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Viaggio in francia

Bretagna, Normandia e un assaggio di Alsazia agosto 2010

Finalmente si parte, dopo tanto in  penare per il camper nuovo. Pernottamento ad Asti e poi via sul Moncenisio; il panorama per salire è davvero mozzafiato e da fitti boschi si passa ad una brulla vegetazione di verdi e profumati prati contornati da affioramenti rocciosi. Ci fermiamo a pranzare con una stupenda vista sul lago (qui), di fianco l’ufficio informazioni, accarezzati dal venticello tipico dell’alta montagna. A seguire , dopo aver Moncenisiofatto due passi lungo il crinale e visitato il piccolo “giardino dei fiori alpini” che racchiude tutta la moltitudine di piante e fiori spontanei che crescono nei dintorni, ci abbandoniamo a sonnecchiare sui profumatissimi prati, mentre i bimbi sono liberi di correre e raccogliere fiorellini di campo. Il profumo di alcuni fiori è davvero estasiante e difficilmente si può descrivere. Anche se la bellissima giornata di sole ci invita a rimanere ancora , proseguiamo scendendo verso la Francia, non prima di aver acquistato pochi km più avanti dei formaggi in una fattoria che produce formaggi: ottimi i formaggi, ma non vi aspettate dei prezzi da produttore! La discesa dal versante francese è molto più dolce, a attraverso le belle statali francesi cercando di avvicinarci il più possibile alla valle della Loira: pernottiamo lungo la strada in una tenuta agricola produttrice di vini locali del circuito France passion, e il mattino  seguente riprendiamo per far tappa a Bourges. Comodissima la sistemazione davvero vicinaBourges al centro (qui) . Ci avviciniamo alla cattedrale passando attraverso il bel e curato parco che  cinge uno dei fianchi dell’imponente complesso gotico. Un bellissimo giardino fiorito fa da cornice alla maestosa cattedrale che all’interno presenta coloratissime vetrate e piccole cappelle affrescate, tutto immerso nella maestosità dello stile gotico. Dopo aver preso la mappa all’ufficio del turismo antistante la cattedrale gironzoliamo per il centro storico ricco di case a  graticcio e  stradine acciottolate. Lungo il Rempart des  Romains ci imbattiamo in una graziosa pasticceria e sala da te, al cui interno vi sono pochi tavoli a lume di candela in un contesto davvero curato: il locale sfoggia gli adesivi della guida routard da cui ha ricevuto premi da circa una decina d0’anni consecutivamente e sfoggia la suo esterno un cartello che segnala che si servono torte casalinghe: capiamo il probabile valore del locale quando alla richiesta di sederci Chenonceaula padrona gentilmente ci segnala che è tutto prenotato. Peccato, ritengo che sarebbe stata una vera chicca! Complice la giornata domenicale  la cittadina appare un po’ sottotono, e dopo un breve giretto torniamo al camper per una bella doccia. A seguire ci spostiamo a Cheanonceaux, ove scopriamo che nel parcheggio (qui) del castello non è permesso il pernottamento, perciò dopo cena ci muoviamo per dormire altrove. Visitiamo il castello l’indomani: sicuramente un impatto scenico notevole per la sua particolare architettura. Le acque del fiume fanno da specchio all’edificio e i bei giardini ne fanno da contorno. Rientriamo al camper per pranzo passando a fianco al parco degli asini, ma senza vederne uno, per il dispiacere dei bambini e dopo pranzo nel comodissimoAmboise parcheggio all’ombra di stupendi salici ci spostiamo ad Amboise ove scopriamo che le uniche alternative per i camper sono l’area di sosta (clicca qui)o il camping sull’Ile d’Or. Insistendo un po’ troviamo un comodo parcheggio (qui)  lungo Loira esente da divieti o sbarre. Il paesino è molto grazioso adagiato tra le rive della Loira e dominato dal bel Castello, la cui visita non richiede molto tempo ma offre una stupenda vista sulla Loira e sui tetti in Ardesia del paese. Due passi per le viuzze del centro affollate di turisti che mangiano gelati ai tavolini dei bar per rientrare poi e spostarci per la notte a Saumur ove la scelta di optare per l’offerta di France Passion si rivelerà azzeccatissima: dopo  una faticosa ricerca giungiamo al Domaine de la Cune ove il gentile proprietario ci accoglie mentre stava uscendo promettendoci una Saumurdegustazione il mattino seguente; il posto è idilliaco, immerso nella campagne colme di distese interminabili di vigne la cui quiete nella luce tardo pomeridiana viene rotta solo dal rumore delle fronde mosse dal vento e dal gracchiare di qualche corvo. Due chiacchiere prima di cena con una coppia di ragazzi inglesi e una piccola passeggiatina tra le vigne per mostrare l’uva ai bambini e raccogliere qualche fiore….e scorgere una lepre che ci attraversa la strada. Dopo un buon bicchiere di vino fresco in compagnia dei nostri vicini inglesi, ci addormentiamo nel totale silenzio di questo luogo incantevole. Come previsto l’immenso silenzio il mattino seguente ci invita a sonnecchiare fino a tardi; una buona colazione e via per una bella chiacchierata con il fattore che mi spiega della attività sua e di suo fratello come viticoltore indipendente: significa che produce da se uve sulle proprie terre, le trasforma in vino e le imbottiglia in loco e per finire ne gestisce direttamente la commercializzazione. Ovviamente mi fa assaggiare tutti i loro vini veramente squisiti e mi permette di acquistarne alcune bottiglie. Salutiamo e ci dirigiamo verso il centro del paese parcheggiando al castello (qui) . Purtroppo vi sono lavori di restauro ed è visitabile solo la parte esterna, che è comunque davvero particolare e incantevole. Dalla sua posizione sopraelevata si gode una magnifica vista sulla Loira e sul paesino. Scendiamo a piedi e gironzoliamo per le viuzze del centro ricche di negozi in piena attività, ove approfittiamo per un po’ di spesa per poi ritornare per pranzo al camper: un buon pasto a base di ottimo fegato comprato in una macelleria in paese, il tutto con vista sul castello. Merita davvero una visita questo pese che offre scorci davvero interessanti; per chi si volesse soffermare vi sarebbero da visitare le caverne scavate nellaGuerande roccia ove coltivano i funghi champignons. Essendo una tappa di transito partiamo alla volta di Guerande ove arriviamo nel tardo pomeriggio: troviamo l’area di sosta (clicca qui) che però dista circa 1km dal centro, perciò preferiamo sostare in un dei parcheggi attorno alle mura (qui) . Il piccolo borgo presenta una cerchia di mura interamente conservata  che lo cinge ininterrottamente, contornato da un fossato e una piccola striscia di parco che vi permetterà comodamente di effettuare l’intero giro. Ci addentriamo per le vie del centro assieme ad una folla di turisti: vi sono molti negozi, bar e creperie. Dopo aver fatto capolino a due estremità ove ci sono alcune delle porte cittadine ritorniamo nel cuore del paese , nella piazza centrale ove sorge l’imponente cattedrale, direi alquanto grande per un paesino di queste dimensioni. Il contesto è davvero gradevole e merita davvero una visita. Ceniamo e ci spostiamo a Rochefort en terreRochefort en terre dopo aver fatto camper service di strada. Arriviamo dalla parte opposta al parcheggio (qui) segnalato su alcuni diari, e senza volere ci troviamo ad attraversare interamente il paesino che con nostra sorpresa, illuminato nella notte offre uno spettacolo davvero fiabesco: sembra davvero uno scenario da film! Bellissimi edifici in pietra, adornati da fioriere multicolore in ogni angolo. Ovviamente una volta sistemati nel comodissimo parcheggio riservato ai camper a 50 metri dal centro cittadino e posto su un immenso prato, torno a far un po’ di foto munito di cavalletto. Davvero uno scenario da non perdere, consiglio vivamente di passare nel paese almeno una notte o arrivarvi di sera per poter godere di questo bellissimo scenario, e trascorrere  una nottata nella massima tranquillità e silenzio che il comodo parcheggio offre. Prima ancora che tutti i negozi siano aperti siamo già per le viuzze del paese: si gira davvero inVannes pochi minuti ma gli scorci dei suoi vicoletti curati cosparsi di fiori multicolori sono davvero belli: compriamo un sacchetto di biscotti secchi assortiti in un biscottificio artigianale e più tardi scopriremo che ne è valsa davvero la pena. L’area di sosta ( un immenso prato dedicato ai camper ) invoglia davvero a sostarvi a lungo , ma il cielo un po’ grigio ci invoglia a partire per raggiungere Vannes: le possibilità offerte ai camper oltre il camping son davvero scarse, anzi quasi nulle. Ci sistemiamo in un parcheggio dietro l’acquario (qui) al parc du golfe, l’unico senza sbarre un po’ nascosto. La scelta si rivelerà azzeccatissima, avendo vagato inutilmente in mezzo al traffico verso il centro per trovare posto ma invano, poiché da qui parte il bus navetta gratuito che in 5 minuti ti porta in centro distante circa un paio di km. Inoltre per chi lo desiderasse avete a disposizione l’acquario e una grande serra in  cui potete passeggiare in mezzo a farfalle  e insetti; infine