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Viaggio in gran bretagna

Inghilterra e Scozia in lungo e largo

Si parte, giochiamo d’anticipo e venerdì mattina siamo già in viaggio direzione Monte Bianco: un po’  di coda al traforo ma poi tutto liscio: il paesaggio si fa subito molto accattivante, dominato dai grandi ghiacciai che si allungano verso il basso. Arriviamo in tardo pomeriggio ad Annecy che da subito risulta tanto bella quanto inospitale verso i camper: unica area sosta con circa 8 posti (qui) e il resto solo divieti e sbarre limitanti l’altezza. AnnecyDopo tanto girovagare essendo l’area piena troviamo parcheggio (qui) nei  pressi del vecchio camping, e assieme ad altri due camper passiamo la notte: la mattina seguente via in bici : le ciclabili  e i sentieri lungolago son ben  tenuti e gli scorci davvero incantevoli. L’acqua ha un colore stupendo e anche il centro storico non è da meno: un dedalo di viuzze , canali e fioriere multicolori. Gironzoliamo per il centro, che mano a mano che passa il tempo comincia ad animarsi, con i suoi negozi e localini immersi nelle stradine acciotolate dopo di che ci dilunghiamo un po’ lungo la bella ciclabile lungolago per poi  abbandonarci ad un rilassante pranzo al sacco nel parco accanto al lago. Veramente incantevole questa tappa di avvicinamento. A seguire partiamo alla volta di Troyes (sosta) dove arriviamo per cena: cena all’aperto e un Troyesgiretto digestivo per un assaggio delle innumerevoli case a graticcio del centro storico. La notte due  gocce d’acqua rinfrescano la temperatura e la mattina facciamo una passeggiata per il centro che ci rivela angoli nascosti molto graziosi: davvero un centro storico molto caratteristico, peccato solo il cattivo stato di conservazione delle case a graticcio, che sono qui numerosissime. Si riparte e per caso arriviamo per pranzo a Reims ove ci accorgiamo di sostare vicinissimi al centro (qui) o in alternativa qui: decidiamo così di fare due passi. Sorpresa: una Reimscattedrale davvero stupenda, sia esternamente che internamente con vetrate  decorate da Marc Chagall. Nella capitale dello Champagne non possiamo che  acquistarne una bottiglia da stappare in occasione dell’imminente compleanno di Elena. Dopo una breve visita ripartiamo alla volta di Calais ove passiamo la notte nel parcheggio del terminal traghetti, molto più silenzioso di quello che ci si potrebbe aspettare, in compagnia di un centinaio di camper e roulotte in attesa dell’imbarco. L’indomani si sbarca in terra inglese e, guida a sinistra ( ci prenderete subito la mano) ci si dirige subito a Rye (sosta) che ci fa immergere subito nella pace Ryee tranquillità di molti paesini inglesi: troviamo particolare il contrasto tra barche ormeggiate nel canale in fondo al paese e le casine a graticcio e i mura di pietra della chiesa e di molte case, immerse in una piccola rete di stradine acciottolate. Veramente grazioso e sopratutto da non perdere la chiesa con il suo paradisiaco giardino cosparso di lapidi e alberi secolari: la quiete è interrotta solo dai molteplici gabbiani che sorvolano il paese; pranziamo e ci spostiamo al Bodiam Castle per una sosta con riposino al sole approfittando della bellissima giornata:  un giardino immenso e un parcheggio comodissimo (qui) che ci invita a tirar fuori la brandinaBodiam Castle per un sonnellino al sole: anche qui la quiete è straordinaria e viene solo interrotta di tanto in tanto dal fischi del trenino a vapore che porta i turisti e ferma nella vicinissima stazioncina. Il castello non ha importanza rilevante, ma il contorno e l’immagine di insieme è veramente particolare: sembra il classico castello delle fiabe con le torri sul perimetro con merli  e il fossato attorno. Facciamo solo una passeggiata intorno al castello dando da mangiare alle paperine e scattando qualche foto. Ripartiamo e facciamo tappa ad Hastings (sosta): effervescente e attiva cittadina, affollata do ragazzini in vacanza   studio, con un bel lungomare e una parte vecchia graziosa. Sicuramente le maree di studenti la fan da padrona. Facciamo un Hastingsgiretto per il centro e percorriamo un pezzetto di lungomare e dopo cena decidiamo di pernottare li nonostante il frastuono dei gabbiani sia a volte assordante. Di certo una tappa che si può tralasciare per chi ha poco tempo, così come ( parere personale) le città un po’ grandine in quanto impongono un notevole dispendio di tempo nel traffico e per la ricerca del parcheggio che in Gran Bretagna è spesso alquanto difficoltosa e quasi sempre a pagamento. L’indomani dopo l’ennesimo carico d’acqua dai bagni pubblici con la tanica incontriamo alcuni compagni di forum con cui scambiamo due chiacchiere prima di lasciare il paese alla volta di Brighton. Parcheggiamo lungo una strada vicinissimi al centro e ci addentriamo subito nella città vecchia che è un dedalo di stradine larghe un paio di metri scarsi costellate da Brightonnegozietti, in primis oreficerie. Decidiamo di tralasciare le vie centrale dello shopping e andiamo a visitare il Royal Pavillion, che se da fuori è molto particolare, gli interni risultano ancor più interessanti: capatina sul lungomare affollato con vista sul vecchio molo per poi tornare per pranzo al camper e lasciare la città in direzione Salisbury. Durante lo spostamento si presenta dall’alto di una collinetta la splendida veduta di Arundel in cui dominano la cattedrale e il castello: decidiamo di fermarci (qui). Tralasciamo la visita del castello che da vicino quasi non si riesce a scorgere tra la vegetazione e facciamo due passi per le strade del centro ( due di numero) Arundelverso la cattedrale che in realtà non si rivela nulla di  eccezionale: molto bello il curatissimo campo da minigolf su erba accanto al parcheggio: peccato non aver tempo per una partitina. Nel complesso di certo la cosa migliore è la visione di insieme dalla collinetta a circa 1 km di distanza ( quando si transita sulla strada principale) in cui si può ammirare il paese intero come se fosse una cartolina. Finalmente arriviamo a Salisbury (sosta) ove la nota cattedrale è qualcosa di sorprendente: il  verde intenso del prato tutto intorno fa da cornice assieme alla corte di casette in pietra. Anche l’interno è magnifico e maestoso. Dopo cena scopriamo che anche il paese è Salisburyall’altezza della magnifica cattedrale: case a graticcio, un tranquillo ruscello attraversato da piccole chiuse e ponticelli: veramente incantevole. L’idea di andare a Stonhenge viene rimandata e decidiamo di pernottare immersi nella tranquillità del paesino. Fino ad ora il sole ci ha accompagnato , ma l’indomani una pioggerellina ci accompagna a Stonhenge (sosta). Peccato non aver pernottato in zona per poi essersi Stonehengesvegliati alla vista dei monoliti o aver qui visto un tramonto.   