 € ,a seconda dei tipi di carne che la compongono, ci servono un piatto abbondante di filettini e bocconcini diKaysersberg carne cruda di manzo vitello e anitra che potrete cuocere al momento su una pietra caldissima che appoggiano sul tavolo (la pierrade); il tutto accompagnato da una serie di contorni tra cui una ottima torta di patate cotta nel vino bianco ricoperta con formaggio gratinato. Se avete intenzione di mangiare fuori non rimarrete delusi. La notte un acquazzone porta refrigerio dopo una giornata caldissima, ma il mattino seguente il sole splende: salutiamo chi inizia le ferie mentre noi ci muoviamo in direzione foresta Nera per fermarci per pranzo sul Titisee. Comodo il parcheggio a pochi passi dalla zona Titiseepedonale del piccolo paesino costituito per lo più da negozietti turistici e hotel affacciati sul lago. La classica località di villeggiatura montana. Noleggiamo un pedalò pagando 5 € per 30 minuti e a seguire facciamo due passi sulla affollata passeggiata per poi ripartire verso  il lago di Costanza (Bodensee). Lo costeggiamo seguendo la bella statale che regala scorci sul lago e sui vigneti e boschi circostanti per poi fermarci a Lindau nel parcheggio P1 che troviamo pienissimo. Ci dirigiamo a piedi verso il centro che dista circa 1 km: conosciamo bene la località ma la troviamo incantevole con la sua viaLindau pedonale, su cui si affacciano splendidi edifici d’epoca, che arriva sino al porto cinto dalle due torri di guardia. Splendido il vecchio municipio con i suoi decori e la facciata dipinta.  Anche questa sera optiamo per la cena fuori e indoviniamo un altro ottimo ristorante sulla via centrale che purtroppo ha menù solo in tedesco, ma fortunatamente camerieri che parlano inglese. Scopriremo che la gasthaus ha una stella michelin  (Gasthaus zum Sünfzen Grättinger) e offre piatti davvero tipici di buonissima qualità con porzioni molto abbondanti.  Dopo cena rientriamo al camper per la doccia e nanna. Il mattino con il consueto sole ci muoviamo in direzione sud attraversando Breghenz che non Lindauci sembra nulla di particolare perciò decidiamo di non visitare. Facciamo strada statale verso il Resia Attraversando il bel fondovalle per poi giungere al Lago di Resia per pranzo (sosta qui) e  per la meritata pennichella. Dedichiamo  la serata e il mattino seguente a salutare amici ritrovandoci a Santa Massenza  in una bellissima sosta libera fatta di pace e tranquillità sul lago di Vezzano a fianco il lago di Toblino. Dopo una pizza in compagnia e quattro chiacchiere sotto le stelle ci addormentiamo per rientrare alla base il giorno successivo. Volendo fare alcune annotazioni in ordineLago di resia sparso devo segnalare che oltre le soste linkate nel diario abbiamo inserito nella sezione soste altre aree che abbiamo facilmente incontrato. La valle del Reno e la Mosella meritano una vacanza a parte, assolutamente da percorre in bicicletta per goderne a pieno la tranquillità e i magnifici paesaggi. Il Lussemburgo con le sue pietre color beige ci ha stupito, per lo meno per quel poco che abbiamo visitato così come ci sono piaciute molte Brugge e Gent . L’olanda la avevamo già vista in passato quindi quelle caratteristiche connotazioni di molti paesini Santa Massenzanon ci hanno stupito come se fosse la prima volta, ma senza dubbio la prorompente e rigogliosa natura ha reso la nostra permanenza piacevole e rilassante. Indispensabili le biciclette sia in Germania che in Olanda dove ovunque trovate la ciclabile a fianco le strade anche a grande scorrimento: la bici che qui è davvero uno stile di vita comune a tutte le persone di ogni età diventa un indispensabile strumento per ammirare i paesini e le campagne circostanti. Bancomat (maestro) accettato sempre a differenza della carta di credito (visa) sia neiAfslutdijk benzinai che nei supermercati. Strade bellissime, ponti e tunnel gratuiti e nessuna strada a pagamento. Assolutamente da non perdere  Burg Eltz, Cochem, Bernkaste-Kues la ciclabile lungo la Mosella,  Brugge, Gent, l’isola di Texel (unico punto in cui i camping o fattorie diventano la unica alternativa) Volendam, e una gita a Marken, Zaanse Schans, e una giornata piena al Parco di Hoge Veluwe. Abbiamo fatto sosta libero spessissimo sempre con educazione e discrezione e non abbiamo avuto nessun problema a trovare camper service. In Germania nessun problema di sosta libera Oudeschildovunque, e soprattutto lungo la valle del Reno e la Mosella davvero capillari le aree di sosta accessibili con cifre modestissime, tanto da poter definire la Mosella il paradiso del camperista: suggerisco questa meta a tutti ma soprattutto ai camperisti alle prime esperienze che vogliono prendere contatto con questo mondo.In un mese abbiamo trovato sempre giornate splendide con punte di 31 gradi in Germania e 17 gradi in Olanda: piccoli acquazzoni notturni in Olanda, che si risolvevano il mattino . L’Olanda è molto ventilata quindi anche in giornate completamente coperte non disperate il sole è dietro l’angolo e può uscire improvvisamente.In conclusione un viaggio davvero adatto a tutti che offre un mix di natura, relax e paesini incantevoli.

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Ci teniamo a precisare che nella sezione soste non troverete solo camping e aree di sosta ma sopratutto parcheggi gratuiti ove poter sostare semplicemente per una veloce visita alla attrazione turistica, oppure ove poter pernottare in tranquillità senza essere ne troppo isolati ne troppo in mezzo alla confusione: tutte le segnalazioni sono da ritenersi soggettive e vi preghiamo di segnalare ogni variazione. Per qualsiasi dubbio...chiedete:
info@robadacamper.com