sempre nei paraggi il molo marittimo per le partenze delle minicrociere nel Golfo di Vannes. Noi decidiamo di dedicare il pomeriggio al centro cittadino dopo aver preso una mappa del paese all’ufficio del turismo di fronte alla fermata della navetta. Costeggiamo la ciclabile lungo il porto canale ove sono ormeggiate molte barche fino alla porta principale della città ove si riversa la folla di turisti. Seguendo gli itinerari suggeriti dalla guida scopriamo il bel paesino ricco di negozi di ogni genere immersi in  una moltitudine di case a graticcio. Molto bella anche la camminata lungo le mura ove esternamente si trova un curatissimo parco. Davvero un paesino incantevole che di cero presenta una nota negativa: il traffico allucinante nel tratto che costeggia le mura e il porto canale, perciò se volete un consiglio non avventuratevi alla ricerca di parcheggio, rischiate davvero di metterci 30-45 minuti per fare un paio di Quiberonkm. Rientriamo al camper e sempre accompagnati da un intenso traffico raggiungiamo Quiberon e la Cote Sauvage. Qui fate attenzione perché troverete  due aree sosta molto  comode (area Kernè) ma in cui è possibile pagare solo con carte di credito con chip (area omnisport)! Ceniamo lungo la strada in uno slargo direttamente sul mare con vista sulla scogliera e ci godiamo un bellissimo tramonto. Assolutamente vi consiglio al crepuscolo di sdraiarvi sul crinale della scogliera immersi nel vento che spazza continuamente queste coste , ed assaporarne l’atmosfera al tramonto. Il mattino seguente dopo un po’ di pulizie e bucato,dopo aver preso informazioni da un gentile francese ci dirigiamo verso Quiberon  e senza avventurarsi sul lungo mare e in centro ci fermiamo con il camper a lato strada con una stupenda vista sul mare. In questi luoghi consiglio vivamente le biciclette utili per passeggiare lungo le coste e raggiungere anche il centro: di giorno i sentieri lungo la costa sono affollati di turisti in passeggio, famigliole in bici e sportivi che praticano jogging. Non avendo portato le bici per cause di forza maggiore, ci accontentiamo di scendere sulla scogliera con secchiello e retino per dedicarci alla pesca di granchi e piccoli pesciolini rimasti intrappolati nelle grandi pozze lasciate dalla marea. Il sole ci accompagna anche oggi e anche se il vento in questo tratto è molto sostenuto come penso sempre, si sta davvero bene: in alcuni punti troverete anche delle micro spiaggette per i più piccoli. Pranziamo con vista sull’oceano e a seguire ci dirigiamo verso Quiberon: passeggiamo sul lungomare costeggiando da una parte la spiaggia balneabile di sabbia che quest’oggi è affollata a causa del beach rugby tour, e dall’altra una miriade di bar creperie, pescherie e negozietti vari. Si  respira una atmosfera di villeggiatura marittima in nel   paese abitato per lo più da turisti in vacanza. Tuttavia alla mondanità, in questa bella giornata di sole preferiamo la bellezze naturali della cote sauvage: rientriamo al camper e decidiamo di risalire la parte più selvaggia godendo del bellissimo panorama e degli scorci che ogni insenatura offre (area Z.I. Kergroix). Di certo questo luogo meriterebbe due oPont Aven tre giorni di passeggiate e scorribande in bicicletta per riuscire a scoprirne tutti i più nascosti anfratti: di certo quando torneremo ne terremo conto. Accompagnati dal solito traffico ci spostiamo a passo d’uomo lungo l’unica strada che ripercorre a ritroso lo stretto istmo (armatevi di tanta pazienza e se possibile arrivate e partite verso le 13 se non volete fare interminabili code). Giungiamo a Pont Aven  nel parcheggio accanto al cimitero (qui) (troverete ovviamente una fontanella all’entrata e il bagno pubblico) che sembra il punto sosta più vicino al centro. Ceniamo e a seguire nel silenzio di questa zona residenziale giochiamo un po’ con i bimbi prima di dormire. L’indomani percorriamo le poche centinaia di metri che ci separano dal centro per fare una passeggiata lungo il fiume immersi in un bellissimo giardino multicolore che cela alcuni dei bellissimi scorci che hanno ispirato molti impressionisti. Giungiamo fino al porticciolo , passiamo il mulino e facciamo acquisti in uno dei tanti biscottifici del paese, e a seguire cediamo anche alla altra specialità della zona: conserve a base di pesce, di cui troverete negozietti che vi offrono assaggi e confezioni assortite delle loro specialità. Nel complesso il paesino è grazioso e offre alcuni scorci davvero meritevoli, e di certo è una meta da non perdere Concarneauper gli appassionati d’arte che saranno soddisfatti dalla netta predominanza di gallerie espositive di pittori di vari stili. Ci spostiamo per il pranzo a Concarneau dove nel parcheggio della stazione (qui) ( il più comodo al centro con parecchi posti riservati ai camper) abbiamo un colpo notevole di fortuna trovando il posto lasciato un secondo prima da un camper in partenza: Per chi arriva consigliamo di non arrivare come noi all’ora di pranzo in quanto periodo di massimo affollamento ma in mattinata o tardo pomeriggio , nonché di evitare il week end. Questo è l’ennesimo  esempio di come in Francia il camper sia messo in primo piano: parcheggio con annesso camper service,  con posti riservati gratuiti a pagamento solo la notte ( ben due euro!!!). Scendiamo e in 5 minuti siamo davanti alla Ville Close la antica città fortificata: all’entrata un piccolo gruppo che suona musiche celtiche ci accoglie, creando una atmosfera davvero fuori  dal tempo. Saliamo sulla Torre del governatore (subito alla destra dell’entrata) che porta sulla fortificazione di cinta, per poi immergerci nelle stradine affollate di turisti. Compiamo tutto il giro in pocoPointe du Van  tempo: sicuramente il contesto è molto turistico, ma risulta comunque bello, davvero da non perdere. Il resto del paese non sembra offrire altro perciò ci spostiamo per andare a dormire alla Pointe du Raz sperando in un bel tramonto: purtroppo lungo il tragitto (troviamo un camper service (qui) )  il tempo muta e una leggera pioggerella ci accompagna fino a destinazione ove scopriamo che il parcheggio (clicca qui) per la notte costa 15 euro e per di più hanno relegato i camper nella parte del parcheggio più in pendenza: decidiamo di non pagare il balzello e ci spostiamo verso la pointe du Van. Dopo pochissimi km si apre a noi la vista della Baia dei trapassati ( baie des tremasse), tanto incantevole che decidiamo di fermarci lungo la strada vista spiaggia per cena. Da qui potete vedere anche il faro della Pointe du Raz: la spiaggia allungata dalla bassa maree viene di tanto in tanto solcata da alcuni turisti di passaggio o dai surfisti che si dilettano sulle onde. Anche se il cielo è grigio il panorama è bellissimo e con i bambini scendiamo anche sulla spiaggia ad ammirare una ragazza che cavalca un cavallo bianco sulla spiaggia. Purtroppo siamo in pendenza ma poco più avanti lungo la strada (port du Vorlenn questo il nome della baia) scorgo un posticino con annessi tavolini e bella veduta sulla Pointe du Raz. Passiamo la notte (qui); bellissima Pointe du Vansosta libera, si accanto alla strada ma che in tutta la notte vedrà il passaggio di una unica auto. Bella il silenzio della notte, buio tutto attorno a noi e una leggera pioggerella che questa sera ci da la buona notte. Il mattino seguente ci spostiamo alla Pointe du Van ove troviamo il comodissimo parcheggio ove molti camper hanno pernottato (qui) . Imbocchiamo uno dei sentieri e facciamo l’anello che costeggia le scogliere e passa accanto una piccola chiesetta in pietra che volge lo sguardo alla non distante Pointe du Raz. Tappeti di erica e altri fiorellini ricoprono gli spazi sovrastanti le scogliere, mentre un gruppo di gabbiani stanno appollaiati sulle punte di alcune rocce come se si volessero mettere in scala. Per gli amanti della natura e del trekking  questi luoghi sono una favola e ancora una volta osserviamo ragazzi che bici e sacco e pelo alla mano colgono la reale essenza fermandosi qua e la, accendendo un piccolo fuoco che prepararsi un caffè: scene di vita a contatto con la natura che nel nostro paese sono impossibili da vedere. Ci spostiamo verso Locronan sistemandoci nella bella area (qui) riservata ai camper con camper service incluso. Questo èLocronan davvero un paesino incantevole: anche il sole torna fuori per esaltarne i suoi scorci. Un gruppo di case che attorniamo una bella cattedrale in pietra grigia, a dir il vero con gli angoli ormai consumati dalle intemperie. La folla non è eccessiva e riusciamo a goderci una bella passeggiata per le sue stradine curiosando un po’ nei negozietti e nelle piccole gallerie d’arte. La visita non richiede molto tempo e sul tardo pomeriggio prendiamo la decisione di saltare la parte di costa che contiene la Point edu Penhir essendo tornato nuvolo e non credendo di godere di un bel tramonto, ma di spostarci subito a Brest e visitare l’Oceanopolis.  