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Viaggio in norvegia

Norvegia e la sua luce magica (luglio agosto 2011)

Finalmente si parte per il viaggio più atteso da quando abbiamo il camper e quest’anno siamo in 5 : Luca 35 anni Elena 36 Martina 6 Lorenzo 3 e Lisa 8 mesi: la Norvegia penso sia il sogno di sogno camperista un po’ come può essere una cima di 8000 metri per uno scalatore. In una splendida giornata  di sole partiamo e attraversiamo Italia, Austria, e Germania. Al solito l’educazione alla guida in questi paesi è una cosa sorprendente per noi. Dopo una sosta notturna giungiamo a Rostock ove decidiamo di andare prima al camper service , ma con la sorpresa che per raggiungerlo si percorre un tunnel sottomarino a pagamento all’andata e al ritorno (4,2 €): quindi se non ne avete necessità evitate. Ci imbarchiamo in perfetto orario con la TTline (acquistare il biglietto on line è davvero comodo) e consigliamo a chi viaggiasse con questa compagnia di recarsi subito sul ponte per prendere i posti a sedere che si riducono al solo ristorante e non sono poi tantissimi. La traversata dura 5 ore e mezza e all’arrivo sbarchiamo in terra Svedese con l’emozione che sale. Siamo nella penisola Scandinava e una leggera pioggerellina ci accoglie assieme a un forte vento che penso sia una costante qui sulla costa. Ci fermiamo subito a Trelleborg per la nanna a 2 km dal terminal qui, in un bel parcheggio con annessi bagni e tavolini pic nic sul mare che forma anche due piccole pozze contornate da cannucce ove una famigliola di cigni compresi anatroccoli sembra darci il benvenuto. Ci Fredrikstadtalziamo che una leggera pioggerellina non lascia presagire nulle di buono: dopo aver utilizzato il comodo scarico per cassette wc, partiamo verso nord in direzione Fredrikstad. Le autostrade svedesi sono gratuite e dal fondo stradale liscio ma con limiti di velocità che vanno assolutamente rispettati. La pioggia ci accompagna tutto il viaggio e giunti a Fredrikstad parcheggiamo qui a poche centinaia di metri dalla città fortificata (Gamlebyen). La cittadella presenta dei bastioni rialzati contornati da un fossato a forma di stella: una vasta colonia di anatroccoli sembrano voler fare la guardia al ponte che conduce a quella che era la porta della città: tipica la struttura con le viuzze parallele e ortogonali, tutte con fondo lastricato su cui si affacciano le casette in legno colorate. Come si prevedeva essendo già le 17 di domenica pomeriggio  per le strade non si vede nessuno e tutti i negozi Fredrikstadsono chiusi a parte alcuni cafè e ristoranti. Facciamo il giro dei bastioni ove trovate alcuni cannoni che rendono bene l’ambientazione, e passiamo per la piazza centrale dominata dalla statua di Fredrik II. Peccato per la pioggia. La visita richiederà circa un’oretta almeno che non troviate una bella giornata di sole e vogliate indugiare sul bellissimo prato dei bastioni ove trovate anche un parco giochi per bambini. Anche quest’oggi il programma prevede una lunga tappa di avvicinamento perciò ci spostiamo verso nord lungo la E6 che da due corsie diventa una bellissima statale dal fondo stradale perfetto su cui vige il limite degli 80 km/h che definirei assolutamente adeguato. Ci fermiamo per la notte a Ringebu nel parcheggio antistante la antica chiesa di legno ove trascorriamola notte in assoluto silenzio. La chiesetta sarà la prima e forse l’ultima delle stavkirke che vedremo: abbastanza semplici gli esterni ma tuttavia immersa in una ambientazione di tutto fascino con un bel prato verdissimo e il piccolo cimitero a farne da contorno. Le assi che ne costituiscono le pareti sonoRingebu  spessissime e odorano di bruciato: dopo aver chiesto ad alcuni tedeschi di cambiarci le 40 corone necessarie all’entrata visitiamo l’interno, molto raccolto ma di grande fascino. Interamente in legno le colonne il soffitto come tutti i decori. Non abbiamo un metro di paragone ma l’impatto di tutti i decori in legno colorati è di grande effetto. La pioggia non accenna a diminuire e noi partiamo in direzione Roros imboccando la strada n. 27:si comincia a salire e uno spettacolo affascinante si prospetterà ai vostri occhi. Nonostante le nubi e la nebbiolina il paesaggio muta diventando brullo, con distese ricoperte da muschi e licheni, poche betulle basse e dai tronchi contorti, il tutto in un mix di saliscendi costellato da laghetti con acua increspata dal vento. La temperatura scende fino a 6 gradi in questa giornata di pioggia: lungo la strada troverete numerosi campeggi e aree picnic che invogliano alla sosta. Il paesaggio Rorosassomiglia molto ad alcune brughiere della Scozia, peccato davvero per il tempo inclemente che non rende giustizia a questi paesaggi. Senza dubbio il tratto di strada più bello fatto sin ora. Attraversiamo colline ricoperte da foreste e finalmente arriviamo a Roros ove facciamo camper service qui e poi  parcheggiamo a due passi dal centro ove indica il parcheggio per i camper . Dopo pranzo nonostante la pioggia che non ci abbandona partiamo per la visita del paesino: bellissimo, davvero all’altezza del riconoscimento di patrimonio dell’unesco: percorriamo le due vie principali su cui si affacciano belle Roroscase colorate in legno ricche di negozi ben curati che vendono in particolar modo pelli di animali interi (ermellini, tassi, donnole…) e coperte di pura lana davvero morbidissime decorate con classici motivi scandinavi. Giunti alla chiesa consigliamo di salire sulla collinetta dietro di essa dove sorge il cimitero, da cui avrete una bella veduta della zona delle miniere. Saliamo sui cumuli di sassi per ammirare il paese nella veduta complessiva più fotografata, e visitiamo le piccole casette in legno abitate un tempo dai minatori. Sono ancora ben tenute e parte una non arredate, interamente in legno con i tetti ricoperti da erba. Qui una piccola viuzza contornata da queste casette vi farà tornare indietro nel tempo. RorosA 20 metri trovate la strada ripresa in alcuni episodi di Pippi Calzelunghe: una auto d’epoca sosta ( non sappiamo se appositamente) davanti il tratto di strada più pittoresco. La visita del paese non richiede molto tempo ma di sicuro merita una fermata. Il viaggio continua cercando di salire velocemente verso le Lofoten: sostiamo per la notte qui davanti al Parco di Namskogan che ci riproponiamo di visitare al ritorno. Ovviamente anche in questi trasferimenti non ci stanchiamo di ammirare il bellissimo paesaggio, tanto che facciamo anche alcuni incontri particolari: dopo il Cerbiatto visto appena entrati  in Norvegia avvistiamo per due sere consecutive un tasso che ci taglia la strada e infine anche una Alce indaffarata a brucare in mezzo ad un prato. Avanziamo in direzione Nord e ci fermiamo alle famose cascate di Laskforsen che troverete lungo la E6. Sostiamo per pranzo qui con veduta sulle cascate in questaLaskforsen giornata  che inizialmente era coperta ( ma con una temperatura di circa 18 gradi) ma che finisce per regalarci anche sprazzi di sole. Con un brevissimo sentiero sci scende sotto la cascata ove verrete investiti da una nube di acqua vaporizzata. Si riparte riprendendo la E6 che scorre veloce in mezzo a laghi, fiordi e foreste. La strada è a tratti scorrevolissima e i centri abitati che si attraversano sono nulli. Oltrepassiamo Mo i Rana ove facciamo camper service  e arriviamo al circolo polare ove facciamo decidiamo di non fermarci al centro visite ma ci fermiamo poco più avanti per cena in una area sosta qui lungo un lago, un po’ scostata dalla E6, disseminata di stivali di gnomo coloratissimi in pietra che non capiamo quale riferimento abbiano. Vogliamo arrivare a Narvik e ne approfittiamo dato che la luce è tanta. Finalmente anche il sole esce regalandoci scorci di rara bellezza tanto da farci cambiare itinerario e arrivo alle lofotendecidere di imbarcarci da Bognes verso Lodingen ovvero le Lofoten. La strada termina nella bocca del traghetto. Vi giungiamo alle 24  ma decidiamo di rimandare la traversata: vi sono traghetti ogni ora circa, perciò torniamo qualche km indietro per dormire in un piccolo spiazzo vicino una scuola. La mattina seguente di buona ora siamo tutti in piedi ma il cielo è coperto. Ci imbarchiamo e durante la traversata il sole esce quasi a darci il benvenuto sull’arcipelago tanto agognato. Qualche minuto ancora e la bocca del traghetto si apre e via …siamo i primi a uscirne…finalmente alle Lofoten. L’entusiasmo è a mille e già dopo pochi km ci rendiamo di quanto siamo fortunati a essere sbarcati in questo verso hennisvagerparadiso con una così bella giornata. Da subito ci accorgiamo della particolare conformazione di queste isole, con montagne dalle pareti rocciose o ricoperte di erba che si gettano a picco nel mare  e le loro cime  cosparse di chiazza di neve che a vengono a tratti nascosti dalle veloci nubi poco stratificate .  