Il luogo resta comunque magico per la sua risonanza, ma la visita totale non richiede molto tempo. Dopo una breve  sosta ci spostiamo a Shaftesbury (sosta)dove pranziamo e facciamo due passi per il centro che in realtà presenta un solo  scorcio  particolare : la stradina acciottolata che irta sale verso il paese contornata di casette in pietra incantevoli e con le verdi colline dei dintorni. Scattiamo  qualche foto e un po’ delusi ci spostiamo a Sherborne (sosta) che invece presenta una cattedrale e un contorno esterno molto grazioso: indugiamo su una panchina su verdissimo prato intorno alla chiesa assaporando la pace che ci circonda nella calda luce del tardo pomeriggio. LeShaftesbury  case del centro sono tutte in pietra color miele e bene si intonano con i colori della cattedrale. Ripartiamo verso Polperro e sulla strada decidiamo di far pausa per cena presso la Buckfast Abbey che casualmente troviamo indicata sulla mappa: ci serviva  solo un luogo di sosta (qui) per cenare e  poi ripartire e invece troviamo un incantevole luogo: i colori del tramonto adornano ancor più l’abbazia e il suo giardino ben curato, con i suo alberi secolari e il giardino di lavanda. Buckfast AbbeyTanta pace e silenzio immerso nella frizzante arietta fresca del parco Nazionale Dartmoor. Davvero una chicca da non perdere. Essendo veramente tranquillo e silenzioso il paese decidiamo di fermarci per la notte rinviando all’indomani Polperro (sosta) Una grande sorpresa: un paesino stupendo , con le sue casette colorate o bianche con gli infissi colorati, il porticciolo incantevole che noi  abbiamo trovato con le barche arenate data la bassa marea; un dedalo di viuzze con angolini molto suggestivi, in cui si possono scorgere Polperroparticolari che sembrano usciti da una cartolina: un gabbiano che becca una lisca di pesce più grande di lui, un vaso di fiori o un mucchio di conchiglie incastonate nell’intonaco di un muro. Arriviamo al limitare del porticciolo dove aguzze rocce che sembrano scolpite sembrano proteggere la baia. Il rumore delle onde e lo stridere dei gabbiani sono gli unici rumori che interrompono la immensa tranquillità che il paesino fa respirare. Dopo alcune foto  dalle rocce torniamo indietro per pranzo per poi ripartire e far la conoscenza con i famosi single track: la cosa bella è che gli inglesi non si sconvolgono ad ogni Lizard Pointincrocio pericoloso mantenendo la loro proverbiale calma .Ci spostiamo a Lizard Point (sosta) e passeggiamo dal paese fino alla punta ove ammiriamo il faro e le scogliere ricoperte da buffe piantine grasse fiorite. La baia è un incanto e la bella giornata ne fa risaltare i colori. Sarebbe da percorrere il sentiero costiero lungo il crinale ma con il piccolo Lorenzo sarebbe un po’ difficoltoso; probabilmente in Scozia vedremo paesaggi altrettanto belli se non più selvaggi di questo , decidiamo perciò di tornare al camper  e spostarci verso la prossima tappa. Arriviamo a Porthleven (sosta) che però si rivela un po’ una delusione: un porticciolo carino e nulla più. Pochi chilometri e siamo a Marazion ove sostiamo in un parcheggio a 5 stelle (qui): direttamente sul mare con vista sull’isolotto di St. Michael Mount e unaPorthleven splendida veduta sulla baia. Forse il primo luogo in cui anche la sosta notturna è consentita. Conosciamo una altra coppia di Italiani  che per la seconda notte son tornati a dormire qui data la tranquillità e la bellezza della sosta Ci godiamo il tramonto  mentre la marea cala velocemente scoprendo la strada lastricata che porta all’isolotto. Al chiarore di luna passeggiamo sulla spiaggia che si allunga sempre più scattando alcune foto e godendoci un silenzio surreale. Veramente appagati andiamo a dormire aspettando l’indomani per la visita a  Saint Michael Mount . Saint Michal's MountCon la marea che comincia  a calare andiamo sull’isolotto in barca e facciamo in brevissimo tempo un giretto per le uniche viuzze percorribili a dir vero poche ed essendo ancora chiuso il castello decidiamo di saltare la visita. Torniamo accompagnati dai cigni che stranamente abitano la baia rimanendo nell’acqua salata, mentre l’Adriana effettua il viaggio di ritorno a  piedi essendo ormai quasi del tutto scoperto il vialetto lastricato che congiunge la terra ferma. Anche se l’isolotto non presenta attrattive di rilievo,ma la visione di insieme della baia , complice la bella giornata di sole, è da favola. Ritorniamo al camper passeggiando per la spiaggia , ormai lunghissima per la bassa marea, raccogliendo conchiglie con i bimbi. PorthcurnoSoddisfatti dalla sosta ripartiamo, ma giunti al Minach Open Teather la amara sorpresa che ha appena chiuso perché nel pomeriggio  vi sarà una rappresentazione: facciamo così solo due foto alla spiaggia di Portchurno (sosta qui) che vista dall’alto sembra una spiaggia caraibica per lo stupendo colore dell’acqua e risaliamo in camper  affranti per la mancata visita: data la stupenda giornata di sole eravamo certi sarebbe stato uno spettacolo mozzafiato. Saint IvesRitorniamo attraverso il single track appena percorso e facciamo tappa a Saint Ives: Il paesino visto dal parcheggio (qui) è veramente splendido: il suo porticciolo con le barche in secca è incantevole: scendiamo dal parcheggio verso il centro con il bus e  ci immergiamo nelle viuzze dietro il porticciolo che brulicano di vita. Negozietti di ogni  genere e un tante persone in villeggiatura. Costeggiamo i pub sul lungo porto e arriviamo al molo dove ammiriamo un  leone marino che scopriamo essere un abitante fisso del porto e che arriva a nuotare a pochi metri dai turisti per nulla impaurito. La giornata è molto calda  e il mettere i piedi a bagno nella fresca acqua ci da sollievo. Ritorniamo sui nostri passi costeggiando tutto il porticciolo e gustando un centrifugato di mela fresco. Soddisfatti della visita ( assolutamente da non perdere) lasciamo il paesino e le sue tante gallerie  d’arte per dirigerci verso Port IsaacPort Isaac (sosta qui) dove arriveremo in serata: il paese non presenta nessuna attrattiva notevole, anzi la mattina appare molto trasandato e con le strade piene di spazzatura: ci spostiamo a Tintagel (qui) per la visita al castello dove nacque Re Artù: della fortezza restano alcuni muriccioli ma l’istmo di terra su cui sorgeva regala scorci mozzafiato. Una Tintagelpiccola cascatella sulla spiaggetta della caletta ci da il benvenuto, il tutto immerso in verdissime colline piene di erica fiorita. Dall’alto dello scoglio enorme si gode una veduta fenomenale