Sostiamo nel parcheggio (qui) dell’acquario, nei posti riservati ai camper e con il minimo tempo disponibile entriamo nell’acquario: alla biglietteria ci informano che il tempo residuo  è scarso ma noi decidiamo di entrare  ugualmente. La scelta si rivelerà, a nostro parere, azzeccatissima per due ragioni: in primo luogo visitiamo l’acquario senza la folla davanti alle vasche , e in secondo luogo se si escludono i grandi bistrot, bar ristoranti, parco giochi lo spazio riservato realmente alle vasche dei pesci non è così grande. A dir il vero nulla a che vedere con lo Zoo di Odense, e nemmeno con il nostro acquario di Genova, in tutto tre padiglioni per i tre climi temperato ( Pointe saint Mathieudirei molto sottotono) , tropicale ( ovviamente il più gettonato) e uno polare ( davvero scarno e poco curato): insomma un po’ di delusione a nostro parere, ma fortunatamente i bambini si divertono e ne escono entusiasti. Ceniamo dopodiché essendo uscito il sole ci spostiamo per pernottare a Pointe Saint Mathieu ove parcheggiamo nel parcheggio (qui) antistante il faro e le rovine della antica chiesa. Siamo direttamente sul mare e dopo aver messo a letto i bimbi ci godiamo un bellissimo tramonto. Ci accorgeremo col passare dei minuti che molti turisti arriveranno qui per accomodarsi sul prato e sulla scogliera a contemplare il tramonto come si farebbe in un cinema all’aperto. Dormiamo tranquillamente in compagnia di molti campeggiatori da minivan e furgoni e addirittura una coppia di spagnoli con bambino al seguito che trascorreranno la notte in auto. Stiamo veramente scoprendo quanto la Francia sia davvero il paese principe del camper e delle auto camperizzate e quanto il piacere di una vacanza in reale libertà sia qui molto apprezzato anche da famiglie con bambini piccolissimi che rinunciano a comodità ed agi per poter assaporare la natura e il piacere delle cose semplici. Infatti al nostro risveglio apriamo l’oscurante e scorgiamo gli spagnoli con il loro tavolino in riva alla Plouarzelscogliera a far colazione immersi nella calda luce mattutina con una vista mozzafiato sul placido mare, solcato lentamente da qualche piccola imbarcazione a vela che scorre quasi in maniera surreale come collegata a un ingranaggio surreale. In questi momenti ripenso alla nostra tanto decantata Italia con i suoi mille divieti e limitazioni, e provo a riflettere sull’immane danno socio-ambientale che questa famigliola sta arrecando a questi bellissimi paesaggi: la conclusione è sempre la stessa, in fatto di civiltà e rispetto siamo noi il terzo mondo. Ci muoviamo percorrendo il bel tratto di costa e dopo aver fatto la spesa troviamo una bella area di sosta (qui) a Plouarzel dove approntiamo il sacro pranzo domenicale: grigliata mista un ottimo Chinon della Loira e per finire una fettina di salame di cioccolato. Riprendiamo dopo pranzo  per dirigerci verso la zona dei graniti rosa, ammirando le bellissime spiagge dei dintorni: il clima vacanziero marittimo è nell’aria. Senza volere cercando un ufficio turistico che sarà chiuso ci imbattiamo in un angolo di Tregastel  (area sosta) davvero incantevole: la spiaggia di sant’Anna, e anche se vi è un cartello anticamper ( che si capisce non essere regolare) ci fermiamo nel parcheggio antistante e ci stendiamo in spiaggia al sole approfittando del caldo tardo pomeridiamo: veniamo catturati a questa ora dalla quiete di questo angolo di spiaggia molto pulita poco affollata e con una acqua davvero limpida. Lasciamo giocare i bambini fino all’ultimo prima di una bella doccia e cenetta osservando la marea che cala e scopre una spiaggia totalmente diversa da quella ammirata nel pomeriggio: davvero sconvolgente il passaggio delle fasi della marea. Dall’altro lato del piccolo golfo si scorge un faro e affioramenti consistenti di granito: decidiamo di dirigerci là. Qui a ploumenach scopriamo una altrettanto bella baia ed la Gouffreessendo ormai ora del tramonto ci godiamo lo spettacolo davvero impagabile. A seguire ci accomodiamo in uno dei localini all’aperto dietro la spiaggia per gustare una crepe.  Non perdetevi assolutamente una passeggiata in questa zona se volete scoprire un paesaggio notevolmente diverso da quelli visto sin d’ora in Bretagna. Questa sera abbiamo fatto tardi e proviamo a spostarci verso Plougrescant . Risveglio di buon  ora e via verso le site de la Gouffre: vi è un comodo parcheggio riservato camper (qui) in cui vi è divieto notturno ma credo nessuno vi verrà mai a disturbare, perciò se amate stare isolati è il posto ideale. Facciamo una passeggiata per i sentieri che in cinque minuti ci mostrano la famosa casa incastonata tra due rocce:il paesaggio circostante è stupendo, un misto di acqua e massi di granito che affiorano qua e la. Sicuramente consigliamo di vedere tutti i luoghi di questa zona, da Tregastel all’isola di Brehat con la bassa marea, in quanto molto più suggestivi. Nei dintorni vedrete salire la marea davvero rapidamente e coprire tutto lo strano paesaggio che prima era visibile coprendo tutto anche fino a 5-6 metri di altezza in più. Ringraziamo di aver goduto della vista di Ploumenach, di Plougrescant come soprattutto dell’isola di Brehat  con la bassa marea e consigliamo a tutti se possibile di organizzarsi a riguardo. Ci spostiamo verso Paimpol e decidiamo di andare sull’isola di Brehat per un bel picnic: purtroppo Isola di Brehatarrivare verso ora di pranzo significa farsi più di mezzora di coda per il parcheggio alla Pointe de l’Arcouest : il parcheggio (qui) è comodissimo e si rivelerà una ottima scelta anche per la notte soprattutto per quelli che decideranno di passare sull’isola più di un giorno. Anche qui la marea repentinamente sommerge l’imbarcadero da cui era  partito il battello precedente. Traversiamo scegliendo il battello che fa fare anche il giro dell’isola: l’isola mostra già dal mare la sua varietà e la sua bellezza: spiagge e calette piene di massi di granito rosa, un bellissimo faro su una delle estremità dell’isola, squarci di natura dalle forme multicolori. Una volta sbarcati ci addentriamo per i vialetti pedonali dell’isola e nel giro di breve scopriamo una spiaggetta davvero incantevole:  un misto di sassi e sabbia e una acqua davvero limpida. La giornata calda e la quiete che si respira nonostante i tanti turisti ci invogliano a fermarci: rimaniamo sdraiati al sole mentre i bambini pastrocchi ano con la sabbia. Anche la temperatura è ideale tanto che viene voglia di tuffarsi in mare. Neanche 40 minuti e la marea comincia salire velocemente  tanto da arrivare a coprire metà di quella che prima era spiaggia nel giro di 20  minuti. Ripartiamo alla scoperta dell’isola, ma dopo pochi minuti una piccola festicciola in uno dei giardini con una signora che prepara crepes per i passanti a 1 euro ci blocca nuovamente! Restiamo sull’isola passeggiando Isola di Brehatper gli stradellini fino alle 19 ultimo orario utile per il battello di ritorno. Nel giro di breve ci adattiamo alla tranquillità che pervade tutto sull’isola, il  lento ritmo dello scorrere delle attività, l’immagine dei turisti, che pernotteranno sull’isola, che sorseggiano un aperitivo ai tavolini di un bar mostrando una calma colossale, mentre la restante folla si dirige con passo affrettato all’imbarco per l’ultimo traghetto: davvero una esperienza da non perdere, anzi consigliamo se possibile di fermarsi più a lungo. Cena con vista sull’isola e nanna nel tranquillissimo parcheggio. La notte sarà la prima in cui la pioggia fa la sua comparsa e al risveglio il cielo grigio ci induce a dedicare un po’ di tempo a pulizie e spesa: passando per Paimpol (area sosta per il centro) all’andata avevo notato i cartelli della piscina Islandia (qui) , cosi che decidiamo che forse è la giornata giusta. Come di consueto al nord Europa la classica piccola piscina del paese con vasca riscaldata piccola per i giochi dei piccoli, vasca con due dita d’acqua per neonati,uno scivolo, zona  idromassaggio , ingresso modico ( 4 euro e mezzo l’adulto), pulizia  e ordine. Piccola ma ideale per passare qualche ora di divertimento e relax. Per chi fosse interessato vi è anche un piccolo centro benessere con sauna e bagno turco, unica cosa da segnalare Dinanvietato l’uso del costume boxer in piscina ( solo slip o mutanda aderente).  Trascorriamo la mattina a mollo divertendoci, pranziamo nel parcheggio della piscina e partiamo verso Dinan. Qui troviamo parcheggio in una via laterale dietro la stazione essendovi molto traffico desistiamo dal cercare a lungo.  