Dopo poco deviamo dalla strada principale per dirigerci verso Henningsvaer: il paesino non è nulla di trascendentale ma meritano davvero quei circa 5 km di strada dopo la deviazione dalla E10. Davvero incantevoli le spiagge  di sabbia chiarissima e acqua cristallina, e le insenature costituite di enormi massi tondeggianti: davvero un Hennisvagerpaesaggio abbastanza diverso da quanto visto sin ora. Gli ultimi due ponti a dosso vi conducono al parcheggio all’ingresso del paese.  Si è alzato molto vento ma la temperatura di circa 13 gradi viene resa piacevole dal sole che riscalda parecchio. Ci spostiamo  facendo alcune rapide soste per scattare alcune foto e decidiamo di prenderci una serata di relax e decidiamo di andare a dormire nella famosissima Eggum qui: Il posto è di certo immerso nella natura tra il mare e le montagne ci trovate immersi in una stretta striscia di prato ove purtroppo Egguml’affollamento dei camper e delle tende è notevole: si festeggia con una bella grigliata , un salamino di renna e una buona bottiglia di Valpolicella classico riserva: purtroppo le nubi offuscano l’orizzonte e lo sperato tramonto ( o comunque l’abbassamento del sole ) non arriva e stanchi ma appagati andiamo a dormire. Un parcheggiatore viene a riscuotere l’obolo di 100 nok per la notte che a dir la verità (forse per le tante aspettative che avevamo) ci appaiono tante, …ma  almeno vi è Eggumpossibilità di caricare acqua. Questo è l’esempio di come in tutte le cose i gusti siamo personali , ma soprattutto di come la soggettività di un momento,  una particolare luce, un particolare stato d’animo possano fare la differenza nel giudicare un luogo. Il mattino seguente rivalutiamo un po’ il luogo con una bella passeggiata: si costeggia dapprima un piccolo lago con alle spalle alte cime, dopo di che si attraversa un recinto in cui bisogna chiudersi dietro il portoncino in legno e si attraversano prati in cui alcune pecore si riposano verso Nusfjordaccovacciate. Il clielo rimane coperto e la temperatura comincia piano piano  a salire, e come già accaduto la giornata di ieri verso le 10.30 il cielo si apre e appare il sole mutando tutti i colori  attorno a noi. Ci fermiamo a Nusfjord ove sostiamo qui nel parcheggio dei bus in quanto quello per le auto si trova in cima a una salita davvero ripida. Qui avete anche a disposizione per i più piccoli un piccolo parco giochi con una gru per la sabbia manovrabile. La visita del paese è a pagamento ( 50 nok adulti e gratuiti i bambini sino a 12 anni) ma il nostro entusiasmo è alle stelle data la splendida giornata di sole. NusfjordTenete conto che dopo le 18 l’entrata è gratuita, e visto le dimensioni davvero risicate è una ipotesi da considerare.. Subito si giunge al famoso laboratorio di  Michele che come dice lui ormai è più famoso del Papa…quello di adesso! Ci propone ovviamente il solito baratto, e facendo due chiacchiere ci facciamo consigliare un posticino ove si dovrebbero trovare facilmente porcini giganteschi. Proviamo ma senza successo. Il paesino è tutto concentrato attorno al porticciolo ove si affacciano le belle Rorbu colorate; Rambergvediamo il vecchio locale ove lavoravano il merluzzo che ancora odora di pesce  e ci godiamo la bella giornata di sole. Forse il prezzo per la visita è effettivamente alto, soprattutto se come noi avete tempo  e avete a disposizione una giornata come questa. Comunque la visita è molto rilassante e appagati ci spostiamo a Reine facendo mille soste lungo il tragitto per fotografare la bellissima spiaggia di Ramberg che trovate sulla E10 e mille altri scorci da favola. In questa zona troverete spiagge dalla sabbia bianchissima e dall’acqua cristallina come forse potete trovare in alcune spiagge caraibiche. Oltrepassiamo Hamnoy ove potete fare camper service qui , scattando solo qualche foto lungo la strada e giungiamo a Reine incastonata tra alte vette. Qui senza dubbio la cosa più bella è la visione di insieme che neReine avrete dalla collinetta: davvero una scenario incantevole, mentre il paesino in se non presenta attrattive di rilievo. Senza dubbio il fascino della veduta panoramica è unico. Indugiamo un po’ mangiando un gelato nel prato antistante il parcheggio nella piazzetta che sembra essere il cuore del paese ( se così lo si può definire), poi ci dirigiamo verso A la punta delle Lofoten. Percorriamo la sinuosa strada con traffico quasi inesistente e parcheggiamo subito dopo la galleria qui. Facciamo un giretto per le strade del paesino  che è un susseguirsi di rorbu rosse. Proseguiamo davanti al museo del pesce e Hamnoyarriviamo fino ad un edificio sul mare in disuso su cui i gabbiani hanno abbondantemente nidificato, poi torniamo sui nostri passi e imbocchiamo una deviazione che porta a un piccolo molo su cui si affacciano un ristorante bar con tavolini all’aperto in cui si concentrano i pochi turisti, e arriviamo fino alla punta del piccolo porticciolo da cui avrete una bella visione d’insieme del paese. Il silenzio è magico, spezzato solo dalle urla dei gabbiani: davvero rilassante. Di certo questo ultimo tratto di strada è quello che presenta la maggior Aconcentrazione di palafitte colorate, spiagge bianchissime e immagini da cartolina.  La visita di questi paesini ( ma sicuramente il termine stride un po’ col concetto di paese che abbiamo noi) richiederà poco tempo, ma di certo vi consigliamo di assaporare la tranquillità che vi si respira, e di godere ogni singola curva di queste strade davvero magiche. La luce questa sera è ancora tantissima, il sole alle 22 è ancora alto, noi ne approfittiamo Ramberg  ore 24per continuare a godere dello spettacolo che questo arcipelago offre. Risaliamo e scendiamo per due passi sulla spiaggetta di Ramberg, davvero Ramberg  ore 24spettacolare per colore dell’acqua. Il tramonto è davvero rilassante, e abbiamo l’opportunità di capire un fenomeno che qui alle Lofoten sembra abbastanza comune. A metà delle montagne cominciano a formarsi delle nubi come dal nulla, prima leggerissime e poi sempre più fitte e in contemporanea anche dal suolo delle zone paludose si leva l’umidità sotto forma di nebbiolina. Nel giro di breve le nubi coprono il cielo dalla splendida giornata tersa che era. In effetti  anche le due mattine precedenti avevamo avuto nuvole basse tutta notte fino alle 10.30 circa in cui il sole probabilmente riesce a scaldare di più e a Ramberg  ore 24dissolverle completamente. A questo punto proseguire non ha senso e ci fermiamo qui in una bella area sosta  davanti la bella spiaggia di Flakstad. Il mattino ancora nubi basse ma puntuali come un orologio svizzero tra le 10.30 e le 11 si dissolvono: facciamo una deviazione verso Utlakiev. Consigliamo vivamente questa deviazione arrivando fino alla spiaggia estrema qui di sabbia bianchissima e un mare davvero splendente. Torniamo leggermente indietro dopo la galleria per fermarci per pranzo fronte spiaggia, immersi in verdi Utlakievcolline abitate da greggi di pecore. Stiamo davvero esaurendo le parole per descrivere la quiete infinita che si respira, ma si assicuro che anche una bella sosta notturna sarebbe indimenticabile. Di sicuro la spiaggia più bella vista alle Lofoten! Dopo pranzo un po’ di relax sulla spiaggia anche se il cielo è coperto, poi ci spostiamo verso le isole Vesteralen: traghettiamo da Fiskebol a Melbu e facciamo camper service qui poco dopo lo sbarco. Purtroppo il cielo rimane coperto perciò Stavedecidiamo di scorrere velocemente lungo la via principale: di certo dopo aver visto le Lofoten queste isole sembrano un po’ sottotono: di certo la parte più bella è la strada costiera che porta ad Andenes passando per Bleik e Stave. Qui troverete inizialmente un paesaggio brullo di grandi pianure ricoperte di erica per poi passare a un breve tratto forestoso e infine da Stave in poi spiagge bianchissime. Giungiamo finalmente in serata ( la sera sembra non finire mai con la tanta luce che vi è) ad Andenes paesino molto tranquillo dalla bianche spiagge e dalla casette ordinate, in cui potete fare camper service qui, oppure procedere oltre per Andenesdirigervi  a farei il whalesafari.Davanti il whalesafari center vi è un cartello generico no camping ma noi decidiamo di fermarci ugualmente. Ore 8.30 appena apre il centro prenotiamo la visita scegliendo il catamarano che di certo ha spazi al coperto più ampi più adatti ai bambini. Incluso nel biglietto vi è la visita di circa 40 minuti a un piccolo museo ( se così lo possiamo definire): più che altro attraverso l’aiuto di pannelli con disegni e foto ti danno una infarinatura sulla morfologia e le tipologie di balene presenti nella zona. Interessanti vedere alcuni denti di balena  esposti e un grosso scheletro completo di una balena. Per chi soffre il mar di mare ti forniscono una