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Viaggio in francia

Perigord Aquitania e dintorni

La curiosità era nata guardando su un forum le foto messe da un camperista, e da subito avevo cominciato a organizzare il viaggio in Perigord. Ponte tra 25 aprile e 1 maggio, arriva la primavera ed eccoci al solito viaggio con lo zio Luccio e questa volta con un amico in più; si parte facendo ovviamente le nostre solite tappe di avvicinamento. Comodissime le aree di servizio francesi che spessissimo presentano giochi per bambini , prati curati, zone picnic e servizi per i camper: cominciamo a capire di essere arrivati in una altra dimensione. In serata arriviamo a Vienne dove ci fermiamo nella comoda areaVienne municipale (qui) ovviamente in ottima posizione con camper service e gratuita (questa sarà una costante di questo viaggio in terra francese). Ceniamo e ci concediamo un giretto by night per il centro storico. Il paese ha un bel centro storico con viuzze ben illuminate e tanti localini affollati da ragazzi che si godono la mite temperatura nei tavolini all’aperto; inoltre mostra evidenti segni degli antichi abitanti : i Romani. Bellissimo la costruzione tipo tempio greco che scorgiamo in una delle piazze. Trascorriamo la nottata tranquilli e la mattina ci spostiamo attraversando il cuore della UzercheAuvergne, la zona dei vulcani,  alla volta della prima tappa: Uzerche (sosta qui) . La pioggia ci da il benvenuto ma noi non ci facciamo scoraggiare e usciamo con l’ombrello per addentrarci nelle viuzze del paese arroccato a fianco al fiume. Dal ponte che congiunge l’area sosta al paese si può ammirare tutto il borgo. Un negozio con migliaia di scatole di patè che è la specialità del Perigord ci accoglie. Il paesino è carino ma ancora non sappiamo che vedute ancor più particolari ci attendono. L’area è tranquillissima e accogliente e decidiamo di pernottare per partire l’indomani mattina con la prima delle digressioni al programma. Dato il maltempo decidiamo di inserire nel programma alcuni Pompadourcastelli; dopo aver fatto camper service di strada (qui) ci dirigiamo perciò a Pompadour (sosta qui) dove però arriviamo che l’orario delle visite guidate è terminato, perciò ci accontentiamo di qualche foto dall’esterno alla bella costruzione e ad alcuni acquisti in una gastronomia locale a 5 stelle. Desistiamo dall’attendere  il pomeriggio e ci spostiamo ad Hautefort dove il castello ci accoglie da lontano maestoso. Sostiamo nel parcheggio accanto al castello (qui) invece che nella area di sosta poco distante, ma Hautefortdi questa stagione l’affollamento lo permette! Gli interni non sono nulla di entusiasmante, ma la bella veduta ci appaga pienamente. Il borghetto sottostante non presenta nulla di rilievo. Dopo la nanna dei bimbi si riparte e facciamo tappa a Brantome nel parcheggio vicino al fiumeQui oppure (qui)dove veniamo accolti dalla papere che si riposano sulla riva. Il paesino è veramente grazioso, con il suo fiume e canali che lo avvolgono. Ci godiamo scorci di rara bellezza per circa un’oretta (il centro storico non richiede di più). Aperitivo in Brantomeriva al fiume a base di prodotti locali e cena in camper per poi spostarci di pochissimi km a Bourdeilles dove pernottiamo nella comodissima e panoramica area  (qui) accanto al fiume con veduta sul borgo. La mattina al solito compriamo l’ottimo pane francese in quantità e facciamo un giretto per il paesino salendo fino a raggiungere la terrazza panoramica sul fiume a fianco la chiesetta. La sistemazione è veramente ottima e la pace che si respira è veramente idilliaca. A malincuore lasciamo il paese decidendo la seconda grossa deviazione: tagliamo Perigeux per dirigerci Saint Emilionverso Saint Emilion (sosta qui) in piena zona del bordeaux. Deviazione consistente rispetto alle zone che avevamo in programma , ma assolutamente ne vale la pena. Vi accorgete di avvicinarvi alla rinomata località produttrice del famoso vino  quando intorno a voi, percorrendo le strette stradine di campagna vi trovate immersi in ettari e ettari di vigneti. Tutte le cantine e i poderi ( i loro chateaux) sono ben indicati e si possono scorgere dalla strada con le