su tutto il tratto di costa adiacente. Passiamo ore appaganti godendo della bella giornata e pranzando al sacco su prati verdissimi. Sicuramente una meta da non perdere facendo attenzione a svoltare in strade ove indicato il castello senza seguire il navigatore che vi porterebbe in single track impraticabili. Si riparte e giungiamo a Wells (parcheggio qui) con la luce del tardo pomeriggio: ci dirigiamo subito verso la Wellscattedrale che è stupenda da fuori ma altrettanto sorprendente all’interno: un orologio con dei cavalieri  in miniatura che ogni quarto d’ora si rincorrono a rappresentare una giostra antica. Ammiriamo gli interni dell’imponente cattedrale  incluso il chiostro  e torniamo all’esterno ove un camper è parcheggiato nella piazza della cattedrale: i suoi occupanti hanno tirato fuori un tavolino e stanno facendo una grigliata con vista sula cattedrale nella calda luce tardo pomeridiana, immersi in un silenzio quasi strano: deve essere una emozione unica: passiamo davanti al Priory Palace che ormai è chiuso e ritorniamo al camper: di certo la cattedrale merita una sosta in città .  Ci spostiamo a dormire a Bath  che risulta davvero inospitale per i camper : dopo tanto girovagare ci fermiamo in un parcheggio per bus e decidiamo che l’indomani avremmo saltato la visita del paese che nel nostro girovagare compreso il centro non ci era apparso nulla di  trascendentale. Di buon ora la Castle Combemattina dirigiamo verso Castle Combe (sosta qui) è davvero un borghetto incantevole: le sue case in pietra color miele che si affacciano sulla via principale , il mercato quadrato, il bel giardino del Manor house, e i bellissimi scorci da  cartolina delle case ricche di fiori colorati: fuori da un portoncino troviamo un tavolino con fette di torta al limone fatta in casa e noi ne approfittiamo comprandone una fetta e lasciando i soldi nella cassetta delle lettere. Un piccolo villaggio fuori dal tempo , la cui visita richiede mezzora o poco meno ma che vale di sicuro la pena non tralasciare per respirare l’immensa quiete e tranquillità.Ci spostiamo e arriviamo al Warwick Castle (parcheggio qui) entriamo subito attirati dal rumore della folla all’interno: Warwick Castleconsigliamo di fare i biglietti uno alla volta poiché ad ogni biglietto vi rilasciano un buono per ritornarvi una altra volta gratis (incluso un bambino) così facendo lo potete passare ad una seconda persona che entrerà gratis. Il castello è un paradiso per i bambini: le stanze arredate sono ben curate e complete di manichini che rappresentano la vita di tutti i giorni in quelle stanze: il cortile è traboccante di figuranti in costume, artisti di strada e ,  cavalieri, arcieri e decine di tende in cui viene rappresentata la vita del tempo il tutto condito da chioschi e attività ludiche: viene coniugata la fantastica cornice del castello e dei suoi giardini fioriti con attrattive da parco divertimenti per ragazzi: potrete tranquillamente passarvi una giornata intera se Chesteravete tempo, facendo la gioia dei  vostri bambini. Alla chiusura del parco ripartiamo spostandoci per la notte a Shresbury. Giornata un po’ grigia , la prima , ne approfittiamo per far la spesa al supermercato e fare il bucato, dopo di che decidiamo di tralasciare la visita di Shresbury , paese natale di Charles Darwin, e dirigiamo verso Chester (parcheggio qui): arriviamo e comincia una leggera pioggerellina che smetterà in venti minuti per lasciare spazio al sole: il centro è pieno di vita: stradine ben tenute ricchissime di edifici a graticcio  e con una particolarità: portici sopraelevati ricchi di negozi di ogni genere. E’ il primo paese che vediamo in cui veramente le strade trasudano una atmosfera piacevolmente frizzante. Trascorriamo  alcune ore facendo ottimi affari nei negozi e passeggiando per le vie ben tenute e contornate da edifici stupendi, passando per la porta cittadina con un orologio di nobile fattura, la cattedrale di arenaria rossa  e le viuzze lastricate attorno alle vie principali: consigliamo vivamente diVallo di Adriano fare tappa in questo paese. Ripartiamo alla volta del vallo di Adriano fermandoci per cena a Kendal (parcheggio qui) che a parte un paio di stradine  del centro contornate da edifici in pietra non offre molto più al visitatore. Con una leggere pioggerella lasciamo il paese dirigendosi verso il Vallo di Adriano in direzione Brampton, paese da cui dovrebbe iniziare il tratto più bello: arrivati in paese all’ufficio del turismo chiediamo istruzioni sulla direzione da seguire e scegliamo  il luogo in cui fermarci: pranziamo  nel parcheggio dopo di che ci incamminiamo lungo il sentiero che costeggia il muro: si attraversano cancellini di legno con il cartello che indica di lasciare chiuso poiché le pecore e il bestiame che abbonda nei campi circostanti potrebbe passare in altri terreni. Percorriamo un tratto di quella che una volta fu teatro di scontri con le popolazioni barbare: il paesaggio è favoloso anche se un  po’ troppo battuto dal vento e per non rischiare un malanno per i bimbi torniamo presto in camper. Comincia a piovere perciò decidiamo di lasciare stare un altro tratto del muro e ci muoviamo per arrivare a New Caerlaverock CastleAbbey ove dovrebbe esservi un bel parco in cui è possibile nutrire gli animali, ma essendo tardi variamo nuovamente i programmi e dirigiamo verso il Caerlaverock Castle (parcheggio qui) che raggiungiamo in compagnia di un altro camper di italiani. Il castello è stupendo immerso in un prato verde vivo, con il suo fossato intorno e le sue pietre di arenaria rossa. La visita richiede poco tempo , ma la visione complessiva è da cartolina…peccato solo manchi il sole che avrebbe fatto risaltare ancor più il bel colore verde del prato. Per ora in Scozia le strade son sempre discrete ma  molto più tortuose perciò va sempre considerato che gli spostamenti richiedono più tempo: ragione per cui cominciamo a spostarci verso il Culzean castle (parcheggio qui) che raggiungiamo la mattina seguente  dopo la traversata di colline incantevoli costellate da affioramenti rocciosi, laghetti in cui si abbeverano Culzean Castlecavalli e mucche, prati e cigli stradali fioriti e microscopici agglomerati di case che si fanno sempre più isolati. Dopo aver sostato la notte a Dalmellington riprendiamo e per arrivare al castello facciamo la conoscenza con i single track scozzesi che sono molto meglio di quelli inglesi, e passiamo in  mezzo a mandrie di pecore e mucche che spesso occupano la strada che si snoda lungo le dolci colline: una esperienza davvero piacevole. Il castello è immerso in bel parco con cervi e daini e aree picnic, peccato la mattinata sia