pastiglietta da prendere 15 Andenesminuti prima di imbarcarsi. Alle 12 si parte e in brevissimo tempo ( questo tipo di imbarcazione ha il vantaggio di abbreviare i tempi per raggiungere i luoghi di avvistamento) vediamo il primo spruzzo e il primo gigante del mare. Nel giro di breve ne vediamo altre tre e devo ammettere che l’emozione è davvero tanta ( e così doveva essere visto il costosissimo biglietto) e anche i bambini rimangono sbalorditi da questa esperienza. Ci si avvicina a pochi metri da questi giganti che placidamente prendono aria ripetutamente producendo spruzzi di acqua vaporizzata, per poi dopo pochi minuti riemergersi di slancio e mostrandola possente coda. Da segnalare la disponibilità e gentilezza del personale. Ritorniamo al molo e in attesa dell’imbarco per Grillefjord  sull’isola di Senja ( solo 3 partenze al giorno). Durante la Senjatraversata il cielo si apre e spunta il sole che ci regala una luce da favola sull’isola di Senja. Una volta sbarcati ci dirigiamo verso Husoy sulla strada principale che passa per Finnsnes: la parte iniziale dopo Grillefjord è molto bella caratterizzata ,come poi vedremo tutta l’isola, da un colore delle sue acque verde smeraldo intenso. Scorci davvero stupenti, di certo all’altezza di quelli visti alle Lofoten , ma con l’unica differenza del colore delle acque. Il fondo stradale inizialmente un po’ sconnesso migliora avvicinandosi a Finnsnes. Facciamo una piccola fermata qui per due foto ad Hamn i Senja,  che si trova Hamn i Senjain una bella ansa fronteggiata da mille isolette immerse in una acqua verde chiaro: sul piccolo molo antistante quelle che forse sono case di villeggiatura, il silenzio è rotto solo dalle grida emozionate di un bambino che ha catturato un pesce. Davvero bello! Riprendiamo il viaggio e dopo aver fatto camper service qui a Finnsnes proseguiamo alla luce di un bellissimo tramonto. Stupefacente come quest’oggi il sole sia uscito intorno alle 19 di sera e come vedremo ci accompagnerà sino oltre mezzanotte. Gli verso Husoyultimi 30 km prima di Husoy hanno delle vedute favolose: si passa da zone paludose da cui si alza la solita nebbiolina serale, a piccoli golfi dalle acque cristalline, fino a piccole baie contornate da foreste verdissime che si specchiano nella placide acque di un colore verde smeraldo intenso. Saliamo gli ultimissimi km per scollinare e finalmente ecco Husoy dall’alto. Di certo questa bella luce del tramonto rende tutto davvero magico. Immersi nel silenzio ci fermiamo davanti il porticciolo per la notte. ( se avete la Husoyfortuna di avere una serata bella come di questa di certo vi consigliamo di arrivare qui per respirare questa magica atmosfera). Il mattino seguente il sole ci sveglia: è una bellissima giornata e già alle 9 ci son quasi 20 gradi. Facciamo un giretto per il paese che di fatto altro non offre se non una bella veduta sul porticciolo dove l’acqua immobile fa da specchio alle barche e alle casette colorate: per il resto solo case ordinate con i giardini ben tenuti e una pace assoluta. Ripartiamo risalendo la strada a ritroso e scattando le ultime foto dall’alto, ridirigendoci Husoyverso Finnsnes, per poi lasciarci alle spalle la bella isola di Senja: forse andrebbe provata la costiera che va verso Eisfjord ove ci sono i denti del diavolo ma avendola in tanti sconsigliata con il camper desistiamo. Di Senja ci rimarrà impresso il colore verde smeraldo cupo dell’acqua, la quiete di Hamn i Senja, il bel tratto costiero subito dopo Grillefjord e la bellissima veduta di Husoy dall’alto con la luce di mezzanotte. Dedichiamo il Husoypomeriggio al relax fermandoci al Polarbadet di Bardufossen parcheggiando qui: una bella piscina coperta un po’ costosa ma abbastanza articolata. Al suo interno troverete uno scivolo, vasche di varie dimensioni con idromassaggio e acqua calda , sauna e spa. Per chi avesse bambini può essere una opportunità di svago. Proseguiamo ancora attraversando un bellissimo tratto di strada nei dintorni di Narvik, ma soprattutto segnalo gli Polarbadetultimi 10 km prima di arrivare all’imbarco di Skardberget per Bognes. Anche qui abbiamo la fortuna di vederlo col tramonto e non ci sono davvero parole per descrivere i colori di queste acque piene di isolotti rocciosi: venendo in questa direzione a circa 10 km dall’imbarco sotto il ponte  avete una bellissima opzione di sosta libera. Il giorno successivo ancora il sole splende: peccato sia una giornata di trasferimento verso Trondheim: in tutta la giornata il sole si alternerà a momentanei temporali per poi tornare a risplendere Bardufosstirando fuori dalla natura circostante colori e sfumature brillanti. Da segnalare in questo tratto di grandi saliscendi immersi in foreste rigogliosissime, il tratto che inizia circa 15 km prima di arrivare al circolo polare artico: qui un impetuoso torrente ricolmo di grossi massi arrotondati forma rapide e cascatelle snodandosi attraverso una brulla distesa di betulle basse e larici. Arrivandovi con un temporale desistiamo dal fermarci come anche decidiamo di non prendere poco prima di Mo i Rana la Namskogandeviazione per il lago Svartisen sotto l’omonimo ghiacciaio in quanto abbiamo letto che il piccolo battello che attraversa il lago alle 16 esaurisce le corse. A Mo i Rana vi è, forse unica cosa di rilievo coperta con acqua calda: la trovata ben segnalata prima di una rotonda lungo la E6.Per cena ci fermiamo in una bella area sosta lungo le rapide di un torrente e ci addormentiamo cullati dal fragore delle acque. In questa zona ,  circa 110 km a sud di Mo i Rana troverete numerose di queste aree tutte a lato del fiume che costeggia la E6. Il mattino seguente vi è  una nebbiolina bassa che in breve tempo Namskogansi dissolve: qui immersi in queste foreste mentre facciamo colazione scorgiamo dall’altro lato del fiume una renna che viene ad abbeverarsi al torrente:che emozione per i bambini che balzano in piedi. Approfittando di una giornata dal caldo record ( si arriva anche a 27 gradi) decidiamo di fermarci al Namskogan familie park : questo è un mix tra uno zoo e un parco divertimenti che vi permetterà di trascorrere una giornata di relax e divertimento: tra gli animali troverete orsi , alci, renne, lupi, cervi, e anche un bel recinto fattoria in cui i bambini verso Trondheimpotranno entrare a dar da mangiare e accarezzare conigli caprette e galline. Tra le attrattive trovate roller coaster, una fune sospesa sul lago con una imbragatura che copre un dislivello di 30 metri trattori elettrici e macchinine a pedali, barchette a remi e pedalo…Infine cosa che apprezziamo tantissimo in questa norvegia, all’interno del parco come fuori aree pic nic con tavoli e tanti barbecue ovunque. Davvero avrete la possibilità di una giornata di relax e natura soprattutto in una bella giornata come verso Bognesoggi. Da segnalare alle 14 il giro del guardiaparco che da  mangiare agli animali e che quindi potrete seguire. Usciamo e copriamo la distanza restante verso Trondheim facendo camper service qui  a circa 20 km in una area di servizio. Anche questa sera godiamo di un bellissimo tramonto che colora di oro e rosa tutto, e per la prima volta vediamo il calar della sera. Troviamo l’ultimo posto nel parcheggio a fianco lo stadio: questa ci sembra davvero una sosta comodissima per la visita , tenendo comunque  presente che in centro troverete verso bognesfacilmente parcheggio nei dintorni della cattedrale. Visitiamo Trondheim in occasione dell’ultimo giorno del Saint Olav festival, e nei cortili di fianco la cattedrale troviamo un bel mercatino di artigianato con figuranti in costume. Dall’area in 5-10 minuti  piedi ( sono circa 800 metri) sarete alla cattedrale che si presenta imponente e ricca di fascino, da li in pochissimi minuti arriverete a Bryggen che in una giornata di sole come quella odierna regale scorci davvero belli. Da qui potete salire con una strada in salita verso la fortezza di cui rimane un piccolissimo edificio adibito a museo, mentre dal prato Trondheimcircostante le mura potrete avere una veduta panoramica della città. Scendiamo e gironzoliamo per il centro tutto raccolto vicino la cattedrale: compriamo lamponi e fragole al piccolo mercatino che trovate in Torvet ( la piazza principale, da li scendiamo lungo una delle vie principali ricca di negozi verso il mercato del pesce: qui un unico edificio a vetri in cui vi è un bancone del pesce e l’annesso ristorante con tavolini all’aperto di colore  bianco. Decidiamo di pranzare qui e  la scelta si rivela azzeccata: ottimi i piatti di pesce che assaggiamo ( in Trondheimtutto sono non più di 10). In alternativa potrete scegliere quasi tutte le stesse pietanze da asporto direttamente al banco del pesce. Questo pranzo è stata la ciliegina sulla torta ad una bellissima visita alla città che comunque offre le sue