strutture Saint Emilioncostruite con la particolarissima pietra di tufo beige a cui fan da cornice i bassi filari delle rinomate viti. Anche Saint Emilion  è molto carino con le stradine acciottolate del centro storico, la bellissima veduta dalla torre municipale sui tetti del borgo. Ovviamente il vino la fa da padrone e tutti i negozietti ruotano intorno al rosso nettare. Il piacevolissimo pomeriggio è interrotto dal solito acquazzone che però non  ne offusca la bellezza. Essendo in compagnia di non amanti del vino decidiamo a malincuore di non far tappa in una delle tenute per la visita delle cantine e degustazione del vino locale, ma ci Monpazierriproponiamo di non mancare la prossima visita. Percorrendo panoramiche strade collinari ci spostiamo verso sud, per strade costeggiate da vigneti e da castelli, come Montbazzillac che ci accontentiamo di ammirare da lontano. Monpazier ci attende. Sistemazione al solito comodissima (qui)per la visita del paese. Dopo una notte di pioggia un timido sole ci invita ad uscire per le vie del borgo. All’arrivo nella piazza uno spettacolo meraviglioso si presenta ai nostri occhi. La pittoresca piazza con le case in pietra affacciate suBiron essa e i portici a volta, la tettoia in legno dell’antico mercato, come residuo del passato medioevale di quasi tutti i paesi che visiteremo. Alcune viti si arrampicano intorno alle colonne degli edifici, mentre alcune rose coloratissime sembrano come dipinte in un quadro impressionista. La piazzetta è di sicuro la cosa più graziosa del paesino. Ci spostiamo per arrivare al’ora di pranzo al vicinissimo castello di Biron (sosta qui) immerso in un bellissimo paesaggio collinare; la pioggia continua e mentre noi restiamo in camper a mangiare con i bimbi , il resto della truppa visita il castello che si Belvesrivela completamente spoglio, ma dal punto di vista architettonico molto carino. Ci spostiamo a Belves (sosta qui): piccolo borgo con la solita tettoia del mercato e un piccolissimo centro storico formato da strette viuzze costeggiate da case in pietra. Il tempo  continua ad essere inclemente e anche al nostro arrivo a Limeuil la pioggia non cessa. Parcheggiamo nel comodo parcheggio (qui)ai piedi del paese ove due cigni sembrano fare da custodi al fiume in piena. Saliamo a piedi per Saint Leon sur Vezerele strette stradine su ripide salite perdendoci nel surreale silenzio del borgo che avvolge i caratteristici cortiletti semi abbandonati . La pace di questi piccoli borghi è veramente sensazionale e viene interrotta solo dal cinguettio di una moltitudine di uccellini. La strada verso Les Eyzies de Tayac (qui) attraversa una zona ricca di grotte e parchi tematici incentrati sulla preistoria. La mancata visita alla famosa grotta di Lascaux   e i suoi disegni rupestri rimarrà forse l’unico grande rimpianto di questo viaggio Attraversiamo anche stretti passaggi tra costoni rocciosi e passiamo in mezzo a fittissimi boschi per poi arrivare a Les Eyzies che offre un colpo d’occhio eccezionale con le sua casette addossate alla roccia che sembrano essere un tutt’uno; dato che qui si è quasi obbligati ad entrare nell’area di sosta piena però di fango, e visto  che il minuscolo paesino a parte quei caratteristici 100 metri non sembra offrire altro, decidiamo di non fermarci e ci spostiamo a LimeuilSaint Leon sur Vezere dove per non infangarci posteggiamo (qui) sul campetto da basket. Andiamo a cena nell’unico ristorante aperto e quella che dalla zuppa sembrava una scelta sbagliata, sui secondi si è rivelata una piacevole sorpresa: abbiamo gustato ottimi piatti ben preparati. La mattina seguente ci svegliamo con un gruppo di cavalli che pascolano liberi a fianco ai camper, il  prato bagnato con riflessi iridescenti e un bellissimo sole  rendono l’atmosfera magica. Ci concediamo un giretto per le vie del paesetto che si risolve in una mezzora: solo silenzio e tranquillità, assaporiamo momenti di rara pace. Ci muoviamo Sarlat le Canedaverso Sarlat le Caneda, uno dei paesi più grossi che visiteremo.