un po’ uggiosa. Visitiamo il castello, molto bello, che in ogni stanza presenta fogli plastificati in tutte le lingue con la descrizione Stirlingdella stanza da leggere e da riporre a fine lettura. Questa particolarità abbastanza frequente la ho trovata molto comoda. La baia è spettacolare con la bassa marea anche in un giornata nuvolosa come oggi. Comincia  a piovere  e dopo pranzo decidiamo di spostarci a Stirling (sosta qui): approfittando del sole che è uscito visitiamo subito il castello che sorge sulla sommità di un vulcano da cui si vede una stupenda veduta. Il castello ben conservato merita una visita; a seguire facciamo un giretto scendendo a piedi nella sottostante città vecchia che però non è all’altezza del castello. Consiglio Doune Castledi salire e sostare nel parcheggio del castello per entrambe le visite e anche se la strada che sale sembra stretta avanzate tranquillamente. Cena nel parcheggio , due chiacchiere con due ragazzi italiani e via verso il Doune Castle ove sostiamo nel parcheggio del castello (qui) e vi passiamo la notte in compagnia di lepri e scoiattoli e da cui godiamo della vista del castello illuminato dal chiarore lunare. Il mattino il sole ci sveglia sul tardi dato che con il gran silenzio abbiamo dormito Callanderbenissimo, decidiamo di partire subito tralasciando la visita al castello. Ci fermiamo a Callander dove al fornitissimo ufficio turistico prendiamo depliant di ogni genere e ci facciamo  consigliare un itinerario in bicicletta. Sostiamo nell’idilliaco parcheggio lungo il fiume (qui) con parco giochi e area picnic, il tutto contornato da anatre e cigni nel fiume (consigliamo di pernottare qui).  Facciamo il sentiero numero 7 lungo il fiume ben segnalato e ben tenuto che attraverso un bellissimo bosco di querce pieno di lamponi more e mirtilli, che ovviamente assaggiamo,  costeggia il fiume passando accanto alle rapide che in realtà  non abbiamo trovato e arriva ad un bel lago sulle cui rive molte persone campeggiano liberamente. Ci renderemo conto presto cosa vuol dire campeggio libero! Il sentiero prosegue nella valle che si stringe sempre più ma noi torniamo indietro per pranzare all’aperto vicino ai camper e ripartire in direzione mare passando attraverso il parco dei Trossachs : percorriamo la bellissima strada panoramica che va verso Aberfoyle  e poi costeggia il Loch Lomond , che si snoda attraverso montagne bellissime con scorci mozzafiato su laghi incantevoli. Sicuramente dovrebbe essere molto bello fermarsi in uno dei frequenti parcheggi e centri visitatori per poi inoltrarsi nei boschi per fare una bella passeggiata. Incontriamo anche nel mezzo delle colline un uomo che suona la cornamusa in piena solitudine rivolto verso la vallata che abbraccia un bellissimo lago: ovviamente accostiamo per ascoltarlo qualche minuto senza Eilan Donan Castledisturbarlo. Il paesaggio cambia ma rimane sempre incantevole e noi ci fermiamo a Connel (qui) in riva al lago che presto si getterà in mare, dove tra l’altro vediamo nuotare una foca nell’acqua: qui ceniamo al The Oyster Inn , ristorante di fronte al parcheggino poco dopo il ponte, sotto cui si forma, in base alla marea, uno strano fenomeno si increspatura delle acque a causa di uno sperone roccioso sotterraneo: sulla porta troviamo l’etichetta della guida michelin 2009…ebbene una cena ottima a base di pesce con preparazioni particolarissime tra cui un tortino di pesce misto con contorno di alghe squisitissime ( lo so lo so, anche io non sono un tipo da alghe, ma vi assicuro provare per credere) una coreografica pentola di cozze, ostriche, salmone delizioso e un filetto di tonno alto 4 cm cotto a puntino! Veramente da non perdere. Questa mattina ci svegliamo un po’ tardi e sotto la pioggia, che ci accompagnerà tutto il giorno ( a dir la verità il primo intero giorno di pioggia), ci dirigiamo verso l’ Eilean Donan Castle (sosta qui) : la strada nella parte finale si fa veramente bella: si attraversano montagne e  fiordi bellissimi con piccoli ruscelli ovunque e la brughiera che fa da padrona! Uno dei tratti di strada più belli  visti sin ora. Il castello è in una posizione incantevole e di certo non ha bisogno di Carbost Baypresentazioni:a mio parere forse il più bello visto fino ad ora. La pioggia non molla e appena giunti sull’isola di Skye decidiamo di cenare fuori al Creelers di Broadford:  consigliamo di prenotare dato che abbiamo trovato posto per miracolo, ma di certo è stata una ottima cena a base di pesce: consiglio le code di aragoste locali in salsa allo cherry e zafferano. Ci spostiamo e passiamo la notte (qui) con vista sulla baia di Carbost vicino alla Talisker distillery che visiteremo l’indomani. Con un colpo di fortuna riesco a intrufolarmi alla prima visita guidata (ragione per  cui vi consiglio di prenotare): il giro che  dura 45 minuti e costa 5 pound  inizia con un assaggio del loro invecchiato 10 anni che comunque nulla ha a che vedere con i i whisky commerciali: trovo la visita guidata e piacevolissima e ovviamente acquisto una bottiglia di whisky. Ci spostiamo verso il Dunvegan Castle (sosta qui) che tutto sommato ci appare un po’ deludente, complice il forte vento che ci nega il giretto in barca a vedere le foche. In compenso nel trattoDunvegan Castle di strada che va dalla distilleria al castello ammiriamo paesaggi di rara bellezza e ci fermiamo spesso nei frequenti point of view per fare alcune foto. L’isola di Skye senza dubbio regala i migliori paesaggi di tutta la Scozia proponendovi una varietà notevole di scorci. Cosi anche dopo la visita al solo giardino del castello ripartiamo per goderci una altra scorpacciata di Skye: facciamo il giro dell’isola dirigendoci a Portree (sosta qui) costeggiando la costa: consigliamo soprattutto il pezzo ove la strada diventa single track che come già detto qui in Scozia sono Portreepiacevolissimi: ammirerete scorci veramente mozzafiato! Arrivati a Portree , che arrivando da nord regala subito, appena entrati in paese l’unico scorcio degno di nota ovvero il porticciolo con le casette multicolore,  ci informiamo per fare il  giro in barca il mattino seguente (dal porticciolo partono diverse barche) ma imperversando ancora il maltempo decidiamo di lasciare la bellissima isola di Skye e andiamo a pernottare a Plockton (sosta qui) : la mattina la giornata sembra meglio della precedente e ci rechiamo al molo percorrendo la strada principale lungomare ove sono affacciati una miriade di bed and breakfast con i loro giardinetti privati dal lato della spiaggia di sassi, per imbarcarci per la piccola crociera a vedere le foche. I moli in paese sono due quindi fate Plocktonattenzione ai