attrattive tutte molto raccolte e assolutamente visitabili ( esclusi i musei) nel giro di un paio d’ore). Anche oggi caldo torrido ( per le temperature della scandinavia) e approfittando del sole decidiamo di andare verso la strada atlantica ( Atlanticsvein) che fino ad oggi era in ballottaggio e che avremmo fatto solo Strada atlanticacon bel tempo. Una miriade di pedaggi per arrivare al tratto bello di questa strada forse un po’ sopravvalutata soprattutto per chi ha la fortuna di fare le strade delle Lofoten. Comunque sostiamo per cena qui in una area sosta prima del famoso ponte ( qui localizzerei il clou della strada): questo è il tratto bello della strada oltre che per il contorto ponte per il bel paesaggio di isolotti rocciosi, forse ancora più belli con questa luce del tramonto: qui gli amanti della pesca avranno opportunità di cimentarsi in compagnia. Molto bello anche il paesaggio che trovate all’uscita dall’ultimo tunnel sottomarino a circa 25 km da Vevang: brulle colline rocciose coperte solo di muschio. Proseguiamo mentre ilAlesund tempo cambia e comincia a piovere: arriviamo ad Alesund ove sostiamo nella comodissima area sosta sul molo: essenziale molto panoramica e comodissima per il centro. L’indomani cielo un po coperto ma temperatura sui 18-20 gradi. Giusto il tempo di, chiedere info all’ufficio turistico e di prendere il piccolo trenino per la gioia dei bambini che sale in cima al monte Aksla  al Fjellstua ( la veduta panoramica tanto famosa) che il sole esce facendo salire anche la temperatura. In alternativa potrete salire per una scalinata di 418 scalini. La visita dalla cima è idilliaca: scattiamo tante foto alle casette art nouveau del porto e del centro. Il resto del centro è tutto raccolto attorno l’ufficio turistico da cui parte anche una via pedonale con negozi e ristoranti. Di certo piacevole la visita che comunque richiede poco tempo. TrollstigenDopo pranzo e operazioni di bucato ripartiamo alla volta del Trollstigen: avrete possibilità di fare camper service ad Andalsnes qui, per poi imboccare la famosa strada dei troll che porta al Trollstigen. Le cime dei monti son coperte da nuvole basse, infatti nel giro di poco inizia una copiosa pioggia che rende l’ambiente un po’ tetro complice il  paesaggio roccioso che si presenta ai nostri occhi: non abbiamo parole per descrivere l’emozione di fare questa bella , emozionante e panoramica salita di 11 tornanti a strapiombo con  cascate di acqua in ogni angolo e una veduta mozzafiato. Assolutamente da non perdere. Ci fermiamo in cima qui per scattare qualche foto dalla Trollstigenpasserella sospesa sui tornanti e per acquistare due doverosi troll e un libro con una favola sui troll per i bambini nel piccolo negozietto. Volendo appena iniziate la discesa troverete altre possibilità di soste bellissime. La  strada è molto stretta e senza protezione  e in alcuni tratti tale da permettere il passaggio di una sola auto, ma chi scende in genere lascia sempre il passaggio. Scendendo verso Valldal ci fermiamo qui per la notte di fianco una gola in cui si genera una impetuosa cascata che scava sprofondando sotto la passerella posta per i turisti: Gudbrandsjuvet canyon. Il mattino seguente un Gudbrandsjuvet canyontimido sole frammisto a nuvole e noi partiamo in direzione Geiranger. Raggiunto Valldal avete una alternativa: prendere un traghetto turistico che vi porta a Geiranger, oppure  andare a vanti e traghettare da Linge a Eidsdal per poi salire via terra sulla montagna che domina il Geirangerfjord e poi scendere lungo la strada delle aquile. Noi facciamo camper service a Valldal , poi traghettiamo da Linge:lungo questa valle siete nella zona di coltivazione delle fragole assolutamente da assaggiare. La strada sale agevolmente fino alla sommità del monte ove cominciamo a vedere il Geirangerfjord non abbiate fretta e fermatevi nel primo tornantone che trovate quando la strada comincia a scendere dove troverete spazio per fermarvi e una passerella sospesa sul fiordo che vi permetterà una veduta a 180 gradi. Anche se con il cielo coperto il panorama è incantevole, soprattutto se a Geiranger non vi sono navi da crociera ormeggiate. Scendiamo lungo la famosa strada delle aquile che obiettivamente ci aspettavamo con una pendenza maggiore, e arriviamo a Geiranger ove parcheggiamo qui in riva al fiordo. Prendiamo info all’ufficio turistico e facciamo due acquisti di souvenir e la spesa nel piccolo supermercato ma ben fornito accanto il parcheggio. Anche qui avete due possibilità di Geirangercrociera: il traghetto di linea fino a Hellesylt ( corse ogni ora e mezza a partire dalle 8 sino alle 18) oppure le barchette turistiche che fanno giri di poco più di un’ora e mezza, ma attenzione  a prenderla quando non vi sono in arrivo le frotte dei turisti crocieristi che la riempiranno come un barcone di profughi. Il fiordo è incantevole e si respira una gran tranquillità quando non vi sono i tender delle navi da crociera che scaricano i passeggeri inquinando l’aria fino al molo: davvero una cosa pessima per un luogo tanto reclamizzato come patrimonio dell’Unesco. Combattuti sul  da farsi alla fine optiamo per non fare la crociera sul fiordo ma andare a fare la strada di cui tanti parlano: la n. 258 da Grotli  in direzione Stryn. Saliamo lungo la n. 63 rapidamente e percorriamo il primo tratto molto ripido e tortuoso, fermandoci per una ultima veduta di Geiranger dall’alto sul punto panoramico che trovate dopo essere partiti da 4 km circa (Flydalsjuvet) e più salite lungo i ripidi tornanti più il paesaggio diventa bello. Davvero spettacolare questo tratto di strda che arriva al bivio che vi Grotliporta al Dalsnibba che però decidiamo di non fare.  Quassù in questa giornata non soleggiata la temperatura scende complice la pioggerella che scende fino agli 8 gradi,ma dobbiamo dire che questi paesaggi rocciosi con le cime delle montagne coperte da sporadici ghiacciai, hanno il loro fascino anche in giornate come questa  così come  lo era stato la strada dei Troll. Arrivati a Grotli imbocchiamo la n. 258: è una strada di 29 km di cui i primi 20 circa su fondo battuto abbastanza stretta ma tutta in piano. Anche con camper mansardati a trazione anteriore non avrete nessun problema: i punti ove far passare le macchine che si incrociano sono moltissimi, e le pendenze sono inesistenti, mentre il fondo battuto presenta qualche buca. Comunque la percorriamo tuta in seconda marcia per goderci il panorama che è davvero fenomenale. Un paesaggio di alta montagna, rocce, laghetti color turchese e cascate in ogni angolo Grotli.Di certo a giugno il panorama con la neve che ancora deve sciogliersi deve essere ancor più bello. La strada merita davvero se amate  spazi di questo tipo e se amate la sosta libera in solitaria: qui troverete soste mozzafiato. La strada comincia a scendere quando ricomincia l’asfalto con una serie di tornanti che costeggiano  due cascate dalla potenza spaventosa. Lungo questo tratto incontriamo anche mucche  che ci osservano come fossimo marziani e pecore sdraiate in mezzo alla sede stradale che non si spostano nemmeno al nostro passaggio. Dopo le due soste sui due punti panoramici inBriksdalbreen corrispondenza  di queste due cascate, ci fermiamo nel parcheggio del Centro del Josteldalbreen National park:in realtà la parte in cui ci fermiamo sarebbe riservata ai bus, ma siccome il centro apre alle 10 e noi l’indomani partiamo presto perciò decidiamo di fermarci davanti il lago dalle acque turchesi, ove addirittura molti altri camper hanno posizionato i cunei. Sveglia con un timido sole che poi sparisce, per lasciare il posto ad una giornata variabile  in cui il sole sbucherà due tre volte. Carichiamo acqua a Olden qui, per poi in centro al pese Briksdalbreenprendere la deviazione ben segnalata che in 24 km di strada stretta ma con frequentissimi slarghi vi porta all’inizio del sentiero per il ghiacciaio Briksaldbreen. Trovate una sosta a 5 stelle nel parcheggio accanto il campeggio immersa in uno scenario da favola. A circa 200 metri dal parcheggio vi è un negozio di souvenir, bar e punto informazioni ove parte il sentiero per il ghiacciaio : non potete sbagliare.  