(sosta qui) Le viuzze del centro storico sono straordinarie costeggiate da palazzi in tufo beige, con mille decori e dalla architettura molto curata. Il centro è molto vivo e ci immergiamo nelle strette stradine piene di persone e bancarelle che vendono prodotti tipici. Decidiamo così di pranzare nel prato dietro la cattedrale, mangiando formaggi e leccornie acquistate in loco. E’ forse il primo paese che veramente è ricco di vita, e immaginiamo la folla che vi possa essere nei mesiBeynac et Canezac estivi in cui migliaia di turisti si riverseranno per le strade del borgo. Tuttavia il primo pomeriggio abbiamo terminato la visita e con il ricordo dei pittoreschi scorci che ci ha offerto il paese siamo pronti a ripartire. Anche a Beynac et Canezac , al solito la sosta (qui) è stracomoda vicinissima al famoso castello dove hanno girato Giovanna d’Arco. All’arrivo la vista del borgo che sembra un tutt’uno con la roccia ci emoziona e Beynac et Canezacimmediatamente non vediamo l’ora di scendere. Il castello domina la vallata arroccato sopra il costone roccioso e sembra sorvegliare la vita in paese. La salita al castello è un po’ faticosa con il passeggino (consigliamo di lasciarlo al camper) ma lo spettacolo è appagante: sembra di tornare indietro nel tempo ed entrare in una altra dimensione. Dalla cima del castello si gode una vista stupenda sulla vallata in cui è possibile scorgere altri tre castelli ( tra cui Castelnaud la Chapelle (sosta qui) che osserveremo solo da vicino data l’ora).Scendiamo a piedi per le strettissime e ripide stradine del borgo antico collegato al castello come se fossero un unico corpo, godendoci la vista di parecchi angolini fiabeschi. Anche questa giornata volge al termine e per cenaLa Roque Gageac decidiamo di spostarci dopo esserci avvicinati a Castelnaud la Chapelle a  la Roque Gageac, che si presenta a noi in tutto il suo splendore adagiato contro la prete rocciosa a fianco al fiume. Questi ultimi due paesini offrono scorci veramente da favola, e sono sicuramente due tra le vedute più belle del Perigord. Anche qui l’area (qui) è comodissima e in posizione veramente panoramica. Aperitivo on the road e cena e poi a nanna. Di fatto il paese è costituito i un paio di vicoletti e basta, quindi la sua visita richiede dieci minuti e basta , ma la visione di insieme merita davvero una sosta. Probabilmente in altra stagione deve essere molto bello fare una gita a  bordo dei battellini Dommelungo il fiume, particolarmente in questo tratto dove borghi e castelli sono tutti affacciati su di esso. La mattina seguente ci spostiamo a Domme che offre al camperista una area sosta gratuita a 5 stelle: (qui) prendiamo il trenino per la gioia dei bimbi che attraverso la bellissima porta di Tour ci porta in paese: troviamo il mercato che attira locali e turisti nella piazzetta principale, cosicchè facciamo un po di spesa; poco distante dalla terrazza panoramica possiamo ancora scorgere la Roque Gageac. Due acquisti e un giretto per le vie del paese che denota subito la sua connotazione turistica. Merita sicuramente una visita, come merita la pennichella nella bella e tranquilla area sosta. Un piccolo riposino e poi ci spostiamo a Montfort (qui): anche questo paesino è molto piccolo ma la vista arrivando dalla statale è fenomenale in particolar modo in questa stagione con i contorti rami ancora privi di foglie che rendono Montfortal paesaggio un tocco medioevale. Il castello (privato) è molto carino e ci dobbiamo accontentare di vederlo da fuori. Di sicuro sarebbe bellissimo osservare il paesino al tramonto quando la calda luce potrebbe far risaltare le tonalità rossicce dei tetti e delle pietre del paese. Un quadretto veramente piacevole.  