cartelli che troverete  che indicano orari e partenze. Noi scegliamo la Calum’s per la gita che è una barca abbastanza grande con una parte superiore allo scoperto e una al coperto ideale per chi come noi ha dei bimbi e non vuol rischiare di prendere acqua e vento; inoltre il luogo sembra adattissimo essendo la baia molto riparata e ricca di isolotti rocciosi che rendono il paesaggio bellissimo. Questa mattina le foche son un po’ poche ma alla fine le vediamo a prendere il sole su un paio di isolotti, tanto è vero che il tour in barca si sarebbe pagato solo se si fossero viste le foche. Ci spostiamo lungo i soliti single track a tratti verso Locharron (qui)che però non è nulla più di quattro case in fila su una unica strada che costeggia il fiordo; pranziamo e Plocktonripartiamo subito in direzione Inverness scegliendo di fare la strada che passa a nord e che anche se ci fa allungare un po’ dovrebbe essere più panoramica. Troviamo una sosta molto comoda per il centro (qui) , anche se in realtà la cittadina non è così grande come pensavamo: carino il lungofiume su cui si affaccia il castello dall’alto della sua collina; un paio di strada pedonali strapiene di negozi che però alle 17 chiudono , tra cui un paio di negozi in cui si vendono oggetti tipici scozzesi tra cui i famosi kilt: per le strade è la prima volta che vediamo qualcuno indossareInverness un kilt ( eccetto l’uomo che suonava la cornamusa nei Trossachs). Per quello visto la capitale delle Highlands non è nulla di eccezionale. Domani Loch Ness ci attende. Facciamo tutto il giro del lago scendendo da Inverness facendo tappa a Drumnadrochit per chiedere informazioni (qui) (decidiamo di saltare la visita del Loch Ness center e del paese che sono quattro case in croce) per poi scattare due Loch Nessfoto un paio di km più avanti al Urquhart castle (qui) senza visitarlo , per poi arrivare a Fort Augustus (sosta qui): facciamo due passi soffermandoci sull’unica attrazione del paesino ovvero le cinque chiuse consecutive che permettono alle imbarcazioni di coprire un dislivello totale di 13 metri lungo il Caledonian Canal. Con la piccola folla assistiamo al trasbordo di alcune imbarcazioni, il tutto con il sottofondo musicale di un suonatore di cornamusa in kilt. Comperiamo un po’ di fish and chips da asporto (scelta pessima) e poi ripartiamo risalendo il lago in direzione nord attraverso la strada che di  fatto si discosta dal lago da subito, ma che in quota ci regalerà degli inattesi stupendi paesaggi (consigliamo davvero questo tratto di strada). Il tardo pomeriggio Dunottar Castlearriviamo al Dunottar Castle ma essendo già chiuso ci accontentiamo di un giretto nei dintorni delle rovine a picco sul mare riproponendoci la visita l’indomani mattina sperando nel sole. Ci spostiamo a Stonehaven ( 2 km dal castello) dove sostiamo sul molo (qui) con vista mare e baia a   cinque stelle: se potete fermatevi a dormire qui cullati dal rumore  delle onde e dei gabbiani, sperando di essere fortunati e di vedere un bel tramonto alle spalle di Stonehaven. Facciamo due passi lungo la strada del porto su cui si affacciano alcuni ristornati e ceniamo fuori a base di pesce, e scattiamo due foto al delizioso porticciolo che come nostra consuetudine , ormai , anche Stonehavenquesta volta è in bassa marea. Da qui potrete prendere il sentiero che costeggia la scogliera e porta al Dunottar Castle che dista un paio di km oppure proseguire dal molo lungo la passerella che costeggia la baia, arrivare in centro in pochissimi minuti e proseguire verso la zona della spiaggia. La mattina seguente il sole non ci accontenta, così decidiamo di partire verso sud costeggiando la costa: facciamo tappa per pranzo a Saint Andrews (sosta qui) che si rivela essere un paesino molto grazioso, con le sue porte medioevali, le stradine con i cortili laterali che risalgono alla impronta medioevale, i resti della sua Saint Andrewscattedrale immersi in un parco costellato di lapidi di fianco alla scogliera e i resti del castello a picco sul mare: approfittiamo dei molti negozietti per fare un po’ di shopping. Ancora una volta troviamo abbigliamento a ottimo prezzo. Di certo nel tratto costiero tra Aberdeen ed Edimburgo è un paesino da non perdere. Una passeggiata e poi via verso Edimburgo. La città è molto più piccola di quel che pensassi: in camper ci si può addentrare fino al centro cosa che noi abbiamo fatto per poi retrocedere e  fermarci nel comodo parcheggio(qui) a circa 1,5 km dal castello, da Edimburgocui domani pensiamo di muoverci direttamente a piedi. Infatti il parcheggio è comodissimo per la visita a piedi della città; in mattinata visitiamo il castello passando per la Grassmarket square , piazza dell’antico mercato del bestiame oggi piazzetta carina contornata da ristorantini con i tavolini fuori che a dir il vero danno una immagine più graziosa in serata. Dal castello si gode una splendida veduta su tutta la  città, peccato solo che la vista del castello sia in parte ostruita dalle  tribune montate nell’esplanade antistante l’entrata in occasione del Military Tatto che di certo dovrebbe essere una manifestazione assolutamente da vedere. Terminata la bellissima visita percorriamo il Royal mile indugiando presso la moltitudine di spettacolini dei  più disparati artisti di strada, o semplicemente gruppi di studenti che inscenano piccoli spettacoli in occasione del festival: di certo il miglio reale, questa lunga via in  parte pedonale contornata da negozi, rimane impressa per la vivace attività che ferve in essa e per la miriade di ragazzi che fanno pubblicità a spettacoli che si svolgeranno a partire dalle undici di sera per tutta la notte in piccoli palcoscenici montati lungo la via. Consigliamo di sbirciare anche in alcuni vicoletti laterali che possono riservare scorci molto pittoreschi . Nel tardo pomeriggio decidiamo di ritornare sui nostri passi per fare la gioia dei bimbi con la visita dello zoo (qui) che si trova a 3 km dal nostro parcheggio (Morrison car park): come molti zoo delle grandi città europee è molto bello e ben tenuto con grandissima  varietà di primati ma forse un po’ carente sui grandi mammiferi: di certo non all’altezza della fama cheSaint Abbs ci aveva preannunciato la nostra guida e meno bello di quello di Odense visitato lo scorso anno. Ripartiamo per far tappa per cena a Saint Abbs : sosta a 5 stelle direttamente sul molo (qui) con vista sul porticciolo e la bellissima scogliera: anche qui il solito no overnight che riteniamo sia più una misura preventiva che un effettivo divieto e comunque sempre riferito a caravan ovvero roulotte ( traduzione letterale e non motorhome ovvero camper). Il