Il paesino è carino, con le sue vie acciottolate, e alcune belle case a graticcio. Da non perdere la lunga discesa per la via che scende al porto: lungo quest’ultima si trovano tra le casette più caratteristiche del paese. Nonostante la pioggerellina che ogni tanto fa capolino le strade sono piene di turisti e  suonatori di strada. Ammiriamo la Torre dell’orologio senza salirvi, e visto il maltempo rientriamo al camper per spostarci a Saint Malo e preparare una bellissima cena a base di aragosta e granchio freschissimi comperati la mattina. Davvero buonissimi e soprattutto acquistati a prezzi davvero modici. E’  la prima sosta per noi in una area (clicca qui) così grande e affollata ( di italiani soprattutto…..siamo arrivati nel cluo turistico), di tutto il viaggio e un po’, ai primi schiamazzi dei vicini di camper rimaniamo disgustati. Ciononostante è davvero unaSaint Malo sosta comoda, con camper service e bus gratuito per il centro ( distante circa 2,5 km) e tutto sommato una buona tranquillità notturna. Il mattino seguente via verso il centro: attraversiamo una delle porte della città corsara ed entriamo nel cuore della città vecchia: saliamo sul camminamento sopra i bastioni e facciamo il giro delle mura godendo dei bellissimi scorci che la passeggiata regala. La bella giornata di sole esalta ancor più la veduta. Da qui si vede bene anche la dirimpettaia Dinard che decidiamo di visitare nel pomeriggio. Addentrandoci per le stradine del centro notiamo un paio di creperie davvero invitanti che sarebbero ottime alternative per il pranzo. Mano a mano che il tempo passa le strade si affollano sempre più di turisti: il paese in se è stato ricostruito cercando di mantenere la sua struttura originaria, e di fatto non se ne ha forse una immagine prettamente medioevale che ci si aspetterebbe, ma nel complesso trascorriamo piacevolmente la mattina.  Pranziamo in una ottima creperie, gustando prima ottime galette poi una gustosa crepe al cioccolato e panna. Lasciamo i negozietti e le gallerie d’arte ( per gli appassionati andate a vedere le creazioni dell’atelier Vaillant ove noi abbiamo acquistato un quadro!) del paese la cui immagine migliore è senza dubbio quella che se ne ha ammirandolo dal camminamento che porta al faro ( verso Dinard per intenderci) per spostarci in battello con dieci minuti di navigazione a  DinardDinard, sull’altra sponda della baia. Facciamo un giretto per il centro che non ha nulla di particolare in questo paesino la cui connotazione principale sono senza dubbio le grandi spiagge balneabili caratterizzate dalle tende a strisce bianche e blu stile belle epoque. La Nizza del nord ( così la chiamano) non cattura la nostra attenzione , se non per una bella passeggiata lungo la spiaggia. Facciamo merenda e rientriamo a Saint Malo, non potendo far a meno di notare ancora una volta la marea che scendendo ha scoperto centinaia di metri di spiaggia, facendo mutare completamente immagine a tutta la baia e lasciando in secca le barche ormeggiate quasi come se fossero state messe fuori posto. Esausti ed appagati dalla bella giornata riattraversiamo le strade del paese ancor più affollate che la mattina per tornare a prendere la navetta che ci riporterà al camper. Dopo cena decidiamo di spostarci a Cancale passando per la costa per ammirare il bellissimo tramonto dalla Pointe du Grouin come consigliato dal pittore da cui abbiamo acquistato il quadro. Andando verso la punta (prima di arrivarvi dato che in fondo vi è divieto di transito per i camper) troverete numerosi mezzi parcheggiati lungo la strada ad ammirare il bellissimo tramonto. A Cancale ci sistemiamo nella affollata area di sosta(qui) . Il mattino seguente scendiamo in paese con una camminata di 5 minuti e percorriamo tutto il lungomare verso il centro; il sole splende e il paese sembra svegliarsi al suo tepore: i ristoratori apparecchiano i tavolini dei locali che si susseguono uno dietro l’altro, inframezzati solo saltuariamente da negozi di prodotti tipici e souvenir. Arriviamo fino in fondo al paese che termina con un piccolo molo su cui alcune persone pescano pigramente , e un piccolissimo piazza lino di  10 metri quadri su cui sono addossate 8 bancarelle che vendono ostriche e molluschi freschi. Devo dire che l’ aspettativa derivante dalla lettura dei vari diari di viaggio e delle guide  turistiche era sicuramente molto superiore a quella che mi apparsa la realtà: il grazioso paesino turistico con un molo gremito di bancarelle straboccanti di ostriche e di pescatori che scaricavano pesce dalle loro barche  non lo abbiamo trovato.  Un po’ delusi ritorniamo pigramente sui nostri passi ripercorrendo il lungomare soffermandoci solo davanti ad un negozio che vendeva pesce: secondo il nostro parere il paesino non ha molto di così caratteristico qualora non si venisse solo per pranzare in uno dei tanti locali lungomare, o assaggiare le famose ostriche che però non vi so dire quanto possano essere state fresche  perchéMont saint Michel a me non piacciono mentre Elena ha desistito dal mangiarle crude visto il suo stato interessante. Decidiamo di pranzare e  poi, approfittando della giornata di sole di spostarci a Mont Saint Michel ( la scelta sarà azzeccatissima). Consigliamo riguardo il tragitto di fare la strada costiera: ammiriamo il mare che si è ritirato di quasi un km e non possiamo fare a meno di notare una miriade di turisti e persone del luogo che con secchielli e retini alla mano si dirigono verso le enormi spiagge lasciate asciutte dal ritirarsi della marea. La zona è ricchissima di aree di sosta ben segnalate(area Hirel) (area St. Benoit des ondes) , molto economiche e soprattutto vista mare  perciò a chi avesse tempo consiglio davvero di fermarvi per passeggiare sulla spiaggia, magari alla ricerca di molluschi. Giungiamo a Mont Saint Michel e ci fermiamo nel grande parcheggio gratuito su erba 50 metri dopo la diga sul fiume(qui). Ottima scelta in quanto il parcheggio a pagamento a ridosso delle mura (qui) va lasciato entro le 19 a causa dell’arrivo della marea, inoltre in questo modo evitiamo una mezzora buona di coda per arrivarvi. Personalmente prediligo questo parcheggio che dista circa 1 km e mezzo dal monte ( tutto piano e su sentiero a fianco la strada) molto tranquillo la sera essendo scostato dalla strada che a tutte le ore è davvero trafficata e vi permetterà al bisogno e con discrezione di tirar fuori anche un tavolino nelle zone più  laterali ( non per istigare al campeggio selvaggio). Approfittando del sole ci dirigiamo al monte, la cui  vista lascia senza fiato ancor più nella calda luce pomeridiana. Da osservare il paesaggio che al variare della marea cambia davvero tanto: i prati attorno e le lunghissime spiagge  verranno totalmente sommersi all’arrivo della alta marea ( che vi è due volte al giorno, ecco perché il parcheggio a ridosso del monte è agibile solo per circa 7 ore al giorno). Unica nota negativa l’alto affollamento delle strade che di certo è minore rispetto alle ore centrali della giornata. Saliamo per le stradine acciottolate facendoci spazio tra i Mont saint Michelturisti di ogni nazionalità che spesso si soffermano davanti ai soliti negozi di souvenir, e arriviamo all’abbazia ove prendiamo info per la visita del giorno seguente ( l’ufficio del turismo è all’entrata del paese quella a cui porta la passerella i legno). La vista dalle mura è bellissima tanto che ci soffermiamo ad ammirare la marea che comincia a salire. Il tempo di discendere e l’acqua si avvicina sempre più alla strada che porta al monte. Ceniamo in massima tranquillità e facciamo due foto, al bel tramonto che bacia l’isolotto, dal ponte sulla diga sul fiume ove la moltitudine di turisti si sofferma ad osservare la marea al suo massimo livello attendendo che si aprano nuovamente le paratie al diminuire della pressione della marea. Questa sera a nanna presto dato che domani abbiamo in programma la visita all’abbazia di buon ora. Alle 8 siamo già fuori dal camper ma non siamo i soli: comunque consiglio davvero questo orario, in questo modo vi godrete il paese al suo risveglio, vedrete le stradine vuote  e potrete meglio apprezzarne gli scorci rinunciando però, ( non credo sia un gran danno) ai negozietti di souvenir che a questa ora cominciano ad aprire. Anche per la visita all’abbazia è l’ideale: pochissima coda alla cassa, spazi liberi e tranquillità in ogni angolo. Troverete visite guidate comprese nel biglietto anche nella vostra lingua però solo a determinati orari. Essendo presto per quella in italiano e volendo approfittare della poca calca optiamo per l’audioguida.  