A questo punto usciam dal Perigord per poi rientravi inseguito: destinazione Rocamadour (sosta qui) : il paesaggio muta la terra da rossa, torna ad essere grigio-argillosa e la vegetazione diventa molto più brulla. Attraversando bellissime colline arriviamo a Rocamadour dove il paese ci offre la sua spettacolare Rocamadourveduta. Arroccato sul fianco del costone roccioso sembra dover cadere da un momento all’altro: ci sistemiamo nel parcheggio del castello in cima la borgo. Dopo cena scendiamo a piedi per il comodo sentiero a fianco il santuario e andiamo a osservare il borghetto con le luci della notte. Anche il castello è illuminato in maniera coreografica. Incrociamo il trenino che fa il giro in notturna andando fino al versante opposto dove si fa una Rocamadourpausa per far due foto: la musica di sottofondo , l’oscurità e le luci sulla città rendono l’atmosfera magica: in questo modo approfittiamo per scendere dal treno allo stesso livello del parcheggio evitando così la salita. L’indomani scendiamo per la visita: il borgo è molto carino e gli scorci del castello spettacolari: merita veramente una sosta. Per la risalita potete utilizzare gli ascensori che a dir il vero sono veramente carissimi. Ci spostiamo risalendo in direzione della autostrada per il ritorno e facciamo tappa per pranzo a Carennac (sosta qui) : il borgo è  carino, peccato i lavori in corso di rifacimento di alcune strade che tolgono un po’ di fascino alla location spezzando la magica Carennacquiete del luogo. A seguire facciamo tappa a Turenne che al solito ci accoglie con una comodissima area sosta gratuita (qui) : un giretto per le viuzze del borgo con le case dai tetti di ardesia che creano un effetto straordinario e una buona crepe in un baretto tranquillo. La giornata è splendida, assaporiamo tutta la pace di cui sono ricchi questi paesini , ma le sorprese non sono ancora finite. Dopo aver visto veramente tanti paesi particolarissimi quasi queste piccole perle di bellezza cominciano a sembrarci normali: ci avviamo così verso l’ultima meta prevista del nostro viaggio: Collonges la Rouge. Sosta (qui) supercomoda e Collonges la Rougepanoramica anche questa volta, ancora una volta il camperista viene agevolato rispetto al turista in auto. Nella luce del tardo pomeriggio facciamo un giretto per le vie del borgo dal caratteristico colore rosso: tutte l case son costruite con particolarissime pietre di colore rosso: la visione di insieme è spettacolare e particolarissima, e in ogni angolino trovi scorci da favola. Le stradine fervono di vita e sono affollate da parecchi turisti (essendo il 1 maggio). Questa è veramente la degna conclusione del nostro bellissimo viaggio, la ciliegina sulla torta per una regione che veramente ci ha stupito con le sue bellezze. L’area di sosta gratuita immersa nel verde è veramente troppo invitante e decidiamo così di fermarci anche per la notte: cena con vista su un bellissimo tramonto e poi tutti a nanna, per essere poi svegliati la mattina seguente dal furgoncino del fornaio-pasticcere che evidentemente tutte le Perougesmattine viene all’area per vendere ai camperisti. Ripartiamo verso casa ma decidiamo di arricchire il viaggio di ritorno con un paio di soste: Thiers (qui) non ci affascina un gran che e decidiamo così di proseguire fermandoci a Perouges (sosta qui) : bellissimo borghetto tutto costruito con sassi di fiume, come ottima la cenetta in una locanda locale (Auberge du Coq web) a base di piatti tipici spendendo una cifra modestissima. La piazzetta con attorno 3 osterie tipiche, le casette in pietra abbellite da alcuni dipinti e da una meridiana, il grande Tiglio al centro della piazza  sono un quadretto veramente incantevole. Che dire una ultima chicca (veramente da non perdere) aggiunta al nostro viaggio. Proseguiamo per passare la notte ad Aiguebelle (qui) poi l’indomani partenza per rientro alla base.
Che dire un viaggio veramente bellissimo per chi ama borghi , castelli e tanta tranquillità, in paese che veramente dovrebbe essere preso a modello per la mentalità giusta rivolta al turista camperista: col camper veramente tutto facile anche per un principiante. Da non perdere: i formaggi francesi, il buonissimo pane sempre croccante e tra i paesi….che dire …..uno più bello dell’altro!

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Ci teniamo a precisare che nella sezione soste non troverete solo camping e aree di sosta ma sopratutto parcheggi gratuiti ove poter sostare semplicemente per una veloce visita alla attrazione turistica, oppure ove poter pernottare in tranquillità senza essere ne troppo isolati ne troppo in mezzo alla confusione: tutte le segnalazioni sono da ritenersi soggettive e vi preghiamo di segnalare ogni variazione. Per qualsiasi dubbio...chiedete:
info@robadacamper.com