paesino è composto da poche case ma il porticciolo con la sua baia rocciosa è uno spettacolo. La notte sentirete il rumore delle onde che sale con la marea fino a darvi l’impressione di essere in mezzo al mare. Ci godiamo la colazione vista mare mentre gruppi di persone si preparano a partire per immersioni, e ripartiamo  verso Berwick upon Tweed (sosta qui) . Facciamo un Berwick upon Tweedgiretto per la piazza facendo un po’ spesa ( consigliamo davvero tutta la carne di agnello tra cui l’ottimo fegato e il buonissimo filetto  di collo ….tra l’altro molto più economico che da noi), e ci affacciamo a vedere il fiume che risente della bassa marea dal camminamento sopra le antica mura e i suoi bastioni che si possono percorrere facendo il giro ininterrotto del paese: all’ufficio turistico veniamo a sapere che vi sono anche giri guidati. Questi bastioni sono l’unica attrattiva del paese, così che decidiamo di dedicare il pomeriggio  ai bimbi portandoli nella vicina piscina (qui) : l’acqua è calda (30 gradi) e la piscina molto graziosa, con pisci netta per i più piccoli , 2 vasche idromassaggio alcuni spruzzi per i bambini, uno scivolo, e la piscina grande addirittura con le onde. Non è grandissimo come complesso , nulla di simile ai nostri parchi acquatici, ma una bella piscina per alcune ore di relax e divertimento ad un prezzo ben più economico rispetto alle strutture di casa nostra. Dopo pranzo e dopo la nanna giungiamo a Kelso, parcheggiamo nel comodissimo parcheggio (qui)dietro le rovine della cattedrale  che sono l’unica bellezza del paese. Gironzoliamo per la piazza e un paio di vie del centro contornate da negozi ormai chiusi e decidiamo di cenare fuori presso il Cobbles Inn: veramente ottima scelta , primo pari merito con Kelsol’Oyster Inn: gustiamo piatti di terra come in arrosto di maiale stufato con un pure’ e mele, un filetto di anatra in salsa di prugne con tortino di patate e formaggio e insalatina di verza scottata e bacon , e un controfiletto di vitello con patate fritte fresche tagliate a mano anelli di cipolla  e funghi. Piatti ottimi gustosi, particolari, abbondanti e ben presentati accompagnati da una altra ottima birra scozzese ( la Best), il tutto per un prezzo nella norma ( tra i 10 e i 15 pound le portate principali)! Vale il viaggio davvero. Via di nuovo ci spostiamo per la notte a Bamburgh ove ci  sistemiamo nel parcheggio (qui) a vista del famoso  Bamburgh Castle. La mattina il castello apre tardi , alle 11 perciò tenetene conto; noi Bamburg Castleabbiamo fatto due passi ammirando la splendida veduta sulla spiaggia e poi ci siamo spostati a Durham, facendo tappa per pranzo lungo il Vallo di Adriano ad Housestads ove vi sono i resti di un antico forte: questo è uno dei tratti più spettacolari, tutto sommato vicino al tratto di vallo visto in precedenza. Prima di giungere qui avevamo chiesto informazioni all’ufficio turistico di Corbridge ove consiglio a tutti la Nicholls Bakery, panificio pasticceria in cui per la prima volta abbiamo visto dolci invitanti e dopo averli assaggiati li abbiamo comprato assieme ad ottime focacce al rosmarino e ai pomodorini anche queste per la prima volta simili ai sapori di casa: veramente una sosta consigliata. Duhram è stata una piacevolissima scoperta: dopoDurham aver faticato a parcheggiare essendo la segnaletica poco chiara ci siamo sistemati comodi al centro (qui) dove un agente ci aveva consigliato. Bel centro storico attorniato dall’ansa del fiume su cui potete noleggiare barche a remi, con stradine acciottolate e locali graziosi. Siamo saliti alla cattedrale molto bella sia  dentro che fuori che si trova accanto al castello che però era chiuso per un matrimonio. Veramente un paesino da non perdere come assolutamente da non perdere sarà la nostra prossima tappa : Whitby con la sua  Abbey. Dopo aver percorso il crinale della scogliera parcheggiamo (qui) comodissimi alla Old city. La  visiteremo domani ma ne approfitto per un giro by night e per un paio di foto. Consiglio a tutti questo giro di sabato sera lungo il bel molo pieno di Withbylocalini  affollatissimi in  cui giovani e anziani si mescolano nella comune abitudine della serata al pub o fuori a cena: ancor più bello il fatto che in alcuni piccoli pub gruppi di 50-60 enni seduti ai tavoli suonavano i propri strumenti musicali (alcuni di essi ormai un po’ strani) in compagnia rievocando musiche e ballate che attiravano ancor più la moltitudine all’interno per ascoltarli : come me molti passanti indugiano davanti e fuori questi locali strapieni di persone che danzano e scherzano allegramente bevendo fiumi di birra in compagnia. L’atmosfera che si respira per queste strade è indescrivibile, consiglio davvero a tutti una sosta in questo meraviglioso paesino: proseguo lungo il molo superando l’antico ponte girevole fino a salire sulla scogliera ovest da cui si ha una bellissima veduta della Whitby Abbey e del porticciolo; a seguire oltrepasso il ponte e continuo attraverso la old city gustando nuovamente la atmosfera che esce dai piccoli e caratteristici pubWithby per poi salire la gradinata che porta alla Abbey e alla St. Mary’s Church. Salendo consiglio di girarsi verso il molo per ammirare lo splendido scorcio. La Abbazia è chiusa e la posso guardare solo da lontano perciò scatto una foto e do l’arrivederci a domani. Di giorno il paesino si riempie nel  giro di breve di turisti in ogni angolo: tutto è un brulicare di attività, tanti negozi, bancarelle ristorantini in un contesto stupendo. Ci godiamo il centro e saliamo alla cattedrale che col sole offre scorci impagabili, dopodiché scendiamo al molo per mangiare un fish and chips in quello che la guida spaccia come il migliore di Inghilterra e a giudicare dalla coda che si forma fuori dal ristorante e dalla cucina take away direi di si: effettivamente il migliore mangiato qui. Potrete inoltre gustare pesce, ostriche , granchio e aragoste a prezzi ridicoli tanto che sono il piatto di forte di tanti baracchini che vendono pesce fresco da asporto! Insomma, veramente da  non perdere sotto tutti i punti vista. Dopo pranzo ci spostiamo a York (sosta qui) Yorkil cui centro è molto più piccolo di quello che ci aspettavamo. Giriamo attorno alle mura e attraverso una delle porte entriamo nella Old city dirigendoci verso la bellissima cattedrale di cui visitiamo  tutto compreso la cripta , evitando solo di salire sulla torre ( i biglietti per le visite sono separati): a seguire ci immergiamo nelle stradine del centro affollate di turisti ( una delle prime volte) e ci godiamo la veduta di molti bellissimi edifici. Una parte del centro è più tipica con case particolari e negozietti dall’aspetto un po’ antico, mentre una altra parte è costituita da vie più larghe costeggiate dalle grandi catene di negozi. Approfittiamo per fare acquisti in una piccola pasticceria che ha un aspetto invitante per comprare ottimi dolcetti e un te profumatissimo che ci gustiamo nel nostro camper avendo visto alcuni bar e sale da te anche con la fila per entrare.  