Il sentiero largo quasi due metri per tutto il percorso e su ghiaia è percorribile anche ai passeggini tenendo conto che la prima parte è in salita per poi diventare dolce: Briksdalbreensono circa 3,5 km che si  percorrono in 45 minuti. Fattibilissima per grandi e piccini, tenendo conto che vi è l’alternativa di piccole jeep 8 posti compreso il conducente che vi portano a 500 metri dal ghiacciaio ( 180 nok andata e ritorno o 100 solo andata, bambini fino a 12 anni gratis). Noi optiamo per la sola salita comoda per poi ridiscendere a piedi. Si attraversa anche un passaggio obbligato quasi sotto una impetuosa cascata ove necessariamente si ricevono gli schizzi della stessa. Bellissimo vedere qui allo spuntare del sole un bellissimo arcobaleno. Il panorama circostante è davvero stupendo e anche il sentiero che si snoda in Briksdalbreenmezzo a boschi rocciosi popolati da capre al pascolo. Una volta in cima ci si trova a bordo lago dal caratteristico colore con il ghiacciaio che ci si immerge dentro. Trascorriamo davvero in questo modo un bellissimo pomeriggio godendo anche del sole che sporadicamente esce facendo salire anche molto la temperatura che comunque è sui 18 gradi circa. Facciamo merenda e scendiamo attraversando un altro tratto di strada bello:dopo Innvik si sale velocemente fino ad una veduta spettacolare dell’Innvikfjorden  per poi scendere verso la verdissima valle di Byrkelio ove potete trovare un camper service Byrkieloqui. Ci fermiamo per cena al Boyabreen qui ( basta deviare 100 metri dalla strada principale) .Bella sosta vista ghiaccio e di certo ideale anche per la raccolta dei funghi in quanto i francesi accanto a noi rientrano e riempiono un tavolino intero di funghi. Dal punto sosta il lago sotto il ghiacciaio, che sta a un livello superiore, dista 300 metri. Decidiamo comunque di spostarci di circa 5 km per fermarci a dormire davanti il Supphellebreen che si trova nella parte posteriore della stessa montagna rispetto al precedente ghiacciaio. Attenzione perche mal segnalato: partiti dal Boyabreen dopo circa 2 km la prima strada a sinistra che vedete, che poi diventa sterrata dopo 1 km circa: avanti Boyabreenancora un paio di km e arrivate in uno slargo a bordo torrente vista ghiacciaio. Avvistiamo un cervo sulla riva del torrente , e anche se molto isolato decidiamo di fermarci a dormire qui sperando in qualche altro avvistamento. La giornata dedicata ai ghiacciai è  stata davvero emozionante e ha confermato quanto la Norvegia abbia una varietà di paesaggi naturali unici: tutti e tre i ghiacciai visti sono consigliabili anche a famiglie con bambini, mentre il Briksdalbreen, con una sedia a rotelle adatta anche ai disabili, attraverso l’utilizzo delle jeep. Ci si sveglia con il sole e ci si muove in direzione Borgund. Lungo il tragitto avvistiamo una volpe che ci osserva da lontano e una volta sbarcati dal traghetto ci troviamo nella zona di coltivazione di lamponi e ciliegie: ne acquistiamo alcuni cestini per strada e devo dire che il sapore è ottimo anche se il top rimangono le fragole di Valldal. giungiamo alla Stavkirke di Borgund ove parcheggiamo nell’unico parcheggio disponibile. Pranziamo e visitiamo la bella chiesetta in legno dalle Borgunddimensioni minute ma dal tetto decorato con draghi. Dirigendosi verso Bergen la deviazione è di circa 25 km in tutto tra andata e ritorno rispetto al bivio ove imboccate il tunnel più lungo del mondo:: attenzione perché questo tunnel  di 27 km fortunatamente gratuito sarà solo l’inizio di questa direttrice: purtroppo in tutto il tragitto da qui in poi ne attraverseremo circa una trentina e la maggior parte sopra i 5 km, negandovi in tal modo tutto il panorama. Avvicinandosi si percepisce un forte odore di legno quasi bruciato tipico delle stavkirke ( anche a Ringebu lo avevamo percepito. Comincia a piovere , poco male in quanto ora ci aspetta lo spostamento verso Bergen che ovviamente ci accoglie con Bergenun tempo variabilissimo: scrosci di pioggia alternato a sole: ci sistemiamo qui nell’area di sosta che tutti dicono essere comoda per il centro, e in effetti è così: proprio davanti l’uscita dell’area vedete una scala di ferro che vi porta a livello del ponte; salitevi, attraversatelo e sempre dritto arriverete in centro in un quarto d’ora. Attraversate prima la Torggaten , ovvero una larga via pedonale con grandi negozi, e subito dopo vi trovate al famoso mercato del pesce: un gruppo di bancarelle con annessi tavolini che vendono e preparano pesce per lo Bergenpiù salmone, gamberetti, balena: tutti i lavoranti sono ragazzi giovani che fanno lavori stagionali e vengono da diverse parti del mondo, ma la maggior parte sono italiani: strano vedersi servire da ragazzi così giovani che si mostrano grandi esperti e cultori del pesce, ma soprattutto sentire parlare tanto italiano, anche se in realtà questa è la città in assoluto in cui abbiamo trovato più turisti e anche tra i locali vi sono molti stranieri. Dopo qualche goccia durante la notte, qualche nuvola al risveglio esce un bellissimo sole: vi è un po’ di aria  e le nuvole viaggiano Bergenveloci ma il sole prevale. Arriviamo a Bryggen su cui non serve spendere parole: dopo una iniziale delusione nel vedere queste semplici casette di legno ci addentriamo nelle traverse e il fascino del piccolo quartiere  emerge. Gironzoliamo ancor un po’ nei dintorni per poi tornare a pranzare e a far acquisti al mercato del pesce, per poi rientrare. Essendo  entro le  14 decidiamo di spostarci e dirigerci verso l’Handargerfjord. Inizialmente riprendiamo la strada tutte gallerie per poi imboccare la rv7 che costeggia tutto il fiordo: devo dire che questo tratto di strada fino al traghetto di Bruravik è davvero incantevole e questo fiordo , complice la superba giornata di sole , ci ammalia con i suoi scorci. La strada è molto curva e in molti tratti stretta, perciò costringe ad una andatura Voringfossenlenta che comunque si concilia bene con i panorami. Facciamola traversata col piccolo traghetto e ci dirigiamo verso Eidfjord che oltrepassiamo dopo aver preso alcune info all’ufficio turistico per salire subito sull’Handargervidda e andare a vedere a poco più di 20 km da Eidfjord le famose cascate Voringfossen. Qui avete la sosta al parcheggio lungo la rv7 da cui però non scorgete bene la cascata; la veduta migliore la avete salendo altri due km e svoltando per il Fossli hotel ove potrete parcheggiare a pagamento per una veduta dall’alto della gola ove si gettano le acque del torrente. Se vi arrivate di sera ( noi siamo arrivati alle 19.30 ) non vi è più nessuno a riscuotere il parcheggio. Trascorriamo la notte addormentandoci al rumore della cascata nel parcheggio lungo la rv7. Al mattino  con una leggera pioggerella partiamo in direzione Il Pulpito: la strada è percorribilissima ma attenzione ai tempi in quanto da qui sino al Pulpito i tempi di percorrenza saranno alti. Si attraversa comunque una zona ricca di frutteti ( siamo sull’Hardangerfjord, il frutteto della Norvegia) e ne approfittiamo per acquistare delle gustosissime ciliegie. Lungo il tragitto incontriamo alcuni peraltro molto bello incontriamo alcuni camper service: a Odda, dalle parti di seljestad Berge, circa 25 km prima di Jorpeland . Dopo alcune soste per pranzi e merende ci imbarchiamo a Nesvik per Hjelmeland , per poi arrivare al Preikestolen in  serata.Preikestolen Decidiamo di fermarci a dormire nel primo dei due parcheggi salendo nonostante il divieto notturno; questo parcheggio è sopraelevato rispetto al secondo e vi risparmia a piedi un po’ di salita il giorno dopo. Per tutta la notte piove a dirotto ma al mattino le nubi sembrano volersi dissolvere; parto solo io non conoscendo il tragitto e supponendo sia molto  sdrucciolevole. Il percorso è bellissimo: si attraversa prima una zona paludosa con passerelle di legno in alcuni punti, poi si comincia a salire su un ripido sentiero di massi frammisti Preikestolenad acqua che scende: si cammina praticamente nel letto del torrente. Quasi tutta la camminata sarà su sassi ed enormi massi molto sdrucciolevoli in caso di pioggia. Il tragitto è fattibile da ogni tipo di persona ma con le dovute cautele: consiglio a chi ha bambini sotto i 4-5 anni di valutare bene i tempi che si allungheranno a dismisura, e soprattutto a chi pensa di salire con un bambino nello zaino…sarà molto faticoso e forse un po’  rischioso. Le due ore ci stanno tutte a seconda della vostra andatura, e la salita è tanta, ma il panorama ripaga ampiamente. Trovate tavolini pic nic ogni tanto fino ad una scelta : cliff trail ( si tiene la sinistra) o hill trail ( si tiene la destra). Il primo è un po’ più lungo e forse meno ripido ,ma passa lungo il costone roccioso in cui in realtà vi è solo un passaggio non protetto in cui Preikestolenbisogna far un passo lungo e da cui vi è una veduta spettacolare, mentre il secondo è meno panoramico e si inerpica più bruscamente: ritengo per chi non volesse farli entrambi o avesse bambini migliore il primo. Da li in 10 minuti siete arrivati e una magnifica veduta a 180 gradi del fiordo si aprirà a voi. Emozionante e bellissimo! Scatto una miriade di foto approfittando degli squarci di sole ( anche qui non ci lamentiamo del meteo) e poi riparto appena comincia a piovere: sotto la pioggia il percorso Stavangerin discesa della collina è un po’ impegnativo e forse a posteriori valuto che è stato un bene lasciare la famiglia al camper. Consiglio partite di mattino presto, eviterete