Davvero bella la visita. Finita la visita scendiamo e all’uscita dal paese ci fanno passare dalla torre, dato che la classica entrata è sommersa dalla marea, e appena fuori dalle mura con nostra sorpresa notiamo una cosa terrificante: la coda di circa 80 metri per entrare nelle mura! Ancor più benediciamo la nostra levataccia. Dopo pranzo ci concediamo una meritata pennichella e dopo aver fatto camper service (qui), ci spostiamo verso Pleugueneuc ove abbiamo intenzione di visitare le chateau de Bourbansais. Essendo il compleanno di Elena ceniamo nell’unico ristorante del paese che tutto sommato propone piatti terra e mare davvero ottimi, e ci spostiamo nel parcheggio del Le Bourbansaiscastello-zoo per dormire in totale solitudine immersi nel silenzio della campagna(qui) . Questa notte è piovuto e al nostro risveglio il cielo resta grigio: da quando siamo partiti è il primo giorno di pioggia, che ci accompagnerà tutto il giorno nella nostra visita: qui potrete visitare il castello ( noi lo saltiamo essendo oggi giornata dedicata ai bimbi) oppure fare solo lo zoo che vi è nel suo immenso parco. Ben curato vi è un percorso che vi porta a scoprire tutti gli animali del parco faunistico in una bellissima ambientazione come al solito ben diversa dai nostri giardini zoologici. Durante il giorno vi è un programma di spettacoli tra cui appuntamento con i Cappuccini ( una famiglia di scimmie di cui la guida vi racconterà le abitudini), il pranzo delle giraffe, la falconeria, la muta dei cani da caccia e la cena dei pellicani. Purtroppo la pioggia rende tutto più sottotono, ma non ci scoraggiamo e dopo il pic nic nell’apposita area coperta che troviamo in loco ( assurdo per un qualsiasi parco italiano che mai metterebbe  a disposizione una area con tavoli e sedie al coperto per poter consumare cibi portati da casa) seguiamo gli spettacoli in programma e concludiamo la visita del parco per poi rientrare al camper per un bel te caldo con biscotti al burro. Direi meteo a parte una bella esperienza soprattutto per chi vuol spezzare il viaggio con una insolita giornata dedicata ai bambini. Ci spostiamo a VitrèVitrè ove ci sistemiamo nel comodo parcheggio dietro la stazione(qui) : vista la pioggia decidiamo di rimanere in camper a giocare e visitare il paese il mattino seguente. Il paesino semideserto essendo ferragosto e per di più domenica, è davvero carino con le sue mura e il suo bel castello: ci addentriamo per le viuzze del paesino osservando le bellissime case a graticcio. La visita non richiede molto più di un’oretta ma vale davvero la pena una fermata qui. Per pranzo ci spostiamo a Fougeres: ci sistemiamo nel parcheggio (qui) con camper service vicino al castello, e dopo pranzo facciamo due passi intorno al castello: colti da improvvisa pigrizia decidiamo di non inoltrarci per il paese che abbiamo attraversato col camper cercando parcheggio e non ci Fougeresè parso nulla di esaltante: La zona intorno al castello è carina ma molto raccolta. Si procede verso nord, improvvisiamo una tappa a Granville non prevista avendone letto bene dalla guida. Scegliamo un parcheggio (qui) che si rivelerà molto comodo per la visita del paese ma non scorgiamo camper che immaginiamo siano rintanati altrove: infatti vi è una comoda area sosta in cima alla città vecchia, che però è stracolma. Facciamo un giretto e finalmente troviamo un po’ di vita. Alcuni negozi addirittura aperti animano le vie fiorite della parte bassa della città; costeggiamo il molo e saliamo verso la città alta ( la parte più vecchia)). Da qui avrete una bellissima vista sul porto e sulla città. Inoltre sulla Pointe du Roc potete ammirare tutta la baia, il faro e alcuni appostamenti in cemento armato per cannoni della guerra. Anche il sole rispunta e copre tuttoGranville di una luce dorata. Dalla sommità potrete vedere tutta la costa e le lunghe spiagge lasciate dalla basa marea gremite dei soliti appassionati o semplicemente curiosi alla ricerca di molluschi. Entriamo nella città vecchia attraversando le mura attraversandola da un capo all’altro lungo le tranquille strade costeggiate da case con le imposte bianche fino ad arrivare ad un piccolo parco ove un gruppo di ragazzi francesi giocano allegramente a bocce, sport molto in voga in Francia. Ormai è ora di cena e a coronamento della bella visita inaspettata acquistiamo una sportina di grossi gamberoni che gusteremo per cena. Ci spostiamo a vedere il tramonto sulla cima della città vecchia e ci addormentiamo vicino l’area sosta (qui) . Il giorno seguente il sole fa di nuovo capolino e noi rinfrancati ci spostiamo a Saint Sauveur le Vicomte ove prima di pranzare scendiamo venti minuti per dare una sbirciata ai ruderi del castello che ora ospita l’ufficio del turismo e far sgranchire i bimbi nel parco giochi sul Saint Sauveur le Vicomtebellissimo prato a fianco il castello che per di più ospita una piccola coltivazione di meli tra cui specie antiche dimenticate. Un minuscolo paesino che può essere un buon punto sosta (qui) di transito avendo tra l’altro una piccola area camper con posti riservati e camper service gratuito. A seguire ci spostiamo verso la costa in direzione Cap le Hague: lasciamo il camper nel parcheggio(qui) segnalato e raggiungiamo a piedi ( 5 minuti) la costa , la piccola baia con il minuscolo porticciolo che offre splendide vedute sulla scogliera e sul faro. Posto ideale per passeggiate lungo i sentieri costieri o semplicemente per una pausa rilassante stesi al sole sulla spiaggia. Subito a ridosso della spiaggia verdi campi da pascolo cinti da muretti in pietraCap le Hague a secco rendono la cornice bucolica davvero bella. Sul porticciolo troverete anche l’ufficio del turismo. Come vedremo tutto questo tratto di costa offre vedute mozzafiato, piccole spiaggette sassose e piccoli fari che si affacciano su queste ventose colline. La giornata di sole ci invita a spostarci per assaporare la quiete e la tranquillità dei piccoli paesini di pescatori come Barfleur. Tutta l’area portuale è vietata ai camper con tanto di ordinanza affissa (sosta qui), ma spostandovi nelle stradine dietro il porto troverete posteggio per una veloce passeggiata. Il paesino è davvero piccolo tutto affacciato sul piccolo porticciolo ove sono ormeggiate le barche dei pescatori locali che vendono pesce e crostacei su piccoli banchetti sul molo. La marea cala assieme ai turisti e una pace Barfleurprofonda si impadronisce del paesino. La dorata luce tardo pomeridiana fa il resto invogliandoci a cenare in uno dei ristorantini sul molo: esperienza da dimenticare! Insomma nulla di trascendentale se non una bella veduta del piccolo porticciolo e una atmosfera di pace e tranquillità: per il pernottamento ci spostiamo al vicino faro di Gatteville le phare (qui) ove troviamo alcuni camper parcheggiati alla rinfusa lungo la costa in questo tratto di strada chiusa godendo dell’offuscato tramonto e di una bella vista mare. L’indomani una leggera pioggerella ci  sveglia, ci spostiamo lungo la costa verso i luoghi dello sbarco: dopo una breve sosta poco prima di arrivare alla Utah beach  ove sorge un monumento memoriale alUtah Beach generale Leclerc e la sua compagnia, ove però ammiriamo le prime casematte sparse sulle dune dietro la spiaggia, arriviamo alla famosa spiaggia ove sorge il museo dello sbarco (qui) , pochi km prima di Sainte Marie du mont. Il cielo nuvoloso e un po’ cupo aiuta a immedesimarsi risalendo le spiagge ove lo sbarco si consumò. Anche qui un monumento memoriale e un museo piccolo ma suggestivo. La proiezione di un breve filmato in tre lingue,  inframezza la visita alle vetrinette contenenti reperti della guerra ed effetti personali dei marines. Un mezzo anfibio da sbarco, una jeep, un mortaio e altre armi disposte in una riproduzione del loro utilizzo sul campo. Infine una interessantissima spiegazione da parte di una guida locale che davanti ad un plastico gigante narra i momenti dello sbarco con una tale dovizia di particolari che ascoltandolo (per chi conosce il francese) non avrete assolutamente difficoltà a calarvi nelle ore antecedenti e posteriori al 6 giugno 1944. Davvero suggestivo. Proseguiamo lungo le note Longuesspiagge facendo nuovamente tappa alla Pointe du hoc (qui) ove potrete camminare sopra la famosa scogliera presa d’assalto da un gruppo di ranger. Potrete camminare alla scoperta di quel che resta delle casematte e degli appostamenti dei cannoni tedeschi zigzagando tra i giganteschi solchi lasciati dalle bombe; capirete facilmente cosa potessero significare questi bombardamenti preventivi prima degli sbarchi!  