Dopo questa merenda via verso Cambridge (sosta qui) che raggiungeremo l’indomani mattina: .Superata la zona con i negozi di abbigliamento e le grandi catene superiamo un po’ la iniziale delusione e giungiamo nella zona dei college: edifici Cambridgebellissimi con giardini curatissimi che però spesso non sono visitabili, oppure solo in parte e a pagamento: una persona del luogo ci consiglia di vedere il Trinity  College che si presenta con una porta principale gigantesca in stile Tudor e un bel cortile ( famoso per il film momenti di gloria). Purtroppo si riesce a vedere solo il cortile e la cappella del college in cui studiò Isaac Newton così dopo una pausa in un bel parco facciamo il giro dei Back ( i giardini del retro dei college) . In questo periodo dovrete rientrare e riuscire dai cancelli sul retro perche i punti comunicanti son chiusi, ma davvero fate questo giro: vedrete gli scorci migliori lungo il fiume compreso il ponte dei sospiri e alcune vedute su stupendi edifici scolastici. Comprenderete presto come tutto qui sia incentrato sulla vita del college: di sicuro sarebbe una esperienza unica respirare l’atmosfera dell’anno accademico in periodi in cui la città dovrebbe essere gremita di studenti. A parte gli edifici dei college  e giardini sul retro la città non offre molto altro ma in conclusione queste vedute meritano la visita della città che è incentrata sulla vita universitaria. Ci spostiamo per la notte (qui) a Lavenham che però tutto sommato Lavenhamnon si rivela nulla di eccezionale: un paesino piccolissimo con una cattedrale in pietra e alcune case a graticcio sparse per le vie del centro che sembrano cadere da un momento all’altro. Dopo pranzo ci spostiamo al Leeds Castle (qui) ( attenzione non si trova a Leeds, ma a sud di Londra, vicino Maidstone). Il biglietto è molto caro ( ha validità  un anno quindi è possibile tornare), ma dopo esservi entrati riteniamo che i soldi siano spesi bene: il castello è incantevole sia all’interno ma soprattutto all’esterno e si trova immerso in parco favoloso con laghetti e ruscelli affollati di gallinelle, cigni bianchi e neri, papere e oche. Piante e fiori di ogni tipo fanno da cornice a quello che poi è stato reso una attrazione per la famiglia: parchi giochi per bambini , castelli di legno per far calare i piccoli nell’età medioevale, il labirinto di siepi, spazi ove  fanno due spettacoli di falconeria al giorno ( alle 12 e alle 15) e tanto altro. Comunque anche Leeds Castlesenza bambini la cornice è sicuramente incantevole soprattutto in una giornata di sole in cui potete godere del parco facendo picnic o semplicemente riposarvi cullati dal venticello fresco. Sfortunatamente non credevamo che fosse così bello tanto che il tempo a nostra disposizione prima della chiusura non è stato molto. Comunque contenti ci dirigiamo a Canterbury fermandoci per cena a Chilam (qui) : è un borghetto di 4 case che potete girare in 5 minuti tutto incentrato come i tipici villaggi medioevali intorno alla piazza su cui si affacciano alcune case a graticcio, la cattedrale in pietra e il castello.  Nulla di trascendentale ma per chi viene da nord ed è diretto a Canterbury la sosta non costa nulla. Finalmente arriviamo a Canterbury (sosta qui) dove scegliamo di pernottare nel tranquillissimo parcheggio a 100 metri dalle mura cittadine senza divieti Canterburyche però la mattina scopriamo essere un car  park come poi del resto tutti ( ovvero solo  per auto….e il comune di Canterbury non ci considera auto!) La mattina visitiamo la bellissima cattedrale ricca di angoli e scorci unici, sembra essere un labirinto di stanze e cortili….veramente da non perdere, dopo di che gironzoliamo all’interno della cinta muraria cittadina per le affollate stradine ricche di negozi ma anche di antiche case a graticcio. Usciamo dalle mura solo per dirigerci verso un antico magazzino (The goods Shed Market) accanto alla stazione oggi diventato un piccolo mercato coperto con all’interno un piccolo ristorante: veramente consigliato: un grazioso mercato di prodotti locali in mezzo a cui sono inseriti tavoloni con sedie  di legno in  cui potete sedere e gustare ottimi piatti del giorno in base alle disponibilità del mercato stesso. Abbiamo gustato una zuppa di melanzane e pomodori al forno, petto di piccione con funghi  e pudding nero, salsicce di maiale al tartufo con purea di mele, purè e insalatina di verza e ancora  ottimo agnello con una salsa alla menta e patate al vapore. Veramente cose particolari e ben preparate e come già l’Oyster Inn …guida Michelin 2009 che a differenza dell’Italia in cui consiglia solo ristoranti con piatti striminziti e cifre da capogiro, qui in Inghilterra abbiamo appurato essere indice di qualità. Se vi piacciono i posti un po’ rustici dal fascino antico non esitate ad arrivare fino al The goods Shed Market and restaurant per vedere un angolino del paese assolutamente in linea con le bellezze storiche che quest’ultimo cela. Ritorniamo verso il camper passando dal castello che altro non è se non un rudere un po’ trasandato, e percorriamo un tratto del camminamento sulle mura cittadine; resto del pomeriggio di relax nella piscina del paese che offre anche la vasca famiglia per i bimbi con acqua molto calda: come al solito supereconomica. In serata ci spostiamo a Sandwich (sosta qui) , piccolo paesino a 20 km da Canterbury, macanterbury la breve passeggiata al crepuscolo forse non rende merito al paese che a questa ora è molto buio e che non si rivela essere il borghetto medioevale che ci aspettavamo. Dedichiamo la mattina seguente al parco faunistico Howlett’s wild animal park ( in loc. Bekersbourne a pochi km da Canterbury)  che presenta una vasta famiglia di gorilla, elefanti e altri animali della savana, il tutto in un immenso giardino: potrete addirittura camminare in mezzo ai lemuri in libertà: per chi ha bimbi al seguito è una occasione di svago e di mostrare loro animali a volte non presenti negli zoo. Dopo pranzo via verso il traghetto; lasciamo  la terra inglese consapevoli che le ferie stanno finendo ma che in Francia e Italia le tappe di rientro riserveranno  ancora sorprese. Da segnalare la sosta notturna nei pressi di Troyes a Bar sur Seine (sosta qui) , piccolo paesino con parecchie case a graticcio affacciate nelle