la folla di gente che comincia a salire intorno alle 11-12, e se potete arrivate al parcheggio prima delle 9 quando cioè i parcheggiatori ancora non sono arrivati…non pagherete .Il sole splende e sarà così fino a sera: ci spostiamo a Stavanger, il paesaggio cambia notevolmente e dopo circa una trentina di km tra verdi Stavangerpascoli giungiamo alla meta e ci sistemiamo nel  parcheggio a pagamento sul porticciolo non ideale per la sosta notturna ma in pieno centro. La luce del sole pomeridiano rende tutto molto più bello, ma il paese merita comunque una sosta: un gruppetto di cigni e gabbiani a cui diamo molliche di pane ci accoglie. Dietro il porticciolo si snodano le stradine acciottolate del centro su cui si affacciano case in legno colorate ben tenute. Il centro è raccolto e molto ben tenuto. Purtroppo la cattedrale in pietra che avevamo scorto dal porticciolo è chiusa e ci godiamo l’atmosfera rilassante Stavangerdi questo paesino in cui turisti e  locali si mescolano sorseggiando un aperitivo sui tavolini all’aperto dei localini sul porto. Non perdetevi nemmeno una di queste stradine così caratteristiche. Per cena decidiamo di fermarci in uno dei locali suggeriti dalla lonely planet che di solito ci ha sempre dato buoni consigli: NB Sorensen’s Damskipsexpedisjon un bel locale dagli interni confortevoli e accoglienti che offre pochi piatti ( circa dieci in tutto alla carta) tra carne  e pesce, di assoluta qualità. Quantità nella media ma qualità direi eccellente: si sente che gli ingredienti sono di qualità e la preparazione curata. Su consiglio di alcuni simpatici camperisti di Trento incontrati al Pulpito lasciamo questo incantevole paese per imboccare le rv44, che va verso sud lungo la costa e poco dopo averla imboccata facciamo una deviazione di 3 km sulla destra ove segnala un faro: Obrestad fyr . Parcheggiamo nel piccolo Obrestad fyrparcheggio davanti al faro, ove un altro camper ha avuto la nostra stessa idea e ben presto anche una auto con turisti da tenda. Se volete una bella sosta libera sul mare, davanti al faro e magari come nel nostro caso davanti ad un bellissimo tramonto questo è il posto ideale. Assaporiamo la tranquillità e il silenzio dei dintorni e ci addormentiamo guardando il cielo che diventa rossastro. Il bel tramonto è stato di buon auspicio, infatti il mattino seguente il cielo è terso senza una nuvola: il panorama di questa campagna ondulata, punteggiata da fattorie , che si incontra col mare è ancor più stupendo: peccato non essere al pulpito, questa era giornata per partire con tutta la famiglia. Procediamo in direzione Mandal ove Obrestad fyrdall’11 al 14 agosto vi è il festival dei frutti di mare: chissà che non possa essere piacevole. Percorriamo la rv44 che fino ad Egersund è caratterizzata da dolcissime colline con fattorie e animali al pascolo, per poi mostrare i due tratti più spettacolari : il primo lungo circa 5 km a circa 15 km da Egersund in direzione sud, e il secondo a circa 30 km dopo Egersund. In entrambi troverete un paesaggio roccioso che finisce nel mare, o costellato di laghetti in un saliscendi di collinette. La cosa stupefacente è come basta percorrere una curva e il paesaggio è capace di variazioni notevoli. Di certo per chi ha già fatto il nord il paesaggio risulterà meno per spettacolare, ma se fate il vostro il viaggio in direzione nord , percorrere questo tratto è di certo un bel biglietto da visita della norvegia. Segnaliamo che in questa zona ( da 30 km prima del Pulpito fino a Kristiansand non troveremo camper service, ma solo campeggi) perciò organizzatevi bene. Facciamo tappa per pranzo nella tranquilla Flekkefjord fermandoci con veduta Flekkefjordsul fiordo qui. A 50 metri trovate l’ufficio turistico che vi darà una piantina del paesino: percorriamo la zona pedonale contornata dalle tipiche casine di legno dipinte di bianco e ci dirigiamo al quartiere olandese con le casette in stile. Farete tutto il giro in un’oretta , ma la visita è molto piacevole per l’atmosfera rilassata che si respira tra queste casette bianche ben tenute. Le case sul fiordo invece di solito sono colorate e hanno i piccoli ripari al piano terra per le barche al posto della rimessa, da cui immaginiamo si acceda anche in casa. Facendo la rv44 lo trovate di strada e una piccola sosta la merita. Ci spostiamo a Mandal dove come detto vi è la festa e la via lungo il porto è occupata dalle bancarelle; riusciamo a trovar parcheggio qui a circa 200 metri dal centro. Carina la festa con bancarelle di prodotti Mandalitaliani, francesi,….che vendono prodotti alimentari a cifre esorbitanti ( San Daniele  a 60 € al kg, parmigiano reggiano 30 mesi 40 € al kg…) e alcuni stand gastronomici che invece servono piatti di pesce a prezzi abbordabili. Il paese è un tipico paesino di villeggiatura con il centro addossato al porto, caratterizzato anche qui da casine di legno di colore bianco. Peccato solo che le bancarelle occludano la visuale. Anche qui se non volete salire sulla collina per la veduta panoramica sarà necessaria un’oretta per la visita. Purtroppo siamo alla ricerca del  camper service e decidiamo di ripartire: facciamo camper service qui in una area di servizio a circa 5 km da Kristiansand. In città decidiamo di parcheggiare sul molo turistico (ideale se siete soli) qui ma poco più lontano scorgiamo un parcheggio un po’ Kristiansandpiù defilato ove sostano una ventina di camper. Il sole tramonta dietro la città e sul molo si respira una gran quiete. In centro ( a circa 200 metri) vi è un concerto dal vivo  in occasione di evento radiofonico estivo, e la piazza con tutti i suoi locali aperti è gremita di persone festanti che bevono birra e si divertono. Il centro non ha nulla di particolare: le strade sono tutte intelaiate in maniera ortogonale tra loro non presentano elementi di rilievo se non una cattedrale in pietra nella piazza centrale. Rientro al camper per addormentarmi guardando il dondolare delle barche ormeggiate. Il Kristiansandgiorno successivo ci alziamo e  facciamo due passi sul lungo mare complice la bellissima giornata di sole: oggi giornata dedicata ai bambini…andiamo al Kristiansand dyreparken. E’ un grandissimo parco di divertimenti con attrazioni di tutti tipi ( macchine elettriche guidabili con tanto di imbarco sul traghetto, montagna russa su monorotaia e su acqua, barche a remi sul laghetto, giostre, ...) e uno zoo in piena regola con animali africani, scimmie animali autoctoni tutti dislocati in un bellissimo parco con tavolini pic nic, bar e negozietti vari. Inoltre a parte oppure nello stesso biglietto potete Kristiansandincludere Badelandet, un parco acquatico in piena regola con piscine e scivoli vari. Noi ovviamente, anche se una giornata di sole optiamo per il solo parco-zoo e vi assicuro che una giornata è appena sufficiente per godersi tutte le attrazioni e per sfruttare a pieno il costoso biglietto di ingresso. Qui facciamo apertura entrando alle 10 e chiusura, infatti usciamo 5 minuti prima dell’orario di chiusura ( ore 19) esausti ma appagati dalla bellissima giornata. Senza dubbio nulla da invidiare ai parchi divertimento di casa nostra, che comunque trovo troppo tecnologici, ma sicuramente anniGrimstad luce avanti i nostri i nostri zoo.  Dopo cena ci spostiamo per dormire a Grimstad dopo aver fatto camper service qui, ci fermiamo negli spazi camper sul porticciolo, qui. Il sole ci accompagna e di buon mattino facciamo un giro per il piccolo centro che ancora si deve svegliare. Bella comunque l’atmosfera sonnolenta del paesino che si sveglia con l’unico caffè aperto nei cui tavolini alcune persone fanno colazione leggendo il giornale, un uomo con una divisa e uno violino in mano si reca probabilmente a far le prove con qualche banda, e il Grimstadpiccolo porticciolo con i suoi ospiti intenti a far colazione nelle barche. Dalle casine bianche in legno del centro passiamo al molo con la sua passeggiata sulla passerella di legno e finalmente troviamo una fornita pescheria in cui compriamo granchio, tranci di balena,e gamberetti per festeggiare il compleanno di Elena. E’ la prima volta che troviamo prezzi davvero convenienti, ma soprattutto la prima volta di un negozio che venda pesce fresco con un certo assortimento: strano a dirsi ma al nord nemmeno l’ombra, mentre qui in questi paesini al sud ne Arendaltroveremo altri oltre alla possibilità di acquistare direttamente da alcune barche sul molo. Ci spostiamo ad Arendal: trovate camper service qui, mentre potete posteggiare per la sola visita qui. Facciamo un giretto dopo aver chiesto info all’ufficio turistico  per la zona pedonale con i negozi , passiamo sul molo ove una barca vende granchi, per poi vedere il centro storico. Questo paese non è nulla di che e di certo può essere tralasciato. Pranziamo e dopo aver dato con i bambini  pezzetti di pane ai cigni sul piccolo molo dietro il Risorparcheggio , ci spostiamo a Risor ove parcheggiamo qui, e avvistiamo un cervo che smarrito si aggira davanti le case cercando la via del bosco: io rimango a far la pennichella con i bimbi mentre Elena e Martina fanno un giretto per il paese dipinto dalla lonely planet come il pese più bella della Norvegia: in realtà un piccolo paesino dalle casette tipiche in legno di color bianco, con un porto a U in cui sono ormeggiate molte barche , che oltre a una atmosfera rilassata da villeggiatura non mi sembra offrire molto altro. Segnalo che qui a inizio agosto vi è il festival delle imbarcazioni di legno ( noi siamo arrivati tardi). Tutti questi paesini della costa sud sono molto simili e tutti vanno vissuti godendo la bella atmosfera rilassata che vi si respira,ma di certo per chi avesse poco tempo, possono essere tranquillamente saltati: Ripartiamo in direzione della Heddal Stavkirke e decidiamo di fare la strada forse più panoramica, ovvero che attraversa il Telemark e con cui attraverseremo alcuni paesi in cui vi sono le famose chiuse del famoso canale. Per strada troviamo camper service  lungo la E18, poi ancora tra Porsgrunn e Skien qui, e ancora a Ulefoss ove ci fermiamo per cenaUlefoss nella bella area di riposo di fronte il camper service .  