Avanti decidiamo di transitare col camper lungo tutta la Ohama beach senza visitare il museo a causa dell’ora tarda; preferiamo raggiungere Longues sur mer (qui) per vedere le batterie di Longues, alcune casematte tedesche in cui ancora sono contenuti i potentissimi cannoni tedeschi capaci di sparare fino a 20 km di distanza. Davvero luoghi molto suggestivi se visti nel tentativo di immedesimarsi e rivivere le situazioni di circa 60 anni fa, ripercorrendo mentalmente i momenti dello sbarco. Dopo cena ci spostiamo per dormire ad Arromances sur mer ove ci sistemiamo vicino l’area sosta (qui) a fianco il camping cheArromanches sur mer si trova a 50 metri dal centro cittadino e dal museo. Il mattino torna il sole e la veduta della spiaggia dello sbarco ( siamo nel settore inglese denominato Gold) è splendida. Nel tratto di mare davanti la spiaggia potete ancora notare i residui del porto artificiale costruito in occasione dello sbarco ad opera degli inglesi. Sulla spiaggia troverete ancora dei blocchi di riserva che avrebbero dovuto costituire parte del pontile. Prima che arrivi il grande afflusso entriamo al museo: I soliti reperti e una bellissima spiegazione della costruzione del famoso porto ideato da Churchill, costruito sul Tamigi  rimorchiato fino qui. A differenza del museo di Utah beach in cui vi era solo la guida che spiegava in francese, qui all’entrata abbinano un volantino con la spiegazione in italiano ( meno colorita) di quello che la guida andrà a spiegare anche qui con l’utilissimo ausilio di un plastico gigante semovente, straordinariamente proporzionato e ricco di dettagli. Arromanches sur merTroverete anche una saletta in cui si narrerà l’avanzata alleata nella zona attraverso l’utilizzo di un pannello retroilluminato posto sotto il grande schermo semicircolare in una saletta home cinema. Infine un filmato in una altra sala che ripropone la storia. Anche qui molto emozionante la visita  e soprattutto interessante la spiegazione della costruzione  del molo con accenni al bel plastico e immediati riferimenti ai pezzi ancora esistenti che la guida vi indicherà seduta stante attraverso il vetro panoramico alle sue spalle che offre la vista della spiaggia. Usciamo e saliamo sulla collinetta ove sorge il cinema 360 gradi in cui però decidiamo di non entrare, ma ci godiamo la splendida veduta della spiaggia. Qui vi è un parcheggio a pagamento (qui) da cui doveva essere prevista una navetta ma attenzione perché il servizio era sospeso. Trovo la sosta di fianco al camping migliore. Dopo pranzo facciamo una partita a minigolf nel campo a pohi metri dalla area di  sosta facendo la gioia dei bimbi e a seguire ci muoviamo in direzione Bayeux. BayeuxSosta comodissima (qui) a poche centinaia di metri cominciamo a percorre le vie del centro. Il paese è molto animato, ricco di bei negozi e alcune belle pasticcerie e sale da te immerse inframezzate da numerose casette a graticcio. Arriviamo fino l’ufficio del turismo che si trova in corrispondenza dei canali con i mulini di legno e seguiamo l’itinerario che la mappa ci propone. Troverete l’itinerario indicato dalla mappa dell’ufficio del turismo, indicato da segnali in ottone murati sul marciapiede che indicano la direzione da seguire. Passiamo dalla sala ove è contenuta il famoso tappeto di Guglielmo il Conquistatore senza entrarvi, arriviamo all’imponente cattedrale per poi ritornare al camper: sicuramente una buona fermata che offre un paese con un centro carino e piacevole da girare. Ci spostiamo  a dormire in solitudine a Livarot (vicinissimo a Camombert e anch’esso luogo di produzione del famoso formaggio assieme al Pont l’eveque e e il Livarot altri due AOC), uscendo dai soliti itinerari turistici, per visitare le Village Fromager all’interno di un grande caseificio locale. La mattina seguente entriamo di buon ora e con stupore notiamo un grande afflusso di turisti. Potete fare la visita ( tra l’altro gratuita) in autonomia passando da una sala all’altra in cui, attraverso filmati e rappresentazioni azionabili attraverso una pulsantiera che propone diverse lingue ( ovviamente non Honfleuritaliano), potete vedere le fasi della produzione, e interessanti spiegazioni sulla filosofia della produzione locale. Attraverso le grandi vetrate vedrete le sale ove i dipendenti dell’azienda producono in maniera semiautomatizzata i tre famosi formaggi. Infine passerete nella boutique ove viene offerta la degustazione di questi prodotti e potrete acquistarli. Interessante anche per i bambini e tappa gustosissima per i grandi. Honfleur ci attende: sosta (qui) lungo fiume a 5 stelle, vicinissima al centro, tranquilla, con vista sul ponte di Normandia. Il paese ancor meglio, forse il più bel paesino di tutto l’intero viaggio. Tutto il centro è aggrappato intorno al vieux bassin: piccolo porticciolo contornato da casetta colorate  e i tetti e le pareti in ardesia. A piano terra ovviamente un ristorantino dietro l’altro, mentre addentrandovi nelle strade a ridosso del piccolo porto stradine acciottolate ricche di casse a graticcio ospitanti molte galleria d’arte , lavorazioni di gioielli in argento e negozi di prodotti tipici. Particolarissima la torre dell’orologio e la vecchia Chiesa tutta in legno con i soffitti a doppia volta rovesciata che sembrano le chiglie di una nave. Mangiamo la miglior crepe mangiata in questo viaggio, presso la Cidrerie, accompagnata Honfleurda un buon bicchiere di sidro dolce e ritorniamo per le stradine del centro che serbano vedute davvero affascinanti. Assolutamente sosta da non perdere! Rientrando al camper ci fermiamo in una caratteristica cantina ove vendono solo sidro Calvados e Pommeau facendone una ottima degustazione, corredata da una chiacchierata davvero istruttiva con la proprietaria e ovviamente ne facciamo incetta: se avete intenzione di comprare sidro suggerisco di fare una degustazione in uno dei tanti posti sperando di trovare persone esperte e competenti che possano farvi assaggiare e spiegare la panoramica dei prodotti. Esausti dalla bella giornata decidiamo di prendercela comoda e rimanere a dormire qui, soprattutto dopo aver parlato con una gentile coppia di francesi a cui ovviamente chiediamo consigli e suggerimenti anche per il viaggio di ritorno e a cui a seguire offriamo una fetta di dolce. Ovviamente colgo l’occasione per fare un po’ di foto notturne e rientro traversando il parchetto a fianco l’area gremito nel buio Etretatdi lepri che cercano residui di cibi dei turisti. L’indomani prendiamo il ponte di normandia ( costo 5 € più 1,2 € per il seguente obbligatorio tratto autostradale) e raggiungiamo Etretat ove sorpassiamo l’area a pagamento (qui) che però ci sembra un po’ distante, e ci fermiamo in un comodo parcheggio gratuito (qui) a poche centinaia di metri dal centro: tenete presente che in paese non vi sono molte alternative, essendo tutto il centro vietato al transito dei camper e i rimanenti parcheggi tutti con sbarre anticamper. Il piccolo e compatto centro mostra alcune bellecase a graticcio ma la vera sopresa la si trova una volta arrivati alla spiaggia: un piccolo lungomare , una spiaggetta di sassi cinta da bellissime e ripide falesie. Saliamo dal lato sulla cui cima potete scorgere la chiesetta per godere di un panorama davvero mozzafiato. Ci sdraiamo a fianco il pascolo ove un gruppo di mucche mangiano accompagnate dallo stridere dei chiassosi gabbiani  e facciamo pic nic sul morbido prato godendoci il sole e il fresco venticello: davvero una piacevolissima atmosfera. A malincuore ci alziamo in   piedi per scendere  e risalire dall’altro lato della falesia mentre la marea comincia a calare e raggiungiamo la punta ove potrete godere della vista più famosa e Etretatfotografata. I sentieri che salgono sono percorribili anche con bambini piccoli ma sconsiglio il passeggino. Trascorriamo le seguenti due ore sdraiati nella spiaggetta, che nel frattempo si è allungata molto scoprendo un dislivello notevole, prendendo il sole e osservando le tranquille ma festose attività dei bagnanti. Davvero una giornata bellissima e di certo altra tappa imperdibile se volete ammirare scorci di rara bellezza e respirare una rilassata atmosfera. Esausti rientriamo al camper per spostarci a Fecamp (sosta lungomare)  , ove dopo le indicazioni prese  all’ufficio del turismo che si trova sul porto, ci abbandoniamo alla stanchezza lasciandogli prendere il sopravvento rispetto al desiderio di visitare la città che non ci sembra entusiasmante . Lasciamo l’affollata area sul porto (sosta ufficio turismo) per spostarci sul panoramico parcheggio (qui) in cima alla collina ove sorge la Chapelle de Notre Dame du Salut per godere della bella vista e assaporare ancora la bella giornata appena trascorsa immersi nel silenzio  e nella solitudine di questa sosta con solo un piccolo furgone di tedeschi come compagni. Il mattino seguente apriamo l’oscurante e la rossastra luce del mattino illumina la falesia che si estende a ovest della spiaggia di Fecamp regalandoci , dalla nostra posizione sopraelevata, uno scenario stupendo (questi sono le sorprese che una camera d’albergo  che nemmeno  con il suo firmamento di stelle,  potrà mai regalare). Ci spostiamo a Dieppe (area sosta centro) dirigendoci subito sul lungomare ove sorge la piscina e di cui avevamo letto sulla guida e in cui decidiamo di trascorrere una mezza giornata. Un bellissimo complesso con piscine con acqua davvero calda, all’esterno e all’interno, vasche per neonati e bambini, idromassaggio e getti d’acqua; a disposizione lettini tutto attorno un solarium, un ristorante un bar e un centro benessere che non abbiamo visitato. Il centro si chiama Les Bains de Dieppe ( lo trovate sul Rouenlungomare esattamente sotto il castello, dalla parte opposta l’area di sosta che comunque dista circa 1 km ed è l’unica possibilità di sosta nell’affollatissimo lungomare (sosta lungomare))  ed è davvero una struttura davvero bella e ben  tenuta e soprattutto economica ( 5,9 € adulto),come forse nemmeno nel nostro Alto Adige ne trovate. Trascorriamo un paio d’ore di massimo relax e divertimento. La giornata è molto afosa e dopo una parentesi così appagante in piscina non abbiamo assolutamente voglia di immergerci nel centro di questa località di mare affollatissima di turisti ed in cui è anche giorno di mercato. Non sembrando