vie del centro: di certo non quello che Bar sur Seinechiamiamo un paese turistico , ma una piacevole sosta tecnica con un contorno davvero grazioso. Per pranzo facciamo tappa a Dole (sosta qui) , ma senza visitarla, e per quello che scorgiamo passando sembra un paese molto carino con le mura attorniate da un fiume: ci promettiamo di visitarla in futuro dato che vogliamo arrivare in Valle d’Aosta presto. Poco prima ci fermiamo a Chamonix Mont Blanc nel comodissimo parcheggio (qui) con camper service:il centro molto grazioso, con le sue vie pedonali piene di negozi, bar  e ristoranti strapieni di turisti seduti nei tavolini all’aperto. Si respira aria di villeggiatura in ogni angolo, il tutto alla vista del ghiacciaio che sembra voler arrivare in paese. Facciamo una passeggiata per il  paese che non necessita di certo di presentazioni, in mezzo a balconi fioriti lasciando l ‘ascesa in cabinovia per l’indomani. Purtroppo fino ai 4 anni non fanno salire sulla funivia perché sale troppo rapidamente  (anche quella che arriva solo a quota 2300 ) perciò ripieghiamo sul trenino Montenvers che sale più dolcemente e porta vicino a un altro ghiacciaio: la tariffa è la stessa, un salasso, ma vale davvero la pena, o magari potrete risparmiare facendo la discesa a piedi. Il Chamonixtrenino a due vagoni sale in mezzo al bosco regalando la veduta del paese intero dall’alto fino ad arrivare sul ghiacciaio. Da subito vedrete il ghiacciaio nella sua imponenza poi scendendo a piedi verso la grotta di ghiaccio vedrete quanto spaventosamente si è ritirato dal 1820 ad oggi ( notate anche gli ultimi 19 anni!). In alternativa sia per scendere ( circa 1 ora con i bimbi e 30 minuti senza) che per salire potrete prendere la comoda e gratuita cabinovia che arriva a livello del ghiacciaio dove prenderete il sentiero per la grotta scavata all’interno del ghiacciaio, esperienza davvero bella. Gli scorci sono favolosi, l’esperienza di entrare nel ghiacciaio, emozionante e volendo potrete dilungarvi andando a camminare sulla lingua del ghiacciaio. Infine oltre al classico bar , ristorante e albergo troverete una piccola sala gratuita con all’interno animali della zona imbalsamati. Anche se ci piacerebbe scendere a piedi lungo il sentiero che in poco meno di due ore porta al parcheggio di Chamonix, scendiamo col trenino per rientrare , molto soddisfatti dalla giornata odierna, al camper e spostarci a Courmayer (area sosta) . Qui ci fermiamo solo per fare due passi prima di cena per la centrale via pedonale del tipico paese un po’ mondano di alta montagna pieno di turisti e negozi alla moda. Cena e via per passare la notte a La Thuile (area sosta) . Il paese è il classico paesino di alta montagna ( si trova a 1500m) attrezzato di passeggiate e parchi giochi, e da quello che sento La Thuileall’ufficio turistico molto ben attrezzato per la mountain bike, e nota positiva molto ben disposto verso i camper, in quanto presenta campeggio , una ottima area di sosta ma anche un sacco di parcheggi che in questa stagione sono accessibilissimi. Troviamo il mercato settimanale e ne approfittiamo per acquistare un po’ di formaggi dopo di che decidiamo di pranzare facendo una grigliata nella bellissima area picnic lungo il fiume: la più bella e ben attrezzata che abbia mai visto, con una trentina di barbecue in muratura e almeno il doppio di tavolini e panche in legno disseminati sotto la bellissima pineta accanto al fiume che scorre con potenza producendo un rilassante gorgogliare associato al bellissimo colore  azzurro cinereo. Tutto improvvisato ma veramente rilassante il pranzo in questo bellissimo spazio. Il paese offrirebbe ancora camminate, ascesa in seggiovia fino ai rifugi, alcune cascate, ma riproponendoci di tornare decidiamo di partire per rientrare in anticipo e sistemare con calma camper e casa lasciata ormai un mese fa.

Considerazioni generali: Le strade Scozzesi sono molto meglio di quelle inglesi: i single track inglesi sono ben peggiori di quelli scozzesi a causa delle alte siepi che vi sono ai bordi che tolgono visibilità e spazio: ciò nonostante ci si fa  presto l’abitudine. Nel complesso strade tenute benissimo , autostrade gratuite, ma soprattutto in scozia quando vedete strade secondarie e single track non esitate a percorrerli al posto delle principali, sono quelle che vi regaleranno gli scorci   e le esperienze più indimenticabili.  No overnight quasi ovunque ma non ci è mai capitato che qualcuno ci dicesse di allontanarci: se si sosta con riguardo e senza arrecare disturbo si trova facilmente posto. Toilette pubbliche per vuotare la cassetta frequentissime; ci è capitato di svuotare le grigie in alcuni benzinai con annesso lavaggio per auto, ove spesso trovate carico d’acqua gratuito ( nella colonnina aria e acqua , anche se con pressione bassissima). In questo non siamo mai entrati in un campeggio. La Scozia non presenta paesi grandissimi, anche le città sono molto ridotte, ma offre paesaggi  veramente particolari: di certo consiglio al primo posto una permanenza sull’isola di Skye, unico posto in cui sfortunatamente abbiamo trovato una giornata intera di pioggia. La parte della costa ovest delle Highlands è di certo la parte più affascinante a livello paesaggi, mentre la Cornovaglia ricchissima di paesini incantevoli immersi in un colore verde acceso dei suoi bellissimi prati. Complice l’annata buona abbiamo trovato ottime condizioni meteo, temperature sempre intorno ai 20 gradi  e anche più. Prezzi assolutamente più bassi rispetto ai nostri soprattutto sui generi alimentari, in particolar modo le carni ottime e a buon mercato (provate il filetto del collo di agnello). Nel nostro viaggio abbiamo evitato le grandi città per non disperdere troppo tempo, e abbiamo toccato molti punti senza approfondire nei minimi dettagli tutto, conseguenza del fatto che avevamo al seguito due bambini piccoli: in considerazione di ciò consigliamo comunque il viaggio a chi ha bimbi. Il nostro personale podio: Isola di Skye, Whitby, Saint Ives. Rammarico di non aver visto gli highlands games di cui avevamo scaricato a casa il programma; delusione maggiore : Loch Ness.


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Ci teniamo a precisare che nella sezione soste non troverete solo camping e aree di sosta ma sopratutto parcheggi gratuiti ove poter sostare semplicemente per una veloce visita alla attrazione turistica, oppure ove poter pernottare in tranquillità senza essere ne troppo isolati ne troppo in mezzo alla confusione: tutte le segnalazioni sono da ritenersi soggettive e vi preghiamo di segnalare ogni variazione. Per qualsiasi dubbio...chiedete:
info@robadacamper.com