Festeggiamo il compleanno di Elena con una cenetta a base di Granchio , gamberetti e un ottimo Gewurtztraminer Alsaziano portato ovviamente da casa. Essendovi un camion frigo in sosta un po’ rumoroso ci spostiamo a dormire in un parcheggiamo di fianco l’ufficio turistico davanti la chiusa sul canale. Il mattino seguente dopo aver fatto un po’ di pulizie ne approfittiamo e mostriamo ai bambini il funzionamento delle chiuse. Siamo fortunati e immediatamente devono passare due barche. Per chi ha visitato l’Olanda, la cosa non sarà nuova ma per un bambino che ha voglia di  imparare penso sia una cosa straordinaria, quindi consiglio vivamente a chi ha figli al seguito questa piccola sosta.  Ripartiamo e ci fermiamo qui per pranzo davanti la HeddalHeddal Stavikirke che contrariamente a quanto si possa pensare si trova a appena fuori Notodden ove per altro trovate un camper service gratuito e una area di sosta . Visitiamo la più grande delle chiese in legno, immersi nel solito odore di legno un po’ affumicato, e saltiamo il piccolo museo all’aria aperta accanto incluso nel biglietto in quanto inizia a piovere. Tra le stavkirke viste di sicuro quella che più mi ha affascinato è di certo Borgund. Dopo pranzo sotto una leggera pioggerellina che ci accompagnerà fino a sera ci muoviamo e arriviamo ad Oslo che all’andata  avevamo tralasciato un po’ per gli attentati compiuti il giorno stesso un po’ per il pessimo tempo che imperversava , un po’ per Oslopaura di non aver sufficiente tempo. Continua a piovere così decidiamo di far una perlustrazione col camper: parcheggiamo di fianco la fortezza di Akershus qui e usciamo a piedi. Qui siete in pieno centro: costeggiamo le mura della fortezza e arriviamo all’ Aker Brygge che tuttavia non ci affascina più di tanto con i suoi localini, ripassiamo davanti al Municipio ove avviene la assegnazione del Nobel, e arriviamo fino al Palazzo Reale per poi percorrere la Johan Karls Gate che a metà diventa pedonale. La città è tutta moderna e devo dire non ci appassiona, anzi ci mostra gli aspetti  della Oslociviltà che in questo viaggio in Norvegia avevamo dimenticato ovvero la sporcizia, il degrado, mendicanti agli angoli di strada, e addirittura un tossico con l’ago attaccato al polso! Ancora non abbiamo visto il Vigeland park con le sue statue, ma decidiamo di variare i programmi e tralasciare Oslo. La Norvegia vista sin ora stride troppo con questa città e volgiamo conservarne un altro ricordo essendo l’ultimo punto di interesse in territorio Norvegese del nostro viaggio; magari ripeteremo la visita in altra occasione e con meteo migliore. Ripartiamo per fermarci a dormire davanti l’ufficio Osloturistico prima del confine ove si può avere il rimborso delle tasse per gli acquisti effettuati ( tax freee). Sotto la pioggia ci svegliamo , otteniamo il rimborso presso l’ufficio turistico e ripartiamo verso sud: decidiamo visto il maltempo di non andar sulla costa svedese ma di andare in Danimarca traghettando da Helsingborg ad Helsingor, abbinando ( lo si acquista direttamente al porto) anche la tratta Rodby.Puttgarden. optiamo per questa scelta avendo tempo: infatti rispetto al ponte di Malmo si risparmiano 50 km e in abbinata col Rodby Puttgarden si risparmiano anche soldi. Il tempo migliora Helsingore noi decidiamo di pernottare a Praesto: ci mettiamo sul molo turistico dove ceniamo vista tramonto immersi nella quiete del piccolo paesino. Tutto ci ricorda il precedente viaggio in Danimarca in cui i piccoli porticcioli erano il luogo prediletto per le soste notturne. Dormiamo in massima tranquillità e al mattino ci svegliamo con un bel sole, compriamo due cose al vicino supermercato e dopo aver dato da mangiare alla piccola comunità di papere sul molo ripartiamo verso Rodby dove abbiamo deciso di provare la grande piscina coperta all’interno del parco Lalandia che avevamo saltato nel precedente viaggio: lo trovate ben segnalato uscendo dall’autostrada all’ultima uscita prima dell’imbarco dei traghetti, non potete sbagliare. Parcheggiamo davanti l’attrazione: è un Lalandiagrande complesso con camping residence, e la grande struttura tipo centro commerciale che all’interno ospita ristoranti di tutti i tipi, negozi, la grande piscina coperta, campo da minigolf, sci su sintetico, babyland, bowling, sale giochi…. Pranziamo ed entriamo nella bella piscina su due livelli, in parte all’aperto ma per la maggior parte al chiuso, ambientata in un paesaggio finto roccioso con palme, offre scivoli, cascate, grande piscina con le onde, vasche baby per i neonati con acqua bollente,  e bar  senza dover mai uscire. L’acqua è calda in tutte le vasche. Trascorriamo una bella giornata di relax e pieno divertimento fino a che nel tardo pomeriggio non viene l’ora di partire. Ci imbarchiamo con un servizio e una organizzazione davvero perfetta e in poco più di un’ora siamo in germania. Avendo ancora giorni a disposizione decidiamo di fare una piccola deviazione verso una zona mai battuta in quanto non di transito, e cogliamo l’occasione di far un pezzetto della “strada delle Bremafiabe” : in particolare siamo interessati a Brema e Hameln città legate alle due famosissime fiabe dei fratelli Grimm che i nostri bimbi conoscono benissimo. Ci dirigiamo a Brema dove arriviamo in serata tarda e seguendo le indicazioni per l’area sosta giriamo a vuoto attorno al centro. Siamo tornati in una altra dimensione rispetto alla Norvegia: per la prima volta in un mese fatico  a trovare un posto tranquillo ove fermarmi per la notte, ma alla fine chiedendo ad un taxista troviamo l’area di sosta. Ideale per chi ha le bici al seguito, tutto Bremasommato a abbastanza vicina al centro. Di mattino presto siamo in piedi e partiamo immergendoci subito nello schnorr l’antico quartiere della città con un susseguirsi di casette a graticcio colorate che fanno da contorno ai piccoli vicoletti acciottolati. Ancora i negozietti devono aprire e la tranquillità che si respira senza la folla dei turisti è piacevolissima. I musicanti la fanno da padroni in varie forme nelle vetrine dei negozi e ovviamente ci lasciamo andare all’acquisto di un souvenir per la gioia dei bambini. Però la famosa statua ancora non la abbiamo trovata e questa è la missione odierna; proseguiamo e in pochi minuti giungiamo alla cattedrale e alla piazza del mercato, il cuore della città. BremaDi fianco la cattedrale troviamo un bel e fornito mercato dai fiori ai generi alimentari ( e finalmente cominciamo a rivedere cibi di casa) ove approfittiamo per fare due compere, mentre a 50 metri la grande piazza cuore della città su cui si affacciano alcune case dalle facciate colorate e il municipio. Finalmente di fianco troviamo la famosa statua dei musicanti ove ci concediamo la foto di rito.   