così ricca di attrattive preferiamo spostarci e dirigerci verso Rouen ove ci sistemiamo nel comodissimo parcheggio (qui) lungo la Senna con vista sulla cattedrale. Troviamo l’ufficio del turismo aperto dopo aver preso indicazioni cominciamo l’itinerario consigliato dalla mappa. Una bella cattedrale e un centro storico davvero bello: non credevo che una città così grande celasse queste belle Rouenstradine ricche di case a graticcio. Sicuramente una tappa da non perdere, in particolare modo consiglio un giro nella piazza du Vieux Marchè ( dove fu bruciata Giovanna D’Arco) di sera: Troverete i suoi bellissimi palazzi a graticcio illuminati e un brulicare di persone a cena nei tanti ristorantini di queste stradine. Per cena data l’ora tarda azzecchiamo finalmente un ristorante:  se cercate il trionfo dei formaggi Le Maitre Corbeau(la cuisine au fromage) è quello che fa per voi: in un ambiente con tappezzerie e tovaglioli “muccati” servono piatti a base di formaggi , tra cui crostini, piatti di carne ma soprattutto vari tipi di fondue! Sazi ritorniamo al camper per la notte, e per visitare il mercato settimanale ( domenicale) il mattino seguente e ritornare per le vie del centro viste illuminate la sera prima. Bellissimo il mercato soprattutto la parte culinaria, un tripudio di frutta,  verdura, formaggi e stand che preparano specialità locali e non da asporto! A seguire passeggiamo ancora per le vie del centro per poi ritornare al camper e spostarci verso Chartres dopo aver pranzato lungo il tragitto in un tranquillo posticino lungo un fiume. Troviamo un parcheggio a ridosso delle mura ( di fianco ai vigili del fuoco) in cui a dir la verità l’unico postoChartres capace di ospitare un camper lo occupiamo noi. Visitiamo il paese un po’ smorto essendo domenica pomeriggio e tutto sommato quello che doveva essere uno dei paesi meglio conservati non soddisfa le nostre aspettative: parere totalmente diverso riguardo la bellissima cattedrale sicuramente non così imponente come ce la aspettavamo, ma dagli interni bellissimi. Un po’ delusi ma sicuramente un po’ stanchi  a causa della afa che oggi non molla abbiamo terminato quello che era l’itinerario iniziale, perciò dopo un breve summit decidiamo di allungare la strada del ritorno e fare una zona un po’  nascosta alle nostre abitudinarie tratte che evitano la svizzera: ci dirigiamo per le belle strade nazionali verso l’Alsazia in cui abbiamo in programma Colmar e Kaisersberg. Il paesaggio cambia notevolmente rassomigliando molto alla vicina Foresta nera: grandi colline coperte da foreste e casette con le finiture  in legno stile montanaro. A Kaysersberg ci sistemiamo nella bella area camper (qui) e dopo pranzo ci addentriamo per le strade del centro: Kaisersbergsbalorditivo, una bomboniera di paesino. Case a graticcio ben tenute con i muri e le imposte di colori pastello in ogni angolo, il tutto condito da gerani alle finestre e grossi vasi di fiori in ogni strada. Torna lo stile dei paesini tedeschi della germani del nord. Anche i dintorni sono bellissimi: solo ed esclusiva menti vigneti per una delle prime tre regioni per importanza di produzione del vino di tutta la Francia. Solo nella regione di Bordeaux ho assistito ad uno spettacolo simile. Siamo nel bel mezzo della strada del vino che va da nord di  Strasburgo sino a sud di Colmar. All’ufficio  turistico potrete prendere il programma,  delle feste del vino che si tengono il fine settimana nei paesi della regione in questo periodo, delle visite guidate gratuite ai vigneti compresi di degustazioni ed anche di alcune visite guidate  con musicanti in costume. Sicuramente una delle attività principali a cui dedicarsi è la degustazione dei vini locali nelle tante cantine di questi paesi, e se sarete fortunati come lo sono stato io vedrete anche cantine vecchie di 500 anni con immense botti di quercia in cui vengono invecchiati anche i vini bianchi: Gewurtztraminer, Riesling  Pinot Kasersbergnero e Pinot grigio la fanno da padrone. Dopo aver assaggiato davvero parecchi vini continuiamo percorrendo il sentiero che costeggia le mura e che offre altri scorci fantastici del piccolo paese e vi farà passare di fianco ad una delle torri sulla cui cima  cui una coppia di cicogne ( simbolo dell’Alsazia) ha fatto il nido. Davvero incantevole questo paesino sembra voler fare da gran finale al nostro viaggio che a dir la verità era partito un po’ in sordina. Altra chicca che sicuramente merita una visita, la vicinissima Riquewihr (qui) o in alternativa qui : attraversate i bellissimi  vigneti della zona spostandovi davvero pochissimi km. Case a graticcio , molti simile a quelle viste nel paese precedente ma forse un po’ più concentrate essendo il paese ancor più piccolo: una cerchia di mura con piccole torri cinge il paese interrompendosi in corrispondenza di una bella porta completa di  supporti per il  ponte levatoio, che nasconde parzialmente la torre dell’orologio. Anche qui stradine acciottolate davvero incantevoli che consiglio di visitare il tardo Ribeauvillepomeriggio , come abbiamo fatto noi, quando la ressa di turisti si è allontanata. Salire dalla strada che sale la collina immersa nei vigneti giungere alla porta superiore del paese e addentrarsi per le viuzze del paese è davvero da non perdere. Ci spostiamo per la notte a Ribeauvillè ove non farete fatica a trovare parcheggio per una breve visita, ma vi è comunque una area con camper service (qui) . Purtroppo visitiamo il paese di mattino presto, il momento peggiore per tutti i paesi con un centro storico  a causa dell’intenso traffico di auto e furgoni che scaricano i rifornimenti ai negozi e ristoranti che quasi ovunque sono consentiti fino metà mattina. Meno incantevole dei precedenti ma comunque ricco di casette graticcio ben tenute dai colori sgargianti. Facciamo una piacevole passeggiata ovviamente approfittando anche per visitare qualche cantina di produttori di vini, cosa che sarà una costante per tutti questi paesini e per pranzo ci spostiamo a Unawihr. Il paese non è nulla di eccezionale se non alcune casette e una bella chiesa gotica fortificata che lo domina Unawhirdall’alto di una collina immersa nei vigneti: l’attrattiva principale, nonché il nostro obiettivo è la serra in cui potete camminare in  mezzo alle farfalle ( a dir il vero un po’ cara per quello che effettivamente offre) e ben più bello il centro  di reintroduzione delle cicogne e delle lontre in Alsazia. Per un biglietto equo potrete visitare un piccolo parco contenente circa 200 esemplari in libertà di cicogne ( il simbolo della Alsazia): qui nidificano e potrete vedere le uova nei grandi nidi a seconda della stagione oltre che una esposizione didattica su altre specie animale. Nel parco trovate anche una vasca tattile di pesci, alcuni acquari  , cormorani, lontre, castori e avrete la possibilità di assistere ad uno spettacolo ( 4 volte nel pomeriggio ogni ora a partire dalle 14:45) che altro non è che una dimostrazione di pesca in acqua del cormorano, di una lontra, di una famiglia di pinguini e di una otaria. Il tutto si svolge con commenti volti a darne una rappresentazione didattica  della vita naturale di questi animali e non uno spettacolo di giocolieria tipico di animali ammaestrati. I bambini hanno apprezzato molto il parco ma anche per noi è stato molto piacevole e interessante.  Dopo aver fatto camper  service gratuitamente a Kaysersberg ci spostiamo a Eguisheim (qui): il piccolo paese ha un centro storico con tre cerchie concentriche di vie che una volta erano i tre castelli della città: soprattutto la cerchia centrale offre degli scorci bellissimi: consiglio di percorrere la stretta Colmarstradina acciottolata costeggiata da belle casetta colorate a graticcio in cui gli abitanti fanno sfoggio di molteplici vasi e fioriere multicolore. In questa tarda ora pomeridiana, quando i negozi iniziano a chiudere, la ressa dei turisti si è allontanata con le proprie autovetture e la calda luce del tramonto comincia a rendere tutto d’orato ci godiamo il paese e la sua quiete approfittando solo di tanto in tanto di una degustazione di vini. Poco più di un’oretta sarà sufficiente ma comunque vale la pena fermarsi per chi è in transito verso Colmar.  