A ridosso di questa zona potete immergervi in strade più ampie sempre tutte pedonali contornate da grandi negozi. Sorpresa piacevolissima di questa cittadina è che il centro è quasi tutto pedonale e lo si gira davvero bene. Ritornando verso la piazza del mercato assaporiamo l’aria rilassata di questa città che di sicuro ha più una atmosfera di piccolo paese con i suoi abitanti ch affollano il mercato cittadino e girano in bicicletta lungo le belle ciclabili onnipresenti, e ci fermiamo all’ufficio del turismo per prendere la cartina della strada delle fiabe. Ci fermiamo a mangiare al sacco all’aperto, anche se vi sono numerose soluzioni per tutti  gusti e tutte le tasche, dopo di che ritorniamo verso il camper attraversando Bottcherstrasse, una bellissima via/quartiere dalle facciate in pietra decorate come opere d’arte con negozi, birrerie, casino, e carillon. Di questo assaggio della città siamo rimasti piacevolmente impressionati e di certo Hamelnmeriterà una visita futura. Costeggiamo di nuovo il fiume  e dopo aver fatto camper service ripartiamo verso la seconda meta: Hameln (Hamelin). Attraverso un paesaggio misto di dolci colline e campagna aperta giungiamo ad Hameln dove troviamo l’area di sosta ma decidiamo di parcheggiare più vicini al centro data la nostra intenzione di una breve visita. Sostiamo a ridosso delle mura ed entriamo nel centro storico davvero incantevole. Una rete di stradine acciottolate e bellissime case a graticcio; giungiamo sulle vie centrali tutte pedonali che portano alla piazza al cui centro sorge la cattedrale. Immersi in una piacevolissima atmosfera gironzoliamo lungo la Ostertrasse che porta dalla Hamelncattedrale all’ufficio turistico e torniamo a ritroso seguendo i piccoli topolini bianchi dipinti per terra che guidano il turista toccando gli edifici principali e più caratteristici del centro storico: molto interessante sarebbe la visita guidata che parte ogni giorno dall’ufficio turistico due volte al giorno includendo una piccola rappresentazione. Purtroppo siamo fuori dagli orari e ci accontentiamo di una piacevole passeggiata immersi nelle bellissime facciate decorate dei palazzi del centro. Anche qui il pifferaio magico con i suoi topolini riempiono le vetrine dei negozi di souvenir e persino quelle di alcuni fornai. Davvero un paesino molto carino e piacevolissimo da girare a piedi. Rientriamo al camper e dopo cena ci spostiamo verso l’ultimo dei paesi della strada delle fiabe che abbiamo deciso di visitare: Bad Karlshafen. Arriviamo con l’oscurità e ci fermiamo nella piazza principale del paese  che si sviluppa come contorno al laghetto. Trovate anche la possibilità di sosta fuori dal camping ma noi optiamo Bad Karlshafenper la soluzione gratuita. Ci svegliamo col sole e facciamo un giretto per il centro in pochi minuti. Il paese non è nulla di che tutto accentrato attorno alla piazza/laghetto davanti il municipio, tutto costituito di casette color bianco. Vi si respira pace e tranquillità, ma forse la visita non vale la sosta. Ripartiamo ignorando la strada che farebbe fare il navigatore, si più corta  ma che include una zona montagnosa e ci dirigiamo attraverso ampie campagne collinari verso l’autostrada per il rientro. Il viaggio scorre veloce e verso ora di cena decidiamo di fermarci a Fussen per una capatina al castello di Biancaneve, ignorando che alle 18 tutto chiuso: ci accontentiamo di una sbirciatina da lontano e Neuscweinsteinuna passeggiatina ai piedi del castello. Se servisse avete possibilità di sosta qui a circa 500 metri dal Castello di Schwangau, mentre per raggiungere Neuschweinstein avete un percorso in salita su strada asfaltata di circa 30 minuti oppure le navette o le carrozze a pagamento. Inoltre a Fussen trovate 3 aree sosta concentrate a circa 1 km dal centro ove oggi sembra esservi una festa. Torneremo in futuro per far visitare il castello ai bimbi perciò decidiamo di muoverci e rientrare in Italia. L’occasione è buona per un ritrovo con amici al laghetto delle Buse a Brusago poco dopo Baselga di Pinè. Sosta davvero bella immersi nel silenzio e nel fresco della valle. Salendo incontrate due laghi molto frequentati e località turistiche ma se volete tranquillità salite fin qui.  Ci godiamo il fresco prima del rientro a Baselga di Pinèl lago delle Busecasa , concedendoci una giornata di giochi relax e funghi.  Purtroppo anche questa vacanza è giunta al termine. Forse la più difficile da pianificare per l’imponderabilità dei tempi di trasferimento dovuta alla assenza di autostrade e ad un paesaggio davvero vario, ma di certo quella più affascinante. Forse a posteriori avremmo goduto di più le Lofoten, e ci saremmo concessi qualche giorno di più a nord, ma la paura di non aver tempo sufficiente ci ha sempre spinti ad andare avanti. A tutti quelli che come noi hanno a disposizione 1 mese possiamo dire che il viaggio fatto noi è assolutamente fattibile in questi tempi anche avendo al seguito bambini piccoli. A tal proposito non rinunciate Baselga di Pinèl lago delle Buseal viaggio a causa dei bambini: il viaggio è veramente ricco e carico di emozioni e sorprese per tutti, e di certo troverete mille opportunità di svago per tutta la famiglia. Ovviamente è stata la conferma , se ancora ve ne fosse bisogno, che la Norvegia è un paese civile oltre ogni immaginazione come più o meno tutti paesi nordici e scandinavi: mai incontrato problemi di delinquenza , degrado o  intolleranza, nemmeno nei confronti dei camper. Tutto facile, camper service non capillari ma assolutamente sufficienti con un po’ di pianificazione, sosta libera possibile , anzi oserei dire necessaria Aovunque per assaporare a pieno la vera natura del paese. Parchi di divertimento e strutture ovunque bellissime, piscine, zoo, ma anche le semplici aree di riposo o pic nic, in cui si percepisce il rispetto per le cose altrui. Ci è davvero piaciuto molto il culto del picnic e del pranzo all’aria aperta, cosa ormai perduta dalle nostre parti; addirittura i parchi zoo offrono strutture a disposizione degli ospiti per consumare pasti ( addirittura fare grigliate) all’interno del parco. Popolazione disponibilissima, gentilezza più o meno ovunque, possibilità i parlare inglese con chiunque. Strade belle e Polar circleben tenute , immerse in paesaggi mozzafiato, che ti portano con facilità anche con i nostri mezzi a contatto con la vera natura norvegese. Non abbiate paura di addentrarvi anche lungo strade secondarie a volte con fondo battuto ma sempre ottime. Unica nota dolente i costi assolutamente alti ogni oltre misura anche per chi è abituato a viaggi al nord come noi: tutto costosissimo dai generi alimentari per lo più spesso scadenti, al gasolio, ai generi vari. Di certo ottimo il suggerimento ricevuto da molti  di portare una ricca dispensa di cibi non deperibili o conservabili come patate, i pomodori dell’orto Latefossencompleti di picciolo, salumi, scatolame, legumi secchi e alcune cose surgelate. Comunque tutto era previsto e non ha di certo macchiato il ricordo indelebile che ci rimarrà di questa terra. Non potremmo chiedere di più: abbiamo visto renne, alci, tassi, cervi,balene, e trovato solo due giorni di pioggia,visitato Bergen in una splendida giornata di sole cosi come alcuni must di questo viaggio come Trondheim, il Pulpito,… mentre sulle mitiche isole Lofoten abbiamo anche visto il sole a mezzanotte. Non rimpiangiamo di non essere andati a Capo nord, ma di certo faremo questa tappa magari unendola al nord della scandinavia in futuro. Anche il sud della norvegia a noi è piaciuto molto con i suoi paesotti marinari e  il suo clima mite, anche se di certo la parte più spettacolare è quella a nord Lofoten e Senja su tutte ma anche le immense foreste e fiordi a nord di Mo i Rana. Carte di credito accettate  per lo più ovunque compresa la postepay (visa electron) facendo attenzione a non usarla nei benzinai durante orario di chiusura, mentre i contanti li abbiamo davvero usati poco prelevando ai bancomat; ricordate sui beni tax free ( oltre l’importo di circa 280 nok) di farvi fare scontrino Reineper il rimborso alla frontiera. Temperature medie tra i 17 e i 20 gradi con punte fino a 25  e in basso fino a 10, ma tutto sommato un clima piacevole e ideale per un viaggio così itinerante. Quasi impossibile barare sulla lunghezza del mezzo sui traghetti, mentre invece poca cura viene prestata al numero dei passeggeri. In conclusione un viaggio davvero indimenticabile la cui caratteristica è stata senza dubbio la luce magica che non abbiamo mai visto in nessun altro posto al mondo visitato dall’estremo oriente al profondo sud. Impossibile descrivere l’emozione di viaggiare la sera alla luce del tramonto che tramontoperò non arriva mai, di andare avanti perché ad ogni curva il paesaggio cambia repentinamente e offre sorprese inaspettate. Siamo appena tornati e per la prima volta in questi anni di viaggi in camper ripartirei immediatamente per la stessa meta, maturo però di una esperienza di cui tener conto.

 

 

             

 

 

 

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Le nostre soste

Ci teniamo a precisare che nella sezione soste non troverete solo camping e aree di sosta ma sopratutto parcheggi gratuiti ove poter sostare semplicemente per una veloce visita alla attrazione turistica, oppure ove poter pernottare in tranquillità senza essere ne troppo isolati ne troppo in mezzo alla confusione: tutte le segnalazioni sono da ritenersi soggettive e vi preghiamo di segnalare ogni variazione. Per qualsiasi dubbio...chiedete:
info@robadacamper.com