Alle nove e trenta del mattino seguente siamo già parcheggiati a Colmar ( la sosta (qui) è comodissima per il centro ma consiglio di arrivarvi di  mattino per riuscire a trovare posto comodamente: Al solito il trambusto delle consegne merci mattiniere deturpano un po’ la passeggiata, così per perdere un po’ di tempo ci dedichiamo prima alla parte più esterna del centro andando verso l’ufficio del Colmarturismo quella con ampie strade ricche di negozi per lo più di abbigliamento , dopo di che seguiamo l’itinerario consigliato attraverso la parte più caratteristica del centro. Belle case a graticcio che fanno da cornice ad alcune cattedrali in pietra giallo scuro, una bellissima casa del 1500 di un ricco mercante con una delle travi intagliate raffigurante un uomo e con le pareti affrescate. Attraversiamo questa zona molto pittoresca per passare al clou della città:  la piccola Venezia. Un piccolo quartiere con canali attraversati da piccoli ponti ricchi di vasi fioriti, il tutto nella splendida cornice di viuzze ricche di case con travi in legno, dai colori sgargianti. Davvero gradevole la visita di Colmar che per molti tratti rassomiglia molto ad Annecy;  proseguiamo la nostra passeggiata per poi ritornare al camper e spostarsi verso il confine per dirigerci a Bad Krozingen ove sorge un bel complesso termale con vasche di acqua calda sia all’esterno che all’interno, e una bella area sosta (qui) completa di tutto all’esterno, ma purtoppo non accettano bambini sotto i 3 anni, quindi nostro malgrado siamo costretti a desistere dal nostro progetto di un bel pomeriggio a mollo. Non ci resta che dirigerci sul Lago di Costanza ( Bodensee) e più precisamente Costanzasulla punta della penisola all’interno del lago, a Konstanz ( Costanza) che dista solo 200 metri dal confine svizzero. Lasciamo il mezzo nel comodissimo parcheggio camper (qui) e andiamo per le belle vie del centro passando attraverso una porta della città dominata dalla torre dell’orologio. Una lunga via principale con molti negozi e bei palazzi stile rinascimentale portano alla piazza della cattedrale, e da qui ci spostiamo lungolago ove una bella passeggiata tra parchi e ristornati con terrazze affollate la fanno da padroni. Un centro davvero vivo e allegro che di sicuro varrebbe la pena di essere girato in bicicletta per poterne scoprire tutti gli angoli: qui davvero sembra di essere in olanda o Danimarca ove trovate biciclette che sfrecciano sulle bellissime ciclabili  ed altre parcheggiate ovunque; tutta la zona è davvero super attrezzata a livello di ciclabili, perciò ci riproponiamo una vacanza in bicicletta per percorre tutto il perimetro del lago. Essendo il parcheggio su una strada trafficata decidiamo di andare a dormire altrove.  Dormiamo in uno dei piccoli paesini lungo il lago e di buon ora ci spostiamo a Unteruhldingen piccolo paesino di cui avevo notato le foto in un cartellone pubblicitario. Qui troviamo una comoda area sosta (qui) con posti riservati ai camper nel Unteruhndlingenparcheggione di fianco il rettilario. Due passi e si è in centro passeggiamo nel bel prato antistante il lago a fianco il molo in questa bellissima giornata di sole. Alcuni cigni e alcune papere ci danno il benvenuto e sembrano quasi sottolineare la perfetta pulizia e condizioni d’uso delle attrezzature in loco: piccola spiaggia su erba con docce, paravento per cambiarsi il costume, panchine e giochi per bambini tutto gratuito. A fianco troverete l’attrattiva principale del paese, il museo delle palafitte: anche senza fare la visita, dall’esterno potrete vedere le palafitte costruite sul lago. Chiediamo un paio di informazioni all’ufficio turistico  e ci spostiamo verso Meersburg essendo il paese molto piccolo. Qui l’area di sosta (clicca qui) ben segnalata è distante dal centro circa 2 km e mezzo, a dir il vero vi è l’area di sosta con servizi un po’ affollata , e un grande parcheggio (qui) in cui comunque è consentita la sosta alla medesima tariffa, ma offre più ombra e Meersburgmaggiori spazi per lasciare liberi i bimbi: dopo pranzo prendiamo il comodissimo bus che passa ogni 20 minuti che in due minuti ti lascia alle porte del paese. Davvero carino questo paesino con due piccole porte sormontate da una torre, e una miriade di belle case colorate con i muri affrescati e ricche di davanzali fioriti. Negozietti di ogni genere e gli immancabili bar e ristorantini con i tavoli all’aperto gremiti di turisti. Il centro è dominato da un bel castello, di cui non facciamo la visita, da un bel palazzo signorile con una bellissimo giardino all’italiana su una  terrazza che offre una bellissima veduta del lago. Da qui scendiamo per le scale che portano a livello del lago, sul molo ove attraccano i traghetti che offrono visite guidate, da cui parte una piccola zona pedonale lungolago con una bella passeggiata costeggiata da bar e gelaterie. Molta la folla dei turisti, tuttavia la visita risulta davvero piacevole soprattutto in una bellissima giornata di sole come oggi. Lasciamo il paese contornato da verdi colline in cui la fanno da padrona campi di vite e scendiamo verso l’Italia. Decidiamo di dirigerci a Merano per passare una giornata alle terme. Facciamo il Resia e ci fermiamo a dormire a Silandro (qui) per poi ripartire il mattino e passare la giornata Meersburgseguente alle bellissime terme di Merano: sicuramente molto accoglienti soprattutto in estate quando è aperto l’immenso parco esterno ricco di piscine e giochi d’acqua. Potete stazionare sul ben curato prato affittando i lettini o semplicemente con i vostri teli da mare e qui potete usufruire dei bar o del self service, oppure consumare il pranzo al sacco. Infine anche questa rilassante giornata volge al termine e con un paio di giorni di anticipo rientriamo alla base.Anche quest’anno abbiamo  fatto un bellissimo viaggio lungo 4 settimane e 5000 km in un paese che in assoluto ritengo uno dei più ospitali nei riguardi dei camperisti: aree attrezzate frequenti, ben tenute e spesso gratuite, anche nei paesini più piccoli. Come giudizio finale  devo ammettere che siamo partiti con moltissime aspettative sulla Bretagna e i sui suoi borghi, mentre invece siamo di certo rimasti più colpiti dalla Normandia. Come attenuante riconosco che il forse, avendo fatto viaggi bellissimi negli ultimi anni, stiamo diventando turisti sempre più esigenti: di certo per esempio non potevamo rimanere colpiti dalle scogliere della costa bretone o dalle estese brughiere ricche di erica fiorita, dopo aver visto paesaggi  molto similari ma forse molto più selvaggi in Cornovaglia e Scozia l’anno precedente. Non credevamo saremmo rimasti così colpiti e ci saremmo così appassionati ai luoghi dello sbarco; davvero emozionante calcare i medesimi luoghi ove tante cruente esperienza si sono consumate. Per quel che riguarda il cibo, nessun problema anzi, ottimi e noti gli ingredienti di qualità tipici di queste zone, vini formaggi, pane e preparazioni a base di pesce, ma sicuramente delusi siamo rimasti dalle poche uscite a pranzo in ristoranti locali. Si fa sempre più fatica a trovare qualcosa che non sia fatto a uso e consumo dei turisti. Cordiale il popolo francese per quanto non se ne dica della rinomata spocchia, dobbiamo però riconoscere che a differenza di noi italiani abbiamo sempre trovato persone che addirittura per strada incrociandoti ti rivolgevano il saluto. Come al solito tutto quello che non era in programma e che non ti aspettavi è quello che ti da le maggiori soddisfazioni: ed ecco l’improvvisata visita di una parte dell’Alsazia è stata forse il momento più bello di tutta la vacanza: una regione davvero bellissima, incantevole come paesaggi ( dolci colline in cui la fan da padrone i verdi vigneti) ma ricchissima anche di caratteristici borghi e castelli come la stupenda Kaysersberg . Per gli appassionati una meta davvero da non perdere per poter assaggiare a mio parere l’ottimo Gewurtzraminer ed entrare in contatto con i cordiali viticoltori della zona. Altrettanto bello il lago di Costanza che torneremo a visitare di certo con le biciclette al seguito. Sicuramente conserveremo i ricordi delle soste libere in solitaria sulle scogliere della Bretagna l’incantevole immagine notturna di Rochefort en terre, la bella Saint Malò, Mont Saint Michel e le stranissime maree, la bellissima penisola di Quiberon e la cote Sauvage, la costa del granito rosa intorno a Tregastel che offre un paesaggio davvero particolare, la gustosa tappa a Livarot, la bella Honfleur ( forse il più bel paese di tutto il viaggio) Etretat con la sua bella spiaggia con vista sulle falesie che gustata in una bella giornata di sole è il massimo, l’isola di Brehat per una giornata di relax e natura . Per completezza di informazione: cosa ci ha deluso di più: sicuramente la tanto reclamizzata Cancale.In conclusione un viaggio assolutamente da consigliare e da approfondire , ideale anche per chi fosse alle prime armi con il mondo del camper: tutto facile in Francia. Consigli utili: carta di credito con chip al seguito per fare camper service e benzina quando i benzinai sono chiusi, rifornimento nei benzinai presso i supermercati ove il carburante costa meno. Ottime le statali non a pagamento in quasi tutta la Francia.

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Le nostre soste

Ci teniamo a precisare che nella sezione soste non troverete solo camping e aree di sosta ma sopratutto parcheggi gratuiti ove poter sostare semplicemente per una veloce visita alla attrazione turistica, oppure ove poter pernottare in tranquillità senza essere ne troppo isolati ne troppo in mezzo alla confusione: tutte le segnalazioni sono da ritenersi soggettive e vi preghiamo di segnalare ogni variazione. Per qualsiasi dubbio...chiedete:
info@robadacamper.com